e' ciò che dico da tempo: bisogna trovare il minimo comun denominatore del sa.
poi ognuno può attuare misure di sicurezza, di prevenzioni, etiche e tecniche aggiuntive.
ma è sul minimo comun denominatore che dobbiamo lavorare.
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e' ciò che dico da tempo: bisogna trovare il minimo comun denominatore del sa.
poi ognuno può attuare misure di sicurezza, di prevenzioni, etiche e tecniche aggiuntive.
ma è sul minimo comun denominatore che dobbiamo lavorare.
inziamo a farlo?
ma scusate le cose minime per il softair sono poche, io ve le elenco poi sviluppate la cosa come vi pare:
onesta
rispetto
protezione occhi
protezionen bocca ( esistono pure i para denti )
armi in j
banale educazione e senso civico
il resto viene da se, per come la vedo io.
l prima cosa che serve è la descrizione esatta di come si gioca a softair
tutto mil resto è di secondaria importanza.
a mio avviso va bene quella postata da etabeta al primo punto:
definizioni
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di asg (air soft gun)repliche di armi sparanti pallini di plastica.chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dalla replica stessa.l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair. l’utilizzo della asg (air soft gun), ovvero, replica d’arma che spara il pallino il quale, raggiunto e colpito l’avversario ne provoca l’eliminazione, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”.
3)- la “replica” o air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, poiché l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 1,00 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).
a mio parere opterei per spostare in un apposito paragrafo (che potremmo definire obblighi e doveri), dal punto 2 il secondo comma (chiamiamolo così) e parte del punto 3, ovvero:
il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
l’energia di 1,00 joule erogata dalla asg costituisce limite massimo per cui tale strumento sia idoneo all’impiego nel softair, non esistendo normative ostative dell’impiego di siffatti strumenti contro esseri viventi. ne consegue che, nella pratica del softair è fatto divieto di utilizzare asg eroganti energia superiore ad 1,00 joule.
in questo modo la definizione di soft air risulta più snella e semplice da capire.
lasciamo lavorare eta vediamo cosa esce dai primi commenti, poi andiamo avanti step per step, già è interessante e lodevole il fatto che si sia iniziato.
noto con piacere che la discussione da dibattito si sta traformando in una "assemblea pubblica" nella quale si dialoga...:wink2::right:
gli interventi di persone come spettro, mercurio, jump62, etc. etc. mi inducono a ritenere che il tema "protocollo" vada ulteriormente approfondito.
per quanto riguarda alcuni aspetti tecnici, ho richiesto pareri "tecnici" ad alcuni professionisti (uno è un giudice...).
intanto, chiedo allo staff se è possibile aprire una sezione intitolata "protocollo soft air" dove trasferire questa discussione e dove, se l'idea interessa, clubs o semplici softgunner interessati che frequentano sam ( ce ne sono altri che ho coinvolto ma che su sam non bazzicano) non solo possano dire la loro, ma anche ipotizzare di creare una sorta di "albo" pubblico di aderenti al protocollo.
lo scopo che mi prefiggo è quello di verificare, coi numeri, se la necessità di stabilire i punti fondamentali dell'attività "soft air" è realmente sentita, ovvero se è una necessità sentita da pochi e, pertanto, essendo di pochi, non determinante dal punto di vista della possibilie applicabilità.
se i numeri si dimostrassero interessanti, si potrebbe passare ad una sorta di programmazione di "lavoro" per sensibilizzare chi non sa di questa iniziativa.