steele, non c'è nulla da chiarire.
stavo serenamente ridendone di quanto è accaduto, ho solo ritenuto di dover chiarire il motivo per cui moga era scoperta.
ps meno male che non ho una ferrari!!
ahahahahahhaahah
a presto
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steele, non c'è nulla da chiarire.
stavo serenamente ridendone di quanto è accaduto, ho solo ritenuto di dover chiarire il motivo per cui moga era scoperta.
ps meno male che non ho una ferrari!!
ahahahahahhaahah
a presto
ehehehe a me piacerebbe averla!!! Ma di sicuro porterei con me le chiavi!! Anzi me le fari cucire sulla pelle :D
anzi, probabilmente avendo una ferrari, dovrei dormirci dentro! Altro che antifurto... :D
Bhè che dire molto è stato detto e molto si dirà ancora!!!
Penso che un evento come BHD sia un patrimonio di tutti noi softgunner e come tale dobbiamo custodirlo gelosamente e curarlo dando il nostro piccolo contributo per migliorarlo.
Dal canto mio e dei miei ragazzi ringrazio sentitamente il PROFF, come già gli ho detto telefonicamente, per la fatica fatta, ringrazio tutti i suoi ragazzi per la pazienza avuta a sopportare 540 uomini carichi di adrenalina e testosterone, non è facile anzi è un compito veramente ingrato!!!! Provate solamente a pensare di stare 24h senza dormire con gente che spara, si diverte e vi rompe i maroni.....io non so ma probabilmente sarei impazzito prima!!! :)
Un ringraziamento speciale a quel pazzo dell'elicotterista, non è la prima volta che ci volo ma vi assicuro ci ha fatto divertire un sacco.
Ringrazio tutti i ragazzi degli smilzi (tranne il mio amico Antonio73...tanto ti becco domenica...nun me scappi!!! :) ) in particolare il luogotenente di Aidid che era su Badhan, Alessandro che gli abbiamo fatto saltare il pranzo portandolo via con noi e facendogli freddare la porchetta!!! Quello si che è un sacrilegio!!!!
Per il resto ringrazio Ita, Ercole, Skip e tutti gli altri della TFR....avete fatto un grande lavoro COMPLIMENTI.
Che dire ragazzi ci vediamo in giro ma sopratutto spero di ribeccarvi tutti al BHDVII il prossimo anno.
Diego DOC
S.A.V. Soft Air Vallesina
attento doc che so pure dove dormi sabato.......
te fo un incursione con tanto di visore notturno che te credi veramente di stare a MOGA
ahhahahahahhahahah
a sabato amico mio
Ciao a tutti, sono Dasca, capoplotone dei Ghost Eagles, Delta, ZULU2, e questo è il mio debriefing del nostro BHD6!
Direi che questo debriefing parte dall’ultimo picchetto della tenda piantato nel suolo roccioso della piana ai piedi di Ofena. Infatti è una volta tirata su la tenda che cominciamo a preoccuparci della missione vera e propria.
L’equipaggiamento è pronto sul telone a terra, rivediamo le ultime cose, lo stato dell’equipaggiamento, il livello dell’acqua, il numero di caricatori e delle provviste. Direi che ci siamo: alle 1127 del sabato ci presentiamo pronti al combattimento sulla spianata di raccolta delle forze USA (Task Force Ranger e Delta Forces). Ben 3 minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Questo giro nessuno ritardo...
Radunate tutte le forze, noi Delta ci dirigiamo verso il camion militare (un pezzo in disuso dell’ E.I., e già lì la bava era alle caviglie!) che ci porterà alla zona di partenza verso il teatro operazioni. L’aria è abbastanza calda ma non afosa, direi sui 28-30°C. Dopo pochi minuti siamo di nuovo tutti in fila, radunati per compagnie: ZULU1, ZULU2 (la nostra) e ZULU3. “Proff” Di Matteo impartisce gli ordini e cerca di motivare la sua gente: ci dice che dopo 3 anni di tentativi falliti è giunta finalmente l’ora di cacciare Aidid da Mogadiscio (il paesino abbandonato di S. Silvestro).
Dopo le foto di rito, si parte colla roba seria: un Ecureil As350 atterra come venuto dal nulla nella spianata di fronte alle nostre fila e comincia ad inghiottire 5 operatori alla volta per scaricarli nel pieno della battaglia. I primi a partire sono ZULU1 verso l’Area Operativa 2. A noi spetterà l’obiettivo 2 dell’Area Operativa 1. Tutto ZULU1 lascia il campo per chissà dove. Parte anche il primo plotone di ZULU2, noi siamo i settimi e gli ultimi a partire. Ma ci sono già dei problemi: il primo plotone ci avverte che l’elicottero li ha scaricati in Obj 1 al posto di Obj 2! L’ufficiale dei Delta, Ita, decide di invertire gli obj e quindi ci spediscono tutti nel posto sbagliato! Ottimo inizio. Vi ricorda nulla la Compagnia Easy e la pattuglia Bravo Two Zero? Ci passano frettolosamente i panetti di C4 che serviranno per l’Obj1. Quasi tutti i capi plotone non sanno cosa farci, Dasca sì perché ha letto per bene tutto il book, anche la parte che non riguardava ZULU2! :D
Siamo pronti a salire… l’elicottero arriva: Baldo apre la fila, io sono in mezzo e Ficio in coda che riprende tutto dalla cam montata sul casco. In 15 secondi siamo di fronte alla fiancata sinistra, le porte si aprono, entriamo e da quel momento… spettacolo puro! Per quanto mi riguarda, i soli 2 minuti di elicottero ben valgono il prezzo e lo sbattimento di tutto il torneo! Il pilota ci porta su di una decina di metri ruotando sulla verticale per allinearci all’obj, dopodiché lancia l’Ecureil in avanti abbassando il muso quasi a 90° rispetto al terreno! Dal parabrezza davanti a noi vediamo solo il terreno del campo di volo coi restanti membri di ZULU3! In un paio di secondi raggiungiamo quota operativa ed il volo fila liscio fin quasi sulla verticale dell’obj. Ci scambiamo occhiate tra il compiaciuto e lo sbalordito. Non potrebbe essere più figo di così... e invece no: il pilota decide per una discesa tattica! Facendo una stretta “S”, fa perdere quota e velocità al mezzo in maniera talmente rapida che nel tempo di un bel respiro siamo già a terra col portellone aperto ed il resto della compagnia schierata a difesa della LZ che ci guarda colla coda dell’occhio. Il tempo di saltare giù e di raggiungere il gruppo di comando che abbiamo già i nostri ordini: levarci dalle palle il più presto possibile! Siamo circa 30 Delta che pascolano in una radura dopo che l’elicottero ha indicato a tutti i Somali dove ci troviamo... non precisamente il massimo. Insieme al capo di ZULU2, Dita, e agli altri capi plotone, tracciamo la rotta verso il nostro obj, nome in codice Jewhar. Raggiungo Ficio e Baldo, li aggiorno su stato attuale e direzione dopodiché ci mettiamo in marcia. Il colpo d’occhio è magnifico: 30 softgunner, tutti in tenuta da Delta, che si muovo in silenzio rastrellando ed avanzando su una zona che potrebbe tranquillamente essere una collina somala (o afghana…), brulla, arida e riarsa al punto giusto! Dopo camion e volo, questa è la terza scena da film che ci regala l’evento.
Dopo un’oretta di avvicinamento con mappa e GPS, arriviamo a ridosso dell’obj. Il nostro lato destro ingaggia quasi subito l’avanguardia della roccaforte mentre sentiamo che più in alto i Ranger, arrivati qualche minuto prima di noi, tengono occupati il resto dei nemici. Io ed i miei due ragazzi siamo al centro dello schieramento, insieme al gruppo di comando. Indico a Dita la direzione dell’obj e ci apprestiamo a scavalcare un basso muretto di pietre che ci separa dalla zona calda. Notiamo veicoli dei Ranger fatti saltare (scenicamente, ovvio!) e le retrovie di questi ultimi più in alto alla nostra sinistra. Pochi istanti e siamo anche noi sotto il fuoco. Baldo rimane defilato sulla nostra destra insieme al comando e, causa fuoco sostenuto, siamo costretti a dividerci. Io e Ficio saliamo da soli verso la zona presidiata dai Ranger, quasi nessuno è in vista. Scendiamo verso l’area dell’obj. I Ranger tengono in scacco il lato lontano, noi ci infiltriamo non visti verso il centro. Un operatore esce da dietro un telo a dieci metri da me: ha la bandiera USA sul cappello, è dei nostri, meno male! Col cazzo! Si gira, mi vede e mi tira. Lanciandomi dietro copertura noto che è in jeans e camicia. Truppe Aidid! Da dietro un albero tiro sulla sua posizione mentre Ficio è impegnato in un altro scontro. Tengo giù il mio Tango permettendo ai Ranger dall’altro lato di bersagliarlo...è solo questione di tempo. “Colpito!” Infatti… :)! Però quasi contemporaneamente perdo Ficio… Fortunatamente gli ostili che abbiamo tirato giù erano le ultime forze a difesa di Jewhar. Io e Ficio ci avviciniamo raggianti al centro dell’accampamento nemico dove già parlottano gli ufficiali. Dopo qualche secondo notiamo gli arbitri che ci guardano perplessi, e guardandoci, dicono: “non avete ancora vinto….” mmmmhhhhh…..certo! Gli esplosivi! Recupero il panetto di C4 dal “cadavere” di Ficio, mi avvicino alla zona transennata che rappresenta il centro di comunicazione della roccaforte Aidid, posiziono l’esplosivo ed innesco. Anche Baldo dall’altra parte del campo sente il mio “Bomba in buca!” (scena da film)…. Subito dopo il botto. Torre radio distrutta. Obj Jewhar completato! I Ghost Eagles hanno dato il loro contributo e quando servivano erano nel cuore della battaglia! Hoooah!
Ci ricompattiamo con Baldo e sostiamo una mezz’oretta per riposarci, ricaricare e bere un po’. Metà del pomeriggio di sabato se n’è andato. Ci incamminiamo seguendo gli ufficiali, la destinazione è ancora ignota però ingaggiamo ancora un paio di volte sparute truppe ostili. Dopo circa un’ora di cammino tra bassi arbusti, ginepri e pietraie cominciamo a capire che stiamo puntando dritti su Mog. Durante la marcia ci ricompattiamo col altri Delta ed un gruppo di Ranger. Arriviamo alle soglie di Mogadiscio che siamo circa un centinaio ed il sole comincia a scendere. Il caldo è ancora forte ed alcuni di noi (me compreso….) cominciano ad avvertire qualche segno di stanchezza. Baldo e Ficio invece procedono instancabili! I veterani ci dicono che l’obiettivo è vicino ed infatti qualche momento dopo intravvediamo i sobborghi della città. Sorpassiamo l’ultimo filare di bassi alberi... ed è l’inferno! Davanti a noi c’è un declivio brullo cosparso di cespugli che scende dolcemente verso Mog. Il colpo d’occhio è impressionante: dietro ogni arbusto ci sono un paio di somali che cercano riparo e tirano verso le nostre linee. Solo nel pendio di fronte a noi ci saranno una quarantina di ostili che sciamano, sparano, urlano e cercano copertura. Sulla nostra destra i difensori al riparo delle case aprono il fuoco sul nostro fianco che cerca di avanzare. Il caos è totale. E’ in assoluto la più grande battaglia di softair a cui ho mai partecipato. In ASSOLUTO! Ognuno cerca di sganciarsi come può. Ci si ritrova in 2-3 dietro i cespugli, operatori da diversi plotoni mischiati, ognuno che combatte il suo piccolo pezzetto di battaglia. Anche qui perdiamo contatto con Baldo; io e Ficio battezziamo un gruppo di arbusti come riparo e cerchiamo di avanzare coprendoci a vicenda. Dopo qualche minuto capiamo che un’avanzata è impensabile: troppi difensori troppo ben coperti… e troppi highlander! Ci troviamo ad arretrare ed in men che non si dica siamo accerchiati. Io tengo il lato destro del cespuglio, Ficio il sinistro. Ci scambiamo, ci spalmiamo a terra. Loro avanzano, da 2 diventano 3, poi quattro… Io ho quasi esaurito il mio quinto ed ultimo caricatore. Ficio non è messo meglio. Possiamo solo sperare di portare con noi il maggior numero di ostili... Qualche avversario si dichiara, qualcun altro no. Noi sì. Colpiti entrambi a distanza di secondi. Per noi la battaglia di Mogadiscio finisce qui. Ci raduniamo insieme ad altri americani colpiti. Nonostante tutto l’umore è buono, ci scambiamo battute, si ride e si ammira il conflitto immenso che continua sotto di noi (quinta scena epica degna di Hollywood). Qualche minuto dopo ci raggiunge anche Baldo, anche lui colpito da qualche parte nella mischia. Come prima ricarichiamo, ci riposiamo, beviamo gli ultimi sorsi d’acqua e sgranocchiamo un po’ di viveri. Quando la battaglia comincia a scemare partiamo alla volta del punto di raduno alle spalle di Mog . Possiamo ammirare la parte posteriore della roccaforte somala e speriamo che non sia realmente imprendibile come ci sembra: un dedalo di stradine immerse in un nucleo di case diroccate. Ogni spigolo nasconde un difensore, ogni pietra è sottotiro. Speriamo bene...
Girovaghiamo per una buona mezz’oretta tra i colpiti della battaglia, c’è di tutto: Ranger in vest MOLLE, Delta con Camelbak e G36 (addirittura uno con l’AK.... :sad2: ), truppe somale in Multicam e addirittura Auscam... . Abbiamo modo di capire che gli operatori con set up decente sono davvero pochi, e noi siamo tra quelli! Le foto parlano chiaro!
Dato che i mezzi per tornare alle tende latitano, decidiamo di giocarci a piedi tutta la via del ritorno e ci sbattiamo il paio di chilometri che ci separano dalla base. Siamo stanchi, assetati e l’ultima cosa che vorremmo è scarpinare un altro po’...però anche quest’ultima fatica assume un senso godendoci il tramonto nella vallata finalmente fresca di Ofena, circondati dal silenzio. Raggiungiamo le tende intorno alle 8 e mezza, smontiamo l’equipaggiamento ed ho finalmente il tempo di farmi un bel cou cous fumante al pollo targato Dechatlon: le meraviglie della tecnologia culinaria moderna! Dopo aver mangiato qualche boccone passiamo dal comando per sentire come va la battaglia e per dare la nostra disponibilità per ulteriori azioni. Veniamo a sapere che, nonostante lo scontro a Mog si sia concluso a favore di Aidid, gli USA hanno conquistato tutti e 3 gli Obj assegnati, hanno aperto e tenuto l’avamposto Eagle in territorio nemico ed hanno pure catturato un ufficiale somalo. Quindi la prima giornata la chiudiamo in positivo.
Andiamo a dormire per un’oretta abbondante. Alle 2300 il rumore nel campo USA ci sveglia e ci fa capire che qualcosa bolle in pentola. Ci prepariamo in maniera approssimativa causa sonno e ci dirigiamo verso il comando. La parola sulla bocca di tutti è “Mog”! In pochi istanti ci ritroviamo su un furgone di Delta diretti verso la parte sud del campo di battaglia. Il cielo è nero, le stelle brillano lontane e tutti sul mezzo controllano le armi, si assicurano che le torce ed i laser funzionino e le molle dei caricatori siano compresse. Entriamo in zona operativa, la velocità si abbassa, cala il silenzio sul mezzo e la tensione sale. Siamo uno dei primi mezzi della colonna. Quando scenderemo i primi pallini saranno per noi.
Il furgone si ferma, scendiamo uno dopo l’altro, l’aria è fresca e muoversi non è così difficile come pensavo. Ci muoviamo come spettri, senza una luce, dentro le vigne alla base del promontorio che ci nasconde Mog alla vista. Scaliamo la bassa cresta che ci separa dai sobborghi della roccaforte somala, non so come manteniamo il silenzio quasi assoluto. Ogni 2 minuti mi giro per assicurarmi che Baldo e Ficio siano dietro di me. E loro ci sono sempre. Perdersi o mischiarsi è fin troppo facile. Procediamo con fatica stando attendi alle insidie del terreno...si sentono i primi rumori dalle linee difensive...forse hanno capito che c’è qualcosa che non va... Un secondo dopo una scia sale nel cielo, tutti alziamo le teste, come ipnotizzati...nessuno si rende subito conto di quello che sta per succedere...ed improvvisamente un bagliore rosso illumina il cielo e la vallata di Mogadiscio! Cazzo, un bengala! Il cervello sta ancora elaborando l’informazione quando sento Ficio dietro di me urlare di trovare riparo. Mi getto dietro il cespuglio ad un passo da me e nello stesso istante le truppe in difesa aprono il fuoco e decimano tutti quelli che sono ancora visibili ed in piedi. I “colpito” echeggiano nella vallata ed in pochi istanti perdiamo buona parte della forza d’attacco e dello slancio. Per qualche strano miracolo io, Baldo e Ficio siamo ancora in gioco, acquattati nel raggio di due metri a ridosso di un muretto di pietra. Cerchiamo di fare il punto sulla situazione ma la confusione è totale. Il bengala è ormai spento ma la sorpresa è saltata e tutti usano le torce per trovare gli avversari che hanno gioco facile a tirarli giù. Noi decidiamo di tenere un basso profilo e, dato che continuare con l’assalto frontale comporterebbe solo il massacro, decido di muoverci aggirando in stealth verso destra. Avanziamo di una decina di metri, compatti. Alle nostre spalle infuria la battaglia. Di fronte a noi, in direzione Mog, un fascio di luce scandaglia la collina a due passi da dove ci troviamo. Avanziamo ancora, coperti dalle piante. Riusciamo finalmente a defilarci il minimo che ci permette di respirare. Sappiamo che di fronte a noi ci sono forze ostili ma siamo sicuri che non ci hanno ancora individuato. Faccio fermare Ficio e Baldo ed azzardo un movimento esplorativo in avanti. Striscio fino al cespuglio che delimita il crinale della collina e mi congelo quando vedo delle sagome nere che si stagliano sul panorama notturno. Mi sembrano 2. No, sono tre. Non ci separano neanche 10 metri. So che anche i miei ragazzi le hanno avvistate, aspettano solo la mia raffica. Cerco di spostare il fucile in puntamento facendo meno rumore possibile...ci siamo quasi...ancora un centimetro... “Missione annullata, ci ritiriamo da Mog!”. La comunicazione arriva attraverso l’auricolare e mi fa sussultare. Dobbiamo correre: tra qualche minuto non avremo più le spalle coperte dal resto della compagnia. Retrocediamo e apriamo il fuoco per fare stare giù i somali. Ci sganciamo quasi subito. Loro ci tirano, ma ci siamo già mossi e siamo di nuovo nell’ombra. Intorno a noi fischiano anche dei traccianti...sembrano lucciole impazzite! L’effetto è bellissimo ma letale. In pochi balzi ripercorriamo i nostri passi e ci togliamo dal raggio d’azione dei difensori. E si riparte verso il campo base. L’attacco notturno a Mogadiscio è fallito, troppi nemici, troppo ben nascosti, però tra le truppe USA serpeggia ottimismo e fiducia per l’indomani. Il comando intuisce che quasi tutte le forze somale sono arroccate a Mog e quindi un attacco notturno è impensabile. Decidono di lasciarci allora il resto della notte per riposare. Dopo essermi fatto un bel tè caldo e aver ripreparato l’attrezzatura per un eventuale azione improvvisa, infilo l’ingresso della tenda e chiudo gli occhi in torno alle 0200.
Ore 0630. Vociare nel campo. Ci risiamo. Tutti pronti a partire entro le 0700. Sbucando dalla tenda mi accorgo che il numero di operatori che si sta mobilitando è veramente grande: bolle qualcosa di grosso in pentola! Controllo lo stato di Baldo e Ficio: assonnati, infreddoliti ma operativi. E così alle 0702 imbocchiamo di nuovo il furgone e ci lanciamo lungo le strade del territorio di AIdid ripensando alle parole del comando: “Signori, nella notte abbiamo perso l’avamposto Eagle. Dobbiamo ripristinarlo appena possibile sul suolo somalo. E tenerlo a tutti i costi!”. L’ultima frase mi spaventa un po’...ma non ho troppo tempo di pensarci perché il furgone si ferma e scendiamo insieme al resto degli operatori. Siamo circa una sessantina e non siamo lontani dalla LZ del giorno precedente. L’aria è ancora fresca quando Ercole, comandante dell’avamposto Eagle appena ripristinato, ci manda a stabilire un check point lungo la strada per Ofena con l’ordine di intercettare ogni veicolo o truppa sospetti. Siamo solo in 3. Meglio! Faccio predisporre Ficio come vedetta in occultamento sulla destra della strada e Baldo a sinistra, pronto con le mine per fermare eventuali mezzi. Io mi godo la vista splendida della vallata ed ascolto le trasmissioni radio delle forze USA: a parte noi di Eagle, il resto della fazione si sta dirigendo su Mog.
Un’ora passa tranquilla, solo un paio di mezzi con bandiera a stelle e strisce attraversano il check point. Ma non può durare a lungo...ed infatti alla radio sentiamo: “Qua check point lato Mog, avvistati ostili nella vegetazione. Sembrano tanti...” Non passa un minuto che sentiamo le prime raffiche. Gli eventi precipitano. Sempre alla radio: “Qui Ercole, check point Mog, rapporto sulla situazione!” ...solo statica per risposta. L’ufficiale riprova. La risposta non cambia. L’avamposto è caduto, ed anche maledettamente in fretta! I somali sciamano intorno ad Eagle. Ercole ci richiama per rinforzare la difesa e subito dopo si defila per ritornare al comando scortato da due operatori. Ora siamo soli. Le raffiche si sentono ovunque. Ranger e Delta combattono fianco a fianco e danno tutto. Io, Baldo e Ficio ci mettiamo del nostro e cerchiamo di arginare il lato sinistro, ma loro sono proprio tanti! Per uno che ne butti giù ne spuntano altri 5! In 20 minuti la storia è finita. Tutti colpiti, Eagle perso. Tornando al punto di ritrovo notiamo però che ne abbiamo beccati parecchi di somali, almeno un centinaio. Ma quanti erano?
Ci raduniamo vicino ai furgoni, confusi sugli eventi, però ci accoglie una buona notizia: Mog è caduta! Le truppe USA l’hanno espugnata e la controllano in forze! Probabilmente Aidid ha pensato che dopo la notte non avremmo più provato a prenderla ed ha lanciato il grosso delle sue forze contro Eagle. Così i nostri hanno avuto gioco facile nel conquistarla. Sono le 1030 di domenica e Mogadiscio è nostra: HOOOAH!
Torniamo stanchi ma felici al campo base, si sparge qualche voce che Mog sarebbe di nuovo in mano somala...si pensa di organizzare un contrattacco ma non abbiamo mezzi. Dovremmo farcela a piedi ma sono le 1100 e distiamo almeno mezz’ora di marcia. Decidiamo allora che per questo BHD ne abbiamo avuta abbastanza e torniamo alle tende per cominciare a smontare tutto. In seguito abbiamo scoperto che la nostra decisione è stata giusta: la notizia della caduta di Mog era falsa.
Il nostro Black Hawk Down 6 finisce intorno alle 1230 di domenica quando ci incamminiamo verso la Locanda Collerotondo dove ci aspettano pasta e fagioli e carne da sfamare un reggimento. E ci aspetta anche Proff per comunicarci che quest’anno la marea è cambiata: quest’anno gli USA vincono ed Aidid si deve cercare una nuova roccaforte!
Da ZULU2 è tutto. Chiudo.
Allegato 160508
P.s. Voglio ringraziare i miei compagni di missione Ficio e Baldo che sono stati impeccabili per le 24 ore di gioco. Sempre carichi ed operativi, senza una lamentela né un’incertezza. Non potevo sperare di meglio per il mio comando. Grazie ragazzi!
Ciao Ragazzi...
Un salutone a tutti... TFR-Delta-Somali... tutti "SOFTGANNER"
Per il deb Sento prima Capità (e i suoi ragazzi), col quale ho avuto il piacere di condividere l'ennesimo evento e poi vi posterò le mie considerazioni.
Come Richiesto da Proff...e come di certo tutti si aspettano dagli altri, condividerò i miei video...
Tutti postati al seguente link:
https://www.youtube.com/user/Leaderasai
PS:Non li ho visionati oltremodo e tanto meno fatto montaggi vari...quindi adattatevi e godete di quel pò che ho fatto.
Buona Visione.
Bellissimo racconto Dasca ma...i primi a partire erano la ZULU 3 !!! ;) i primi a salire in elicottero siamo stati noi!!!
Dionisio quella foto che hai modificato è orrenda...non mi posso vedere in quella veste!!!:-D
Ora passo al debriefing visto dal Comando TFR.
L'impegno organizzativo per la fazione è stato grande e tutti in catena comando hanno dato il loro contributo, abbiamo deciso di tenere tutti all'oscuro di quello che stavamo architettando per evitare qualsiasi possibilità di fuga di notizie. A partire dalle cartine delle AO con la griglia consegnate al momento del check-in, alla distribuzione dei team nelle aliquote e alle operazioni da compiere. Non ci siamo incaponiti a fare progetti e turnazioni che sarebbero poi saltate quello che succedeva succedeva e ci si ragionava dopo le prime fasi, un idea di base c'era ma non era Bibbia. Alle 12.00 iniziano le danze... per noi da Opord è d'obbligo allestire avamposto Eagle con a supporto 2 CP su carrabile cappuccini e sulla ciclabile. Dopo pochi minuti (i delta erano in fase di briefing pre decollo) arrivano conferme dei primi contatti dei CP con pattuglie somale e dopo poco anche da Eagle conferma pattuglie somale che si avvicinano, saranno tutte respinte. Intanto la Fir di Capità si porta in zona per coprire la LZ 2 e i Ranger di DOG vanno a coprire la LZ1, le recon lanciate sui punti sensibili mandano le prime info.. Tutto sembra funzionare.
Da AO2 arriva Ok per il posizionamento dei ranger per recupero e supporto a delta di Zulu03 che è la prima a decollare, seguono Delta Zulu02 e chiude Delta Zulu01 (con me al comando). Da Opord Zulu02 va su Lz2 nei pressi di OBJ Ganana e Zulu01 su Lz1 nei pressi di Jowhar... qui sorpresa si inverte tutto... per fortuna i contatti con ranger e fir sono ottimi e le info passano velocemente. ll primo Obj somalo a cadere è Ganana (scontro duro e leale nessun grosso problema), arrivano notizie che anche Badhan è caduto con la cattura del luogotenente di Aidid. A sto punto scatta il piano B pittuosto che ritirare delta e ranger dopo la missioni sugli obj parte un attacco da più direzioni su MOGO, arrivano notizie anche da Zulu01 e Dog che han preso Jowhar ora possono muovere anche loro su Mogo. Zulu01 avanza attenta e ci portiamo a 150 metri da Mogo con direttrice di attacco da sud est, la Fir muovera da sud ovest, il grosso Dog e Zulu02 da nord ovest. I somali tentano un imboscata a Zulu01 come obbiettivo hanno il comandante della TFR... che mangia la foglia e visti i numeri dei somali impegnati organizza un recupero con mezzi che provengono da Eagle dopo l'avvicendamento con i rientri da AO2.Torna in NPZ sano e salvo...
Ora va tutto come progettato, una forte pressione sugli obj somali ha distolto forze e attenzione dal nostro avamposto che ha subito solo pochi sparuti contatti mente i CP sono stati sotto pressione sempre respinta. Ora la direzione delle operazioni passa in tenda comando. scatta l'attacco a Mogo circa 200 tra delta e ranger in diverse ondate.
Inizia la caccia a Falco nero... e dopo poco il primo è caduto.. giunge notizia che Dionisio è stato colpito, Mogo resiste. Al rientro le forze riposano e si ridistribuiscono.. dagli Opord possiamo optare per muovere l'avamposto a nostra esigenza e viste le poche forze si ritira in area tranquilla, il grosse delle Forze saranno indirizzate su altre 2 operazioni, Siad Barre e Gringo... si cerca Hatto!! La Fir dovrà mantenere sotto pressione Mogo tutta la notte e lo farà, a pochi minuti dalla partenza per Op Siad Barre in AO3 l'operazione è abortita.. il personale è sui mezzi e si decide di muovere su Mogo ma visti i casini sorti (gli unici) si decide di farli rientrare.. C'è la mattina che ci aspetta e condizioni migliori. La notte continua con la caccia la fantomatico convoglio di Hatto... nessuna traccia..mezzi di ronda, punti d'osservazione, posti di blocco.. nulla nessuno si muove: solo Somali che vanno a dormire.
La DE ci fa muovere Eagle sul punto di inizio .. Ok smobilita la caccia ad Hatto e si va a proteggere Eagle.. Il PO ha notato movimenti sospetti, i rinforzi non servono i somali diretti a Eagle vengono eliminati da un CP e tornano da pifferai suonati a Mogo.
Tutto tace fino a mattina quando la DE ci ordina di muovere Eagle vicino a Mogo lo si mette a Jowhar in pratica la periferia di Mogo... Ok ormai è andata... il segno di resa somala è evidente.. parte il colpo finale su Mogo... spazzato via un Cp su un incrocio le porte di Mogo si aprono.. Sembra "Roma Città Aperta" abbandonata dai somali... solo qualche sparuto ritardatario attardatosi a muovere su Eagle viene sorpresso, la facilità non fa abbasare la guardia.. ogni rudere è bonificato e al restrellamento che segue nessun segno dei miliziani.Non tarderanno... Eccoli arrivare al rientro da Eagle, un contrattacco da più lati alla quale risponde una difesa decisa e mobile sfruttando dei mezzi sganciati da un CP sui cappuccini che aggirano alcuni miliziani che arrivanano da sud... contrattacco respinto e bandiera USA che sventola su Mogo quando viene dichiarata la fine.
Ora se tutto è andato come è andato beh gli altri anni i somali sfruttarono l'assenza di una catena comando che gestisse a pieno la TFR.. a sto giro avevamo puntato tutto su una gestione più precisa possibile, facilità di comunicazioni tra le componenti, il risultato si è visto!!! Poi ognuno la legge come vuole e da la sua interpretazione ... ma se Mogo è caduta con facilità poi è stata difesa .. a fine dei giochi era in mano alla TFR. Sulla conquista o no di Mogo sembra una dichiarazione di manifesta superiorità TFR a sto giro... o meglio una resa delle Milizie. Poi ognuno la legge, interpreta e da il significato che più gli sta bene... il mio è questo.
Discorso maturità dei giocatori... lo si vede dai post...nessuna polemica su fazioni di highlander...ma constatazione di problemi in entrambe le aliquote con persone che io definirei disoneste, un bel passo in avanti!! Altro indice di miglioramento i set up curati fin nei dettagli di tanti sia americani e anche tra i somali si son visti meno set up non in tema... poi vedere operatori in completi auscam e multicam rovina quello di bello che gli altri e chi comanda con fatica ha creato..
Grazie a Proff per la pazienza avuta con me.. un grazie a tutti i nuovi amici incontrati e anche ai vecchi!! Grazie a tutta al TFR per aver seguito senza discutere quello che si progettava e grazie ai Somali perchè senza di loro per noi sarebbe una nioaaaaaaaaaa!!
Solo una precisazione signori........
Auscam e Multicam sono stata una idea del buon Proff con l'intento di creare un po' di scompiglio e di mordente in più.
una sorta di traditori della vostra fazione e quindi mercenari.............
non è che ci mancassero maglie della roma o del milan eh!:-D