
Originariamente inviata da
JUMP62
Ammettendo che via sia una convenienza del SA italiano a sollevare questo vespaio, fingendo che esista una organizzazione di SA a livello nazionale in grado di spendere decine di migliaia di euro (in considerazione della quantità di marchi differenti di pallini bio commercializzati in Italia) chi pensi sarebbe così folle da porre il proprio sigillo di garanzia su una busta di pallini?
Io ho sempre fatto il commerciale e di palle non me ne possono raccontare...vi sono dei marchi di pallini che non sono produttori e, quindi, da uno stock di fornitura all'altro possono rivolgersi a differenti produttori con il risultato che non si può mai sapere cosa abbiamo "certificato". Vi è una miriade di marchi di pallini che vengono distribuiti e non prodotti dalla azienda che li "marchia".
Come possiamo essere sicuri che i pallini siano sempre gli stessi della fornitura effettivamente analizzata?
Nel malaugurato caso in cui qualche utilizzatore dei pallini venisse sanzionato alla eventuale verifica di biodegradabilità, il primo ad essere chiamato in causa sarà proprio chi avrà apposto un marchio di "garanzia".
Quindi l'eventuale Ente nazionale avrà spese decine di miglia di euro dei soci (essendo queste entità prive di sponsor) per certificare un importatore che trarrà enorme beneficio senza spendere nulla.
Non la vedo una grande idea.
Ma se qualcuno pensa che sia la cosa giusta da fare, allora basterebbe che un gruppo di giocatori di SA promuovesse una bella colletta nazionale e si proponesse come "garante" della certificazione.
Ma sono sicuro che non si costituirà mai un tale comitato spontaneo...
Come in ogni fiaba, chiudo con la morale:
SONO TUTTI FINOCCHI CON IL CULO DEGLI ALTRI!!!! 
