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Originariamente inviata da
Dionisio
@Zerosoft:
non esiste chiaramente una norma specifica che identifica quanto ho detto, come del resto non esiste per molte altre categorie reddituali: il ragionamento però si può tranquillamente supportare partendo dal Tuir capo III dove dall'art 143 si analizzano gli enti non commerciali.
Nello stesso articolo si chiarisce che il reddito complessivo è determinato secondo l'art 8 del medesimo Tuir, che è l'articolo al quale si fa riferimento per determinare il reddito delle imprese commerciali.
Chiaramente sappiamo tutti che siamo enti non commerciali, questo in base anche all'art. 4 del testo unico iva ed abbiamo agevolazioni fiscali che ci portano a particolari esenzioni, però dobbiamo pensare che i principi che reggono la tenuta della contabilità sono i medesimi delle altre attività e pertanto diventa vero quanto ho già affermato.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e non esitare a chiedere altre info.
:)
Continuo a sostenere tu sia nel giusto nonostante le tue motivazioni siano troppo in ambito commersiale e non associativo
cito testualmente quanto riportato dall'agenzia delle entrate in merito alle ASD
I rimborsi spese
IDONEITA’ DELLA DOCUMENTAZIONE
Art. 69, comma 2, del T.U.I.R.
Deve trattarsi di:
•fatture
•ricevute fiscali intestate (Circ. n. 25 del 13/6/1980 e Ris. Min. n. 330905 del 17/4/81) o scontrino cd. “parlante”
•indennità chilometriche(nei limiti di importo stabiliti dalle tabelle ACI, tenendo conto del tipo di autovettura utilizzata per la trasferta e del numero di chilometri percorsi)
•biglietti aerei, ferroviari, ricevute dei taxi e ricevute relativeai pedaggi autostradali (circ. n. 8 del 30 gennaio 1982)
In mancanza dei requisiti, i rimborsi si considerano forfettari e pertanto assimilabili ai compensi. Beneficiano della detassazione integrale nei limiti del plafond di euro 7.500 annui
Dall'enunciato l'unico dubbio che nasce è nell'ultimo paragrafo ovvero sembrerebbe, ma sarebbe da chiarire, che nei limiti di 7.500 euro possano essere accettati anche quei documenti , quali i comuni scontrini, privi di intestazione dell'acquirente.
Fermo restando che più si documenta e meglio è
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per prima cosa nella norma postata si parla di compensi ad atleti che fino a 7.500 euro non pagano imposte, quindi la casistica non centra nulla con la tenuta della contabilità: nel caso specifico poi l'articolo del tuir specifica che agli atleti oltre ai 7500 euro possono essere dati rimborsi spese che devono tassativamente essere certificati da quanto esposto ed anche questi non sono imponibili (sempre per trasferte fuori dal comune).
L'ultimo capoverso significa che se non ci sono le pezze di appoggio i rimborsi se sono dati lo stesso entrano nel limite dei 7.500 euro sommandosi agli altri compensi, quindi diventando di fatto compensi essi stessi.
So che non sono chiarissimo ma la norma fiscale oramai è un substato che parte dal paleolitico...
:)
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Un'altra cosa ^^"
Ci è venuta l'idea di della "cassetta offerte", dove l'associato potrà buttare quei due spiccioli che si ritroverà in tasca, i quali andranno a fare cassa per l'associazione...
In sto caso:
Registro l'offerta in entrata cassa e sono apposto, oppure anche questo tipo d'entrata va "certificato" in qualche modo (il quale tecnicamente si dimostrerebbe un bel casino)?
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Originariamente inviata da
M16Vietnam
Un'altra cosa ^^"
Ci è venuta l'idea di della "cassetta offerte", dove l'associato potrà buttare quei due spiccioli che si ritroverà in tasca, i quali andranno a fare cassa per l'associazione...
In sto caso:
Registro l'offerta in entrata cassa e sono apposto, oppure anche questo tipo d'entrata va "certificato" in qualche modo (il quale tecnicamente si dimostrerebbe un bel casino)?
Che mi risulti le donazioni, perchè di ciò si tratta, devono essere registrate e rilasciata ricevuta, questo almeno avviene nelle associazioni di volontariato, a meno che ...ma queste cose non si scrivono nè si dicono;)
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Originariamente inviata da
zerosoft
Che mi risulti le donazioni, perchè di ciò si tratta, devono essere registrate e rilasciata ricevuta, questo almeno avviene nelle associazioni di volontariato, a meno che ...ma queste cose non si scrivono nè si dicono;)
Mmm capito...
Però se si tratta di una "cassetta offerte", le donazioni sarebbero anonime, quindi si dovrebbe fatturare a nome di chi?... mi sembra anche assurdo fatturare 15 centesimi (per fare un esempio)... :/
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Originariamente inviata da
M16Vietnam
Mmm capito...
Però se si tratta di una "cassetta offerte", le donazioni sarebbero anonime, quindi si dovrebbe fatturare a nome di chi?... mi sembra anche assurdo fatturare 15 centesimi (per fare un esempio)... :/
Pensando a cassetta offerte mi viene solo in mente la Chiesa ma non so quale regime abbia ed il paragone non è nemmeno pensabile, o fate come non ti ho detto e non ti ho scritto, se no il termine "entrate economiche da fonte anonima" sono qualcosa che rasenta la fantascienza finanziaria, ed in genere "quelli" non sono affatto spiritosi.....
Ripeto la soluzione "a" rimane la più pratica...chi a parlato di soluzione "a"? IO NO
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Originariamente inviata da
dionisio
ogni documento deve riportare l'intestazione della asd e il codice fiscale, sia esso fattura , ricevuta fiscale o scontrino parlante (che non è un normale scontrino poichè riporta il codice fiscale dell'acquirente): In pratica ti devi fare fare fattura da tutti. Nel caso che acquisti da un privato serve un foglio con i dati completi di chi vende e meglio anche una copia della c.i. E del cod. Fisc.
Per l'iva non devi preoccuparti, registra il totale fattura, a meno che non facciate anche attività commerciale e quindi devi chiedere partita iva e entrare in uno dei regimi previsti.
ricordo anche che pagamenti maggiori a euro 516,46 non possono essere effettuati per contanti.
lol? 999,99
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Originariamente inviata da
Dionisio
ribadisco quando ho detto, gli scontrini sono carta straccia e ogni attività è obbligata ad emettere fatture anche per 1 centesimo...
Il problema non riguarda l'iva ma un principio semplice che è quello di legare la spesa ad una documentazione comprovante in maniera inequivocabile quella spesa, altrimenti sarebbe abbastanza semplice svuotare la cassa con scontrini generici recuperati in giro... Valido e necessario per il fisco ma anche per gli associati.
:)
Un chiarimento Dionisio, ma uno scontrino fiscale di una di quelle grandi catene di distribuzione in cui viene decritto l'oggetto acquistato con tanto di marca e modello?
Allegando lo scontrino descrittivo ad una dichiarazione di acquisto del bene, ritieni possa essere regolare?
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Originariamente inviata da
zerosoft
Pensando a cassetta offerte mi viene solo in mente la Chiesa ma non so quale regime abbia ed il paragone non è nemmeno pensabile, o fate come non ti ho detto e non ti ho scritto, se no il termine "entrate economiche da fonte anonima" sono qualcosa che rasenta la fantascienza finanziaria, ed in genere "quelli" non sono affatto spiritosi.....
Ripeto la soluzione "a" rimane la più pratica...chi a parlato di soluzione "a"? IO NO
Effettivamente stavo pensando anch'io alla chiesa XD XD XD
Ok, vedremo di fare come non mi hai detto...
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@Etiliko: i 999.99 periodico non centrano nulla con quanto indicato riguardo i pagamenti effettuati da una Asd. Attualmente a nessuno è permesso di pagare in contanti mille euro, però per le nostre associazioni una norma previgente vietava pagamenti oltre 516,46 che, se ci fai caso, sono pari ad un vecchio Milione di lire e questo ti dice quanto sia datata la cifra e la norma... :D
@Jump62: il problema non è il tipo di scontrino ma la connessione tra spesa, documento e associazione: la mancanza del codice fiscale sul documento, non permette in caso di controllo di collegare in maniera certa quella spesa alla associazione, anche perchè normalmente si usano contanti e quindi non vi è traccia sicura...
Capisco che sia una scocciatura, però basta avere in tasca il codice fiscale e tutti vi faranno un documento valido ai fini fiscali, poi i grandi magazzini una volta registrati tengono in memoria i dati quindi si fa presto.
:)