e' ciò che dico da tempo: bisogna trovare il minimo comun denominatore del sa.
poi ognuno può attuare misure di sicurezza, di prevenzioni, etiche e tecniche aggiuntive.
ma è sul minimo comun denominatore che dobbiamo lavorare.
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e' ciò che dico da tempo: bisogna trovare il minimo comun denominatore del sa.
poi ognuno può attuare misure di sicurezza, di prevenzioni, etiche e tecniche aggiuntive.
ma è sul minimo comun denominatore che dobbiamo lavorare.
inziamo a farlo?
ma scusate le cose minime per il softair sono poche, io ve le elenco poi sviluppate la cosa come vi pare:
onesta
rispetto
protezione occhi
protezionen bocca ( esistono pure i para denti )
armi in j
banale educazione e senso civico
il resto viene da se, per come la vedo io.
l prima cosa che serve è la descrizione esatta di come si gioca a softair
tutto mil resto è di secondaria importanza.
a mio avviso va bene quella postata da etabeta al primo punto:
definizioni
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di asg (air soft gun)repliche di armi sparanti pallini di plastica.chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dalla replica stessa.l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair. l’utilizzo della asg (air soft gun), ovvero, replica d’arma che spara il pallino il quale, raggiunto e colpito l’avversario ne provoca l’eliminazione, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”.
3)- la “replica” o air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, poiché l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 1,00 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).
a mio parere opterei per spostare in un apposito paragrafo (che potremmo definire obblighi e doveri), dal punto 2 il secondo comma (chiamiamolo così) e parte del punto 3, ovvero:
il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
l’energia di 1,00 joule erogata dalla asg costituisce limite massimo per cui tale strumento sia idoneo all’impiego nel softair, non esistendo normative ostative dell’impiego di siffatti strumenti contro esseri viventi. ne consegue che, nella pratica del softair è fatto divieto di utilizzare asg eroganti energia superiore ad 1,00 joule.
in questo modo la definizione di soft air risulta più snella e semplice da capire.
lasciamo lavorare eta vediamo cosa esce dai primi commenti, poi andiamo avanti step per step, già è interessante e lodevole il fatto che si sia iniziato.
noto con piacere che la discussione da dibattito si sta traformando in una "assemblea pubblica" nella quale si dialoga...:wink2::right:
gli interventi di persone come spettro, mercurio, jump62, etc. etc. mi inducono a ritenere che il tema "protocollo" vada ulteriormente approfondito.
per quanto riguarda alcuni aspetti tecnici, ho richiesto pareri "tecnici" ad alcuni professionisti (uno è un giudice...).
intanto, chiedo allo staff se è possibile aprire una sezione intitolata "protocollo soft air" dove trasferire questa discussione e dove, se l'idea interessa, clubs o semplici softgunner interessati che frequentano sam ( ce ne sono altri che ho coinvolto ma che su sam non bazzicano) non solo possano dire la loro, ma anche ipotizzare di creare una sorta di "albo" pubblico di aderenti al protocollo.
lo scopo che mi prefiggo è quello di verificare, coi numeri, se la necessità di stabilire i punti fondamentali dell'attività "soft air" è realmente sentita, ovvero se è una necessità sentita da pochi e, pertanto, essendo di pochi, non determinante dal punto di vista della possibilie applicabilità.
se i numeri si dimostrassero interessanti, si potrebbe passare ad una sorta di programmazione di "lavoro" per sensibilizzare chi non sa di questa iniziativa.
il problema è che non è precisissimo e son sicuro che lo metto in pubblico poi vengo subissato da critiche per delle probabili imprecisioni, a volte ci si appende a tutto per fare discussioni e siccome qui la cosa fondamentale è lavorare bene e serenamente, voglio non essere la causa di discussioni, haimè sto imparando che spesso bisogna avere quasi paura di scrivere mezza parola in più perchè il rischio di spost infiniti è sempre dietro l'angolo.
voglio continuare a mantenere la bella atmosfera che c'e qui per cui lo passo solo ad eta, se poi altri vogliono vedere, che chiedano.
senno fidati, poi si discuterebe di quello che ho scritto io e si finisce con il perdere il filo.
mi personale parere
se ti fai condizionare in questo modo da chi critica senza costruire
si finisce con il non costruire per paura di venire criticati
solo chi non fa non sbaglia
comunque a presto, ovunque i mod sceglieranno di spostare l'argomento codice/protocollo
stratos non ti facevo timido!:omaggio:
posta posta.
l'ho passato a chi mi ha chiesto di farlo, non è timidezza, è che se anche i topic nati per ridere sfociano in altro figuriamoci qui, siccome sono pure un po stanco di dovermi giustificare, evito.
in ogni caso non c'e presente nulla di nuovo, è tutta robba gia scritta, ma messa in ordine
posso averlo anch'io?
ok vin. mi fido speriamo fili tutto liscio.
va premesso, a questo punto, che era destinato ai non addetti ai lavori, che dovevano un po capire cosa cavolo si fa.( andrebe cmq sistemato, alcune cose sono cambiate, e altre sono troppo specifiche )
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il softair o soft air (in inglese: airsoft o air soft), conosciuto anche come “tiro tattico sportivo”, è uno sport di squadra riconosciuto da enti di promozione sportiva (csen, aics, asi), a loro volta riconosciuti dal coni. il soft air non va considerato uno sport violento, praticato da maniaci delle azioni di guerra e dei gruppi speciali. al contrario, è una attività che consente di trascorrere del tempo all’aria aperta, di divertirsi in amicizia , di stringere nuovi rapporti e di scaricare lo stress accumulato durante la settimana lavorativa (generalmente il giorno dedicato all’attività è la domenica). in effetti, a differenza di quanto si possa credere, il gioco è più paragonabile all’escursionismo che alla caccia. le azioni che simulano lo scontro a fuoco nel soft air ricoprono un ruolo secondario; il vero spirito di questa attività vive nelle attività di gruppo, come la preparazione meticolosa, necessaria sia alla formazione delle squadre sia dei singoli elementi, caratterizzati ognuno da uno specifico compito, nel movimento affiatato di pattuglia, nella sensazione di libertà e di contatto con la natura che si prova mentre si marcia con qualunque condizione atmosferica o mentre si dorme in tenda, tutte sensazione tipiche delle attività escursionistiche.
le origini
leggenda vuole che il gioco abbia avuto le sue origini durante una pausa pranzo di alcuni boscaioli statunitensi.
uno di essi, che aveva un marcatore a vernice rossa utilizzato per la segnalazione degli alberi da tagliare, sparò per scherzo della vernice contro un suo compagno; alla stupefatta vittima non parve vero rispondere al collega con lo stesso sistema. il botta e risposta coinvolse anche gli altri, fino a degenerare in una vera battaglia. trovato lo scontro molto divertente, i boscaioli decisero di ritrovarsi per sfidarsi ancora. da allora tale divertimento si è diffuso, in chiave sportiva, fino a divenire il gioco-sport-wargames che oggi si conosce.
uscendo dalla leggenda e avvicinandoci alla realtà, le origini di questa attività non risultano molto chiare, anche se si può affermare che il soft air è la naturale evoluzione dei classici giochi che ogni persona ha praticato durante l’infanzia.
nel tempo, dal gioco iniziale, si sono sviluppate due specialità:
- il “paintball” diffusosi negli stati uniti negli anni ottanta.
- il “soft air” vero e proprio, nato in giappone a fine degli stessi anni ottanta.
le armi usate per il paintball sono ad aria compressa e sparano una pallina calibro 12 piena di vernice colorata alla velocità media di 150 m/sec.
in giappone la legge proibiva l’utilizzo di questo tipo di strumenti per scopi ludici, di conseguenza si pensò di usare in sostituzione delle armi giocattolo che sparassero dei piccoli pallini del tutto innocui.
i primi modelli sparavano pallini di plastica (di varie dimensioni) tramite un pistone a molla, cosicché il proiettile raggiungeva modeste velocità e gittata, rientrando nella categoria di veri e propri giocattoli per la severa legislazione giapponese.
quando i primi produttori si accorsero della crescente domanda, decisero di rendere il prodotto più omogeneo e istituirono un organismo denominato asgk, i cui compiti fondamentali erano:
- controllare la legalità dei modelli giocattolo;
- unificare gli standard di realizzazione con particolare attenzione al calibro e ai materiali;
- concordare una differenziazione produttiva in modo da ridurre la concorrenza;
- stabilire il diametro del proiettile, fissato poi a 6 mm
di recente la maggiore federazione, ovvero l’asnwg, e la principale casa produttrice di materiale da soft air, la “tokio marui”, stanno spingendo per far entrare la disciplina tra gli sport olimpici.
fasi preliminari
una regola fondamentale da ricordare è che non si può giocare su di un terreno se prima non si sia fatta richiesta al proprietario e si sia ottenuta l'autorizzazione alla pratica sportiva.
il proprietario del campo da gioco può essere un privato o un ente pubblico.
nel caso di una richiesta ad un privato, basterà una semplice autorizzazione scritta di quest ultimo, nel quale concede al club richiedente di usufruire dei suoi terreni. andranno inoltre allertate le più vicine caserme di carabinieri e polizia.
nel caso in cui il terreno appartenga ad un ente pubblico, la procedura resterà invariata. andrà fatta richiesta scritta all'ente stesso e allertata la più vicina caserma dei carabinieri e della polizia.
altro passaggio fondamentale sarà la segnalazione della zona in cui si svolgeranno i game con dei cartelli. dato il particolare realismo delle attrezzature, è fondamentale per lo svolgimento dell'attività che i club comunichino luogo, ora e data dei ritrovi alle autorità competenti in materia di pubblica sicurezza (carabinieri, vigili, questura), per non incorrere nel reato di "procurato allarme".
dove praticare soft air
l’attività può essere svolta su qualsiasi terreno e ambientazione, da un bosco a una spiaggia a una fabbrica, con l'ausilio di mezzi, fortificazioni e, in generale, qualsiasi cosa possa aiutare a immergersi nell'ambientazione, fornendo una scenografia.
la modalita’ di gioco
il gioco di base prevede la divisione del gruppo di partecipanti in due squadre, una di attacco e l’altra di difesa. la squadra di attacco sarà in genere più numerosa perché alla difesa sono attribuiti vantaggi tattici quali la posizione, ripari, ecc.
esistono comunque moltissime varianti di gioco, limitate solo dalla fantasia degli organizzatori.
si può dover conquistare la bandiera avversaria, effettuare vere e proprie pattuglie di ricognizione per conquistare obiettivi di diversa natura (bandiere, testimoni, materiali, ecc.), naturalmente "neutralizzando" gli avversari, bersagliandoli con le apposite armi giocattolo ed eliminandoli così dal gioco. elemento fondamentale del soft air è l'autodichiarazione del giocatore colpito, il quale, quando avverte un colpo su di se (touch), deve indicarlo oralmente e gestualmente e ritirarsi volontariamente dal gioco. chi persevera nel gioco viene definito “highlander” o “fagiano” e normalmente, una volta individuato, viene espulso dal gioco. se recidivo, l’espulsione potrà estendersi all'appartenenza all’associazione, in virtù dell'importanza fondamentale dell'onestà in questo gioco.
diversi tipi di soft air
in genere si è soliti classificare il soft air in due categorie principali: leggero e impegnativo.
il soft air leggero è perfetto per i neofiti e si differenzia dall’altro per la durata delle singole sessioni. si giocano brevi partite (massimo 20 minuti), rimandate in caso di condizioni ambientali non favorevoli. non si pratica di notte e si privilegiano gli scontri diretti alla tattica.
negli ultimi periodi, il rinnovato interesse internazionale verso questa disciplina, ha fatto evolvere le manifestazioni, aumentandone il realismo e le qualità tecniche. si parla così di hard soft air (hsa). il soft air impegnativo, adatto ai giocatori più appassionati, si svolge tra appostamenti logoranti che possono durare delle ore, pattugliamenti di vaste aree, marce zavorrate sotto la pioggia intensa o tra parecchi decimetri di neve, partite svolte nella completa oscurità, con l’ausilio di torce e visori notturni, bivacchi in tenda o in bivy bag. nel soft air impegnativo si privilegia la tattica al posto della celerità e quindi non si pratica l’assalto frontale.
hsa
vediamo nel dettaglio lo svolgimento di una sessione di soft air impegnativo.
- terreno.
di congrue dimensioni, adatto a concedere ampia manovrabilità alle forze di interdizione e di controinterdizione.
- durata
la durata minima dell’esercitazione è di 24 ore, in condizioni h24 (qualunque situazione meteorologica).
- numero giocatori
le forze in campo saranno in rapporto di 3:1 (minimo) tra attaccanti e difensori . le unità di interdizione dovranno essere numericamente non inferiori a 30 operatori .
- infiltrazione libera degli interdittori.
- pacchetto d’ordine (opord) inviato minimo 30 giorni prima dell’inizio della esercitazione.
- floppy con svolgimento missione.
gli interdittori, una volta letto l’opord e organizzata la missione, invieranno all’organizzazione della n.c. un floppy disc criptato in cui si dichiareranno gli obbiettivi che intendono colpire e come svolgeranno la missione, il tutto volto a poter giudicare l’esito della missione stessa.
- deregolamentazione.
per rendere snello e realisticolo svolgimento delle n.c. è necessario svincolarle da regole. sarà comunque richiesto sempre il buon senso.
- operatività della controinterdizione
potrà occupare l’area di gioco solo 1 ora prima dell’inizio delle operazioni riportato sull’opord.
- operatività dell’interdizione
potrà entrare e uscire dalla ao (area operazioni) a suo piacimento.
- rifornimenti e munizioni
sarà vietato a tutti i partecipanti avere al seguito confezioni di bb e/o usare caricatori maggiorati e/o artigianali.
sarà possibile per la controinterdizione usufruire di depositi bb su fuoristrada &/o installazioni fisse.
sarà possibile da parte della interdizione nascondere nella zona operativa, bb o quant’altro necessiti alla missione. si da per scontato che in questo caso il materiale sia inserito in contenitori e non usato durante il movimento ma solo staticamente per rifornimento . nel caso la controinterdizione scopra il cache potrà, se riterrà opportuno, impadronirsene e sfruttare come più riterrà opportuno la scoperta.
- veicoli
l’uso di mezzi di trasporto verrà concesso alla controinterdizione e alla interdizione tenendo presente che:
* non si spara sui mezzi
* non si spara dai mezzi
i mezzi potranno essere fermati stendendo una striscia di fettuccia biancorossa attraverso la carrabile. per poter proseguire la fettuccia dovrà essere rimossa, oppure cambiando tragitto si potrà evitare il blocco. nel caso la fettuccia sia stesa anche posteriormente al mezzo questo sarà completamente bloccato.
- operatori della controinterdizione colpiti
si stabiliranno due o più ospedali da campo proporzionalmente alle dimensioni del territorio. ogni operatore avrà al proprio braccio una fascia di tessuto che ne indicherà la sua condizione operativa positiva. una volta colpito (vale anche il fuoco amico) dovrà, dopo aver dichiarato il proprio stato e alzato le braccia per indicare il fuori gioco, togliersi la fascia dal braccio e recarsi al più vicino ospedale dove recupererà la sua operatività rimettendosi al braccio un’altra fascia e mettendosi a disposizione del suo comando d’area.
si fa divieto agli operatori colpiti di rientrare sullo stesso obiettivo o nella zona dello scontro che hanno lasciato.
- operatori della interdizione colpiti
saranno fatti prigionieri. il trasferimento prigionieri è praticato sempre sotto scorta. si fa divieto ai prigionieri di prendere qualsiasi iniziativa per liberarsi durante tutto il trasferimento.
condotti in un campo di prigionia, verranno spogliati di buffetteria e asg e saranno presi in custodia con la massima attenzione e cura dalla controinterdizione. non potranno essere perquisiti ma dovranno essere sorvegliati a vista. potranno essere liberati solo dopo la totale eliminazione delle sentinelle messe a custodia del campo prigionia, oppure il rilascio potrà avvenire con decisione dell’organizzazione della nc nella modalità e nei tempi che riterrà opportuni.
esa
l’esa o extended soft air è nato per allargare la definizione di hsa e comprendere all’interno anche eventi/manifestazioni competitivi della durata minima di 6h.
reenactment
e’ una modalità che si basa sulla passione per la storia militare. porta ad una conoscenza storica ed uniformologica molto approfondita, ottenuta attraverso la ricerca di materiale originale dell’epoca, visite a musei , l’ausilio di storici di fama internazionale e, spesso, per quanto riguarda la storia più vicina, di racconti di reduci o persone che hanno vissuto quei momenti in prima persona. questa passione nasce dal desiderio di provare e far provare agli spettatori le emozioni, le difficoltà, la vita e le gesta dei soldati del passato, grazie la rievocazione di un evento bellico realmente accaduto. la cura del dettaglio caratterizza il reenactor più appassionato che rifiuta, durante le manifestazioni, ogni contaminazione con la modernità, fosse anche un bicchiere di plastica.
in questo modo si ricreano quelle atmosfere surreali di attesa che caratterizzano i momenti antecedenti i combattimenti o il clima presente sotto le tende da campo durante il consumo dei pasti in comune. grazie all’espansione del fenomeno, vengono organizzate diverse manifestazioni in italia ed europa. quello della ricostruzione storica è, infatti, un hobby presente in tutte le nazioni d’europa e che permette di creare legami profondi con persone che vivono in gran bretagna, russia, germania, francia, belgio, austria, repubblica ceca, polonia. oltre che dalla passione storica, i reenactors sono legati da rapporti di sincera amicizia e cameratismo, rapporti cresciuti tra le difficoltà che affrontano insieme durante le battaglie e gli addestramenti. il remake storico non è solo un hobby per gli appassionati di storia della vita militare ma anche per coloro che colgono la sfida di dimostrare a se stessi di possedere le capacità per superare difficoltà oggi sconosciute.
i tornei
le prime esperienze di soft air impegnativo hanno inizio con la partecipazione ai tornei. durante queste occasioni non è infrequente trovare impegnati mezzi quali jeep o addirittura elicotteri o gommoni da sbarco. per lo svolgersi dei tornei di soft air, si riuniscono un numero imprecisato di club e vengono svolte delle missioni, sotto precise regole. in genere si stabiliscono i tempi massimi per la conquista di un obiettivo, si fissano alcuni punti di passaggio (waypoint) e diversi altre vincoli, a secondo del tipo di missione prevista. molto curata nei tornei è la parte scenografia. si riproduce una situazione bellica introducendo tutti gli elementi utili al realismo, quindi finti esplosivi, postazioni antiaere, bunker, ecc.
attualmente, ogni anno si svolgono importanti tornei e campionati, diffusi in tutta italia
attreazzatura
per giocare a soft air è necessaria un'attrezzatura di base:
- asg (air soft gun)
e’ così denominata la fedele riproduzione di armi vere. quasi identiche alle reali (si differiscono nel peso e nei materiali costruttivi), sono in grado di sparare proiettili sferici (bb) da 0,12 - 0,40 gr, forgiati con materiali ceramico-plastico ecocompatibili. come sistema propulsivo può essere presente una molla che sviluppa una potenza inferiore ad 1 joule (limite di legge italiano) e una gittata di 30-40 metri; un motore elettrico alimentato da una batteria, oppure un sistema a gas.
le asg si trovano in negozi specializzati, a un prezzo che oscilla dai 150 ai 600 €.
la capacità dei caricatori è da 200/500 colpi. come asg secondaria viene utilizzata in generale una pistola a gas. per le pistole il caricatore standard è da 20/24 colpi.
una asg non è in alcun modo modificabile in un arma in grado di sparare proiettili veri.
le case di produzione dei fucili softair sono per lo più asiatiche (cinesi o giapponesi) e si appoggiano a rivenditori esclusivi europei, americani o asiatici per poter commerciare con l’estero. per esempio la fabbrica classic army si appoggia alla nota azienda vi.se.le. italiana.
sono di recente diffusione le marche cinesi low cost, che stanno invogliando ed agevolando, con i bassi prezzi, nuovi appassionati ad avvicinarsi a questo mondo.
- abbigliamento
non esiste una regola che imponga un abbigliamento standard, affidato alla discrezione del giocatore. sono in genere usate le tute mimetiche adottate dai diversi eserciti, molto in voga quelle italiane e statunitensi, ma risulta adatto allo scopo un comunissimo paio di pantaloni verdi.
sono invece obbligatori occhiali protettivi o maschera integrale, per proteggere gli occhi dai pallini. gli strumenti protettivi devono essere indossati per tutta la durata del gioco.
vi è poi una vasta gamma di attrezzatura non essenziale ai fin del gioco ma spesso molto apprezzata dai giocatori più accaniti.
- gibernaggio di qualsiasi genere, dai giubbotti mimetici, ginocchiere, elmetto cinturoni, borracce ecc...
- radio e auricolare (generalmente si usano frequenze lpd o pmr)
- ricevitore gps, bussola, cartine
- fondine, camelbak, rucksak
- ottiche, visori notturni, redpoint
lo sviluppo in italia
negli anni novanta sono nati organismi di coordinamento, nazionali e regionali, come il (crl) comitato regionale lazio, prima associazione del genere fondata in italia, l’associazione nazionale war games (asnwg), il coordinamento soft air combat (cosac), il coordinamento soft air piemonte (csap), staff emilia ovest (seo) e molti altri.
queste associazioni hanno contribuito alla diffusione del gioco in italia, con la conseguente costituzione di numerosi club (ad oggi se ne contano più di 400 su tutto il territorio nazionale).
tra i più importanti ricordiamo il “club degli argonauti”, organizzatore di uno tra i tre maggiori eventi nazionali di soft air, l’”argo big mach”, l’”ebola” e il “master and commando” che da soli riuniscono tra le 350-400 persone.
sono stati aperti molti forum sul web dai diversi club. “sam”, creato da un club siciliano, è forte ormai del numero considerevole di 6500 iscritti con più di 18 milioni di visite mensili.
esiste una testata mensile specializzata, il “soft air adventures”.
non solo un gioco
il softair è in pratica un’attività perfetta.
insegna a lavorare in gruppo, essere educato, onesto, leale, rispettoso, fa vivere all'aperto, aiuta a socializzare ed educa al rispetto delle regole.
non a caso viene utilizzato nelle aziende per migliorare i gruppi lavoro ecco degli esempi:
“marketing e sponsor: la "guerra" della juve
18.07.2007 09.50 di ilario imparato
per fare squadra, gli uomini del marketing juve, compreso l’ad jean-claude blanc, e gli sponsor bianconeri si sono messi in tuta mimetica per una guerra simulata nei boschi di madonna di campiglio. la novità del work-shop, infatti, è stata una prova di «softair», conosciuto anche come tiro tattico sportivo: uno sport spesso utilizzato per fini motivazionali. vestiti da marines, con occhialoni in plexigas e mascherine per proteggersi il volto, bisogna portare a termine una missione, evitando gli agguati dei «formatori»: ne nascono battaglie a colpi di proiettili di ceramica. consumata la missione (con qualche segno sulla pelle), nel pomeriggio c’è stata una lezione di gian paolo montali, componente del cda bianconero e ct della nazionale di volley, sul gioco di squadra.”
da: “ la stampa”
“aziende piccole o medie fino a società calcistiche come il milan utilizzano il soft air per creare spirito di gruppo.
milano - movimenti di truppe nel bosco. ostacoli assortiti da scalare, fossati da aggirare. e manipoli di «combattenti» pronti a muoversi rapidi e silenziosi nel folto della vegetazione. con attrezzi speciali a simulare dei fucili. un vero e proprio scontro, caratterizzato da esercitazioni durissime, di quelle che preludono a missioni impossibili . uno spiegamento di forze che, a metà settimana, ha trasformato il college rossonero di milanello in qualcosa di molto prossimo ad un nucleo staccato della legione straniera.
nessun allarme attentati, per fortuna. più semplicemente shevchenko, gattuso, kaká ed il resto della combriccola milanista hanno scelto un modo alternativo di allenarsi in vista delle prossime scadenze stagionali: giocando alla guerra, dividendosi in due gruppi, «sparandosi» contro a salve.
le chiamano prove di team building, servono per costruire un team, cioè una squadra, un gruppo, lo dice la parola stessa, e pare che tra gli ancelottiani siano ormai diventate di moda, esattamente come gli spaghetti serviti ancora fumanti nello spogliatoio subito dopo la partita.
(....)
ecco perché, su input dello psicologo bruno de michelis, i milanisti ogni tanto simulano una battaglia, trasformandosi da calciatori in marines.
allenamenti alternativi per verificare le strategie, la coesione e il senso di appartenenza al gruppo. insomma, tattica e tecnica sono sempre fondamentali ma a certi livelli nulla può essere più lasciato al caso... “
da: “corriere della sera” del 19 febbraio 2006
il soft air come training lavorativo
secondo barnes wren, sono numerosi i benefici psicologici che si possono ottenere praticano il soft air. per molti giocatori il sollievo che si prova è una sorta di catarsi mentale, a patto che si osservino le regole con onestà e fair play e si ricordi sempre che si tratta solo di un gioco. del soft air, così parla uno dei nostri soggetti: “e’ un meraviglioso mezzo per scoprire nuovi aspetti di sé. la tensione che si crea durante la partita spesso aiuta le persone a guardarsi dentro in un modo che non avevano mai fatto prima. la partita può essere una metafora della vita e il modo in sui si reagisce sul campo spesso fa capire come si potrebbe reagire in una circostanza simile nella vita reale”. non è un caso allora che il soft air sia stato rivisitato anche in termini didattici , al fine di utilizzarlo come strumento per sviluppare alcune capacità lavorative e manageriali. questa intuizione trova le sue premesse concettuali nel metodo dell’out-door development”, ossia lo sviluppo delle capacità personali e professionali attraverso attività condotte al di fuori dell’aula tradizionale. l’outdoor development è una metodologia didattica che finora ha trovato scarso impiego in italia; tuttavia si ritiene che, in una società fortemente caratterizzata dal cambiamento come la nostra, esso possa accrescere e facilitare l’acquisizione di alcune capacità personali e professionali. per kermol e sorrentino (2002) quelle che è possibile potenziare attraverso l’outdoor development sono la flessibilità di fronte ai cambiamenti, la gestione degli imprevisti, soprattutto attraverso lo sfruttamento dell’opportunità che questi possono offrire, l’efficace decisionalità in situazioni d’incertezza, la disponibilità a lavorare in gruppo per il raggiungimento di un obiettivo condiviso.
fregosi sostiene che l’utilizzo del soft air training per promuovere l’acquisizione o il potenziamento di alcune capacità nei manager (o nei lavoratori in genere) nasce anche dal fatto che c’è anche una certa somiglianza tra le abilità richieste dal soft air e quelle necessaria a coloro che svolgono mansioni direttive. gestire un’azienda, ad esempio, non è mai frutto d’improvvisazione o del tanto decantato “intuito imprenditoriale”, ma è piuttosto il risultato di un’accurata attività di pianificazione, che prevede la scelta degli obiettivi da raggiungere e le strategie migliori da adottare per raggiungerli in base alle risorse a disposizione. e ciò è esattamente quel che deve fare il soft gunner per vincere la sua partita. per raggiungere lo scopo finale (conquistare un nuovo mercato in un ‘azienda, o la bandiera dell’avversario nella partita) è necessario che dal vertice (dall’azienda o dal team di gioco) vengano comunicati con precisione gli obiettivi, in modo che tutti i componenti siano consapevoli e responsabilizzati. nel soft air il leader comunica con estrema chiarezza l’obiettivo ai suoi giocatori, a ognuno viene assegnato un compito, in modo da valorizzare le differenze individuali e creare uno spirito di squadra. ed anche in azienda è necessario che nasca, nei diversi reparti operativi, un certo spirito di squadra, che migliori la capacità di lavorare di concerto, con gli altri, quindi la collaborazione e l’aiuto reciproco, oltre che la fiducia tra i diversi membri del gruppo. in italia le esperienze fatte in questa direzione, finora molto poche, hanno portato ad ottimi risultati, con un alto tasso di gradimento da parte dei partecipanti. sembra insomma che il “giocare alla guerra” non corrisponda affatto, in sé per sé, al “fare la guerra”, ma piuttosto ad apprendere in un modo sostanzialmente innocuo, ancorché un po’ eccentrico, qualche importante competenza in più.
oh mamma
lo copio e lo leggo con tranquillità....
geniale.8-)
bravo, non l'ho finito ma mi piace, specialmente l'ultimo pezzo riguardante l'utilizzo del sa da parte delle aziende.
in america lo fanno già da molto ed anche qui vedo che si stanno svegliando.
domanda:
posso citarne alcuni pezzi o meglii se cambio qualche parola?
vedi che serviva, ci sono cose che non sapevo!
sto leggendo attentamente tutta la proposta di etabeta e le successive precisazioni , personalmente larga parte di quanto scritto finora lo trovo decisamente condivisibile e importante.
mi riservo di dare una opinione più approfoindita su quanto indicato quando avrò terminato completamente la lettura.
ci contiamo kad
bhe... c'è da leggere!
comunque, lo staff ha accolto la mia richiesta di aprire un'area specifica per questo "progetto", nella sezione "leggi e soft air" seguita da spettro legionario.
a quest'ultimo, chiedo, per cortesia, di spostare questa intera discussione nella nuova area.
così si riprende il lavoro di sistemazione del "protocollo".
grazie.
in tal caso si continua qua!
per semplificare la discussione (non ho ancora finito di leggere il precedente intervento di stratos, direi di fissare i titoli dei vari aspetti che poi si andranno a discutere.
per quelli postati da etabeta vanno bene, se poi è il caso se ne possono aggiungere.
sembrava che lo staff avesse accolto la richiesta di spostare questa discussione in un'area più congeniale.
avevo richiesto lo spostamento nell'area legale, dato che si tratta, comunque, di un tema che ha attinenza con la materia.
per qualche ragione che non conosco - e che, a questo punto, preferisco non conoscere - la neocreata sezione da me richiesta - che speravo fosse moderata da spettro legionario - non c'è più.
fa nulla. grazie comunque.
sam ha comunque un numero di utenti tale per cui insistere, anche in aree non proprio indicate, a discutere di certe tematiche lo ritengo indispensabile.
continuamo qua. sia mai detto che si perde un'occasione.
fino a sabato sarò presente ad intermittenza.
ma ci sono.
a tutti coloro che sono intervenuti fino ad ora, un invito ad approfondire il tema.
nessuna stranezza.
come ti ho chiarito in pm per il prossimo mese non sarò presente se non saltuariamente quindi la neo area (peraltro aperte senza avvertirmi) e stata stoppata momentaneamente
ok.
quindi, se viene usato lo stesso criterio, dovremmo vedere stoppata, o meglio, oscurata l'intera area di tua pertinenza.
niente paura.
si va avanti qui dove, penso, si potrà contare sulla rpesenza di più moderatori contemporaneamente.
grazie comunque.
per venerdì riposto la bozza rivista e corretta.
rimaniamo in attesa
calmi ragazzi
in tutta sincerità non penso faccia differenza dove si discute del tema
l'importante è che lo si faccia da persone civili e in modo costruttivo
francamente, mi pare che sia in questa discussione che in quella asnwg vs csen i toni siano rimasti sempre tarnquilli..pur se in contrapposizione di opinioni.
credo che per la prima volta ci sia stata una automoderazione non indotta dagli admin ma dalla maturità dei partecipanti alla discussione.
spero non vi siano altre e differenti preoccupazioni da parte degli admin....
bene,
come avevo accennato più sopra, ho sottoposto il testo del "protocollo" ad un magistrato.
tanto per la cronaca, si tratta del noto dott. edoardo mori, che oltre ad essere un magistrato, è anche un noto appassionato di armi (il suo sito, www.earmi.it, non ha bisogno di presentazioni).
al dott. mori ho inviato la seguente mail che cito:
"
egregio dott. mori,
mi chiamo vincenzo d'angelo ed abito in trentino.
in passato la ho disturbata con quesiti inerenti le repliche soft air.
sono proprietario di un sito internet in cui tratto principalmente di repliche soft air e tecnica annessa e, poi, di questioni legate a possibili fattispecie legali connesse all'impego di dette repliche.
il mio sito è www.airsoftcommunity.it . mi farebbe immenso piacere annoverarla tra gli utenti registrati e, magari, leggere anche qualche sua opinione in merito data la sua competenza in materia di armi e balistica.
comunque, questa è la ragione della presente e mail.
il soft air, nonostante sia un fenomeno che ormai ha quasi venti anni, qui in italia manca completamente di canoni e regole tali da poterlo fare maturare da mero fenomeno a pratica ludico sportiva e si sente, ormai, la necessità di stabilire alcuni criteri base per la sua pratica.
nonostante le repliche utilizzate - purchè non superino il limite di 1 j - siano considerate "giocattoli", di fatto, affinchè l'attività possa avere luogo, un soggetto deve colpire un altro soggetto, con il pallino sparato dalla replica.
io lavoro nel campo assicurativo quale accertatore per ispettorati sinistri di diverse compagnie. mi occupo principalmente di responsabilità connessa a enti pubblici e infortuni sul lavoro.
da una di queste compagnie, sono riuscito ad ottenere una polizza assicurativa specifica per il soft air, che contempla l'azione dello sparare il pallino contro il giocatore avversario, quale azione "funzionale" allo svolgimento del gioco (un po' come il cazzotto sferrato dal pugile al suo antagonista...). la polizza prevede l'esclusione di terzietà tra i praticanti la stessa attività e prevede che le eventuali ferite o infortuni subite dal praticante nel corso del gioco, quale conseguenza dell'essere stato colpito dall'avversario, siano coperte dalla polizza infortuni (insomma, vi è una sostanziale rinuncia di rivalsa da parte del ferito nei confronti del feritore).
tale concetto, sembra accettabile da molti nel nostro ambiente; tuttavia si incontrano ancora notevoli resistenze in altri contesti pur appartenenti al mondo del soft air.
in questo link, https://www.softairmania.it/showthread.php?t=39955 io - che sono riconoscibile per il nick name "etabeta" - ipotizzo una sorta di "protocollo" applicabile all'attività softairstica in considerazione dei rischi legali - civili e penali - che di fatto chi pratica il soft air corre.
le chiedo: vorrebbe dedicare qualche minuto alla lettura del testo di "protocollo" che ho proposto e, magari, ove trovasse il tema di interesse, intervenire con qualche consiglio o suggerimento?
la ringrazio per l'attenzione e spero di rileggerla, anche sul mio modesto sito www.airsoftcommunity.it
vincenzo d'angelo"
egli mi ha risposto molto semplicemente, inviandomi il testo del protocollo che ha letto direttamente qui su sam (su mia indicazione...) e, quindi, lo riallego con le modifiche in colore rosso, dallo stesso magistrato suggerite.
protocollo
per la pratica del softair
definizioni
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di asg (air soft gun) repliche di armi sparanti pallini di plastica.chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dalla replica stessa.l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair. l’utilizzo della asg (air soft gun), ovvero, replica d’arma che spara il pallino il quale, raggiunto e colpito l’avversario ne provoca l’eliminazione, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”. il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
non userei il termine replica che è termine tecnico per indicare le riproduzioni moderne efficienti di armi antiche. direi piuttosto “giocattoli riproducenti armi” o “imitanti armi” o “con aspetto di arma da sparo”; invece di giocattolo si può dire “strumento”
3)- la “replica” o air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, purché l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 0,99 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).l’energia di 0,99 joule erogata dalla asg costituisce limite massimo per cui tale strumento sia idoneo all’impiego nel softair, non esistendo normative ostative dell’impiego di siffatti strumenti contro esseri viventi. ne consegue che, nella pratica del softair è fatto divieto di utilizzare asg eroganti energia superiore ad 0,99 joule.
doveri
softgunners maggiorenni
4)- il softgunner è consapevole dei rischi connessi alla pratica del softair che di quelli derivanti dalla propria condizione fisico/sanitaria. per tale ragione, il softgunner accetta di:- rinunciare al diritto di rivalsa nei confronti di altro softgunner la cui azione avvenuta nel contesto della pratica ludica/sportiva del softair possa avergli arrecato danni patrimoniali o lesioni personali, sottoscrivendo apposito documento di “rinuncia di rivalsa”. (ho eliminato la voce "assunzione di responsabilità")- sottoporsi periodicamente a visita medica al fine di accertare quale condizione minima la propria idoneità a svolgere attività sportive non agonistiche.all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle suddette condizioni, ogni qual volta gli venisse richiesto nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte. 5)- il softgunner si impegna a contrarre – privatamente o in altro modo - polizza assicurativa per i rami “infortunio” e “responsabilità civile verso terzi”.all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza e consistenza della propria copertura assicurativa ogni qual volta gli fosse richiesto, nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
softgunners minorenni
6)- la pratica ludico/sportiva del softair è praticabile anche da soggetti minorenni. essi devono attenersi a quanto indicato ai punti 4)- e 5)- del presente “protocollo”.tutti gli atti di cui sopra, però, devono essere sottoscritti dai soggetti esercenti la “potestà genitoriale” sui softgunner minorenni. (preciserei che basta che sia assicurato il padre per la responsabilità del capo famiglia)in mancanza di documentazione idonea ad attestare l’autorizzazione alla pratica ludico/sportiva del softair alla “rinuncia di rivalsa” e alla sussistenza delle condizioni sanitarie minime richieste ai softgunner maggiorenni, i soggetti minorenni non dovranno essere ammessi alla pratica ludico/sportiva del softair in qualsiasi contesto, ovvero in ambito organizzato/associativo di cui intendano fare parte.
dispositivi di sicurezza e protezione
7)- in considerazione della definizione della pratica ludico/sportiva del softair e della “funzionalita’” dell’essere colpito dal pallino sparato dalla asg dell’avversario, il softgunner, maggiorenne o minorenne, indossa – quale minima condizione – protezione degli occhi.all’uopo, sono considerati presidi “idonei”:- occhiali a rete specificamente progettati e commercializzati per l’impiego nella pratica ludico/sportiva del softair:- occhiali di tipo antinfortunistico dotati di lente in materiale infrangibile.eventuali ulteriori protezioni di parti molli o dell’apparato dentario, sono a discrezione del softgunner -----.
.-.
modalita’ di diffusione ed attuazione del presente protocollo
la pratica ludico/sportiva del softair consiste di incontri tra due o più soggetti.per tale caratteristica, la pratica ludico/sportiva del softair può essere considerata alla stregua di un gioco di ruolo il quale, oltre alla valenza propriamente ludica, riveste valenza di contatto sociale tra soggetti che lo praticano.affinché il presente “protocollo” abbia influenza sulla pratica del softair è necessario che i praticanti la pratica ludico/sportiva del softair condividano, sottoscrivendolo, il presente “protocollo”.la diffusione del presente documento dovrebbe essere affidata:- in prima persona, agli stessi softgunners;- agli organi di stampa specializzata o ai siti internet di settore;- ai contesti organizzativi di cui i softgunners intendono fare parte o nei quali intendono associarsi tra loro (in qualsiasi modalità prevista dalle normative vigenti in materia associazionistica);- alle compagnie assicurative.nel caso delle associazioni – qualsiasi sia la loro natura o valenza istituzionale – chi le rappresenta e ritenga utile allo sviluppo, diffusione e armonizzazione della pratica ludico/sportiva del softair un protocollo del genere che ho proposto, ne fornisce copia integrale ai propri associati e ne fa loro sottoscrivere una che deve essere conservata agli atti della propria associazione assieme alla documentazione indicata ai punti 4)- e 5)- del documento, avendo cura di esibirla ogni qual volta sia richiesto. a titolo di esempio, in occasione di incontri in ambito softairstico con soggetti non appartenenti ad alcuna, ovvero ad altra compagine associativa.sensibilizzare le compagnie assicurative richiedendo pacchetti specificamente costruiti sulla base della “definizione” di softair, producendo, se necessario, la copia della polizza contratta qui in trentino, da dove scrivo a compagnie diverse, può essere un valido strumento di armonizzazione e diffusione della pratica.questa è la base su cui ritengo sarebbe utile lavorare, implementando i summenzionati concetti, ovvero semplificandoli ove possibile.penso che la semplicità e di tali, pochi, essenziali, concetti dovrebbe richiamare l’attenzione di coloro i quali, dalla posizione che rivestono in ambito di associazioni di settore ovvero di enti di promozione sportiva, non hanno forse compreso che le cose semplici e dirette sono quelle che servono in un momento in cui tutto è confuso e inutilmente reso complicato.alcune precisazioni:- dal punto di vista prettamente “assicurativo”, la sottoscrizione della “rinuncia alla rivalsa” del soggetto che pratica il softair nei confronti del suo omologo, di fatto può servire a rendere “idonee” anche polizze assicurative non necessariamente progettate per la specifica attività del softair.il softgunner il quale, nel corso dell’incontro di softair subisca lesioni fisiche come conseguenza dell’essere stato colpito da un giocatore avversario (sempre che l’azione non sia stata volutamente lesiva…) attiverà la polizza ramo infortuni da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.il softgunner il quale nel contesto dell’incontro di soft air provocasse danni a persone diverse dai suoi omologhi impegnati nella stessa partita ovvero, al di fuori del contesto dell’incontro ludico/sportivo, agli stessi ripetuti omologhi, attiverà la polizza del ramo rct da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.-l’accesso alla pratica ludico/sportiva del softair di soggetti minorenni, per quanto possa sembrare un problema spinoso, di fatto tale non è. lo può diventare, però, se affrontato in maniera sbagliata. mi spiego. preso atto che, piaccia o no, l’acquisto e impiego delle repliche asg normalmente utilizzate per la pratica ludico/sportiva del softair è possibile anche a soggetti minorenni, sarebbe bene che questi ultimi siano sensibilizzati ad utilizzare in maniera corretta e responsabile detti strumenti. impedire loro di praticare il softair è cosa controproducente non solo per i possibili effetti di ricaduta negativa sul movimento softairstico, ma anche per la necessità dello stesso di rinnovarsi affinché possa maturare e crescere, radicandosi nel contesto sociale, di fatto diluendosi in questo, e “anticipando” la maturazione -anche in soggetti non necessariamente maggiorenni- di quella “etica” sportiva di cui il nostro hobby ha bisogno.tuttavia, è chiaro che ognuno è libero di accettare o non accettare di praticare il softair con o contro giocatori minorenni.quindi, il “problema”, a mio avviso, può essere affrontato solamente e compiutamente, solo nei seguenti due modi:1)- si vieta in maniera assoluta l’accesso alle organizzazioni o alle semplici partite tra soggetti non organizzati, di giocatori minorenni. e’ una presa di posizione criticabile o condivisibile, non ha importanza. resta il fatto che in questo modo si esclude qualsiasi rischio connesso alla presenza di minorenni nel proprio ambito softairstico.2)- (che è quello che io personalmente sostengo ed applico) si permette ai giocatori minorenni, purché muniti della documentazione prevista dal “protocollo”, prima su tutto, l’autorizzazione scritta degli esercenti la potestà genitoriale a pratica ludico/sportiva del softair, di praticare l’attività, né più né meno di come la praticano i soggetti maggiorenni.i minorenni, nel caso di incidenti nel corso dell’attività softairstica, in ambito assicurativo sono "trattati" allo stesso modo dei giocatori maggiorenni.-se si infortunano, sono coperti dalla polizza “ramo infortuni” per loro contratta dagli esercenti la “potestà genitoriale” (privatamente, ovvero tramite l’organizzazione di cui fanno parte).-se producono un danno a “terzi” (alle medesime condizioni previste dal protocollo, cioè con l’esclusione dal novero di “terzi” degli altri giocatori…), sono coperti dalla polizza “ramo rct” contratta sempre con le stesse modalità.fare sottoscrivere ai soggetti aventi la “potestà genitoriale” documenti di “manleva” è controproducente perché, nel caso peggiore - cioè l’infortunio o l’incidente - viene a crearsi quella situazione di attrito che normalmente degenera in cause e contenziosi legali.non solo. la sottoscrizione di simili documenti da parte degli aventi “la potestà genitoriale” sui minori – oltre ad essere un atto di irresponsabilità vero e proprio commesso proprio dagli esercenti la potestà – non solleva il giocatore maggiorenne, ovvero il rappresentante del contesto associativo/organizzato, dalla responsabilità che gli compete per il solo fatto di avere accettato la presenza del minorenne, nonostante il documento di manleva.insomma, è bene che ognuno si assuma coscientemente la propria responsabilità. in tutti i sensi. riassumendo, se un minorenne si infortuna nel corso della partita di soft air egli è risarcito dalla polizza infortuni né più né meno del softgunner maggiorenne.se i di lui esercenti la “potestà genitoriale” non si accontentano del risarcimento previsto dai massimali della polizza (che però, vi ricordo, essi stessi hanno sottoscritto ovvero hanno autorizzato a contrarre, consapevoli dei limiti previsti – e la cosa ha la sua valenza in sede di eventuale contenzioso…), il responsabile dell’associazione non abbia timore a dichiararsi “responsabile” di quanto il minore in quel momento a lui affidato possa avere fatto o subito in termini di danni e ad attivare la propria polizza rct.l’assicurazione, in questo caso, paga surrogandosi (cioè sostituendosi in quanto responsabile in solido per contratto) all’assicurato!ma guai se l’assicurazione – o meglio, i liquidatori delle assicurazioni – vengono a sapere dell’esistenza di lettere di “manleva”.il risarcimento avverrebbe comunque ma, invece di concretizzarsi in via breve chiudendo nel più breve tempo la questione e dando la possibilità di allontanare definitivamente il minore i cui esercenti la “potestà genitoriale”, fregandosene degli atti sottoscritti in precedenza, non si siano accontentati di quanto previsto dalle coperture assicurative sottoscritte, preferendo il tornaconto economico alla sensibilizzazione sociale e sportiva del proprio figlio.in questo senso, ritengo utile suggerire – sicuramente nei contesti associativi organizzati – la nomina o designazione (anche se, di fatto, non servirebbe dato che c’è già il presidente o legale rappresentante…) di uno, o più di uno, istruttore/responsabile tecnico che accetti, cosciente di ciò che la cosa comporta, di prendersi cura degli eventuali giocatori minorenni. nella peggiore delle ipotesi, tale figura è coperta dalla propria polizza rct, meglio se integrata da specifico pacchetto assicurativo con massimali maggiorati all’occorrenza (si pensi ai maestri di sci…).
forse si potrebbe semplificare la questione assicurativa
- se chi gioca è maggiorenne ed ha polizza responsabilità capo di famiglia è assicurato se provoca un danno
- se chi gioca è minorenne e il genitore ha polizza responsabilità capo di famiglia il danno è assicurato.
- siccome però la polizza individuale potrebbe avere dei “vizi”, il gestore del gioco deve essere a sua volta assicurato per i danni cagionati dai giocatori a sé o a terzi, senza diritto di rivalsa vero l’autore del fatto la cui assicurazione non sia valida (se è valida è giusto che l’assicurazione del gestore si faccia rimborsare dalla assicurazione di chi ha fatto il danno; questo ovviamente se ciò comporta uno sconto sulla polizza del gestore!)
io, nel mio piccolo, aggiungo che avere una polizza espressamente studiata per la nostra attività, elimina i "vizi" citati dal dott. mori.
ciao grazie.
senti siccome non sono esattamente un tecnico e vorrei essere sicuro di capire, mi riesci a fare due esempio pratici per chiarirmi il concetto?
seconda cosa, tu sei riuscito a farti fare una polizza da softair, se ho ben capito, siccome si possono possedere piu polizze, credo, sarebbe bene indicare quella che hai usato tu.
cosi magari un club regolare, che ha già quindi per obbligo una sua copertura, potrebbe pensare di affiancarla a quella specifica.
spero di essermi spiegato. (è un pò contorto in effetti)
i "vizi" sono quelli che io, da sempre, sostengo essere insiti nelle polizze "generali" collegate o convenzionate da enti e associazioni che non hanno pensato di fare sottoporre alle compagnie il rischio connesso alla nostra attività.
quello che con il "protocollo" intendo proporre è una attività di sensibilizzazione da parte di voi soft gunner, nei confronti di chi, in definitiva, dovrebbe gestire i sinistri in cui, malauguratamente, potremmo incappare.
noi, qui a trento, abbiamo una polizza contratta con una compagnia che ha recepito ed accettato il rischio (quindi, niente "vizi").
chi vuole, può tranquillamente contrarre dteta polizza direttamente con questa compagnia.
ma, a mio avviso, verrebbe meno la valenza di questo "protocollo".
in sostanza suggerisco di stampare, dal link che a suo tempo avevo postato anche qui, la copia della polizza che abbiamo noi qui in trentino e che, mi risulta, è stata contratta anche da altri club di regioni vicine.
con quella, e con il presente "protocollo" andare presso la direzione o presso una agenzia principale, di una qualsiasi compagnia presente sul vostro territorio e richiedere a questa un preventivo per una polizza identica per quanto riguarda le condizioni, alla nostra.
questo sarebbe, di fatto, una applicazione pratica di questo "protocollo" che vado sostenendo.