Cari lettori,
inizio ringraziandovi, tutti, nessuno escluso, per aver esposto i vostri punti di vista talvolta agli antipodi. Ciò vuol dire che leggete, anche non condividendo, le recensioni che escono riguardo al softair. Non intendo aprire polemiche e tanto meno rispondere a chiu usa termini offensivi come fossero clave, linguaggio barbarico che mi rifiuto di usare. Ma tengo a precisare che:
- Scrivere di softair spesso significa parlare di qualcosa, qualcuno o qualche evento. Che sia un campo, una gara , un fucile. Se non si è d'accordo con quello che si legge basta entrare nella propria casella email, digitare
beshark16@gmail.com e, da persone civili, confrontarsi sui punti di divergenza.
-Ahimè, faccio il mestiere di giornalista da parecchi anni e, a differenza di tanti, ho la fortuna di lavorare nella più grande rete televisiva italiana (Rai) e di svolgervi il mestiere per il quale ho studiato, per il quale ho trascorso 3 anni a Torre Annunziata (provincia di Napoli) a scrivere di cronaca nera (camorra ovviamente) ed un paio di anni tra Roma , Miami e Montevideo ma non mi sognerei mai di offendere nessun collega nè, tanto meno, un imbianchino, un muratore o un centralinista, soprattutto non essendo padrone della loro professione.
-E' ormai lontana da me la fase in cui mi dilettavo con i videogiochi ed il tempo per il softair è sempre meno anche se rimane una passione. Ed una passione si porta avanti con gli strumenti che si hanno. C'è chi ha ditte di costruzioni e mette a disposizioni mezzi o chi ha a disposizione uno spazio per far conoscere il softair a circa 70mila lettori del Centro Italia. (Per chi non lo sapesse i giornali pagano a pezzo quindi non c'è bisogno di "Marchettoni")
- Non esiste censura o boicottaggio: se domani, gli stessi che oggi mi criticano dovessero organizzare un evento e si rivolgessero a me per far uscire un articolo di certo li accoglierei come è stato fatto per altri eventi (vedi Cassino, vedi Priverno ecc.)
Un'ultima cosa: le notizie sono le notizie, gli eventi sono gli eventi, le attrezzature per giocare sono prodotte dalle industrie, il softair è il softair. Ma si può essere veramente guerrafondai indipendentemente dal softair.
P.s.
Una rubrica giornalistica che non solleva dibattito è come una minestra sciapa.
grazie