
Originariamente inviata da
grigio
si ma come mai questa cosa non si riesce a farla percepire allo stesso modo quando si và in studio?
perchè quando vedo queste trasmissioni,ci deve essere sempre un paragone con qualcos'altro o qualcuno che tenta di sminuire quello che facciamo?
... ribadisco come sia normale ciascuno abbia la propria opinione: rispettiamola e non soffriamo, mettendo da parte l'indole da "incompreso".
il soft air giocato nel giappone ex imperiale o in qualsiasi altra parte del mondo è decisamente diverso dal nostro: in italia è un po' troppo diffusa la tendenza a ideologizzare ogni fenomeno.
lo fa' chiunque, a cominciare dai softgunner, fino ai giornalisti passando per la casalinga di voghera ed il tifoso da stadio.
non solo, i tempi che viviamo sono cupi e la costante dell'informazione verte su guerre, razzismo, pericoli, insicurezza, morte, povertà, ribellioni, paura, sangue, sangue, sangue (vi siete mai chiesti perchè alla televisione fanno solo serial di commissari/medici/poliziotti/esperti csi, ris e quant'altro?).
ora: io che non conosco il fenomeno softair (e che già parto prevenuto su quello che ignoro, perdippiù con quel pizzico di presunzione e arroganza del "io sono più intelligente, a me non mi freghi, io capisco tutto, i caxxi miei sì i vostri vediamo") come dovrei reagire, con simili premesse, all'approccio con questa particolare disciplina?
ancora.
l'esperto del ministero, tradisce una forma di snobismo affermando "questi signori ...". lui si occupa di cose serie (le armi), noi non siamo nulla, anzi, una sorta di scimmiotti.
ma è normale, quasi legittimo, ripeto, siamo in italia.
passiamo a noi-noi: per quale motivo pensate tanti dei nostri insistano a chiamare il soft air sport?
perchè si vergognano loro per primi a dire "un gioco" (considerando come quello degli scacchi lo sia, anzi, il gioco di guerra più difficile che esista ...).
e vi assicuro che sui nostri campi la maggioranza dei frequentatori non ha proprio nulla dello sportivo: nè come spirito, nè come fisico, nè come preparazione atletica.
ora invece, tocchiamo un aspetto delicato: i giocatori giovani e quelli con tendenze destrorse sembrano essere più vulnerabili e sensibili e, spesso, si lamentano sentendosi non compresi.
dall'altra parte (tra quelli più navigati e tra i giocatori sinistrorsi), questo problema è molto poco percepito: è evidente come i primi due gruppi temano che la pratica del soft air venga legata all'ideologia, i secondi abbiano invece la coscienza molto più tranquilla (da questo punto di vista).
intendiamoci, il mio non è un giudizio di merito ... cerco solo di indicarvi alcuni fatti con cui sembriamo ogni volta non voler fare i conti.
perchè personalmente non ho mai avuto problemi con i media?
sono grandicello, padroneggio l'italiano e il soft air, sono "piuttosto" informato su chi/cosa/quando/dove/perchè del nostro mondo, sono entusiasta di questa disciplina, ma al tempo stesso sincero e non ne nascondo i limiti e le storture ...
il mio consiglio è crescere "bene" come persone, mentre lo facciamo come giocatori: l'interlocutore se ne accorgerà e mentre ci misura, misurerà il soft air.
positivamente.
saluti da paolo "grigio"
viper77 ... sul numero, tradito dall'emozione, kaio si è sbagliato, è evidente (e la cifra certamente non riferibile nè ai praticanti del lazio, nè ai praticanti di soft air a livello nazionale. gli chiederò da dove l'ha tirata fuori e se avesse ben compreso la domanda).
e l'informazione corretta è un valore a prescindere, perchè aiuta a formarsi un'opinione ... possibilmente e, altrettanto, corretta.
e perfavore, basta con questi luoghi comuni: i soldi, le tasse, i politici ... pare di vivere su due mondi contrapposti e antitetici: da una parte noi "i buoni"; dall'altra i politici, i giornalisti, gli altri, ... "i cattivi". no, non è così, apparteniamo alla stessa razza (quella umana) e addirittura allo stesso popolo.