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Discussione: Mercenari Addestrati in un campo a Scandicci...

  1. #151
    SAM Maniaco



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    Belìn, dai, adesso non esageriamo: potresti specificare come è possibile che la preparazione ad una giocata/evento (anche importante) sia paragonabile ad un addestramento militare? Scendendo nello specifico, se possibile. A me sembra un concetto un po' campato in aria, ma vorrei vedere delle argomentazioni prima di giudicare.

    Trovo sia invece molto sensato scrivere su uno statuto quello che NON si è o NON si fa. L'attività che un gruppo o una ASD svolge quando gioca a softair è estremamente fraintendibile. Non credo che guasti specificare determinate cose - ad esempio, che non si svolge attività militare. Che è tutta una finta, una rappresentazione. Magari farà storcere il naso a qualcuno: più di una volta mi son sentito dire "io non gioco però, io faccio softair". Roba seria, insomma, non proprio professionale (anche se...) ma "impegnata". Chi se ne frega, rispondo io. E' comunque un gioco, razionalizza come vuoi: rimane sempre un gioco, nulla più.




    Questo perchè il softair, almeno in Italia, è venuto su troppo velocemente e senza guida. Non ci sono state persone od associazioni che hanno aiutato a delineare una cultura, dei valori condivisi. Da noi non è nemmeno possibile raggiungere una definizione condivisa del softair: ancora ricordo i thread sul forum di qualche mese fa. Sembrava si parlasse di due cose diverse. I softgunner sono a disagio quando si prendono le distanze dal mondo militare perchè, in assenza di riferimenti, si sono rivolti verso quell'area per cercare di definire cosa sono e cosa fanno. Sbagliando clamorosamente.

    Non c'è una cultura del softair come attività ludica: c'è l'idea che il softair sia qualcosa di vagamente militare, più o meno. Non a caso molta gente ci va a nozze con questo concetto: il commento di Marswallace sul softair masturbatorio del "non sono un civile, sono un militare anche se l'esercito non lo sa" è molto azzeccato.



    Tutto IMHO, come sempre.
    Mah,guarda...tutto come al solito è opinabile.
    Se confronto quello che ho fatto a naja con quello che faccio tutte le domeniche allora posso tranqullamente dire che quello che faccio la Domenica è molto più militaresco di quello che facevo a naja....
    Io credo di aver capito quello che dice etabeta.
    Fare chiarezza significa smetterla di nascondersi dietro paraventi,dietro frasi di comodo,ed invece di incominciare ad essere quello che siamo....ciòè appassionati di un GIOCO che si ispira fortemente al mondo militare.
    Solo dopo aver trovato e messo bene in chiaro la nostra identità potremo pensare di risanare un'ambiente ludico/sportivo che ha fatto del chiaroscuro,del detto e non detto la sua regola per anni.
    Io non mi vergogno di dire che gioco a softair perchè attirato dal suo lato militaresco...come non mi vergogno a dire che non farei mai il militare di professione(altrimenti lo avrei fatto a tempo e debito..non adesso che ho 40 anni).
    Il softair deve trovare la sua identità..un'identità precisa,senza fraintendimenti,senza dire che è un gioco per tutti solo per tranquillizzare i genitori distratti.
    Il tempo delle bugie deve finire!!!!

  2. #152
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    Mah,guarda...tutto come al solito è opinabile.
    Se confronto quello che ho fatto a naja con quello che faccio tutte le domeniche allora posso tranqullamente dire che quello che faccio la Domenica è molto più militaresco di quello che facevo a naja....
    Da quello che mi raccontano durante il servizio di leva difficilmente si faceva qualcosa di militaresco. Non mi stupisce che simulare degli scontri a fuoco la domenica sia più militare della naja, anche se lo si fa con ASG di plastica...da qui a dire che quel che facciamo è paragonabile ad un addestramento militare ne passa. Avrò frainteso una frase non proprio chiara.


    Io credo di aver capito quello che dice etabeta.
    Fare chiarezza significa smetterla di nascondersi dietro paraventi,dietro frasi di comodo,ed invece di incominciare ad essere quello che siamo....ciòè appassionati di un GIOCO che si ispira fortemente al mondo militare.
    Solo dopo aver trovato e messo bene in chiaro la nostra identità potremo pensare di risanare un'ambiente ludico/sportivo che ha fatto del chiaroscuro,del detto e non detto la sua regola per anni.
    Io non mi vergogno di dire che gioco a softair perchè attirato dal suo lato militaresco...come non mi vergogno a dire che non farei mai il militare di professione(altrimenti lo avrei fatto a tempo e debito..non adesso che ho 40 anni).
    Il softair deve trovare la sua identità..un'identità precisa,senza fraintendimenti,senza dire che è un gioco per tutti solo per tranquillizzare i genitori distratti.
    Il tempo delle bugie deve finire!!!!
    Mi trovi completamente daccordo, ma permettimi di farti un esempio usando un termine economico.
    Adam Smith usò la metafora della "Mano Invisibile" per affermare che in un libero mercato la ricerca personale del benessere da parte di ognuno avrebbe portato in qualche modo (da qui la mano invisibile) ad ottenere benessere per l'intera società. E' una teoria che non viene più presa in considerazione, ovviamente. Se spostiamo questo concetto nel sociale, è facile capire che non basta dire "noi già stiamo facendo" e "basta che ognuno si impegni" per raggiungere un obiettivo.

    Non basta, IMHO, che si cerchi per singoli club di trovare un senso al softair o di dargli una struttura. Queste sono iniziative che devono sì partire dalla base dei softgunner, ma devono anche andare oltre. Non so se questo significa che dobbiamo creare (altre?!) associazioni nazionali, non so se dobbiamo "importare" dei modelli stranieri, no ho purtroppo delle soluzioni a portata di mano.
    Sono abbastanza sicuro però che serve un approccio che sia organizzato. E condiviso, soprattutto. Il softair in Italia è già sviluppato - non sta più crescendo come stava facendo anni fa. Serve un approccio diverso dal (pur lodevole) "ognuno faccia la sua parte".


    Ancora, tutto IMHO.

  3. #153
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    E' un po' che seguo il post senza intervenire, richierei di ripetere gli stessi concetti espressi, in maniera CRISTALLINA da Grigio.
    Proprio con lui, al telefono, stavamo tristemente constatando che non c'è più quel rispetto per l'esperienza (fatta sul campo, macinando chilometri, sudando e faticando e non scritta su un pezzo di carta) di chi certe cose le ha fatte prima di altri.
    Un esempio pratico: a livello regionale stiamo proponendo degli stages atti a migliorare l'efficienza di un team in AO, comprendono varie discipline come cartografia, uso dei materiali idonei, gestione del team. Ed è affascinante notare come in ogni ASD di nuova costutuzione e non, sia presente un 'ex-qualcosa' (San Marco, Col Moschin, GOI, Delta, SAS, DEVGRU) che reputa INUTILI simili dottrine, preferendo corsi SWAT o CQB.
    O, peggio, il fai-da-te, basandosi su quanto letto via internet sul sito del Ranger Perfetto...anzi, che dico? Basta aver letto AZIONE IMMEDIATA!
    Addirittura si presentano sul campo con t-shirt da istruttore di qualche disciplina di combattimento corpo a corpo (sempre quella)...cazzo, ma allora sono proprio forti!!!
    Sono anni, ormai, che da simili BUFFONI ho preso le distanze e quando mi capita, per fortuna di rado, di incrociarli sul campo mi limito ad ignorare.
    E' anche vero, però, che a livello di Comitato Regionale, stiamo lavorando sodo per cercare di arginare il più possibile simili fenomeni e si cominciano ad intravedere dei timidi risultati.

    C'è troppo pressapochismo, troppa presunzione e, come dice il buon Grigio, purtroppo NON siamo un paese civile.
    Se i cinesi, maledetti a loro, non avessero invaso il mercato con le ASG a due soldi, tutta questa manica di cialtroni avrebbe continuato a lobotomizzarsi a Call of Duty o altri piaceri onanistici, lasciando il SoftAir a chi ha davvero voglia di praticarlo.

    Purtroppo "contro gli idioti, neanche gli Déi possono qualcosa"...

  4. #154
    SAM Maniaco



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    Da quello che mi raccontano durante il servizio di leva difficilmente si faceva qualcosa di militaresco. Non mi stupisce che simulare degli scontri a fuoco la domenica sia più militare della naja, anche se lo si fa con ASG di plastica...da qui a dire che quel che facciamo è paragonabile ad un addestramento militare ne passa. Avrò frainteso una frase non proprio chiara.
    Era solo per dire che a volte è difficile definire ciò che è addestramento e ciò che è gioco,dato che agli occhi di un profano ciò che facciamo è molto militaresco...più di quello che si faceva una volta a naja...


    Quote Originariamente inviata da GetSome Visualizza il messaggio

    Mi trovi completamente daccordo, ma permettimi di farti un esempio usando un termine economico.
    Adam Smith usò la metafora della "Mano Invisibile" per affermare che in un libero mercato la ricerca personale del benessere da parte di ognuno avrebbe portato in qualche modo (da qui la mano invisibile) ad ottenere benessere per l'intera società. E' una teoria che non viene più presa in considerazione, ovviamente. Se spostiamo questo concetto nel sociale, è facile capire che non basta dire "noi già stiamo facendo" e "basta che ognuno si impegni" per raggiungere un obiettivo.

    Non basta, IMHO, che si cerchi per singoli club di trovare un senso al softair o di dargli una struttura. Queste sono iniziative che devono sì partire dalla base dei softgunner, ma devono anche andare oltre. Non so se questo significa che dobbiamo creare (altre?!) associazioni nazionali, non so se dobbiamo "importare" dei modelli stranieri, no ho purtroppo delle soluzioni a portata di mano.
    Sono abbastanza sicuro però che serve un approccio che sia organizzato. E condiviso, soprattutto. Il softair in Italia è già sviluppato - non sta più crescendo come stava facendo anni fa. Serve un approccio diverso dal (pur lodevole) "ognuno faccia la sua parte".


    Ancora, tutto IMHO.
    Purtroppo nel softair si cerca più che altro di preservare il proprio orticello...e poi,come avrai notato ognuno ha la cura per i mali del softair...va da se che non gli piaccioni le cure che propongono gli altri.
    Hai ragione...per ottenere risultati servirebbe un "movimento",ma questo è utopistico,dato che alla fine ci sono troppe differenze fra i softgunners per far si che si formi un movimento capace di rapperesentare tutti i giocatori.
    E poi questo movimento si scontrerebbe con gli interessi di troppe persone(aqndiamo dagli EPS ai comitati reginali etc etc...),le quali non gradiscono che qualcuno gli sfili da sotto i piedi le redini del "potere".
    Figurati che facciamo fatica a far capire che l'FTH è di libero utilizzo....basta che non lo si faccia per fini di lucro....non sai quante volte ci è stato proposto di affiliarci a questo o quello..per certe persone il pensiero di qualcosa di spontaneo,senza una struttura tipo "comitato",senza poltrone è quasi una bestemmia.
    Il softair vive di presidenti,segretari,tesorieri...tutti sempre a caccia di una carica prestigiosa....è quesi inconcepibile un movimento di base che fianalmente scavalchi gli interessi e le rivalità personali,un movimento che rapperesenti i giocatori e non le gerarchie.
    E' difficile....e forse impossibile,dato che come ho detto,certe cose bisognava organizzarle a tempo e debito,non dopo vent'anni e con un bacino di utenza decuplicato.
    Ora tutto è più complicato,perchè se prima si parvava di poche centinaia di giocatori ora si parla forse di oltre diecimila giocatori(facendo secondo me una stima molto prudente...).

    ---------- Post added at 10:15 ---------- Previous post was at 10:06 ----------

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    E' un po' che seguo il post senza intervenire, richierei di ripetere gli stessi concetti espressi, in maniera CRISTALLINA da Grigio.
    Proprio con lui, al telefono, stavamo tristemente constatando che non c'è più quel rispetto per l'esperienza (fatta sul campo, macinando chilometri, sudando e faticando e non scritta su un pezzo di carta) di chi certe cose le ha fatte prima di altri.
    Un esempio pratico: a livello regionale stiamo proponendo degli stages atti a migliorare l'efficienza di un team in AO, comprendono varie discipline come cartografia, uso dei materiali idonei, gestione del team. Ed è affascinante notare come in ogni ASD di nuova costutuzione e non, sia presente un 'ex-qualcosa' (San Marco, Col Moschin, GOI, Delta, SAS, DEVGRU) che reputa INUTILI simili dottrine, preferendo corsi SWAT o CQB.
    O, peggio, il fai-da-te, basandosi su quanto letto via internet sul sito del Ranger Perfetto...anzi, che dico? Basta aver letto AZIONE IMMEDIATA!
    Addirittura si presentano sul campo con t-shirt da istruttore di qualche disciplina di combattimento corpo a corpo (sempre quella)...cazzo, ma allora sono proprio forti!!!
    Sono anni, ormai, che da simili BUFFONI ho preso le distanze e quando mi capita, per fortuna di rado, di incrociarli sul campo mi limito ad ignorare.
    E' anche vero, però, che a livello di Comitato Regionale, stiamo lavorando sodo per cercare di arginare il più possibile simili fenomeni e si cominciano ad intravedere dei timidi risultati.

    C'è troppo pressapochismo, troppa presunzione e, come dice il buon Grigio, purtroppo NON siamo un paese civile.
    Se i cinesi, maledetti a loro, non avessero invaso il mercato con le ASG a due soldi, tutta questa manica di cialtroni avrebbe continuato a lobotomizzarsi a Call of Duty o altri piaceri onanistici, lasciando il SoftAir a chi ha davvero voglia di praticarlo.

    Purtroppo "contro gli idioti, neanche gli Déi possono qualcosa"...
    Mah....come al solito quella dei cinesi e dei nuovi giocatori è una scusa molto comoda.....voi veterani avete le vostre colpe per quanto riguarda la situazione del softair.
    Non vi siete mossi a tempo e debito,spesso inseguendo idee e personaggi discutibili,le rivalità e i dissidi che avete creato negli anni passati,il fatto che spesso e volentieri olti si siano girati dall'altra parte invece di isolare certi elmenti ha portato alla situazione che c'è ora.
    Guarda caso quasi tutte le volte che succedono casino di questo tipo,di mezzo ci sono personaggi che sono ANNI che bazzicano il softair,e quand osuccedono i casini,tutti a far fintas di non conoscerli.
    Per favore basta dare la colpa a quello che è successo negli ultimi anni...se prima fosse stato tutto rose e fiori,ti darei ragione,ma da quello che mi raccontate voi veterani i problemi(quelli veri..) hanno radici negli anni passati,dato che i personaggi "di potere" che bazzicano il nostro ambiente sono gli stessi di 10 anni fa.
    Di sicuro negli ultimi anni la situazione è peggiorata dato che il bacino di utenza si è allargato a dismisura,sopratutto a causa della campagna promozionale fatta dagli EPS,i quali affiliano cani e porci.
    Ma guarda caso,la maggior parte dei referenti regionali di questi EPS sono persone che frequentano il softair da una vita....e ne sfruttano le peculiaritùà a loro vantaggio.

  5. #155
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    E' proprio per quello che dico, citando Schiller, che "contro gli idioti, neanche gli Déi possono qualcosa".

  6. #156
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    Come esistono i reati DOLOSI e COLPOSI (la cui unica differenza è se hai fatto male a qualcuno APPOSTA o SENZA VOLERLO) allo stesso modo

    SOFT AIR LUDICO=A SCOPO DIVERTIMENTO (E GLI ASPETTI MILITARI A SCOPO SCENOGRAFICO)
    SOFT AIR ADDESTRATIVO=A SCOPO DI PREPARAZIONE MILITARE

    se qualcuno viene a dirmi che io mi addestro, mi incazzo, perchè io non gioco a soft air per preparami ad una guerra VERA.
    Per me il soft air e' gioco o al massimo sport, tanto più scenografico quanto più assomiglia alla realtà cui si ispira.
    Il piacere che traggo da avere in mano un AK, è puramente estetico.
    All'idea di ammazzarci qualcuno anche solo per legittima difesa, mi vien male. Non è che 'non vedo l'ora', come fanno alcuni psicopatici (che sostanzialmente non hanno mai visto un cadavere ammazzato in vita loro)
    Tra l'altro ho scritto 'il softgunner che andò in guerra' per chiarire esattamente come la penso sul soft air addestrativo e su tutti gli 'automatismi sbagliati' che insegna.


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    Questo perchè il softair, almeno in Italia, è venuto su troppo velocemente e senza guida. Non ci sono state persone od associazioni che hanno aiutato a delineare una cultura, dei valori condivisi.
    Non c'è una cultura del softair come attività ludica: c'è l'idea che il softair sia qualcosa di vagamente militare, più o meno. Non a caso molta gente ci va a nozze con questo concetto: il commento di Marswallace sul softair masturbatorio del "non sono un civile, sono un militare anche se l'esercito non lo sa" è molto azzeccato.
    Getsome, non è del tutto vero... nel senso che ASNWG fa il campionato più grande e più vecchio DEL MONDO (e scusate se poco, il solo fatto che esiste... dei suoi problemi si può discutere, però lui esiste... tutto il resto è 20 anni indietro). Eppure per questioni molto simili a destra/sinistra in politica, chi non "vota" ASNWG fa finta che non sia stato lui a creare il soft air in italia... sì perchè TUTTO il resto è arrivato dopo (GAS/CSEN/HSA/MILSIM/FTH... tutto è più giovane).
    Questo per dire che del problema dei rambetti che gettano cattiva luce sul nostro gioco, noi parlavamo 20 anni fa (e quando dico noi intendo anche me, anche se allora giocavo e basta), e possiamo tranquillamente dire: sì, ne abbiamo discusso, lo sapevamo... ma non abbiamo trovato una soluzione.
    Ultima modifica di marswallace; 07/09/2011 a 10:48

  7. #157
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    ...ma c'è da dire che prima senza la rete, c'era meno cassa di risonanza su questo hobby, e i veri appassionati riuscivano a frequentarsi, telefonando ai numeri di telefono di casa, trovati sui volantini o per passaparola, quelli meno interessati si accontentavano di giocare nel campetto dietro casa e dopo massimo 1 anno sparivano per via del gioco noioso.
    Quando andavi a fare un torneo o un evento...(diciamo che prima dei Toscani, erano tutti tornei combat o comunque quelli a obj, con marcia obbligata) conoscevi gente, alcuni positivi alcuni meglio perderli che trovarli.
    Poi con il buum di internet, sono nati i primi siti dei gruppi, Scollo dei Vipers di Grosseto aveva creato il primo portale...e li è stato più facile trovarsi e frequentarsi.
    Qualcuno, dopo delle brutte esperienze ha preferito rimanere nel suo giro di 3 o 4 gruppi, qualcuno invece ha iniziato a viaggiare in lungo in largo.
    Poi la nascita dei forum, il nostro primo forum era in subaffitto dai Guerrieri per Gioco di rimini, ha dato il via a molti chiacchieratori da forum...e sono nati tanti leader virtuali.
    Alcuni hanno fatto del bene...alcuni hanno solo fatto del bene alle loro tasche.

    Poi dal 2005/2006 il buum delle repliche cinesi, di asg e di bufetterie, ha dato il via libera ai "solo interessati" generando però un bacino di utenza enorme dando vita anche a gli squali! Corsi, attestati, arbitri, corsi con ex qua ex la...perciò è normale che per attirare utenza le devi sparare grosse!!

    Basta vedere i discorsi che si trovano su questo forum, nel 2006 era già un avventura parlare di una 24h, ora la gente chiede che zaino comprare o che setup comprar eper una 36h o 72h....ma chi?!!? chi fa le 72ore...uno massimo 2 gruppi le hanno organizzate, e massimo 10 team in tutta italia hanno partecipato e solo 2 o 3 le hanno terminate in maniera corretta...ma se leggi sembra che una 36h o una 72 sia all'ordine del giorno...

    I veterani di questo hobby non sono tutti bravi ragazzi, c'è chi ha lavorato per diffondere una certa filosofia, chi si è fatto i cazzi suoi, chi si è fatto i soldi!!
    Ultima modifica di McMirko; 07/09/2011 a 10:56

  8. #158
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    Getsome, non è del tutto vero... nel senso che ASNWG fa il campionato più grande e più vecchio DEL MONDO (e scusate se poco, il solo fatto che esiste... dei suoi problemi si può discutere, però lui esiste... tutto il resto è 20 anni indietro). Eppure per questioni molto simili a destra/sinistra in politica, chi non "vota" ASNWG fa finta che non sia stato lui a creare il soft air in italia... sì perchè TUTTO il resto è arrivato dopo (GAS/CSEN/HSA/MILSIM/FTH... tutto è più giovane).
    Questo per dire che del problema dei rambetti che gettano cattiva luce sul nostro gioco, noi parlavamo 20 anni fa (e quando dico noi intendo anche me, anche se allora giocavo e basta), e possiamo tranquillamente dire: sì, ne abbiamo discusso, lo sapevamo... ma non abbiamo trovato una soluzione.

    Mi fa piacere, ma organizzare un torneo non significa contribuire a creare una cultura del softair o definire dei valori condivisi. Non interamente, per lo meno. Il fatto che da anni (non da quando sono arrivate le ASG cinesi) ci siano certi personaggi imbarazzanti e certe tendenze ridicole nel softair significa solo una cosa: che il SA è venuto su sin dall'inizio senza organizzazione e supporto. La gente ha incominciato a considerare il softair come "roba militare, più o meno" perchè è la prima cosa che ti viene in mente quando vesti una divisa ed imbracci un affare che spara pallini. Sei vestito da militare, fai finta di fare il militare...più o meno siamo lì.

    Tutto qui. Siccome il SA sembra militare credo sia naturale, in assenza di riferimenti, andare di default sui valori e le caratterizzazioni di quell'ambiente. E' sbagliato, IMHO, ma oramai il softair è venuto su così. Ma se non c'è la cultura del "semplice gioco" o del "stiamo solo facendo finta" dobbiamo crearla: altrimenti continueremo a ritrovarci in situazioni imbarazzanti come quella causata dai geni toscani che hanno scatenato questa discussione...finchè a qualcuno di importante non girano le bolas e si adopera per tirare una riga rossa su tutto.

  9. #159
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    getsome, non avrei potuto dirlo meglio, ti quoto in pieno.

  10. #160
    Soldataccio L'avatar di erduca
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    Si, ma, come fai a non far apparire il softair qualche cosa di militare?
    Chi sta dentro sa le differenze, chi è al di fuori no.
    Se qualch'uno si sente una "cattiva persona" perchè indossa una mimetica e usa uno strumento identico ad un fucile vero che spara pallini di plastica, mi chiedo, perchè continua a giocarci? Non conviene fare paintball o modellismo?
    E' questa cosa che mi da fastidio: gente che dice "io gioco a softair, ma uso il pantalone di mio nonno da cacciatore, la giacca presa al mercato e l'AK che si tiene insieme col nastro isolante. Io sono il vero softgunner! Non quelli invasati che sembrano dei veri militari e sono meglio equipaggiati".
    Se da tanto fastidio giocare a softair che è stato, è e resterà sempre un gioco che si ispira al mondo militare, NON GIOCATE!

    Non si vuole far sembrare il softair un gioco che si avvicina al mondo militare? Semplice:
    - niente mimetiche, solo tute da meccanico
    - i fucili sembrano armi vere, solo super-liquidator a pallini
    - niente tattici, al massimo una tasca sulla cintura dove mettere la bottiglietta d'acqua (la borraccia è militare)
    - le gare potranno essere solo elimina gli avversari qualsiasi storia di contorno è militare

    A voi diverte così? A me no!
    Ultima modifica di erduca; 07/09/2011 a 11:28

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