Softgunner = Guerrafondaio?
Ci piacerebbe poter dire: Impossibile. Ci piacerebbe.
Come insegna Doyle:“Quando si è escluso l’impossibile, ciò che rimane, sebbene improbabile, deve essere la verità.”
Sarebbe assolutamente ridicolo negare che i Red Devils nutrono un profondo rispetto e una ferma ammirazione per chi dedica la propria vita alla difesa della patria, della legge e della società tutta, ma in nessun modo il softair deve essere legato all’idea che la guerra od in generale che l’uso della forza vada utilizzata per risolvere controversie o per prevalere su qualcuno.
I figurini di “indiani e cowboy”, con cui tutti abbiamo giocato da bambini, sono legati alla guerra ed alla vita militare tanto quanto lo è il softair: gran poco.
Non è il fatto di giocare a softair che rende guerrafondai ma non si può escludere a priori che qualche guerrafondaio finisca a giocare a Softair.
I Red Devils hanno però voluto porre per iscritto che, come evidenziato dallo statuto, “L’Associazione ripudia la guerra in ogni sua forma come strumento per derimere qualsiasi tipo di controversia tra persone, razze, religioni e opinioni.”; mentre, come si evince ancora dallo statuto, “L’Associazione stimola lo sviluppo dei sentimenti di corporativismo, impegno e riconoscimento e rispetto dell’altrui status mediante lo strumento della serena e corretta competizione sportiva.”
Per cui se un guerrafondaio volesse trovare terreno fertile ove giocare a Softair… beh qui troverebbe una distesa di sale.
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