ok punto capito
ora volevo la parte che avevo quotato in rosso, non ho idea di che voglia dira polizza assicurativa capofamiglia.
quindi quei punti indicati dal magistrato mi sono un po oscuri, per quello ti chiedevo una specie di esempio pratico.
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ok punto capito
ora volevo la parte che avevo quotato in rosso, non ho idea di che voglia dira polizza assicurativa capofamiglia.
quindi quei punti indicati dal magistrato mi sono un po oscuri, per quello ti chiedevo una specie di esempio pratico.
significa quello che ho sempre scritto.
per quanto riguarda le coperture assicurative, per il ramo rc (cioè la responsabilità mia per i danni che dovessi cagionare a terzi), al fine di coinvolgere i minori e coprirli con idonea assicurazione, vanno bene le polizze diffuse denominate "del capofamiglia".
io padre, contraggo una polizza rc che copre me e tutti coloro i quali sono compresi nel mio stato di famiglia.
ma questo lo si fa, in mancanza di polizze espressamente studiate per il soft air.
insomma, si può praticare il soft air e assicurarsi con polizze destinate alla vita privata: infortuni ed rc.
il nocciolo della questione è l'atto "volontario" di colpire l'avversario che può creare problemi operativi di dette polizze.
e' per questo che insisto a dire che le polizze - salvo la nostra - ora esistenti, non sono valide per l'attività che svolgiamo.
testo "quasi" definitivo
protocollo
per la pratica del softair
definizioni
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di asg (air soft gun) ovvero strumenti con aspetto di arma da sparo, sparanti pallini di plastica.
chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dallo strumento.
l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair.
l’utilizzo della asg (air soft gun), per colpire l'avversario con un pallino, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.
la pratica è svolta con ogni condizione metereologica.
non ci sono limitazioni per quanto riguarda la tipologia delle aree utilizzate ai fini della pratica del soft air.
2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”.
il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
3)- la “replica” o air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.
in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, purchè l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 0,99 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).
l’energia di 0,99 joule erogata dalla asg costituisce limite massimo per cui tale strumento sia idoneo all’impiego nel softair, non esistendo normative ostative dell’impiego di siffatti strumenti contro esseri viventi.
ne consegue che, nella pratica del softair è fatto divieto di utilizzare asg eroganti energia superiore ad 0,99 joule.
doveri
softgunners maggiorenni
4)- il softgunner è consapevole dei rischi connessi alla pratica del softair che di quelli derivanti dalla propria condizione fisico/sanitaria.
per tale ragione, il softgunner accetta di:
- rinunciare al diritto di rivalsa nei confronti di altro softgunner la cui azione avvenuta nel contesto della pratica ludica/sportiva del softair possa avergli arrecato danni patrimoniali o lesioni personali, sottoscrivendo apposito documento di “rinuncia di rivalsa”.
- sottoporsi periodicamente a visita medica al fine di accertare quale condizione minima la propria idoneità a svolgere attività sportive non agonistiche.
all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle suddette condizioni, ogni qual volta gli venisse richiesto nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
5)- il softgunner si impegna a contrarre – privatamente o in altro modo - polizza assicurativa per i rami “infortunio” e “responsabilità civile verso terzi”.
all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza e consistenza della propria copertura assicurativa ogni qual volta gli fosse richiesto, nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
softgunners minorenni
6)- la pratica ludico/sportiva del softair è praticabile anche da soggetti minorenni.
essi devono attenersi a quanto indicato ai punti 4)- e 5)- del presente “protocollo”.
tutti gli atti di cui sopra, però, devono essere sottoscritti dai soggetti esercenti la “potestà genitoriale” sui softgunner minorenni.
in mancanza di documentazione idonea ad attestare l’autorizzazione alla pratica ludico/sportiva del softair alla “rinuncia di rivalsa” e alla sussistenza delle condizioni sanitarie minime richieste ai softgunner maggiorenni, i soggetti minorenni non dovranno essere ammessi alla pratica ludico/sportiva del softair in qualsiasi contesto, ovvero in ambito organizzato/associativo di cui intendano fare parte.
dispositivi di sicurezza e protezione
7)- in considerazione della definizione della pratica ludico/sportiva del softair e della “funzionalita’” dell’essere colpito dal pallino sparato dalla asg dell’avversario, il softgunner, maggiorenne o minorenne, indossa – quale minima condizione – protezione degli occhi.
all’uopo, sono considerati presidi “idonei”:
- occhiali a rete specificamente progettati e commercializzati per l’impiego nella pratica ludico/sportiva del softair:
- occhiali di tipo antinfortunistico dotati di lente in materiale infrangibile.
eventuali ulteriori protezioni di parti molli o dell’apparato dentario, sono a discrezione del softgunner.
.-.
modalita’ di diffusione ed attuazione del presente protocollo
la pratica ludico/sportiva del softair consiste di incontri tra due o più soggetti.
per tale caratteristica, la pratica ludico/sportiva del softair può essere considerata alla stregua di un gioco di ruolo il quale, oltre alla valenza propriamente ludica, riveste valenza di contatto sociale tra soggetti che lo praticano.
affinché il presente “protocollo” abbia influenza sulla pratica del softair è necessario che i praticanti la pratica ludico/sportiva del softair condividano, sottoscrivendolo, il presente “protocollo”.
la diffusione del presente documento dovrebbe essere affidata:
- in prima persona, agli stessi softgunners;
- agli organi di stampa specializzata o ai siti internet di settore;
- ai contesti organizzativi di cui i softgunners intendono fare parte o nei quali intendono associarsi tra loro (in qualsiasi modalità prevista dalle normative vigenti in materia associazionistica);
- alle compagnie assicurative.
nel caso delle associazioni – qualsiasi sia la loro natura o valenza istituzionale – chi le rappresenta e ritenga utile allo sviluppo, diffusione e armonizzazione della pratica ludico/sportiva del softair un protocollo del genere che ho proposto, ne fornisce copia integrale ai propri associati e ne fa loro sottoscrivere una che deve essere conservata agli atti della propria associazione assieme alla documentazione indicata ai punti 4)- e 5)- del documento, avendo cura di esibirla ogni qual volta sia richiesto. a titolo di esempio, in occasione di incontri in ambito softairstico con soggetti non appartenenti ad alcuna, ovvero ad altra compagine associativa.
sensibilizzare le compagnie assicurative richiedendo pacchetti specificamente costruiti sulla base della “definizione” di softair, producendo, se necessario, la copia della polizza contratta qui in trentino, da dove scrivo a compagnie diverse, può essere un valido strumento di armonizzazione e diffusione della pratica.
questa è la base su cui ritengo sarebbe utile lavorare, implementando i summenzionati concetti, ovvero semplificandoli ove possibile.
penso che la semplicità e di tali, pochi, essenziali, concetti dovrebbe richiamare l’attenzione di coloro i quali, dalla posizione che rivestono in ambito di associazioni di settore ovvero di enti di promozione sportiva, non hanno forse compreso che le cose semplici e dirette sono quelle che servono in un momento in cui tutto è confuso e inutilmente reso complicato.
alcune precisazioni:
- dal punto di vista prettamente “assicurativo”, la sottoscrizione della “rinuncia alla rivalsa” del soggetto che pratica il softair nei confronti del suo omologo, di fatto può servire a rendere “idonee” anche polizze assicurative non necessariamente progettate per la specifica attività del softair.
il softgunner il quale, nel corso dell’incontro di softair subisca lesioni fisiche come conseguenza dell’essere stato colpito da un giocatore avversario (sempre che l’azione non sia stata volutamente lesiva…) attiverà la polizza ramo infortuni da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.
il softgunner il quale nel contesto dell’incontro di soft air provocasse danni a persone diverse dai suoi omologhi impegnati nella stessa partita ovvero, al di fuori del contesto dell’incontro ludico/sportivo, agli stessi ripetuti omologhi, attiverà la polizza del ramo rct da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.
-l’accesso alla pratica ludico/sportiva del softair di soggetti minorenni, per quanto possa sembrare un problema spinoso, di fatto tale non è.
lo può diventare, però, se affrontato in maniera sbagliata. mi spiego.
preso atto che, piaccia o no, l’acquisto e impiego delle repliche asg normalmente utilizzate per la pratica ludico/sportiva del softair è possibile anche a soggetti minorenni, sarebbe bene che questi ultimi siano sensibilizzati ad utilizzare in maniera corretta e responsabile detti strumenti.
impedire loro di praticare il softair è cosa controproducente non solo per i possibili effetti di ricaduta negativa sul movimento softairstico, ma anche per la necessità dello stesso di rinnovarsi affinché possa maturare e crescere, radicandosi nel contesto sociale, di fatto diluendosi in questo, e “anticipando” la maturazione -anche in soggetti non necessariamente maggiorenni- di quella “etica” sportiva di cui il nostro hobby ha bisogno.
tuttavia, è chiaro che ognuno è libero di accettare o non accettare di praticare il softair con o contro giocatori minorenni.
quindi, il “problema”, a mio avviso, può essere affrontato solamente e compiutamente, solo nei seguenti due modi:
1)- si vieta in maniera assoluta l’accesso alle organizzazioni o alle semplici partite tra soggetti non organizzati, di giocatori minorenni. e’ una presa di posizione criticabile o condivisibile, non ha importanza. resta il fatto che in questo modo si esclude qualsiasi rischio connesso alla presenza di minorenni nel proprio ambito softairstico.
2)- (che è quello che io personalmente sostengo ed applico) si permette ai giocatori minorenni, purché muniti della documentazione prevista dal “protocollo”, prima su tutto, l’autorizzazione scritta degli esercenti la potestà genitoriale a pratica ludico/sportiva del softair, di praticare l’attività, né più né meno di come la praticano i soggetti maggiorenni.
i minorenni, nel caso di incidenti nel corso dell’attività softairstica, in ambito assicurativo sono "trattati" allo stesso modo dei giocatori maggiorenni.
-se si infortunano, sono coperti dalla polizza “ramo infortuni” per loro contratta dagli esercenti la “potestà genitoriale” (privatamente, ovvero tramite l’organizzazione di cui fanno parte).
-se producono un danno a “terzi” (alle medesime condizioni previste dal protocollo, cioè con l’esclusione dal novero di “terzi” degli altri giocatori…), sono coperti dalla polizza “ramo rct” contratta sempre con le stesse modalità.
fare sottoscrivere ai soggetti aventi la “potestà genitoriale” documenti di “manleva” è controproducente perché, nel caso peggiore - cioè l’infortunio o l’incidente - viene a crearsi quella situazione di attrito che normalmente degenera in cause e contenziosi legali.
non solo. la sottoscrizione di simili documenti da parte degli aventi “la potestà genitoriale” sui minori – oltre ad essere un atto di irresponsabilità vero e proprio commesso proprio dagli esercenti la potestà – non solleva il giocatore maggiorenne, ovvero il rappresentante del contesto associativo/organizzato, dalla responsabilità che gli compete per il solo fatto di avere accettato la presenza del minorenne, nonostante il documento di manleva.
insomma, è bene che ognuno si assuma coscientemente la propria responsabilità. in tutti i sensi.
riassumendo, se un minorenne si infortuna nel corso della partita di soft air egli è risarcito dalla polizza infortuni né più né meno del softgunner maggiorenne.
se i di lui esercenti la “potestà genitoriale” non si accontentano del risarcimento previsto dai massimali della polizza (che però, vi ricordo, essi stessi hanno sottoscritto ovvero hanno autorizzato a contrarre, consapevoli dei limiti previsti – e la cosa ha la sua valenza in sede di eventuale contenzioso…), il responsabile dell’associazione non abbia timore a dichiararsi “responsabile” di quanto il minore in quel momento a lui affidato possa avere fatto o subito in termini di danni e ad attivare la propria polizza rct.
l’assicurazione, in questo caso, paga surrogandosi (cioè sostituendosi in quanto responsabile in solido per contratto) all’assicurato!
ma guai se l’assicurazione – o meglio, i liquidatori delle assicurazioni – vengono a sapere dell’esistenza di lettere di “manleva”.
il risarcimento avverrebbe comunque ma, invece di concretizzarsi in via breve chiudendo nel più breve tempo la questione e dando la possibilità di allontanare definitivamente il minore i cui esercenti la “potestà genitoriale”, fregandosene degli atti sottoscritti in precedenza, non si siano accontentati di quanto previsto dalle coperture assicurative sottoscritte, preferendo il tornaconto economico alla sensibilizzazione sociale e sportiva del proprio figlio.
in questo senso, ritengo utile suggerire – sicuramente nei contesti associativi organizzati – la nomina o designazione (anche se, di fatto, non servirebbe dato che c’è già il presidente o legale rappresentante…) di uno, o più di uno, istruttore/responsabile tecnico che accetti, cosciente di ciò che la cosa comporta, di prendersi cura degli eventuali giocatori minorenni.
nella peggiore delle ipotesi, tale figura è coperta dalla propria polizza rct, meglio se integrata da specifico pacchetto assicurativo con massimali maggiorati all’occorrenza (si pensi ai maestri di sci…).
per favore, vi chiedo di evitare commenti che non siano prettamente pertinenti con l'oggetto del topic.
critcare, tagliare, aggiungere, modificare... questo va bene.
sulla base dei suggerimenti ricevuti, penso di avere raggiunto una formulazione pressoche' definitiva e, tutto sommato, condivisibile, di questo "protocollo".
ora, vi prego. se avete qualche cosa da aggiungere o eliminare o correggere, per cortesia fatelo.
l'invito non è rivolto solo agli utenti registrati qui, ma anche anche ai "visitatori" che, sono certo, hanno letto il topic.
resto in attesa di eventuali suggerimenti. poi, vorrei passare a studiare un effettivo programma di "diffusione" del protocollo, sempre che ci sia qualcuno realmente interessato ad adottarlo, senza timore delle ripercussioni e delle pressioni che, certamente, la cosa provocherà.
abbiamo seguito con interesse lo sviluppo di questo protocollo.
se possiamo dire la nostra, manca del tutto una parte "tecnica" ed "etica" a nostro avviso fondamentale, ovvero uno specifico riferimento ai comportamenti dei softgunner e delle associazioni, ovvero (a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo):
- rapporti con le ff.oo. e/o le autorità pubbliche (rendere obbligatorio l'avviso di svolgimento dell'attività);
- modalità di acquisizione/utilizzo di terreni (obbligo di autorizzazione scritta del proprietario, sia esso un privato o un ente pubblico);
- modalità di segnalazione dell'attività (cartellonistica);
- modalità di maneggio, conservazione e trasporto delle asg in pubblico;
- riferimenti alle mimetiche (divieto di indossare fregi, mostrine, stellette:
sono disposizioni che moltissime questure rendono obbligatorie);
- riferimenti ad apologie politiche (divieto di fare riferimento, in qualsiasi
sede, con simboli, frasi, atteggiamenti, ad ideologie politiche di qualsiasi "parte");
- rendere obbligatorio il certificato medico per la pratica di attività
sportive non agonistiche...
secondo noi queste cose devono essere parte integrante di un protocollo, per completarlo e renderlo
idoneo non solo a fini prettamente assicurativi, ma anche etici...
che ne pensate ?
sono d'accordo
penso che, anche questi, siano punti importanti da discutere!
per quanto riguarda gli "obblighi" citati, solo quello relativo alla certificazione medica è, di fatto un obbligo (se legge bene, c'è pure indicato nel protocollo...) ma solo ed esclusivamente nei contesti organizzati, quali associazioni sportive dilettantistiche.
e' chiaro che è bene sottoporsi a controllo medico (non per nulla, è una delle condizioni imposte dal contratto assicurativo stipulato qui in trentino...).
questo protocollo è "destinato" principalmente al soggetto soft gunner, in secondo luogo ai contesti organizzati.
il fatto stesso di recepire in quanto soggetto praticante il soft air un così modesto protocollo, a mio avviso, costituisce un fattore di presa di coscienza "etica" non indifferente.
il resto (segnalazione dei campi, cartellonistica, etc. etc.) spetterebbe proprio alle situazioni "organizzate". cioè a quelle che direttamente si devono rapportare con le autorità.
in questo senso, avrei dei suggerimenti specifici per quanto riguarda il contatto con le autorità.
ma anche in questo caso, la situazione è a macchia di leopardo, perchè ogni realtà ha le sue peculiarità, territoriali e amministrative.
d'altra parte, cosa penso dell'attuale assetto "associazionistico" in ambito soft air, non è un mistero...
detto questo, se implementare il presente protocollo con i validi ed incontestabili (perchè tali sono) suggerimenti di legione asd, da parte mia, nessun problema. l'importante è non finire nel "burocratese puro" fine a se stesso.
siamo intervenuti, come richiesto, in modo costruttivo.
non serve usare il "burocratese": si può scrivere anche in dialetto locale,
purchè questi concetti non vengano dimenticati.
la presa di coscienza etica, a nostro modesto avviso, non può assolutamente
prescindere anche dai fattori che abbiamo elencato.
non basta parlare di minori e di occhiali protettivi:
un utilizzo corretto delle asg,
il corretto uso di aree di gioco,
il corretto rapporto con le forze di p.s.,
il divieto di utilizzare fregi militari,
il divieto di fare dell'apologia...
eccetera...
sono cose estremamente "etiche", che devono far parte del dna di qualsiasi softgunner, sia esso organizzato o meno...
basta scriverle in modo semplice e leggibile anche da chi non è avvezzo al "legalese"...
perfetto.
allora direi di scriverle asd legione x.
il problema dello scrivere sui forum o nelle e mail, è che non si riesce a dare l'idea dello proprio stato d'animo.
io, il "burocratese" lo temo e lo considero la base del disastro in cui versano tante situazioni con cui ci confrontiamo ogni giorno.
sarei - veramente - lieto di aggiungere al protocollo che ho proposto ulteriori punti e gradirei che a scriverli fosse propri lei, asd legione x.
p.s.: anche tu, mercurio. sembri una persona concreta. posta qualche suggerimento. poi eventuali aggiustamenti li sistemiamo insieme.
a mio modesto avviso:
1 rapporti con le ff.oo. e/o le autorità pubbliche: rendere obbligatorio l'avviso di svolgimento dell'attività. noi già lo facciamo e avvisiamo, regolarmente, ogni giovedì sera o, al massimo, venerdì mattina. questo ha avuto il risvolto, molto positivo, di instaurare un rapporto di reciproco rispetto con le forze dell'ordine tutte, a livello locale, e di sbiadire, almeno in parte, quell'aura di esaltati che molti vedono in noi. non va dimenticato, poi, che proprio avvisando le forze dell'ordine dello svolgimento dell'attività, sia essa una manifestazione o un semplice allenamento, si evita di incorrere nel reato di procurato allarme che, anche se non avesse risvolti legali e giuridici, non contribuirebbe certo a migliorare l'immagine del softair.
azz
siete troppo veloci per le mie doti dattilografiche
modalità di acquisizione/utilizzo di terreni: obbligo di autorizzazione scritta del proprietario, sia esso un privato o un ente pubblico. condivido anche questo punto, penso che una autorizzazione scritta tuteli maggiormente chi gioca su un terreno che non sia di sua proprietà.
ps: in seguito, posso anche postare la copia della comunicazione alle forze dell'ordine (formulata sulla base di quella pubblicata da spaggiari tempo fa) e copia della richiesta di autorizzazione a giocare che abbiamo preso proprio qui su sam e adattato a seconda delle nostre esigenze.
sono parzialemente d'accordo!
ovvero, se è giusto che vi siano, allora si dovrebbe dividere il tutto in sezioni.
una prima parte semplice, scarna, asciutta che descrive il sa, poi, fare delle sezioni specifiche, morali e tecniche sulla sicurezza, le modalità di uso delle asg etc.etc.
in pratica, come nella costituzione della repubblica, occorre avevre una parte introduttiva che sia il sunto del sa in manera inequivocabile.
questo affinch', dalle prime 5 righe si capisca ciò che siamo.
modalità di maneggio, conservazione e trasporto delle asg in pubblico: abbigliamento e dotazioni: e' opportuno presentarsi sul campo, e/o sul punto di ritrovo (o di raduno) non indossando completi tattici quali buffetteria, fondine e quant'altro possa allarmarel'opinione pubblica e la pubblica sicurezza.
e', inoltre, vietato, anche in gioco, indossare sulle mimetiche, o come accesori, stemmi militari (uguali agli originali), stellette, gradi (di qualsiasi tipo) e numeri di matricola.
e' importante ricordarsi di tenere sempre la propria asg non in vista, sino al campo da gioco. e' obbligatorio, quindi, conservarla celata da una sacca o negli appositi contenitori in dotazione (valigetta rigida o confezione originale).
si richiama, inoltre, al divieto di cui al punto 12 anche per quanto riguarda l'abbigliamento. e' vietato mantenere in campo gradi o mostrine di qualsiasi esercito, fregi con richiami politici, armi da fuoco, coltelli e altri armi bianche. sono ammessi strumenti da taglio o piccoli coltelli, il cui porto è previsto dalle leggi vigenti.
(tratto dal nostro regolamento interno e dettato dalle semplci norme del buonsenso).
chiedo una curiosità, perchè si è parlato di maschere a rete e occhiali antiinfortunistici ma non di occhiali con lenti balistiche ( tipo gli m-frame per intenderci) o rientrano tra quelli antifortunistici?
poi, so che magari è inutile ma tra i doveri non andrebbe specificato il divieto dell' uso di strumenti quali fumogeni petardi etc insomma materiale magari scenografico ma che può dare adito a problemi?
ciao teo
come ho già detto pagine addietro, un passo alla volta.
l'importante, per le protezioni, non è stabilire quali vadano bene e quali no.
l'importante è stabilire quali requisiti di sicurezza debbano avere.
nel caso degli "occhiali" penso che i requisiti minimi siano l'avvolgere completamente la zona degli occhi, essere infrangibili a una raffica di asg e essere assicurati in modo da evitarne anche la perdita accidentale
ci è avanzata una mezzoretta ed ecco, in sintesi, come potrebbero
essere le integrazioni.
nota bene: volutamente abbiamo scritto una cosa sintetica, facile facile
ma significativa e non burocratizzata (jump, se iniziamo di nuovo dalle "sezioni, capitoli e paragrafi" ci mandano tutti a ca*are... :wink2: iniziamo dalle cose semplici, che sono le migliori... per la "costituzione" c'è tempo...).
eccoci qua:
terreni destinati all’attività del soft air
i softgunner (organizzati e non organizzati) si impegnano a svolgere la propria attività di gioco su terreni pubblici e/o privati, purchè regolarmente autorizzati dai proprietari, siano essi privati cittadini o enti pubblici.
avviso alle forze dell’ordine
i softgunner (organizzati e non organizzati) si impegnano ad avvisare sempre le forze dell’ordine competenti sul territorio (questura, carabinieri, polizia municipale, corpo forestale) ogni qualvolta organizzano un’uscita di gioco (allenamento, amichevole, torneo, semplice combat tra amici). questo per evitare di incorrere nel reato di “procurato allarme”.
cartelli di segnalazione attività soft air
i softgunner (organizzati e non organizzati) si impegnano a segnalare la propria presenza sul terreno di gioco (recintato o meno) installando dei cartelli che segnalano in modo chiaro lo svolgimento dell’attività di gioco. i cartelli, ben visibili, possono essere installati nei principali sentieri o strade di accesso al terreno di gioco, o dove si ritenga utile segnalare l’attività di gioco.
mimetiche
i softgunner (organizzati e non organizzati) si impegnano a non indossare patch, fregi, distintivi, stemmi, stellette, brevetti e quant’altro richiami l’appartenenza a forze armate nazionali ed estere.
sarà consentito il patch dell’eventuale club di appartenenza, e/o tutto quanto non faccia esplicito riferimento ad eserciti e/o forze di polizia.
asg
le asg dovranno essere trasportate nelle loro confezioni originali oppure in borsoni, valigette o custodie, applicando sulla volata l’apposito tappo occlusivo removibile.
per non incorrere nel reato di procurato allarme, i softgunner si impegnano a non brandire, maneggiare, esibire le asg in pubblico al di fuori della aree destinate al gioco.
apologia / ideologia / politica
i softgunner (organizzati e non organizzati) si impegnano, in qualsiasi situazione (gioco, uscite pubbliche, partecipazione a forum, ecc.) ad evitare l’utilizzo di simboli, frasi, atteggiamenti che possano in qualche modo ricondurre ad ideologie politiche (di qualsiasi schieramento), antirazziali o violente, che nulla hanno a che vedere con il soft air.
certificazioni mediche (questa parte è a vostra discrezione: decidete voi se inserirla o meno).
i softgunner, in particolare quelli organizzati in strutture di club (siano essi asd oppure club non registrati) si impegnano a fornire certificato medico (originale) per la pratica dell’attività non agonistica, rilasciato dal medico curante, valido 12 mesi.
speriamo di essere stati costruttivi come richiesto...
ci rileggiamo nei prossimi giorni.
permettetemi due appunti:
il primo è di carattere generale riguardo le proposte di legionex:
abbiamo detto fin dall'inizio che cercavamo un minimo comun denominatore del softgunner. ci sono associazioni più o meno in regola, privati che giocano in gruppi e chi più ne ha più ne metta. cerchiamo di scrivere qualcosa che appunto sia condivisibile da tutti.
alcune cose che hai messo sono già contemplate dalla legge (mostrine ecc) altre troppo variabili di caso in caso (cartellonistica mentre per esempio gioco in un area privata chiusa: non è minimamente necessaria, ma c'è chi ti direbbe che anche in altri luoghi se già ho avvertito le autorità, perché io devo obbligatoriamente mettere i cartelli e chi passa a 80km/h con le moto da cross sui sentieri non deve avvertire nessuno?).
ancora, sul certificato medico: se per i tesserati di una asd è obbligatorio ci penseranno le regole che gestiscono le asd, ma se uno è un privato che va a correre nel bosco? questo se non erro è un protocollo che dovrebbe riunire tutti i softgunner, cerchiamo di renderlo più snello possibile.
il secondo riguarda un punto particolare che mi sta a cuore:
- modalità di acquisizione/utilizzo di terreni (obbligo di autorizzazione scritta del proprietario, sia esso un privato o un ente pubblico);
giochiamo in un terreno demaniale da oltre 10 anni.
le forze dell'ordine e gli enti pubblici nemmeno più vogliono essere avvisati, gli basta che ad inizio stagione ci facciamo vivi e sanno che noi tutte le domeniche siamo in quel territorio a giocare.
e' incoscienza la nostra?
il nostro è un gioco, siamo gruppi di persone che vanno nei boschi ne più e meno di chi raccoglie funghi, fa mountainbike, trekking o passeggiate a cavallo. nessuno (noi compresi) siamo obbligati a chiedere permessi.
e' una presa di coscienza importante per noi softgunner: per giocare in terreni normalmente agibili a tutti, dal punto di vista legislativo, non serve chiedere il permesso.
chiaro che rimane l'obbligo "morale" nonché dettato dal buon senso, di avvertire le forze dell'ordine per non creare allarmismi, problemi, incomprensioni. quanto indicato al punto precedente delle proposte di asd.
anche perché autorizzare esplicitamente un gruppo/associazione a fruire di un terreno di fatto potrebbe limitare (o potrebbe aver il sentore di limitare) il diritto di tutti gli altri (bikers, fungaioli ecc) ad accedervi. ecco quindi perché se anche in comune non hanno nulla in contrario a darvi un consenso verbale (ma sarebbe meglio dire prendere atto della vostra presenza) possono essere restii a mettere qualcosa nero su bianco.
non solo, se chiedi il permesso e al sindaco stai antipatico lui ti dice subito di no senza porsi problemi.
se ti limiti ad informarlo che giocherai, facendo capire che conosci i tuoi diritti, vietarti questo diritto diventa per lui molto più complicato.
noi chiediamo i permessi scritti quando andiamo in aree private chiuse, quando l'altro anno siamo andati a fare le selezioni per il master in un parco naturale ecc... esattamente come farebbe un maneggio per organizzare le passeggiate a cavallo o qualsiasi altra associazione per qualsiasi altra attività.
ma dire che per giocare bisogna sempre avere un autorizzazione scritta è sbagliatissimo proprio dal punto di vista legislativo.
perché sembrerebbe porci su un altro piano rispetto a tutte le altre realtà che ho citato, mentre noi dovremmo avere tutti gli interessi a far apparire il più normale possibile il nostro hobby.
per asd legione x
per me va bene
solo una cosa, cambia colore dei caratteri che questo mi ha mezzo cecato.
come ha giustamente scritto jump62, onde evitare di ricadere in una semplice copia di qualche documento già esistente e per come la vedo io, terrei ben distinte le parti descrittiva del soft air e dei canoni di approccio base per praticarlo (utili, peraltro, per i contatti con le autorità locali e per la definizione di assicurazioni) dalla parte delle ulteriori regole.
per queste ultime, la vedo dura!
non tanto perchè non siano condivisibili, ma per il fatto che si finirebbe nel caos mancando, di fatto, gli strumenti per farle osservare i quali, invece, dovrebbero essere legittima e necessaria prerogativa dei responsabili, ovvero rappresentanti, dei nuclei di persone che dovessero riconoscersi nel presente "protocollo".
per quanto riguarda gli occhiali o le protezioni, ci deve essere una fattore di sicurezza "minimo" accettabile da chiunque, specialmente dalle assicurazioni.
come si diceva qualche pagina indietro, aumentare il grado di protezione o implementare con regole più precise in materia, non può essere cosa di questo protocollo.
si sta cercando di focalizzare l'attenzione sui punti cndivisibili per creare uno standard minimo che abbia risvolti pratici.
il tuo ragionamento non fa una piega.
anche noi, molte volte, ci siamo chiesti se era necessario chiedere mille
permessi, quando i "crossisti" fanno quello che gli pare...
tuttavia secondo noi è comunque una buona cosa inserire queste
"clausole", se non altro per la parte giovane dei softgunner.
in questura a udine "non ci vogliono più vedere" (nel senso buono),
come ha scritto horus, perchè ormai sanno dove giochiamo da buoni
15 anni...
eppure noi, per tranquillità, il fax lo facciamo lo stesso, non ci costa
nulla e poi... non si sa mai (anche in questura le persone possono
cambiare, e il "cretinetti" è sempre in agguato).
ribadiamo che il nostro è un suggerimento costruttivo e nulla più,
come ci è stato richiesto...
teniamo a mente una cosa:
se questo protocollo puo' servire per definire meglio il nostro hobby a fini assicurativi, meno scriviamo in questo testo, meglio è!
sia mai che poi una assicurazione ha da ridire perché non si trova una copia scritta dell'autorizzazione a giocare, o perché il soggetto non indossava la maschera a rete e l'elmetto (esagero per far capire meglio il concetto).
concordo con etabeta quando scrive:
"come si diceva qualche pagina indietro, aumentare il grado di protezione o implementare con regole più precise in materia, non può essere cosa di questo protocollo."
ok, l'importante è chiarire, allora, che si tratta di criteri cui attenersi.
vedrei bene, quindi, un "secondo capitolo" con indicazione dei criteri cui attenersi.
comunque, la discussione mi pare stia andando nel verso giusto.
grazie veramente.
ora stacco, per un po', perchè devo concludere del lavoro per lunedì.
buon proseguimento.
per horus
la cartellonistica, come la comunicazione, serve, oltre che a non incorrere nel reato di procurato allarme, anche a tutelare il giocatore/associazione dal punto di vista legale e di immagine.
una cosa è arrivare in un campo e leggere un cartello in cui si spiega che tipo di attività si sta svolgendo in quell'area una cosa è vedersi sbucare fuori da un cespuglio, a pochi centimetri dalla faccia uno armato di tutto punto che sembra uscito da un film di guerra...
chiedo una curiosità forse un po ot.
ma se si sta giocando ed entra un fungaiolo che viene rafficato, se ci sono i cartelli o se non ci sono, cambia qualcosa?
in prima persona il responsabile della "rafficata", in seconda l'eventuale associazione di cui è membro, sono responsabili, nonostante i cartelli.
come detto sopra da etabeta:
nonostante i cartelli ognuno è libero di accedere ugualmente all'area e noi siamo ugualmente tenuti a non impallinarlo. non potremo mai dire: "eh, ma c'erano i cartelli, se ti sei beccato una raffica cazzi tuoi".
con questo io non sono contrario ai cartelli, non vorrei lanciare messaggi sbagliati. dico solo che certe "buone usanze" che tutti dovremmo sempre seguire, sarebbe meglio non metterle in questo testo.
scusate l'eventuale ot,
noi scoiattoli da anni a san benigno canavese in un terreno demaniale di competenza comunale.
di anno in anno ad ogni nostro avviso di utilizzo specifico della zona pubblica (con relativo calendario di gioco) il sindaco ci rilascia una dichiarazione di "presa d'atto" dove ci viene prescritto di osservare alcune regole (tipo avvisare cri,non somministrare bevande, etc.), ma in alcuni casi, tipo organizzazione di tornei o manifestazioni particolari, ci emettono delle ordinanze dove ci è consentito chiudere la circolazione e l'accesso di tutta l'area interessata...ovviamente come prescritto dalla legge, gli avvisi vanno affissi almeno 72 ore prima della manifestazione.
siete in una condizione di evidente "grazia" se il sindaco oltre a prendere atto, emette pure un'ordinanza restrittiva dell'uso dell'area.
ma, proprio per un tale tipo di privilegio, il vostro club assume delle responsabilità in più, rispetto a qualsiasi cosa possa accadere all'interno dell'area utilizzata per il gioco.
si, purtoppo hai ragione.
diciamo che le ordinanze servono a tutelare noi da possibili problemi con la collettività in quanto il nostro campo ha come confine un torrente con delle ampie spiaggie e nella bella stagione è molto frequentato da "merenderos" ;
di norma nelle nostre giocate domenicali stiamo alla larga dai punti dove gli altri utenti del bosco si fermano ma durante lo svoglimento di un torneo è praticamente impossibile farlo.
per il discorso "responsabilità", non sempre averne di più è una cosa neativa. negli anni siamo riusciti a stabilire un rapporto più che ottimo con i vigili urbani del comune di san benigno, i quali apprezzano molto il nostro modo di gestire e curare il bosco e spesso collaboriamo con loro segnalando alle autorità eventuali misfatti (discariche abusive, rave-parti, etc) che purtoppo non sempre riescono a tenere sotto controllo.
io non considero mai "negativo" avere delle responsabilità. servono a crescere.
e' il modo come si affrontano che fa la differenza.
e per quanto riguarda, strettamente, il testo del "protocollo", che ne pensi?
penso sia giusto esprimere in sintesi, ermeticamente ed esente da interpretazioni la pratica del soft air.
disponibile a collaborare alla realizzazione.