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Discussione: Op. Rough Road 8-9 Marzo 2008

  1. #51
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    R.O.S.
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    adesso mi sono rotto, il debriefing l'ho scritto, forse l'avete letto; di fare una caxxata capita; io mi ritrovo a scoprire che ci sono state invettive contro di me ed il mio club dopo il fattaccio al qg; cado dal pero xkè nn ne so nulla e fanbrodo, se è la conclusione di uno sfogo momentaneo me ne frego, cerkiamo come altri hanno detto e come credo di aver fatto io nel mio debriefing, di capire dove abbbiamo toppato come fazioni e non sempre ste manfrine io bello tu brutto; pare che ci sarà un altro evento simile dal jarc a giugno, vediamo se siamo stati abbastanza maturi da rivederci senza rancori ed avendo compreso i nostri errori, ciao drughi e fate i bravi.

  2. #52
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    Quote Originariamente inviata da grigio Visualizza il messaggio
    ...

    scusa ma io non "vorrei" e non "dovrei" manco scrivere. penso che ti sbagli!!! primo perche' te la giri, cucini e mangi da solo senzache' agli altri dai parola di replica, con la conseguente figura. secondo perche' scrivi troppo e tanto e poi fai notare benissimo le tue contraddizioni che rimangono evidenti. il softair e' quello che e'... tutti fanno... indovinano o sbagliano. ma a leggere tutti sti' post.. crititche fatte in casa tra pochi e per pochi eletti, non credo sia <sportivamente professionale>! rimango estasiato nel leggere questo che scrivi: (e rispondo poi dopo) :
    "troppi vincenti e furbi in giro, altrimenti: esattamente come quei tizi che di notte parlottavano tranquilli in un capannello in mezzo alla strada con cicero e tattoo a 5 metri.
    i miei sono usciti, li hanno illuminati (cicero anche con il laser verde necessario all'nvg), non gli hanno sparato perchè inutile e pericoloso, gli hanno intimato di arrendersi: quelli hanno risposto "perchè?" si sono aperti e hanno cominciato a sparare .
    totale 4 colpiti e un sopravvissuto loro, 2 operatori persi noi.
    troppo vincenti e sicuri per ragionare: forse non sono adatti a questo tipo di eventi, anzi, non sono adatti al "buon" soft air.
    manteniamo sempre un dubbio su quello che facciamo (lo dico perchè molti degli interventi che precedono il mio non lo fanno) proprio per non finire come loro."

    da ultimo, ma non perchè ultimo, i ringraziamenti e le scuse: grazie a tutti e scuse a tutti, in particolare ai ragazzi sacrificatisi nella "testuggine" (il nostro dispositivo di difesa).
    ciao da grigio (parsifal 6)
    ================================================== =====
    ci arrivi da solo alle tue contraddizioni? no? scusa ma come puoi dire cose del genere se tu non c'eri???? che fai? parli a partito preso perche' erano, come li chiami tu <i tuoi> a raccontartelo? vero che hanno intimato la resa, ma e' pur tanto vero e reale che i "tuoi fanciulli", a causa di uno solo che ha sparato a loro, visto che tutti gli altri erano non combattivi (il fatto che stavano parlando accanto alla strada con armi a riposoe ad alta voce ti suggerisce niene? magari "forse" qualcuno aveva danni in corso no?) comunque... il fatto che uno su sette abbia risposto al fuoco dei <tuoi soldiers> non li autorizzava affatto a sparare all'impazzata su tutto il gruppo! e al peggio, ad altezza viso! se tu stesso dici "non gli hanno sparato perche' inutile e pericoloso" scusami ma... se hanno valutato che lo era inutile e pericoloso, che min****a hanno sparato a fare su tutti ?? non era pericoloso? cmq vabbe' per me stoppo qua', senno' si innescano micce che manco si immaginano... chiacchiaere , polemiche odiose e discorsi acerbi che non portano a niente! rimane di fatto certo, come tu stesso ammetti, che i tuoi valutando la pericolosita' della distanza, nonostante solo uno del gruppo dei sette (perche' tanti erano!) ha sparato per istinto o perche' si era spaventato , i tuoi non si sono manco chiesti il perche' gli altri sei non sparavano e non si nascondevano , questo. hanno sparato indiscriminatamente a casaccio sull'intero gruppo, colpendo alle spalle, in viso senza ritegno, e quelli che tra i sette non erano colpiti hanno sparato rispondendo al fuoco "indiscriminato" dei tuoi... altroche' filippiche sulla breve distanza! se solamente i tuoi ci avessero dato il tempo di dire al cretino che tra di noi gli ha sparato prendendo iniziative da solo, forse nessuno avrebbe sparato a nessuno. il mio, puntualizzo, e' un raccontare episodi da un punto di vista differente dal tuo, che comunque rispetto e capisco. il tuo e' un racconto <rielaborato> sul sentito dire, perche' tu non c'eri. il mio e' il racconto di chi e' stato preso in faccia dai tuoi, che hanno continuato a fare fuoco nonostante ci si sia dichiarati e alzato il braccio andando allo scoperto, prendendo ancora altri pallini in faccia. capisco la notte, la stanchezza e la tensione ma.... io non ho raccontato l'episodio che comunque per noi e' rimasto divertente alla fin fine, ma di certo non ci dipingiamo eroi e non ci spacciamo velatamente per predator contro arnold swarzenegger dicendo che sulle nostre armi montiamo raggi laser, putatori a ricerca di calore, satellitare e macchina per il caffe'. e' e rimane softair comunque e in ogni caso... nel gioco del calcio i calciatori si sputano, bestemmiano e si prendono anche a pugni... nel nostro sport questo non e' mai accaduto, e mi auspico che mai accadra'... cerchiamo, tutti assieme di temperarlo affinche' rimanga e resti tale. c'è chi non si dichiara e chi invece lo fa', c'è chi reagisce emotivamente in ritardo e chi in tempo reale, cercare di non fomentare discussioni inutili e sopratutto antisportive credo sia impegno serio e costante per tutti. mi associo a quelli che parlano dicendo che bisognerebbe parlare piu' di tecnica e di tattica... ma senza fare i <poeti> della circostanza.. gli errori aiutano a migliorare ... sarebbe bene anche ricordarsi che le battaglie vinte non portano il nome dei singoli soldati che hanno fatto le azioni vere, ma portano quelle del loro comandante e del nome della loro squadra. quando si riuscira' , in italia, a capire questo, "forse" tutto andra' meglio per tutti.
    ti prego, e te lo dico innanzi a tutti, di non considerare questo mio racconto come minaccia, provocazione o scemenze del genere, ma lo sfogo di chi <presente> al fatto, si vede raccontare episodi che di fatto, non ci sono stati. nello scontro, tra l'altro, siamo morti quasi tutti! io, fossi stato nei tuoi, non avrei mai aperto il fuoco contro sette persone a quella distanza, e' ovvio che la speranza di rimanere in vita e' persa! ti abbraccio con affetto e ti saluto cordialmente. zuiko

  3. #53
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    zuiko, ci devi scusare, siamo "abituati bene": alla winter silent night di un mese fa, il comportamento degli operatori della peke (una quindicina, variamente disposti all'interno di una fattoria di più edifici) e di altri operatori su obiettivi visitati durante la notte era stato decisamente differente.
    esattamente corrispondente al (e rispettoso del) "nostro".

    credo tu ed i tuoi (cos'è, pensi io non conosca il club di appartenenza?) non abbiate compreso la peculiarità di questo tipo di eventi.

    saluti da paolo "grigio"
    Ultima modifica di Grigio; 17/03/2008 a 20:00

  4. #54
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    scusami ancora...
    forse non ho saputo esprimere i miei contenuti a mezzo di lettere e numeri. ma perche' parli sempre al plurale? "noi"... "abbiamo" "loro"... e poi, perche' parli di cose portate ad esempio nazionale come fossi alle olimpiadi? scusami e'... ma la risposta che dai , assolutamente niente c'entra con quanto ho scritto. tu mi parli di combat che avete fatto un mese fa' con chissa' chi.. chissa' dove.. e chissa' come. io non c'ero... sono onesto e non parlo mai a nome di altri, come non racconto episodi per sentito dire.. per il resto mi scrivi pure: "" credo tu ed i tuoi (cos'è, pensi io non conosca il club di appartenenza?) "" credo che sia un'improvvisato tentativo di investigazione.. che sono piu' che certo ti manda fuori strada... tranquillo perche' e' cosi'.... sai tra militari "veri" cosa dicono: non sottovalutare mai il tuo nemico... tu mostri e ostenti troppa sicurezza.. troppa... tra l'altro, non volermene, ma riscrivi cose che non c'entrano niente ! cosa vuoi comunicare pubblicamente con il tuo: credo tu ed i tuoi (cos'è, pensi io non conosca il club di appartenenza?) , la tua capacita' di aver capito che cosa? a quale club appartengo...? a quale squadra sono iscritto... mica ti capisco! io non faccio come qualcuno.... zuiko parla solo a nome di zuiko, e non a nome di altri. ostenti troppa sicurezza quando scrivi... non e' cortese, perche' e' indice di prevaricazione velata, come pure poi, vai a vedere se e' anche vero! se sei certo di aver fatto centro, allora scusa... scrivilo no? -- con la stima e l'affetto di sempre, ti saluto cordialmente. (è solo un gioco, e' vero, ma come dici tu, bisogna saperlo fare!) ciao.


    Quote Originariamente inviata da grigio Visualizza il messaggio
    zuiko, ci devi scusare, siamo "abituati bene": alla winter silent night di un mese fa, il comportamento degli operatori della peke (una quindicina, variamente disposti all'interno di una fattoria di più edifici) e di altri operatori su obiettivi visitati durante la notte era stato decisamente differente.
    esattamente corrispondente al (e rispettoso del) "nostro".

    credo tu ed i tuoi (cos'è, pensi io non conosca il club di appartenenza?) non abbiate compreso la peculiarità di questo tipo di eventi.

    saluti da paolo "grigio"

  5. #55
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    Wink

    vorrei tornare in ot e lasciar perdere diatribe....

    quotando in pieno l'analisi di girgio, mi permetto di fare dei suggerimenti per un eventuale evento simile, tenuto conto che in se per se il tutto non è stato poi cosi male......

    vorrei cominciare con il fare i complimenti ai team organizzatori (è sempre di rigore ringraziare chi si fa il cxxxo ad organizzare e mettere su una gara), passo quindi ai consigli:


    prigionieri – bisogna stabilire delle norme di condotta precise e rigide (magari da leggere e consegnare agli stessi prigionieri appena “arrestati”) si eviterebbero lampi di pazzia futili ed idioti (gente che tenta di scappare, spara, si fa saltare in aria…)
    non è necessario spogliare i pow del materiale (se non si è dotati di un adeguata armeria dove poterlo riporre…sappiamo tutti quanto è delicato e costoso, e quanto ci teniamo ai nostri fucili e buffetterie…privarcene non è semplice) se si fissa una regola semplice ma efficace ovvero si stabilisce che il prigioniero è congelato per un tot tempo (tempo di prigionia ben stabilito dal regoamento di gara) e non può assolutamente fare niente, ecco che si eviterebbero condotte scellerate!
    -equipaggiamenti talebani – si deve pensare ad un modo di vestire le truppe irregolari non dotandole di sofisticati strumenti vedi visori notturni ed armi ipertecnologiche… così non è simulazione

    -strategia talebana – pensare di attaccare, tenendo sempre viva la tensione delle forze angloamericane, con piccoli nuclei/cellule costantemente e localizzando gli attacchi sempre in punti differenti, così come accade nella realtà si (avrebbero così giocato tutti e tutti si sarebbero divertiti ) questo avrebbe dovuto portare un collasso del sistema di occupazione anglousa che avrebbe avuto problemi per monitorare gli attacchi, difendere il perimetro coordinare le pattuglie e le recon

    ecco, questi sono solo alcuni suggerimenti, ve ne sarebbero altri....ma vorrei evitare di fare il saccente, bastano quindi pochi accorgimenti e la gara sembrerà + una sim che un "raduno spara spara".ok

    tenete comunque conto che highlander, colpi di matto,nervosismi si verificano e verificheranno sempre....è la natura....basta prevedere un regolamento che sancisce delle penali ed il gioco è fatto!

    saluti faina

  6. #56
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    @alexfina
    spero che gli organizzatori facciano tesoro dei vari suggerimenti scritti!

    @zuiko
    cosa vorresti comunicare alla community?

  7. #57
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    debriefing - resistenza

    i preparativi della resistenza hanno avuto inizio circa 3 settimane prima di rough road. eludendo le difficoltà dovute al fatto di essere distanti e non aver mai collaborato prima, tiburon e veleno dei mast, mela dei cheyenne, agaricus dei mercenari, proff e vx degli orsi bruni tramite videoconferenza hanno elaborato una strategia iniziale di massima abbastanza lineare: piccole pattuglie dei mast avrebbero creato disturbo presso l’avamposto delle forze di occupazione e due fuoristrada dei cheyenne avrebbero eseguito un finto attacco da ovest sempre verso l’avamposto allo scopo di costringere il comandante delle forze di occupazione a spostare mezzi e uomini a protezione dell’avamposto. di questi spostamenti ci avrebbero informato i civili accampati nei pressi, suggerendo il momento più opportuno per sferrare il vero attacco nei pressi del comando delle forze di occupazione che – si riteneva – sarebbe stato parzialmente sguarnito.
    i ruoli in campo sono stati definiti in maniera molto chiara: tiburon e vx presso il campo della resistenza avrebbero diretto le operazioni, veleno ed agaricus dei mercenari avrebbero controllato i due passaggi (obbligati) sotto i ponti rispettivamente ad est ed ovest, proff e mela avrebbero guidato l’attacco al comando da nord e sud. yuri coi green team six (messi al corrente dei piani in seguito) avrebbero controllato la piana con la coltivazione di droga e l’accesso centrale al campo della resistenza.

    ci ritroviamo sul campo e facciamo tutti insieme un briefing dove ripassiamo i piani, definiamo le frequenze radio, distribuiamo le mappe (i cheyenne ne hanno preparata una falsa da far ritrovare alle forze di occupazione sui loro fuoristrada), definiamo i nomi da utilizzare: sole (mast), mare (cheyenne), luna (green team six), terra (orsi bruni), cielo (mercenari). ed ancora, nonna papera (campo base), topolino (comando distaccato orsi bruni/cheyenne), sardi (civili). questi ultimi vengono condotti da subito nei pressi dell’avamposto (senza farli passare dal campo base) dove piazzano le loro tende e nascondono da qualche parte armi, radio e fucili.

    al pronti-via succede subito l’imprevisto… il gruppone guidato da proff entra subito in contatto con le forze di occupazione ed anticipa l’attacco previsto al comando. in quel momento le forze di occupazione si stanno ancora organizzando, col risultato che molto del loro personale non è ancora stato dispiegato per il territorio e può essere quindi efficacemente impiegato nella difesa del comando col risultato che l’attacco fallisce e solo 3 operatori riescono a sganciarsi. i prigionieri presi (a quanto mi dicono) vengono interrogati, posti in posizioni di stress e chiusi in una stanzetta del comando. nell’attacco vengono riconosciuti 2 dei 4 membri della resistenza ricercati (e quindi da considerare come obj acquisiti). proff, uno di questi, traccia a caso sulla carta i punti relativi al campo base della resistenza e dei campi di coltivazione di droga. non è in effetti a conoscenza di questi ultimi ed ha solo una vaga idea della collocazione in carta del proprio campo base.

    presso il campo base della resistenza c’è un po’ di frustrazione… gli uomini a disposizione sono relativamente pochi (circa 40 contro circa 70 delle forze di occupazione, volutamente in numero maggiore sin dalla pianificazione della missione), rischiare il riscatto dei prigionieri è impossibile e poi l’obiettivo rimane congelato per 2 ore. in vista di una possibile controffensiva, teniamo ferme le forze a difesa del nostro territorio e cerchiamo di avere notizie dai civili relativamente allo spostamento delle forze di occupazione verso le nostre zone. i civili non segnalano nessun particolare movimento, si muovono da un comando all’altro in cerca di notizie, ma ad un check point vengono trovati in possesso di una radio e quindi trattenuti presso il comando come sospetti. ovvio che in queste condizioni non possano rispondere ai miei tentativi di contatto, lasciandoci ignari di ciò che sta succedendo nei territori occupati.

    continua a non succedere nulla. cerco di capire cosa fare, ma tiburon e sly (orsi bruni – anch’egli al campo base) mi fanno capire che è necessario attendere ancora prima di agire. dopo circa un’ora decidiamo di mandare sly da civile in territorio nemico, utilizzando la mia macchina. questo ci permetterà se non altro di capire che sta succedendo. nel frattempo contatto i 3 superstiti del primo attacco e gli ordino di sequestrare gli ispettori onu o qualsiasi operatore delle forze di occupazione perché ho bisogno urgente di merce di scambio per far liberare il mio personale ancora trattenuto presso il comando. dopo un’altra mezz’ora finalmente la prima buona notizia: i 3 operatori hanno sequestrato un contractor, dò quindi loro disposizione di consegnarlo a luna, che lo custodirà in un luogo sicuro e lontano dal campo base. quasi contemporaneamente sly si presenta presso l’avamposto e – trovandovi l’onu – comincia a protestare per una presunto attacco ai civili condotto in zona “calda” dalle forze di occupazione. l’onu accetta di seguire sly con la sola propria scorta (le forze di occupazione non si aggregano) e una volta in territorio controllato dalla resistenza, il mezzo di sly si blocca, gli uomini di luna sbucano improvvisi e sequestrano i due ispettori, subito condotti al campo base. il contractor di scorta viene custodito insieme all’altro.

    neanche il tempo di salutare i miei ospiti e vengo a sapere del rilascio degli operatori della resistenza prigionieri presso il comando…. improvvisamente non ho contropartita adeguata per il rilascio di entrambi gli ispettori! decido comunque di liberarne uno in cambio del rilascio dei civili e trattengo l’altro in attesa degli sviluppi e accusandolo di non aver fornito sufficiente protezione ai miei civili.
    nel frattempo ecco presentarsi il resto dei contractors alla ricerca del loro personale da noi trattenuto. entrano subito in contatto con luna e – vincendo l’ingaggio – fanno 7 prigionieri. ormai non ho più utilità di trattenere i contractors così decido di scambiarli con i nostri 7. per convincere i contractors propongo in contropartita anche l’ispettore onu, ma mi dicono di non essere interessati. allora cedo 5 kg di droga ed il gioco è fatto. comunque hanno avuto il sentore della nostra posizione, perciò faccio rientrare immediatamente tutto il personale liberato e lo pongo a difesa aspettandomi un imminente attacco. seguono delle trattative tra l’ispettore onu e il comando delle forze di occupazione. evitiamo di parlare direttamente, ma ascoltiamo tutto in viva voce. ogni tanto minacciamo di uccidere l’ispettore per frenare il probabile impeto degli avversari.

    siamo attestati in difesa, ma luna, sole, cielo, terra e mare continuano a non segnalare nulla. al campo base decidiamo di prendere l’iniziativa, unendo gli scalpitanti uomini di tiburon a terra e luna per un attacco congiunto sull’avamposto. nel giro di poco tempo il passaggio viene attraversato e l’avamposto cade. non abbiamo uomini a sufficienza per occuparlo e perciò gli operatori si apprestano a ripiegare, comunque soddisfatti dell’azione.

    di seguito uno strano episodio. ricevo una visita al campo da parte dei civili uno dei quali – saprò in seguito – ha preso accordi con altre persone per fornire informazioni relative al nostro campo base. quando si presentano, qualcuno dei loro mi appare un po’ nervoso e non è molto chiaro ciò che vorrebbero dirmi in privato. insospettito, imbraccio il fucile e lo punto sui civili. ci rimangono male, ma vogliono rimanere. il che mi induce a mandarli via nel più breve tempo possibile con l’ordine di aggregarsi agli altri da semplici operatori. ritroverò due di loro la mattina successiva arruolati nei contractors.

    ora – siamo nel cuore della notte - le forze di occupazione si fanno finalmente vedere, seppure per molto tempo rimangono inchiodate a 600-700m dal nostro campo base, cercando di sfondare sempre per vie centrali, lungo la carrabile principale che conduce al campo base. dai e dai, lo scontro arriva a ridosso dell’area interdetta (strada asfaltata) provocando non poco disappunto presso i rispettivi comandi. a questo punto lo slancio sembra svanire, ma in realtà una pattuglia guidata da grigio sta già compiendo un largo giro… ricevo nel frattempo una strana telefonata: “air strike in c6”…
    non so che dire e rispondo “negativo”
    (si corregge) “ahem… c16”
    “mmm…. negativo”
    (insospettito)… “identificati”
    “identificati tu!”
    “tristano06”
    ….”negativo!”
    la telefonata si interrompe. dunque stanno preparando un air strike sulle nostre coltivazioni di droga, questo è quello che mi viene in mente. in realtà il comando delle forze di occupazione sta cercando l’autorizzazione per un air strike sul nostro campo base, pur non conoscendo esattamente le coordinate. le due coltivazioni, poste in coordinate eu50 4672850n-0431290e e 4674739n-0431767e, non sono state individuate dalle forze di occupazione, ma – e questa è una delle cose da correggere – sul campo mi sono reso conto che erano poche le ore di luce a disposizione degli avversari e di notte i campi erano difficilmente individuabili o confondibili con altre cose (vedi pezzi di nastro bianco/rosso a protezione di qualche zona pericolosa).

    alla fine grigio arriva a ridosso del nostro campo base. sono circa le 04:30, ho a disposizione davvero pochi uomini (la maggior parte è esausta e sta riposando), sveglio quelli che ho alla mia portata, si mettono a protezione mentre io e tiburon ci diamo alla fuga in direzione est. sentiamo gli scontri proprio di fronte a noi e dopo circa mezz’ora – quando la calma sembra tornata – transitiamo di nuovo presso il campo base e prendiamo la via di fuga nel settore ovest del territorio. nel contempo agaricus e sly prendono le redini della fazione.
    io e tiburon veniamo recuperati da terra e partecipiamo all’attacco mattutino presso l’avamposto che cade di nuovo (molti difensori li troviamo addormentati in tenda). ci dirigiamo pressoché subito presso il comando delle forze di occupazione, praticamente non incontrando alcuna resistenza. l’attacco parte, ma qualcosa va storto nell’ingaggio, con reciproche accuse di scorrettezza. fatto sta che ci troviamo tutti di nuovo prigionieri. a questo punto sly, in ascolto già da un po’ del canale usato dalle forze di occupazione, alla domanda se liberare o no i prigionieri, si intromette e ne ordina la liberazione. veniamo quindi fatti alzare ed avviare sulla carrabile quando siamo dapprima richiamati, poi… forse visto che ormai era fatta, ci lasciano andare definitivamente, anche perché comunque non avremmo potuto attaccare altri obiettivi.

    nel frattempo le forze di occupazione, venute a conoscenza della dislocazione dei nostro campo, si organizzano per attaccarci. parte così una colonna di forze di occupazione e contractors che hanno ragione dei pochi difensori del campo base e sequestrano tutti i panetti di droga rimasti. nel rientrare alla base i mezzi vengono di nuovo intercettati dalla resistenza in ripiegamento, la quale blocca diversi mezzi lungo la carrabile alla ricerca dei panetti di droga che, con gran sorpresa sono stati già recuperati da mare. partono altri estenuanti trattative tra i contractors e la resistenza fino a trovare l’accordo finale: uccisione dei comandanti delle forze di occupazione in cambio di tutta la droga. l’esito dell’operazione – ormai a chiusura missione - mi è tuttora poco conosciuto con esattezza, in quanto ho raccolto voci contrastanti le quali parlavano di tre comandanti uccisi, altre di uno solo, altre di nessuno…..

    op. rough road è stata senz’altro utilissima per provare sul campo dei nuovi meccanismi e valutarne i risultati. rimane un peccato la discussione durante il secondo attacco al comando, ma per fortuna questo nulla ha a che vedere con l’aspetto tecnico della missione. non mi resta quindi che ringraziare tutti i club intervenuti. alla prossima.

  8. #58
    Spina

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    debrifing - civili, op. “rough road” pretoro 8-9/03/2008.

    questa è la versione dei fatti di noi "civili", nello specifico: doc, ultimo e wolf (mercenari) e rikus e reskill (orsi bruni).

    arriviamo al campo verso le 14.00, sappiamo che dobbiamo piazzare il nostro “villaggio” nei pressi dell’avamposto delle forze d’occupazione; una volta montate le tende andiamo a salutare i ragazzi a presidio dell’avamposto americano.
    ad inizio game alle 17.00 ci presentiamo “spaesati e curiosi” nei pressi del cg americano, veniamo tenuti a debita distanza dalle sentinelle; noi insistiamo per sapere cosa sta succedendo dato il gran via vai di soldati in giro per il paese. a quel punto arriva un ufficiale della pm (grigio) che ci accoglie (vedi foto...) e ci spiega tutto, ma ci dice di tenerci alla larga dalla zona essendo una zona militare. mentre andiamo via c’è il primo attacco da parte dell’esercito dei ribelli, ci allontaniamo in gran fretta dalla zona col nostro mezzo, per tornare al “villaggio”.
    le truppe americane sull’avamposto ci tengono sempre d’occhio, si vede che non hanno molta fiducia...verso le 18.30 cerchiamo di riprendere la nostra macchina ma veniamo fermati dai soldati dell’avamposto che perquisiscono prima noi e poi il mezzo da cima a fondo, fino a trovare “qualcosa” di sospetto. veniamo arrestati tutti, ed il sottoscritto viene portato dagli ispettori onu (che transitavano da li) presso il qg. una volta li mi mostrano delle foto di presunti ufficiali dell’esercito ribelle che secondo loro dovrei conoscere...al che mi fanno vedere un ufficiale dei ribelli, che è stato catturato insieme ad altri soldati durante il primo attacco, e mi chiedono se lo conosco, ma io nego. capisco che la situazione per me e per la mia “famiglia” si fa seria, allora decido di collaborare con l’esercito d’occupazione (o almeno così gli faccio credere). cerco di guadagnarmi la loro fiducia riconoscendo, tra i soldati nelle loro mani, un ragazzo che era venuto da noi tempo prima a comprare dei prodotti alimentari. poi chiedo di parlare con il comandante alla presenza di un ispettore onu; accettano le mie richieste e vengo ascoltato da greenberet (presunto comandante) e leader (ispettore onu). dico loro che se ci avessero liberati gli avrei dato informazioni importanti sulle “piantagioni” della resistenza; accettano e ci diamo appuntamento per ore 22.00.
    una volta al villaggio (alle 20.00 circa) parlo col comando delle milizie ribelli (con le quali eravamo già in contatto) e dico loro che devo dare delle informazioni alle forze d’occupazione sui campi coltivati (ora sta a loro giocarsi al meglio questa carta), loro mi dicono che mi faranno sapere. più tardi verranno catturati gli ispettori onu dalle milizie ribelli e ci saranno le varie trattative (che ben sapete) tra il comando delle forze americane ed il leader dei ribelli, con noi che facciamo da tramite.

    a quel punto tutti i piani sono saltati...e noi non possiamo più muoverci in quanto ormai abbiamo perso del tutto la fiducia delle forze di occupazione, quindi: perquisizioni, continui sopralluoghi nel nostro villaggio e quanto altro. intanto non riceviamo più notizie sullo svolgersi degli eventi, fino a quando il leader dei ribelli ci contatta e dice di procurarci delle armi (che noi avevamo preventivamente nascosto nel campo di gioco) per provare un attacco al qg delle forze d’occupazione. approfittiamo di un attacco dei ribelli all’avamposto per muoverci indisturbati e recuperare le armi (visto che potevamo essere visti da soldati di pattuglia all’avamposto), questa operazione ci porta via più di un ora; nel frattempo veniamo ricontattati dal leader dei ribelli che ci informa che due suoi soldati sono stati catturati e noi avremmo dovuto cercare di liberarli...a qual punto le cose non ci quadrano più! già chiedere ad una squadra di 5 “civili inesperti” di attaccare un comando americano è una richiesta al quanto strana, ma il liberare due ostaggi era per noi praticamente impossibile! pensiamo che il leader dei ribelli non fidandosi più di noi (credendo forse che già avessimo dato delle informazioni agli americani) vuole mandarci al “massacro” per toglierci di mezzo. non sapendo più di chi fidarci decidiamo di fare solo i nostri interessi, prima però tentiamo di contattare l’onu ed avere con loro un “incontro privato” per chiedere protezione, visto che ci sentiamo minacciati da ambo le parti.

    ci rendiamo conto che l’unica soluzione è vendersi al “miglior offerente”...il nostro piano era: primo, di rientrare tra le fila dei ribelli (come era già in programma una volta terminata la nostra missione) portando al loro capo delle informazioni buone, che ci facessero riacquistare fiducia; una volta lì raccogliere più dati possibile sui campi coltivati. scappare all’alba dalla base delle milizie e consegnarci alle truppe americane (che come rifugiati avrebbero avuto l’obbligo di accoglierci) dando loro informazioni sui campi.

    otteniamo delle informazioni su un imminente “air strike” americano sui campi dei ribelli; ci dirigiamo al campo base dei ribelli e diamo loro queste informazioni con delle coordinate approssimative ma ci guardano (anzi sorvegliano) con sospetto, come avevamo previsto. dato loro la notizia ci chiedono di unirci a loro, accettiamo e torniamo al nostro villaggio per riprendere le armi; il programma di arrenderci agli americani salta in quanto la maggior parte della “famiglia” non se la sente di “tradire” i propri "connazionali"...al che torniamo tutti dai ribelli meno uno che decide lo stesso di proseguire con il piano prestabilito. 3 di noi partono insieme alle milizie ribelli per l’attacco al qg, io resto al campo base; verso le 8.00 rientra un primo contingente di soldati ribelli tra i quali c’è anche un ufficiale che ha avuto ordine dal suo capo di arrestarmi in quanto hanno scoperto il tentato doppio gioco. penso subito che sia stato l’onu a dare questa informazione, poi però scopro che nella mia “famiglia” c’era una talpa che comunicava tutte le nostre azioni al comando dei ribelli. a quel punto mi rassegno all’evidenza di essere stato raggirato e tradito.
    alle 9.30 circa c’è l’attacco in forze da parte degli americani al campo base dei ribelli, oramai vuoto e difeso solo da alcune squadre in fase di “dismissione”. approfitto del caos per fuggire, ma vengo catturato dai contractors. rivelo che sono un civile (ora indosso la divisa dei ribelli) e la mia identità, loro (che erano li a supporto delle forze d’occupazione) mi portano dal comandante delle spedizione d’attacco che mi riconosce e ordina di portarmi a qg (ci eravamo visti la sera prima :-d). durante il rientro al qg in un mezzo dei contractors intuisco che loro hanno deciso di “cambiare schieramento”. organizzano un’offensiva insieme alle forze ribelli rimaste in zona; non fanno in tempo a mettersi in marcia che capisco (dalle comunicazioni radio) che un loro uomo si è fatto saltare nel qg americano eliminando i comandanti della base. sono circa le 10...i giochi sono fatti...tutti a casa!

    per noi "civili" è stata una bella e nuova esperienza, ci siamo divertiti e conosciuto tanta bella gente.

    alla prossima!

    ciao
    Ultima modifica di doc.francesco; 19/03/2008 a 23:46

  9. #59
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    [quote=gi jane;625923

    @zuiko
    cosa vorresti comunicare alla community?[/quote]

    ...bhe'. nè + nè - quello che ho già scritto!
    ma mi infastidisce il fatto ( perchè è immaturo! ) , raccontare episodi o fatti "non" perche' si sia stati presenti.. ma perche' li si "immagina"... o li si e' sentiti "narrare" da qualcun altro.. questo è!
    poi ragazzi.. ma non si potrebbero raccontare i fatti senza fare pseudo-giornalismo da estradato in iraq???? per favore!
    e' corretto scrivere:
    <stavamo percorrendo il sentiero, e quelli della mia squadra si sono accorti dell'imboscata rispondendo prontamente al fuoco!>...

    ma e' una palla scriverlo cosi':

    < io e i miei temerari ragazzi, stavamo percorrendo sotto il sole cocente il lungo sentiero polveroso che ci separava dalla meta, quando ad un tratto sentimmo il zittirsi delle aquile e dei coccordilli... da lontano vedemmo un ippopotamo che stava per essere violentato da una giraffa, ma i miei soldati non si son lasciati distrarre da questo.. e annusando nell'aria odore del nemico si sono appostati per dare un segno di nobile e gloriosa risposta al fuoco del nemico!"... eddaiiiiiiiiiiiii!!!!

  10. #60
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    condivido l'essere presente ed esporre solo i fatti vissuti.
    ma preferisco i fatti raccontati come narrativa, ottimo il tuo esempio, molto + comprensibile di tutto il resto!

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