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Discussione: Protocollo Soft Air - II

  1. #61
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    05 Apr 2006
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    questo è un ragionamento valido.

    modifico il testo.

    stratos, non ti devi preoccupare. posta pure che qui, sono in disucssione le idee, non il modo in cui sono esposte.
    ok vin. mi fido speriamo fili tutto liscio.

    va premesso, a questo punto, che era destinato ai non addetti ai lavori, che dovevano un po capire cosa cavolo si fa.( andrebe cmq sistemato, alcune cose sono cambiate, e altre sono troppo specifiche )
    **************************************************

    il softair o soft air (in inglese: airsoft o air soft), conosciuto anche come “tiro tattico sportivo”, è uno sport di squadra riconosciuto da enti di promozione sportiva (csen, aics, asi), a loro volta riconosciuti dal coni. il soft air non va considerato uno sport violento, praticato da maniaci delle azioni di guerra e dei gruppi speciali. al contrario, è una attività che consente di trascorrere del tempo all’aria aperta, di divertirsi in amicizia , di stringere nuovi rapporti e di scaricare lo stress accumulato durante la settimana lavorativa (generalmente il giorno dedicato all’attività è la domenica). in effetti, a differenza di quanto si possa credere, il gioco è più paragonabile all’escursionismo che alla caccia. le azioni che simulano lo scontro a fuoco nel soft air ricoprono un ruolo secondario; il vero spirito di questa attività vive nelle attività di gruppo, come la preparazione meticolosa, necessaria sia alla formazione delle squadre sia dei singoli elementi, caratterizzati ognuno da uno specifico compito, nel movimento affiatato di pattuglia, nella sensazione di libertà e di contatto con la natura che si prova mentre si marcia con qualunque condizione atmosferica o mentre si dorme in tenda, tutte sensazione tipiche delle attività escursionistiche.

    le origini

    leggenda vuole che il gioco abbia avuto le sue origini durante una pausa pranzo di alcuni boscaioli statunitensi.
    uno di essi, che aveva un marcatore a vernice rossa utilizzato per la segnalazione degli alberi da tagliare, sparò per scherzo della vernice contro un suo compagno; alla stupefatta vittima non parve vero rispondere al collega con lo stesso sistema. il botta e risposta coinvolse anche gli altri, fino a degenerare in una vera battaglia. trovato lo scontro molto divertente, i boscaioli decisero di ritrovarsi per sfidarsi ancora. da allora tale divertimento si è diffuso, in chiave sportiva, fino a divenire il gioco-sport-wargames che oggi si conosce.
    uscendo dalla leggenda e avvicinandoci alla realtà, le origini di questa attività non risultano molto chiare, anche se si può affermare che il soft air è la naturale evoluzione dei classici giochi che ogni persona ha praticato durante l’infanzia.

    nel tempo, dal gioco iniziale, si sono sviluppate due specialità:

    - il “paintball” diffusosi negli stati uniti negli anni ottanta.
    - il “soft air” vero e proprio, nato in giappone a fine degli stessi anni ottanta.

    le armi usate per il paintball sono ad aria compressa e sparano una pallina calibro 12 piena di vernice colorata alla velocità media di 150 m/sec.
    in giappone la legge proibiva l’utilizzo di questo tipo di strumenti per scopi ludici, di conseguenza si pensò di usare in sostituzione delle armi giocattolo che sparassero dei piccoli pallini del tutto innocui.
    i primi modelli sparavano pallini di plastica (di varie dimensioni) tramite un pistone a molla, cosicché il proiettile raggiungeva modeste velocità e gittata, rientrando nella categoria di veri e propri giocattoli per la severa legislazione giapponese.
    quando i primi produttori si accorsero della crescente domanda, decisero di rendere il prodotto più omogeneo e istituirono un organismo denominato asgk, i cui compiti fondamentali erano:
    - controllare la legalità dei modelli giocattolo;
    - unificare gli standard di realizzazione con particolare attenzione al calibro e ai materiali;
    - concordare una differenziazione produttiva in modo da ridurre la concorrenza;
    - stabilire il diametro del proiettile, fissato poi a 6 mm
    di recente la maggiore federazione, ovvero l’asnwg, e la principale casa produttrice di materiale da soft air, la “tokio marui”, stanno spingendo per far entrare la disciplina tra gli sport olimpici.

    fasi preliminari
    una regola fondamentale da ricordare è che non si può giocare su di un terreno se prima non si sia fatta richiesta al proprietario e si sia ottenuta l'autorizzazione alla pratica sportiva.
    il proprietario del campo da gioco può essere un privato o un ente pubblico.
    nel caso di una richiesta ad un privato, basterà una semplice autorizzazione scritta di quest ultimo, nel quale concede al club richiedente di usufruire dei suoi terreni. andranno inoltre allertate le più vicine caserme di carabinieri e polizia.
    nel caso in cui il terreno appartenga ad un ente pubblico, la procedura resterà invariata. andrà fatta richiesta scritta all'ente stesso e allertata la più vicina caserma dei carabinieri e della polizia.
    altro passaggio fondamentale sarà la segnalazione della zona in cui si svolgeranno i game con dei cartelli. dato il particolare realismo delle attrezzature, è fondamentale per lo svolgimento dell'attività che i club comunichino luogo, ora e data dei ritrovi alle autorità competenti in materia di pubblica sicurezza (carabinieri, vigili, questura), per non incorrere nel reato di "procurato allarme".

    dove praticare soft air
    l’attività può essere svolta su qualsiasi terreno e ambientazione, da un bosco a una spiaggia a una fabbrica, con l'ausilio di mezzi, fortificazioni e, in generale, qualsiasi cosa possa aiutare a immergersi nell'ambientazione, fornendo una scenografia.

    la modalita’ di gioco
    il gioco di base prevede la divisione del gruppo di partecipanti in due squadre, una di attacco e l’altra di difesa. la squadra di attacco sarà in genere più numerosa perché alla difesa sono attribuiti vantaggi tattici quali la posizione, ripari, ecc.
    esistono comunque moltissime varianti di gioco, limitate solo dalla fantasia degli organizzatori.
    si può dover conquistare la bandiera avversaria, effettuare vere e proprie pattuglie di ricognizione per conquistare obiettivi di diversa natura (bandiere, testimoni, materiali, ecc.), naturalmente "neutralizzando" gli avversari, bersagliandoli con le apposite armi giocattolo ed eliminandoli così dal gioco. elemento fondamentale del soft air è l'autodichiarazione del giocatore colpito, il quale, quando avverte un colpo su di se (touch), deve indicarlo oralmente e gestualmente e ritirarsi volontariamente dal gioco. chi persevera nel gioco viene definito “highlander” o “fagiano” e normalmente, una volta individuato, viene espulso dal gioco. se recidivo, l’espulsione potrà estendersi all'appartenenza all’associazione, in virtù dell'importanza fondamentale dell'onestà in questo gioco.

    diversi tipi di soft air
    in genere si è soliti classificare il soft air in due categorie principali: leggero e impegnativo.
    il soft air leggero è perfetto per i neofiti e si differenzia dall’altro per la durata delle singole sessioni. si giocano brevi partite (massimo 20 minuti), rimandate in caso di condizioni ambientali non favorevoli. non si pratica di notte e si privilegiano gli scontri diretti alla tattica.
    negli ultimi periodi, il rinnovato interesse internazionale verso questa disciplina, ha fatto evolvere le manifestazioni, aumentandone il realismo e le qualità tecniche. si parla così di hard soft air (hsa). il soft air impegnativo, adatto ai giocatori più appassionati, si svolge tra appostamenti logoranti che possono durare delle ore, pattugliamenti di vaste aree, marce zavorrate sotto la pioggia intensa o tra parecchi decimetri di neve, partite svolte nella completa oscurità, con l’ausilio di torce e visori notturni, bivacchi in tenda o in bivy bag. nel soft air impegnativo si privilegia la tattica al posto della celerità e quindi non si pratica l’assalto frontale.




    hsa
    vediamo nel dettaglio lo svolgimento di una sessione di soft air impegnativo.

    - terreno.
    di congrue dimensioni, adatto a concedere ampia manovrabilità alle forze di interdizione e di controinterdizione.

    - durata
    la durata minima dell’esercitazione è di 24 ore, in condizioni h24 (qualunque situazione meteorologica).

    - numero giocatori
    le forze in campo saranno in rapporto di 3:1 (minimo) tra attaccanti e difensori . le unità di interdizione dovranno essere numericamente non inferiori a 30 operatori .

    - infiltrazione libera degli interdittori.

    - pacchetto d’ordine (opord) inviato minimo 30 giorni prima dell’inizio della esercitazione.

    - floppy con svolgimento missione.
    gli interdittori, una volta letto l’opord e organizzata la missione, invieranno all’organizzazione della n.c. un floppy disc criptato in cui si dichiareranno gli obbiettivi che intendono colpire e come svolgeranno la missione, il tutto volto a poter giudicare l’esito della missione stessa.

    - deregolamentazione.
    per rendere snello e realisticolo svolgimento delle n.c. è necessario svincolarle da regole. sarà comunque richiesto sempre il buon senso.

    - operatività della controinterdizione
    potrà occupare l’area di gioco solo 1 ora prima dell’inizio delle operazioni riportato sull’opord.

    - operatività dell’interdizione
    potrà entrare e uscire dalla ao (area operazioni) a suo piacimento.

    - rifornimenti e munizioni
    sarà vietato a tutti i partecipanti avere al seguito confezioni di bb e/o usare caricatori maggiorati e/o artigianali.
    sarà possibile per la controinterdizione usufruire di depositi bb su fuoristrada &/o installazioni fisse.
    sarà possibile da parte della interdizione nascondere nella zona operativa, bb o quant’altro necessiti alla missione. si da per scontato che in questo caso il materiale sia inserito in contenitori e non usato durante il movimento ma solo staticamente per rifornimento . nel caso la controinterdizione scopra il cache potrà, se riterrà opportuno, impadronirsene e sfruttare come più riterrà opportuno la scoperta.

    - veicoli
    l’uso di mezzi di trasporto verrà concesso alla controinterdizione e alla interdizione tenendo presente che:
    * non si spara sui mezzi
    * non si spara dai mezzi
    i mezzi potranno essere fermati stendendo una striscia di fettuccia biancorossa attraverso la carrabile. per poter proseguire la fettuccia dovrà essere rimossa, oppure cambiando tragitto si potrà evitare il blocco. nel caso la fettuccia sia stesa anche posteriormente al mezzo questo sarà completamente bloccato.

    - operatori della controinterdizione colpiti
    si stabiliranno due o più ospedali da campo proporzionalmente alle dimensioni del territorio. ogni operatore avrà al proprio braccio una fascia di tessuto che ne indicherà la sua condizione operativa positiva. una volta colpito (vale anche il fuoco amico) dovrà, dopo aver dichiarato il proprio stato e alzato le braccia per indicare il fuori gioco, togliersi la fascia dal braccio e recarsi al più vicino ospedale dove recupererà la sua operatività rimettendosi al braccio un’altra fascia e mettendosi a disposizione del suo comando d’area.
    si fa divieto agli operatori colpiti di rientrare sullo stesso obiettivo o nella zona dello scontro che hanno lasciato.

    - operatori della interdizione colpiti
    saranno fatti prigionieri. il trasferimento prigionieri è praticato sempre sotto scorta. si fa divieto ai prigionieri di prendere qualsiasi iniziativa per liberarsi durante tutto il trasferimento.
    condotti in un campo di prigionia, verranno spogliati di buffetteria e asg e saranno presi in custodia con la massima attenzione e cura dalla controinterdizione. non potranno essere perquisiti ma dovranno essere sorvegliati a vista. potranno essere liberati solo dopo la totale eliminazione delle sentinelle messe a custodia del campo prigionia, oppure il rilascio potrà avvenire con decisione dell’organizzazione della nc nella modalità e nei tempi che riterrà opportuni.

    esa
    l’esa o extended soft air è nato per allargare la definizione di hsa e comprendere all’interno anche eventi/manifestazioni competitivi della durata minima di 6h.

    reenactment
    e’ una modalità che si basa sulla passione per la storia militare. porta ad una conoscenza storica ed uniformologica molto approfondita, ottenuta attraverso la ricerca di materiale originale dell’epoca, visite a musei , l’ausilio di storici di fama internazionale e, spesso, per quanto riguarda la storia più vicina, di racconti di reduci o persone che hanno vissuto quei momenti in prima persona. questa passione nasce dal desiderio di provare e far provare agli spettatori le emozioni, le difficoltà, la vita e le gesta dei soldati del passato, grazie la rievocazione di un evento bellico realmente accaduto. la cura del dettaglio caratterizza il reenactor più appassionato che rifiuta, durante le manifestazioni, ogni contaminazione con la modernità, fosse anche un bicchiere di plastica.
    in questo modo si ricreano quelle atmosfere surreali di attesa che caratterizzano i momenti antecedenti i combattimenti o il clima presente sotto le tende da campo durante il consumo dei pasti in comune. grazie all’espansione del fenomeno, vengono organizzate diverse manifestazioni in italia ed europa. quello della ricostruzione storica è, infatti, un hobby presente in tutte le nazioni d’europa e che permette di creare legami profondi con persone che vivono in gran bretagna, russia, germania, francia, belgio, austria, repubblica ceca, polonia. oltre che dalla passione storica, i reenactors sono legati da rapporti di sincera amicizia e cameratismo, rapporti cresciuti tra le difficoltà che affrontano insieme durante le battaglie e gli addestramenti. il remake storico non è solo un hobby per gli appassionati di storia della vita militare ma anche per coloro che colgono la sfida di dimostrare a se stessi di possedere le capacità per superare difficoltà oggi sconosciute.




    i tornei
    le prime esperienze di soft air impegnativo hanno inizio con la partecipazione ai tornei. durante queste occasioni non è infrequente trovare impegnati mezzi quali jeep o addirittura elicotteri o gommoni da sbarco. per lo svolgersi dei tornei di soft air, si riuniscono un numero imprecisato di club e vengono svolte delle missioni, sotto precise regole. in genere si stabiliscono i tempi massimi per la conquista di un obiettivo, si fissano alcuni punti di passaggio (waypoint) e diversi altre vincoli, a secondo del tipo di missione prevista. molto curata nei tornei è la parte scenografia. si riproduce una situazione bellica introducendo tutti gli elementi utili al realismo, quindi finti esplosivi, postazioni antiaere, bunker, ecc.
    attualmente, ogni anno si svolgono importanti tornei e campionati, diffusi in tutta italia

    attreazzatura
    per giocare a soft air è necessaria un'attrezzatura di base:

    - asg (air soft gun)
    e’ così denominata la fedele riproduzione di armi vere. quasi identiche alle reali (si differiscono nel peso e nei materiali costruttivi), sono in grado di sparare proiettili sferici (bb) da 0,12 - 0,40 gr, forgiati con materiali ceramico-plastico ecocompatibili. come sistema propulsivo può essere presente una molla che sviluppa una potenza inferiore ad 1 joule (limite di legge italiano) e una gittata di 30-40 metri; un motore elettrico alimentato da una batteria, oppure un sistema a gas.
    le asg si trovano in negozi specializzati, a un prezzo che oscilla dai 150 ai 600 €.
    la capacità dei caricatori è da 200/500 colpi. come asg secondaria viene utilizzata in generale una pistola a gas. per le pistole il caricatore standard è da 20/24 colpi.
    una asg non è in alcun modo modificabile in un arma in grado di sparare proiettili veri.
    le case di produzione dei fucili softair sono per lo più asiatiche (cinesi o giapponesi) e si appoggiano a rivenditori esclusivi europei, americani o asiatici per poter commerciare con l’estero. per esempio la fabbrica classic army si appoggia alla nota azienda vi.se.le. italiana.
    sono di recente diffusione le marche cinesi low cost, che stanno invogliando ed agevolando, con i bassi prezzi, nuovi appassionati ad avvicinarsi a questo mondo.

    - abbigliamento
    non esiste una regola che imponga un abbigliamento standard, affidato alla discrezione del giocatore. sono in genere usate le tute mimetiche adottate dai diversi eserciti, molto in voga quelle italiane e statunitensi, ma risulta adatto allo scopo un comunissimo paio di pantaloni verdi.
    sono invece obbligatori occhiali protettivi o maschera integrale, per proteggere gli occhi dai pallini. gli strumenti protettivi devono essere indossati per tutta la durata del gioco.

    vi è poi una vasta gamma di attrezzatura non essenziale ai fin del gioco ma spesso molto apprezzata dai giocatori più accaniti.

    - gibernaggio di qualsiasi genere, dai giubbotti mimetici, ginocchiere, elmetto cinturoni, borracce ecc...
    - radio e auricolare (generalmente si usano frequenze lpd o pmr)
    - ricevitore gps, bussola, cartine
    - fondine, camelbak, rucksak
    - ottiche, visori notturni, redpoint





    lo sviluppo in italia
    negli anni novanta sono nati organismi di coordinamento, nazionali e regionali, come il (crl) comitato regionale lazio, prima associazione del genere fondata in italia, l’associazione nazionale war games (asnwg), il coordinamento soft air combat (cosac), il coordinamento soft air piemonte (csap), staff emilia ovest (seo) e molti altri.
    queste associazioni hanno contribuito alla diffusione del gioco in italia, con la conseguente costituzione di numerosi club (ad oggi se ne contano più di 400 su tutto il territorio nazionale).
    tra i più importanti ricordiamo il “club degli argonauti”, organizzatore di uno tra i tre maggiori eventi nazionali di soft air, l’”argo big mach”, l’”ebola” e il “master and commando” che da soli riuniscono tra le 350-400 persone.
    sono stati aperti molti forum sul web dai diversi club. “sam”, creato da un club siciliano, è forte ormai del numero considerevole di 6500 iscritti con più di 18 milioni di visite mensili.
    esiste una testata mensile specializzata, il “soft air adventures”.

    non solo un gioco

    il softair è in pratica un’attività perfetta.
    insegna a lavorare in gruppo, essere educato, onesto, leale, rispettoso, fa vivere all'aperto, aiuta a socializzare ed educa al rispetto delle regole.
    non a caso viene utilizzato nelle aziende per migliorare i gruppi lavoro ecco degli esempi:

    “marketing e sponsor: la "guerra" della juve
    18.07.2007 09.50 di ilario imparato

    per fare squadra, gli uomini del marketing juve, compreso l’ad jean-claude blanc, e gli sponsor bianconeri si sono messi in tuta mimetica per una guerra simulata nei boschi di madonna di campiglio. la novità del work-shop, infatti, è stata una prova di «softair», conosciuto anche come tiro tattico sportivo: uno sport spesso utilizzato per fini motivazionali. vestiti da marines, con occhialoni in plexigas e mascherine per proteggersi il volto, bisogna portare a termine una missione, evitando gli agguati dei «formatori»: ne nascono battaglie a colpi di proiettili di ceramica. consumata la missione (con qualche segno sulla pelle), nel pomeriggio c’è stata una lezione di gian paolo montali, componente del cda bianconero e ct della nazionale di volley, sul gioco di squadra.”
    da: “ la stampa”

    “aziende piccole o medie fino a società calcistiche come il milan utilizzano il soft air per creare spirito di gruppo.
    milano - movimenti di truppe nel bosco. ostacoli assortiti da scalare, fossati da aggirare. e manipoli di «combattenti» pronti a muoversi rapidi e silenziosi nel folto della vegetazione. con attrezzi speciali a simulare dei fucili. un vero e proprio scontro, caratterizzato da esercitazioni durissime, di quelle che preludono a missioni impossibili . uno spiegamento di forze che, a metà settimana, ha trasformato il college rossonero di milanello in qualcosa di molto prossimo ad un nucleo staccato della legione straniera.

    nessun allarme attentati, per fortuna. più semplicemente shevchenko, gattuso, kaká ed il resto della combriccola milanista hanno scelto un modo alternativo di allenarsi in vista delle prossime scadenze stagionali: giocando alla guerra, dividendosi in due gruppi, «sparandosi» contro a salve.
    le chiamano prove di team building, servono per costruire un team, cioè una squadra, un gruppo, lo dice la parola stessa, e pare che tra gli ancelottiani siano ormai diventate di moda, esattamente come gli spaghetti serviti ancora fumanti nello spogliatoio subito dopo la partita.
    (....)
    ecco perché, su input dello psicologo bruno de michelis, i milanisti ogni tanto simulano una battaglia, trasformandosi da calciatori in marines.
    allenamenti alternativi per verificare le strategie, la coesione e il senso di appartenenza al gruppo. insomma, tattica e tecnica sono sempre fondamentali ma a certi livelli nulla può essere più lasciato al caso... “
    da: “corriere della sera” del 19 febbraio 2006
    il soft air come training lavorativo
    secondo barnes wren, sono numerosi i benefici psicologici che si possono ottenere praticano il soft air. per molti giocatori il sollievo che si prova è una sorta di catarsi mentale, a patto che si osservino le regole con onestà e fair play e si ricordi sempre che si tratta solo di un gioco. del soft air, così parla uno dei nostri soggetti: “e’ un meraviglioso mezzo per scoprire nuovi aspetti di sé. la tensione che si crea durante la partita spesso aiuta le persone a guardarsi dentro in un modo che non avevano mai fatto prima. la partita può essere una metafora della vita e il modo in sui si reagisce sul campo spesso fa capire come si potrebbe reagire in una circostanza simile nella vita reale”. non è un caso allora che il soft air sia stato rivisitato anche in termini didattici , al fine di utilizzarlo come strumento per sviluppare alcune capacità lavorative e manageriali. questa intuizione trova le sue premesse concettuali nel metodo dell’out-door development”, ossia lo sviluppo delle capacità personali e professionali attraverso attività condotte al di fuori dell’aula tradizionale. l’outdoor development è una metodologia didattica che finora ha trovato scarso impiego in italia; tuttavia si ritiene che, in una società fortemente caratterizzata dal cambiamento come la nostra, esso possa accrescere e facilitare l’acquisizione di alcune capacità personali e professionali. per kermol e sorrentino (2002) quelle che è possibile potenziare attraverso l’outdoor development sono la flessibilità di fronte ai cambiamenti, la gestione degli imprevisti, soprattutto attraverso lo sfruttamento dell’opportunità che questi possono offrire, l’efficace decisionalità in situazioni d’incertezza, la disponibilità a lavorare in gruppo per il raggiungimento di un obiettivo condiviso.
    fregosi sostiene che l’utilizzo del soft air training per promuovere l’acquisizione o il potenziamento di alcune capacità nei manager (o nei lavoratori in genere) nasce anche dal fatto che c’è anche una certa somiglianza tra le abilità richieste dal soft air e quelle necessaria a coloro che svolgono mansioni direttive. gestire un’azienda, ad esempio, non è mai frutto d’improvvisazione o del tanto decantato “intuito imprenditoriale”, ma è piuttosto il risultato di un’accurata attività di pianificazione, che prevede la scelta degli obiettivi da raggiungere e le strategie migliori da adottare per raggiungerli in base alle risorse a disposizione. e ciò è esattamente quel che deve fare il soft gunner per vincere la sua partita. per raggiungere lo scopo finale (conquistare un nuovo mercato in un ‘azienda, o la bandiera dell’avversario nella partita) è necessario che dal vertice (dall’azienda o dal team di gioco) vengano comunicati con precisione gli obiettivi, in modo che tutti i componenti siano consapevoli e responsabilizzati. nel soft air il leader comunica con estrema chiarezza l’obiettivo ai suoi giocatori, a ognuno viene assegnato un compito, in modo da valorizzare le differenze individuali e creare uno spirito di squadra. ed anche in azienda è necessario che nasca, nei diversi reparti operativi, un certo spirito di squadra, che migliori la capacità di lavorare di concerto, con gli altri, quindi la collaborazione e l’aiuto reciproco, oltre che la fiducia tra i diversi membri del gruppo. in italia le esperienze fatte in questa direzione, finora molto poche, hanno portato ad ottimi risultati, con un alto tasso di gradimento da parte dei partecipanti. sembra insomma che il “giocare alla guerra” non corrisponda affatto, in sé per sé, al “fare la guerra”, ma piuttosto ad apprendere in un modo sostanzialmente innocuo, ancorché un po’ eccentrico, qualche importante competenza in più.

  2. #62
    Spina

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    oh mamma
    lo copio e lo leggo con tranquillità....

  3. #63
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    geniale.

    bravo, non l'ho finito ma mi piace, specialmente l'ultimo pezzo riguardante l'utilizzo del sa da parte delle aziende.
    in america lo fanno già da molto ed anche qui vedo che si stanno svegliando.

    domanda:

    posso citarne alcuni pezzi o meglii se cambio qualche parola?


    vedi che serviva, ci sono cose che non sapevo!

  4. #64
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    Quote Originariamente inviata da cris Visualizza il messaggio
    geniale.

    bravo, non l'ho finito ma mi piace, specialmente l'ultimo pezzo riguardante l'utilizzo del sa da parte delle aziende.
    in america lo fanno già da molto ed anche qui vedo che si stanno svegliando.

    domanda:

    posso citarne alcuni pezzi o meglii se cambio qualche parola?


    vedi che serviva, ci sono cose che non sapevo!
    no prendi pure, non mi sono inventato nulla, ho solo unito cose che avevo gia letto.

  5. #65
    Soldataccio
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    sto leggendo attentamente tutta la proposta di etabeta e le successive precisazioni , personalmente larga parte di quanto scritto finora lo trovo decisamente condivisibile e importante.

    mi riservo di dare una opinione più approfoindita su quanto indicato quando avrò terminato completamente la lettura.

  6. #66
    Spina

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    ci contiamo kad

  7. #67
    EtaBeta
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    bhe... c'è da leggere!

    comunque, lo staff ha accolto la mia richiesta di aprire un'area specifica per questo "progetto", nella sezione "leggi e soft air" seguita da spettro legionario.
    a quest'ultimo, chiedo, per cortesia, di spostare questa intera discussione nella nuova area.
    così si riprende il lavoro di sistemazione del "protocollo".

    grazie.

  8. #68
    Spina

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    in tal caso si continua qua!

    per semplificare la discussione (non ho ancora finito di leggere il precedente intervento di stratos, direi di fissare i titoli dei vari aspetti che poi si andranno a discutere.
    per quelli postati da etabeta vanno bene, se poi è il caso se ne possono aggiungere.

  9. #69
    EtaBeta
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    Quote Originariamente inviata da mercurio Visualizza il messaggio
    in tal caso si continua qua!

    per semplificare la discussione (non ho ancora finito di leggere il precedente intervento di stratos, direi di fissare i titoli dei vari aspetti che poi si andranno a discutere.
    per quelli postati da etabeta vanno bene, se poi è il caso se ne possono aggiungere.
    si, si continua su questo topic, solo che viene spostato nell'area legale, comunque accessibile a tutti.
    appena fatto, riassumiamo.

  10. #70
    EtaBeta
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    sembrava che lo staff avesse accolto la richiesta di spostare questa discussione in un'area più congeniale.
    avevo richiesto lo spostamento nell'area legale, dato che si tratta, comunque, di un tema che ha attinenza con la materia.
    per qualche ragione che non conosco - e che, a questo punto, preferisco non conoscere - la neocreata sezione da me richiesta - che speravo fosse moderata da spettro legionario - non c'è più.

    fa nulla. grazie comunque.

    sam ha comunque un numero di utenti tale per cui insistere, anche in aree non proprio indicate, a discutere di certe tematiche lo ritengo indispensabile.

    continuamo qua. sia mai detto che si perde un'occasione.

    fino a sabato sarò presente ad intermittenza.
    ma ci sono.

    a tutti coloro che sono intervenuti fino ad ora, un invito ad approfondire il tema.

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