Originariamente inviata da
Wotan
Credo che possa dare un'idea dell'atmosfera, sempre utile quando si vuole fare una ricostruzione storica...Si tratta uno degli ultimissimi episodi della battaglia di Berlino. Uno di quelli che la storia ufficiale non racconterà mai.
...poco dopo la stazione Kaiserhof, là dove il sotterraneo affonda sotto la Vosstrasse, una scaletta di ferro risale fino all'inferiata mezza divelta dalle bombe. Gauvin la fa saltare con una spallata. Sbuca fuori al centro di una piazzetta circolare, e capisce che questa volta è proprio tutto finito. A sinistra vede la facciata mutilata della nuova Cancelleria. Davanti alla scalinata monumentale, e sotto l' alto colonnato corinzio, sentinelle nemiche, baionetta in canna, montano la guardia...
D'improvviso, uno stridere di freni: parecchi veicoli si tamponano, gli altri fanno dietro front, e sembrano voler fuggire. Gauvin volge il capo verso il Kaiserhof. Da questa parte automobili ed e autocarri se la svignano ancora più in fretta. Attraverso il rombare dei motori, ode il rumore caratteristico delle raffiche di mitra e l' abbaiare dell'88 di un carro Tigre. C' è qualcuno che si batte! Una fila di autocarri gli nasconde ciò che sta accadendo davanti alla vecchia Cancelleria. Gli autisti russi sembrano impazziti, e gridano. Una grossa autoblinda, colpita da un proiettile, gira lenta su se stessa e si incendia. Ora non c'è più nessuno nella piazza, ne per le strade. Impedito dal fumo che esce dall'autoblinda, Gauvin non può ragguagliare i suoi che, da sotto, lo bombardano di domande. Poi il vento squarcia la cortina di fumo, permettendogli di scorgere a quattrocento metri, dall'altra parte della Wilhelmplatz, la torretta quadrata e il lungo cannone di un Tigre mezzo interrato. Sulla volata di acciaio è spiegata una grande bandiera con croce uncinata.
- Leguiche! Il binocolo, Presto!
Col binocolo vede molto chiaramente Theo Steinmuller che sorride, busto fuori dallo sportello sinistro. E Gauvin non può fare a me no di gridare. Sul carro armato, a sinistra e a destra sventolano due bandiere: la croce celtica blu in cerchio bianco su campo rosso ed il vessillo dei pirati. Hauteval è laggiù con i suoi uomini! Darà ora l' ultima battaglia, e con i suoi soldati entrerà in quell'altro mondo di cui parlava sorridendo. Dal basso sale la voce di Leguiche:
- Ha visto qualcosa signor Maggiore? Si sente picchiare.
Gauvin ha il cuore stretto. Non può non deve palesare nulla dello spettacolo che ha sotto gli occhi. Se nei sotterranei uno solo dei volontari sospettasse che i camerati si stanno ancora battendo, correrebbero tutti ad una morte certa...
...una raffica mollata da Leguiche lassù esplose come un tuono.
- Leguiche, le ordino di scendere subito! Leguiche!... Il fucile Boussier, e guardi che nessuno quaggiù abbandoni il suo posto.
S' afferrò alla scaletta e risalì più presto che potè. Laggiù il carro armato di Steinmuller era in fiamme. In mezzo alla piazza, sull'orlo di un cratere scavato da una bomba, era piantata la bandiera con croce celtica, accanto a Hauteval, che stava dritto in piedi. Ai suoi lati, mezzi nascosti dal pietrame, Cappella e Leguiche facevano fuoco su un distaccamento di Guardie rosse che stavano scendendo da un autocarro. La loro bocca aperta ed i lineamenti contratti indicavano che stavano cantando. Cappella mise un ginocchio a terra. Questa positura permise a Gauvin di cogliere, d' indovinare qualche pezzetto di strofa:
In ginocchio, Cittadini e Fratelli,
La sua ombra discende fra noi...
Era l'Ajaccienne.
Hauteval era sempre in piedi, quando contro quei dieci uomini si scatenarono le salve di fuoco della Guardia rossa, i cannoni anticarro, i mortai cal. 1, i cannoni e le mitragliatrici dei tre Klim, che si misero a roteare per la piazza come uccelli rapaci intorno alla preda. Gauvin vide Hauteval afferrare la bandiera e fare due passi avanti. Poi, tirar fuori dalla tasca un accendino e, sempre ritto sotto la mitraglia, appiccare il fuoco al guidone tricolore che sparì in una vampa chiara. Cappella, Leguiche ed un terzo volontario si erano alzati in piedi. Nonostante il tumulto, s' intesero gli ultimi versi dell'Ajaccienne:
Il figlio diletto della Vittoria
Napoleone, Napoleone!
il figlio...
Due proiettili esplosero, poi altri due. Gauvin, che stava anche lui sparando ritto vicino all'inferriata, gettò un grido di rabbia. Un carro armato gli passò davanti, poi un autoblinda... Quando il fumo dei proiettili si fu diradato, pareva proprio che là dove erano stati i dieci uomini non ci fosse più nulla.