protocollo
per la pratica del softair
definizione
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di air soft guns, ovvero strumenti con aspetto di armi da sparo, sparanti pallini di plastica.
chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dallo strumento.
l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair.
l’utilizzo della air soft gun (o asg) per colpire con un pallino l’avversario, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.
2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”.
il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
3)- la air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.
in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, purchè l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 0,99 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).
1)- il softgunner è consapevole dei rischi connessi alla pratica del softair che di quelli derivanti dalla propria condizione fisico/sanitaria.
per tale ragione, il softgunner accetta di:
- rinunciare al diritto di rivalsa nei confronti di altro softgunner la cui azione avvenuta nel contesto della pratica ludica/sportiva del softair possa avergli arrecato danni patrimoniali o lesioni personali, sottoscrivendo apposito documento di “rinuncia di rivalsa”.
- sottoporsi periodicamente a visita medica al fine di accertare, quale condizione minima, la propria idoneità a svolgere attività sportive non agonistiche.
all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle suddette condizioni, ogni qual volta gli venisse richiesto nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
2)- il softgunner si impegna a contrarre – privatamente o in altro modo - polizza assicurativa per i rami “infortunio” e “responsabilità civile verso terzi”.
all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza e consistenza della propria copertura assicurativa ogni qual volta gli fosse richiesto, nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
la pratica ludico/sportiva del softair è praticabile anche da soggetti minorenni.
essi devono attenersi a quanto indicato ai punti 4)- e 5)- del presente “protocollo”.
tutti gli atti di cui sopra, nel caso di soft gunner minorenni, devono tassativamente essere sottoscritti dai soggetti esercenti la “potestà genitoriale”.
in mancanza di documentazione idonea ad attestare l’autorizzazione alla pratica ludico/sportiva del softair, alla “rinuncia di rivalsa” e alla sussistenza delle condizioni sanitarie minime richieste, i soggetti minorenni non dovranno essere ammessi alla pratica ludico/sportiva del softair in qualsiasi contesto, ovvero in ambito organizzato/associativo di cui intendano fare parte.
dispositivi di sicurezza e protezione
in considerazione della definizione della pratica ludico/sportiva del softair e della “funzionalita’” dell’essere colpito dal pallino sparato dalla asg dell’avversario, il softgunner, maggiorenne o minorenne, indossa, quale minima precauzione di sicurezza, protezioni per gli occhi.
all’uopo, sono considerati presidi protettivi sufficienti:
- occhiali a rete specificamente progettati e commercializzati per l’impiego nella pratica ludico/sportiva del softair:
- occhiali di tipo antinfortunistico dotati di lente in materiale infrangibile.
eventuali ulteriori protezioni di parti molli o dell’apparato dentario, sono a discrezione del softgunner il quale si assume la responsabilità delle lesioni subite alle parti del proprio corpo non protette.
note di carattere generale aventi per oggetto le modalita’ di diffusione ed attuazione del “protocollo”.
la pratica ludico/sportiva del softair consiste di incontri tra due o più soggetti.
può svolgersi con tecniche, tipologie di gioco e scenari diversi, in qualsiasi condizione meteorologica purchè non sia messa in pericolo evidente l’incolumità fisica dei soggetti che lo praticano.
la pratica ludico/sportiva del softair può essere considerata un gioco di ruolo il quale, oltre alla valenza propriamente ludica, riveste valenza di contatto sociale tra soggetti che lo praticano.
affinché il presente “protocollo” abbia influenza sulla pratica del softair è necessario che i praticanti la pratica ludico/sportiva del softair condividano, sottoscrivendolo, il presente “protocollo”.
la diffusione del presente documento dovrebbe essere affidata:
- in prima persona, agli stessi softgunners;
- agli organi di stampa specializzata o ai siti internet di settore;
- ai contesti organizzativi di cui i softgunners intendono fare parte o nei quali intendono associarsi tra loro (in qualsiasi modalità prevista dalle normative vigenti in materia associazionistica);
lo scopo della diffusione e sottoscrizione del “protocollo” è di carattere prettamente pratico.
1)- armonizzare l’approccio dei soft gunners alla pratica ludico/sportiva del soft air in modo che, da un punto di vista puramente “giuridico” non possa essere riconosciuta differenza, almeno a livello nazionale, tra soggetti che praticano il soft air, prescindendo dalle “discipline” ovvero “versioni” della stessa pratica softairstica prevalentemente preferite o praticate.
2)- facendo leva sul numero degli aderenti al “protocollo” e alla diffusione a livello nazionale dello stesso documento, interloquire in maniera uniforme:
a)- autorità rappresentative dello stato (segnatamente commissariato del governo, per quanto riguarda le regioni a statuto speciale o autonome e prefetture dello stato, per quanto riguarda le altre regioni) al fine di fare recepire in maniera corretta e uniforme, a dette autorità, la tipologia di attività svolta;
b)- autorità di pubblica sicurezza (segnatamente questure che corrispondono, nelle province, alla massima autorità di pubblica sicurezza; nei comuni, ai sindaci)
c)- presso le compagnie assicurative, richiedendo direttamente alle agenzie principali emissione di polizze ramo infortuni e ramo rct in cui il rischio assicurato sia chiaramente descritto, attingendo alla definizione del presente protocollo con il preciso scopo di uniformare i criteri di assicurazione.
le associazioni e il protocollo
dato per scontato che la maggior parte dei giocatori di soft air si aggregano in associazioni sportive (dilettantistiche e non…), l’accoglimento con inserimento negli statuti del presente protocollo costituisce ulteriore stimolo all’armonizzazione della pratica softairstica, senza risultare determinante e condizionante per le particolari scelte delle diverse realtà locali e di gioco. insomma, preservando l’identità e l’autonomia gestionale delle realtà aggregative esistenti.
dal punto di vista “tecnico”, le associazioni e chi le rappresenta e ritenga utile allo sviluppo, diffusione e armonizzazione della pratica ludico/sportiva del softair il “protocollo”:
a)- ne fornisce copia integrale ai propri associati e ne fa loro sottoscrivere un’altra che deve essere conservata agli atti della propria associazione;
b)- ne esibisce la copia vistata dal consiglio di amministrazione della associazione in ogni occasione di confronto/incontro con altre realtà softairstiche.
per quanto riguarda gli interventi succedutisi su questa discussione, voglio ringraziare jump62, mercurio, cris, horus, spettro legionario, asd legione x, colt boy e, per ultimo ghigno per i contributi.
ma il vero contributo, che darebbe senso a questa iniziativa, è quello di farsi portavoce di questo “protocollo”.