I° LIVELLO
È di fondamentale importanza vestirsi a strati, al fine di mantenere la possibilità di aggiungere e togliere vestiario a seconda delle necessità, alleggerendoci durante la marcia o l’azione oppure appesantendoci durante le soste.
T-SHIRT ASSORBISUDORE
Ottime le americane Cool-Max o Under-Armour, lasciano la pelle asciutta portando il sudore verso l’esterno, sono ottime d’estate ma in particolar modo d’inverno, poiché il sudore avrà minor possibilità di gelare a contatto con la pelle in caso di forzato arresto prolungato.
Ricordate che in caso di sosta lunga la t-shirt va tolta per sostituirla con una asciutta solo dopo 15/20 minuti, altrimenti anche la nuova si bagnerà di sudore. La sudorazione (serve a mantenere la nostra temperatura del corpo ad un livello ottimale sui 36° ca.) infatti continua fino a raggiungere la temperatura ottimale.
SLIP O BOXER
Sempre in cotone, ma possibilmente elasticizzati, così non ostacoleranno i movimenti.
Il top sarebbe non usarli (bisogna abituarcisi), perchè così facendo si evitano le fastidiose infiammazioni dell’inguine e dell’infracosce.
CALZETTONI
In cotone e spugna, possibilmente alti, ma sempre adatti ad assorbire il sudore ed a proteggere il polpaccio da rovi e spine e morsi d’insetti.
Devono avere la pianta spessorata per attutire l’impatto del piede durante la marcia, ottimi i Thorlo-military ma anche quelli per trekking.
Evitate i calzettoni in Goretex; sono OK per ricoprire quelli in cotone durante i guadi o per rendere impermeabili i Jungle Boots, ma è bene limitarne tale uso perchè impediscono una buona aerazione del piede.
Ricordarsi – sempre – di cambiarsi i calzettoni a fine giornata, anche se non se ne avverte il bisogno, eviterà al piede di lessare e di metterci fuori combattimento.
PANTALONI
Sempre in cotone, al di là del tipo di mimetizzazione, si bagnano più facilmente ma asciugano molto più velocemente dei misto-cotone.
Nel caso in cui si indossi le ginocchiere, si può far cucire dei passanti all’altezza degli elastici delle ginocchiere per impedire a queste di scivolare alle caviglie durante il moto, così intralceranno molto meno e non dovranno essere strette al punto da dare fastidio.
GIACCA
Sempre in cotone , al di là del tipo di mimetizzazione, si bagna più facilmente ma asciuga molto più velocemente di una misto-cotone.
Si può modificarla da soli oppure rivolgendosi ad una sarta per renderla più funzionale sullo stile della R.A.I.D. B.D.U.:
Spostate le tasche pettorali sui bicipiti orientandole verso il petto, spostate le tasche ventrali in posizione renale orientandole verso i fianchi, così che si potranno usare anche indossando i vests, altrimenti sarebbero inutili.
Cosa possiamo mettere in queste tasche così importanti?
Del cibo per esempio, sarà facilmente raggiungibile durante la marcia, gli appostamenti e potremo averlo con noi nel caso in cui, prigionieri, ci spogliassero del II° & III° livello, un pronto soccorso con laccio emostatico, degli antidolorifici, un telefonino, caramelle, etc. etc...
Cucite del velcro sulle tasche in posizione bicipiti e sul retro del collo per poter attaccare del nastro riflettente (glow tape o IR retroreflective) per facilitare la marcia notturna e, inoltre, per poter attaccare a piacere i nostri gradi &/o colori di squadra ed il gruppo sanguigno ben evidente.
Staccando una tasca da una vecchia giacca mimetica si potrà farla cucire all’interno per poter portare i ns. documenti, portafoglio ed effetti personali, così da non perderli.
CINTURA
Il tipo da roccia, molto rigida e possibilmente a doppio strato con nylon scuba, da un buon supporto a tutto quello che volessimo attaccarci tipo un moschettone con una piccola corda per fare back-up durante un’arrampicata, una fondina cosciale, portacaricatori, etc. etc..
Le migliori sono le americane Wilderness e SOE.
CAMICIA NORVEGESE
Da usarsi solo in Autunno/Inverno, è una camicia/maglia con zip a collo alto in cotone assorbisudore, ottima da mettere come sottogiacca in base al principio della vestizione a strati.
SHEMAGH O SCIARPA ISRAELIANA
In cotone, si può usare come sciarpa, come telo mimetico, come asciugamano, come copricapo, utilissima in 1.000 occasioni.
CAPPELLO
In lana oppure pile, ottimo in inverno.
Ricordate che la maggior parte del calore corporeo viene perso dalla testa, per cui questo è un ottimo rimedio per dormire più caldi &/o per recuperare un po’ di calore quando ci fermiamo dopo un’attività intensa.
BOONIE HAT O CAPPELLO DA GIUNGLA
Ottimo in combattimento, si può agghindare con fogliame, ma soprattutto si possono posizionare due “occhi di gatto”, piccoli spots in nastro riflettente, sotto la tesa posteriore.
Tirando su la tesa il ns. coppio che ci segue potrà vederci nel buio, tirando giù la tesa nessuno potrà più vederci. Sarà inoltre utile per avere sempre una buona quantità di para-cord sempre a portata di mano per qualsiasi necessità.
ATTREZZO MULTIUSO
È un must, inutile spiegarne l’utilità.
Inutile comperare quelli super-mega-ultra-dotati, offrono troppe possibilità a noi non tutte utili, meglio un buon multi-tool basico ma di buona qualità.
I Leatherman ed i Gerber sono quelli più diffusi.
COLTELLINO PIEGHEVOLE
E’ utile in 1.000 occasioni, dal tagliare una corda, al tagliare del cibo, fogliame etc. etc.
Privilegiare quelli che si possono aprire e chiudere con una sola mano, non è sicuro che quando ci troveremo a doverlo usare avremmo tutte e due le mani libere.
Dopo l’uso, a casa, lavarlo sempre con acqua e sapone, asciugarlo e passarci sopra un Tuff-cloth o un panno imbevuto di Break-free lo manterrà inalterato per sempre, stesso discorso per ogni nostra lama.
GINOCCHIERE
Le ginocchiere sono presenti sul mercato in molti modelli.
Evitare quelle da indossare sotto i pantaloni perchè se poi volessimo toglierle sarebbe non facile, fanno sudare molto il ginocchio e indossandole a lungo sono abbastanza fastidiose.
Privilegiare quelle da applicare sopra i pantaloni, magari con l’espediente dei passanti per non farle scendere.
Può essere sufficiente anche indossarne una soltanto, quella del ginocchio che generalmente mettiamo a terra per primo.
GUANTI
I migliori sono i guanti in nomex versione da piloti, mentre per attività intensa sono da preferire quelli da carrista (hanno un maggior spessore della pelle, quindi offrono una maggior protezione).
Lasciano respirare la mano, hanno il palmo in pelle resistente, sono aderenti e mantengono una buona sensibilità.
Non tagliate le dita, è una cosa fatta da tanti però quando dobbiamo passare attraverso dei rovi o aggrapparci a delle rocce rimpiangeremo di averlo fatto.
SCARPONI
Facciamo un distinguo fra primaverili/estivi e autunnali/invernali.
I primi dovranno essere leggeri, in pelle o suede, con una buona suola Vibram/Panama/Tuff-cushion, protettivi ma non pesanti, devono offrire una buona tenuta alla caviglia .
I secondi dovranno essere fatti di buon cuoio, foderati in goretex, protettivi ed imbottiti dove necessario, con una buona suola Vibram.
La suola da preferire è quella cucita alla tomaia in modo “goodyear” per garantire una migliore tenuta e la possibilità di venir risuolata.
La suola vulcanizzata ha un rischio marginale, ma presente, di scollarsi dalla tomaia dopo un uso intenso e continuato ed è molto difficile se non impossibile da risuolare.
Nel caso in cui siano previsti guadi profondi non è male portare con sé un paio di vecchie scarpe da ginnastica, magari in cotone che prendono poco posto e sono leggere, mettersele per fare il guado, poi asciugarsi il piede e rimettersi gli scarponi.
Se negli scarponi in Goretex entra l’acqua si avrà un effetto piscina che renderà impossibile la nostra missione.
Ottimi sono i Danner , i Matterhorn e i Meindl in inverno, gli Wellco, gli Altama, i Belleville ed i Bates in estate, ci sono altre marche valide ma non avendole provate non mi sento di esprimere giudizi.
Personalmente sto usando da 3 anni (estate/inverno in ogni condimeteo, neve compresa) i Bates 85501 e ne sono molto soddisfatto, tanto da usarli anche nel tempo libero.
Nel caso di terreno roccioso, d’estate, è meglio avere una suola ed una costruzione più resistente, i Danner Acadia desert sono l’ideale, sono leggeri ma molto solidi.
Nel caso di operazioni prolungate H24 in ambiente inzuppato pesantemente, la presenza di una buona ghetta a protezione del collo degli scarponi manterrà il piede certamente più asciutto.
Pulire sempre frequentemente gli scarponi, pulirli con acqua e sapone e spazzola in setole naturali, togliere via il fango e lasciarli asciugare non vicino a fonti di calore mettendo dentro dei vecchi quotidiani.
Una volta asciutti applicare a mano del grasso d’orso o di foca, questo li renderà eterni indipendentemente dall’uso che ne farete.
OCCHIALI PROTETTIVI
Non usiamo durante le missioni 24H le maschere facciali, poiché limitano la visione periferica ed impediscono una corretta respirazione, quindi non le tratteremo.
Gli occhiali protettivi possono essere di due tipi, aperti o chiusi tipo motociclista.
Non esistono, checché vi possano promettere i vari commercianti, occhiali chiusi che non si appannino.
Abbiamo provato gli ottimi Bolle’ T-800 e T-900, gli ESS NVG, e non c’è modo di evitare l’appannamento durante un’intensa attività fisica.
L’unica soluzione sarebbero gli ESS TURBO CAM, che hanno due piccole ventole interne alimentate a batteria, ma veramente vogliamo indossare anche gli occhiali “elettrici” ?
Nella gamma di occhiali chiusi sono già buoni un paio di antinfortunistici trasparenti, costano poco e sono efficaci, ottimi sono i Gargoyle, eccezionali e molto avvolgenti sono gli M-Frame della Oakley.
Eviterei di usare lenti colorate o fumè, sono OK di giorno ma penalizzanti al crepuscolo o di notte.
Ovviamente può essere utilizzata da chiunque riconoscendo i giusti crediti. By Liut e SATergeste


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