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Discussione: Inchiesta sul CNSAI/CoNSA

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  1. #1
    Spina L'avatar di Sierra
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    quoto...

    art 13: ... il direttore della rivista saa si fa garante del rispetto da parte di tutte le associazioni aderenti al concilio, dei principi e delle regole in esso fissati ... ma soprattutto, ... spetta al direttore il compito di accettare o ricusare le richieste di adesione al concilio o di recessione dallo stesso."

    ancora, negli articoli 14, 15 e 16 il direttore di saa ricava per se il ruolo di ago della bilancia in controversie, giurì d'onore e commissione di verifica.

    e crivellari chiede anche lumi su chi sia abilitato a decidere sui
    " ... squilibri mentali, comportamenti violenti ed asociali" citati nell'art. 18.

    se è vero che le considerazioni (seguono a quelle di crivellari, quelle di pino morelli degli hagakure di roma) vengono pubblicizzate,
    ... l'articolo 8 recita
    " il testo del concilio può essere modificato solo per accordo unanime e con l'autorizzazione scritta di tutte le associazioni aderenti al concilio".
    di fatto, il testo scritto da ghermandi, è immodificabile e riserva al direttore di saa il ruolo di capo indiscusso.




    e' questo che molti di noi non volgiono!!!

    come la storia mostra e' gia' successo, quindi chi paventa possibilita' di "prendere poltrone" o "sacro fuoco" non ha tutti i torti!!

    qui chi grida al complotto non ha tutti i torti...

    ho davanti un monito molto più chiaro, grazie grigio.

  2. #2
    Soldataccio
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    scusa ma dove stà il problema?
    quello è il vecchio testamento.... non è nè il nuovo nè il definitivo

  3. #3
    Recluta L'avatar di pippa
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    Quote Originariamente inviata da lelescar
    ... scusate se mi intrometto...

    come al solito premetto che non conosco le dinamiche passate e forse nemmeno quelle presenti ma penso che la situazione sia molto chiara,

    abbiamo due/3/4 fazioni/associazioni che stanno facendo propaganda in vista della riapertura dell'affilazione a settembre. in poche parole ognuno tira l'acqua al proprio mulino cercando anzichè proporre qualcosa di serio e di concreto di creare tensioni e campanilismi su vicende e fatti passati.

    penso che non sia il modo migliore di autosponsorizzarsi....
    ovvero ci si sta comportando da buoni italiani.

  4. #4
    Spina L'avatar di AndyUdine
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    Quote Originariamente inviata da lelescar
    (........) in poche parole ognuno tira l'acqua al proprio mulino cercando anzichè proporre qualcosa di serio e di concreto di creare tensioni e campanilismi su vicende e fatti passati.

    vuoi qualcosa di serio ?

    ho aperto un apposito thread:

    https://www.softairmania.it/viewtopic.php?t=15675

    se ti va di discuterne senza "campanilismi" o faziosità, sarai il benvenuto...

  5. #5
    Veterano L'avatar di Grigio
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    salute a tutti.
    ho aggiornato, editando nei miei post, i
    saa n. 7,
    saa n. 10,
    saa n. 11,

    ... perchè mi era sfuggito qualcosa.
    tra l'altro, una cosa piuttosto importante: il "manifesto cnsai" scompare già da saa n. 10 e non da saa n. 12.

  6. #6
    Soldataccio
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    mah... sinceramente a me non me ne po fregare di meno
    qui qualcuno sta cercando di voltar pagina, forse conscio che in un certo modo non si può andare avanti o che in altro modo era sbagliato
    continiuamo a rivangare il passato e non adremo da nessuna parte

    sapete che nel medioevo la chiesa faceva le crociate ed ammazzava i non cristiani? ma ci andate ancora a messa?

  7. #7
    Veterano L'avatar di Grigio
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    dunque, si spegne la fisa e piano piano cresce l'asnwg: va sottolineato che, fino a quel momento, essa non aveva trovato grandi spazi sulla rivista di martino ghermandi.

    gli anni che seguiranno vedranno crescere comitati/coordinamenti regionali e, talvolta, anche una certa conflittualità tra questi e l'asnwg: di fatto, un panorama estremamente frazionato, difficile da governare e manovrare da un centro unico di comando.

    saa si avvicinerà di più all'asnwg e diventerà per la nostra disciplina un riferimento certo e ricercato: i forum ancora non sono decollati come oggi ed alcuni giocatori cominciano a ritenere che, apparire e pubblicizzare le proprie attività ed iniziative sulla rivista, rimane la conditio sine qua non ... esistere.

    ghermandi lo sa, e in questa chiave vanno letti tutti i suoi interventi per contenere la nascita di nuove voci: soft air review, pubblicato nel gennaio 2001 (due numeri), l' on-line combat magazine, pubblicato nel maggio 2004 (due numeri); da ultimo, asnwg press, realizzato dall'omonima associazione.
    coloro che hanno prestato la propria collaborazione alle riviste verranno tenuti opportunamente in purgatorio per un po' ad espiare: ariani, morelli, spaggiari, crivellari, bortolozzo (jedi), tanto per citare i più famosi.

    poi, c'è il rapporto con i siti/forum, in particolare con l'ottimo airsoftnews.net: inizialmente schifato, se ne percepiscono le potenzialità e, pertanto, la pericolosità (le notizie, lo scambio immediato, gli inviti, le gare, ... tutto in tempo reale, corrispondono meglio all'esigenza dei nostri giocatori).
    ghermandi tenterà un approccio con l'admin, ma il tentativo non andrà a buon fine: seguiranno le imprese del crociato (ghermandi loggato sotto mentite spoglie che parla di sè stesso in terza persona e loda il proprio operato), successivamente smascherato dallo staff.
    gran brutta figura, che ghermandi non perdonerà a coloro che gliela
    hanno fatta fare: editoriali, corsivi, attacchi contro gli uomini di airsoftnews e l'admin, il cui nome (conosciuto a pochi) viene anche gettato in pasto con l'ennesimo atto di disprezzo.

    bene o male, con un'altalena di toni (periodi più sereni si alternano a periodi di maggior aggressività) stiamo arrivando all'appuntamento che sostanzialmente precede il secondo tentativo: la festa nazionale del soft air (fnsa) 2003.

  8. #8
    Veterano L'avatar di Grigio
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    la festa nazionale del soft air era un grande appuntamento e, complice internet, molti di coloro che si recheranno all'edizione 2003 (l'ultima, purtroppo!) si preparano a grandi progetti.

    in particolare andrea ariani (coordinatore del comitato friuli), diedo "jedi" bortolozzo (presidente del comitato veneto), pino "micio" pellitteri (presidente del comitato piemonte) e, da ultimo, coinvolto dai primi tre, l'allora presidente del comitato regionale lazio, paolo "grigio" arca.
    a paolo spaggiari (organizzatore della fnsa) viene chiesto uno spazio per poter dibattere di una grande gara che veda misurarsi i "campioni" regionali: coloro cioè, che nelle rispettive regioni/comitati abbiano vinto il proprio campionato.

    all'ultimo momento, ritenendo il progetto boicottato dall'asnwg e da ghermandi, (il momento del dibattito, spostato al sabato sera, sembra inidoneo) ariani e pellitteri non verranno a montecchio reggio emilia: ci si metterà pure un temporale "da paura" ed i soliti polemici anti-falcinelli per farlo finire in un nulla di fatto.

    io (paolo "grigio") però, tornato a roma non mi perdo d'animo e butto giù una relazione per gli altri tre (ariani, pellitteri e bortolozzo): ritengo assolutamente valida l'idea di crescere ... giocando.

    non se ne farà nulla, ma l'idea di aggregare, ... giocando, verrà ripresa proprio nella prima fase del consa (concilio nazionale del soft air italiano) ... quello che sarà il secondo tentativo di ghermandi.

    allego la mia relazione.

    antefatto
    (il mio commento sulla fnsa 2003, inviato alla rivista soft air adventure)

    la “mia” fnsa (… nel senso di come l’ho vissuta io).

    era la prima volta, e ne sono tornato entusiasta: non tanto per i materiali in mostra ed in vendita (che pure erano di qualità ed esposti da aziende prestigiose), quanto per l’aria che si respirava.
    chi era lì con lo spirito giusto, fatto di entusiasmo, di complicità, di amicizia, di scambio di esperienze, di curiosità per “ chi-c’è-dietro-questa-faccia-che-vedo su-saa, chi-c’è-dietro-questo-nick-che leggo-su-internet”, ebbene ne è uscito più ricco.
    il dibattito del sabato sera, sabotato da un nubifragio (commissionato da chi? – scherzo!), è continuato tra chi ci credeva (ci crede!) fino alle tre di mattina e, con chi non c’era, per telefono e via e-mail nei giorni successivi.
    se vi parlassi delle singole persone, farei un torto a quelli di cui ricordo il volto ma mi sfugge il nome: insieme a loro ho montato tende, curiosato tra gli espositori, mangiato, dibattuto, seguito la presentazione dell’nc ed il corso di pronto soccorso e, … anche ammiccato alle “bellezze” presenti!
    coloro che sognano, che vedono orizzonti più lontani e credono negli stessi principi, condividono la passione che ci lega: il loro (il nostro) sarà sempre un arrivederci alla prossima fnsa.
    gli “altri” in panchina: … l’ultima!
    paolo “grigio” arca



    le note che seguono, analizzano l’idea lanciatami da diego “jedi” bortolozzo, andrea “andy” ariani e pino pellitteri: quella di una finale nazionale tra le squadre detentrici, nel proprio comitato regionale, del titolo di “campione”.
    mi scuso, qualora si tratti di idee già espresse e, soprattutto, se il discorso non si limiterà all’oggetto in questione: a mio avviso, le sue “ricadute” potrebbero essere assai più importanti del progetto stesso.

    progetto finale

    in ogni giocatore di soft air, esiste l’idea di appartenere ad un gruppo ben più numeroso di quello rappresentato dal proprio club (o da quelli che si relazionano con esso): la rivista soft air adventure, i forum presenti su internet, le feste, i raduni, l’esperienza (passata) della fisa e (l’attuale) dell’asnwg, i comitati regionali e quelli interregionali riassumono, pur in modi diversi, la stessa esigenza di aggregazione.
    nell’organizzazione del “progetto finale”, l’accento andrebbe posto innanzitutto su questa caratteristica e, secondariamente, sull’individuazione di chi sia (in quell’anno) la squadra più forte d’italia.
    inoltre, (chi era presente al dibattito serale durante la fnsa avrà percepito l’atteggiamento di marcello falcinelli, presidente dell’asnwg al riguardo), l’evento andrebbe prima concordato e studiato dai comitati regionali, successivamente, posto all’attenzione dei comitati regionali asnwg e dei responsabili nazionali di quella organizzazione.
    la proposta di un coinvolgimento va comunque fatta, poiché si tratta di un evento su scala nazionale: parallelamente non andrebbe avvallata la sensazione che possa essere un attacco all’asnwg (anche se, di fatto, il progetto finale finirebbe per far crescere una nuova identita’).
    in questa fase, andrebbe colta una delle prime opportunità che ci si offrono: chiarire l’equivoco “autonomi”.
    non esistono comitati autonomi regionali.
    non esiste un’organizzazione nazionale da cui essi rivendicano un’autonomia.
    esistono i comitati regionali (e denominazioni similari) da una parte, e l’asnwg con i suoi comitati regionali asnwg e comitati interregionali asnwg dall’altra.
    dobbiamo utilizzare il progetto per abolire quello che per molti è diventato un luogo comune, per altri il riconoscimento di un’inesistente caratteristica “nazionale”: nei documenti, nel “parlato”, sulla rivista saa , l’idea che molte persone si sono create “per sentito dire” va contrastata e ricondotta nella corretta accezione.
    un’offensiva su questo punto va portata avanti in maniera dichiarata: sui documenti, negli incontri, sugli articoli e sui forum, ogni occasione dovrà essere utilizzata per “chiarire l’equivoco”.
    l’ identita’ “nuova” ne può (ne deve) uscire rafforzata.

    la rivista soft air adventure, internet, i raduni, ed ogni opportunità per lo scambio di informazioni va parimenti utilizzata per creare aspettativa nei confronti dell’evento: la scelta stessa del termine per indicare il progetto finale va effettuata in base a questo ragionamento, e prevista la realizzazione di un logo.
    ogni documento, ogni incontro, ogni articolo deve quindi portare a conoscenza di tutti il marchio del progetto e scandire il tempo che manca a quest’appuntamento: in particolare, gli incontri tra i suoi fautori vanno pubblicizzati e vissuti come “tappa” di un percorso.

    chi partecipa?
    organismi di coordinamento da cui dovrebbero provenire i partecipanti al progetto finale (fonte, rivista soft air adventure) :
    cosac – coordinamento soft air combat (liguria, piemonte, lombardia)
    csap – coordinamento soft air piemonte
    crfvg – comitato regionale friuli venezia giulia
    corel – coordinamento regionale lombardia
    asataa – associazione soft air trentino a.a. usacli
    coreve – comitato regionale veneto
    seo – staff emilia ovest
    cat – comitato autonomo toscano
    crl – comitato regionale lazio
    e per l’asnwg, se disposti:
    comitato interregionale triveneto
    comitato regionale emilia romagna
    comitato regionale toscano
    comitato interregionale marche - abruzzo
    comitato regionale campania
    comitato interregionale puglia - basilicata
    comitato interregionale sicilia - calabria
    oppure, invece che questi, semplicemente il vincitore del campionato asnwg.
    personalmente, punterei però più sulla presenza di un campione per comitato regionale (o interregionale) anche nel caso dell’asnwg: maggiore partecipazione = maggior coscienza = maggiore autonomia ed indipendenza da un “centro di potere”.
    inoltre, l’appartenenza alla stessa regione, potrebbe scatenare uno “spirito di corpo” foriero di ulteriori sviluppi (più collaborazione tra comitati in coabitazione? … fino ad arrivare a … cosa?).



    quale regolamento utilizzare?
    dal punto di vista pratico, le differenze degli statuti e, soprattutto, nei regolamenti, necessitano di un’analisi approfondita: i comitati dovrebbero mettere a disposizione la propria documentazione ed un gruppo di lavoro individuare similitudini e difformità.
    e’ auspicabile che il gruppo (relativamente ristretto) sia composto di persone particolarmente preparate (sull’oggetto) ed esperte: importante che conoscano quali “processi” hanno determinato la scelta delle regole che presiedono ai comportamenti nei singoli comitati, regole talvolta dettate da motivazioni di natura “ambientale”, “garantistica” o di “equilibri di potere”.
    il prodotto di un tale esame dovrebbe essere il regolamento della finale, ma niente vieta che domani possa diventare “il regolamento”: alcune realtà associative hanno sicuramente già trovato la soluzione a problemi che ancora affliggono altri comitati e lo scambio di esperienze si rivelerebbe una ricaduta particolarmente positiva.
    anche questo può aiutare a far crescere una nuova identita’.

    quale tipo di gara?
    probabilmente la tipologia di gara più indicata (anche perché più diffusa) dovrebbe risultare la pattuglia: se così fosse, la sua durata dovrebbe tener conto del numero dei partecipanti.
    sulla carta, ai nove comitati/coordinamenti/associazioni/staff si aggiungono sette comitati asnwg: a meno che quest’ultima organizzazione (l’asnwg) non opti per farsi rappresentare dal proprio campione nazionale, oppure non desideri affatto partecipare, o ancora i suoi comitati regionali/interregionali compiano scelte differenziate (qualcuno desideri gareggiare, qualche altro no), avremmo un totale di sedici partecipanti.
    celebrando la finale in un’unica giornata, sarà necessario tener conto delle ore di luce a disposizione (escludendo i mesi autunnali ed invernali, ma anche questo potrebbe non essere sufficiente ), oppure adottare direttamente la soluzione “24 ore”.

    chi organizza, e dove?
    un problema complesso sarà individuare “chi” organizzerà la finale, con il relativo “dove”.
    nei nostri campionati la soluzione è semplice: a ciascuno spetta organizzare una gara, partecipando a quelle degli altri, ma nel nostro caso sembra una soluzione non praticabile, poiché i campioni regionali si giocheranno tutto in una volta.
    a meno di non far organizzare la finale ad ogni comitato, a rotazione, fidando sulla riservatezza nei confronti del proprio campione regionale.
    (per quanto riguarda l’arbitraggio, questo non dovrebbe rivelarsi un problema: sarebbe sufficiente schierare un “corpo arbitrale” proveniente dai vari comitati, avendo l’accortezza di posizionare su ogni obbiettivo almeno due arbitri di provenienza diversa).
    oppure “appaltare” l’organizzazione della finale ad un ente esterno: dopo il fiasco del ciocco (la prima finale nazionale) l’asnwg contattò alcuni club del comitato regionale lazio, chiedendo loro (ed ottenendo) la cortesia di assumersi l’onere.
    un’esperienza positiva (grigio pro domo sua, avendone scritto la trama e curato il look dei difensori) che, mi sembra, l’asnwg ripeterà quest’anno (2003) appaltando l’organizzazione ai club toscani dediti alle nails cutting.
    già, ma nel nostro caso, quale potrebbe essere l’ente esterno?
    i toscani del nails cutting od un comitato dell’asnwg, se quest’organizzazione decidesse di non partecipare (in toto o parzialmente) al progetto finale.
    si tratterebbe, però, di un sistema con molte incognite causa l’incertezza della disponibilità a collaborare costantemente.
    trovato “chi”, la soluzione del “dove” sarà consequenziale.



    quando svolgere la finale?
    per quanto riguarda il periodo in cui far svolgere la finale, sarà necessario tener conto dei calendari dei singoli comitati: alcuni esauriscono le proprie gare nel periodo che va da settembre/ottobre a giugno/luglio, altri, causa l’aumento dei club iscritti oppure con lo scopo di favorire attività parallele e di maggior respiro, hanno adottato campionati di 18/24 mesi.
    nel lasso di tempo in cui alcuni comitati “sforneranno” il proprio campione regionale, altri (la maggior parte, probabilmente), ne avranno già proclamati due: bisogna lavorare alla soluzione di questo particolare aspetto.
    per non condizionare eccessivamente le attività regionali, i mesi più indicati sembrano essere giugno-luglio-settembre-ottobre (anche per le “aspettative” che molti club nutrono sulla fine e sull’inizio delle attività e non ultimo, per le migliori condizioni meteo di quei periodi).
    se fosse scelta la soluzione “organizza un comitato per volta” , un problema è come tenere all’oscuro della finale, il vincitore di quel campionato: con la necessità di studiare trama ed organizzazione e le gare ancora in corso, nei confronti di chi mantenere la riservatezza?
    organizzando alla fine (giugno-luglio) dei campionati, avremmo i relativi vincitori, ma il tempo a disposizione per ideare ed approntare il tutto sarebbe ridotto (causa inizio estate); organizzando alla ripresa delle attività (settembre-ottobre) le ore di luce (in presenza di troppi partecipanti) sarebbero insufficienti (vedi “quale tipo di gara?”).
    il compromesso sembra essere una 24 ore all’inizio dell’autunno.

    quali premi?
    le vetrine di molti club “titolati” sono piene di coppe coperte di polvere: nel nostro caso, potrebbe essere assai più gratificante ricevere un simbolo che rappresenti il titolo di campione.
    ad esempio, una grande bandiera, italiana e/o un guidone con il logo, ed un ‘asta in legno su cui inchiodare le placche con il nome di coloro che hanno vinto anno dopo anno: un po’ come facevano i nostri nonni con i bastoni utilizzati nelle escursioni.
    insieme, una patch da spalla, magari a mezzaluna, sul tipo di quelle ranger od airborne; anche i crest sono un bel ricordo, diverso dalle solite coppe.
    questo tipo di premi, sarebbe forse opportuno riservarli al campione: in questa gara esiste solo il primo classificato, gli altri sono tutti secondi. trovando qualche sponsor, e per un evento del genere non dovrebbe essere difficile, questi potrebbe farsi carico dei premi (altri premi), per il primo e per i secondi.

    sinergie connesse ad un’iniziativa comune.
    un evento come quello che stiamo ipotizzando, metterebbe in relazione tra loro (attraverso i comitati) diverse decine di (forse tutti i), club italiani: per quelli non appartenenti alla asnwg (ma non è detto esclusivamente per loro) potrebbe trattarsi di un’occasione per studiare forme di sinergia.
    forniture di materiali, di pallini, un’assicurazione comune *, un solido rapporto con le istituzioni (ff aa, unuci, anpd’i,corpo forestale, protezione civile ) o amministrazioni da coinvolgere nel patrocinio di manifestazioni, nella messa a disposizione di campi e di strutture (per la fnsa, per i raduni), tutto questo, potrebbe rappresentare il futuro di un’iniziativa che veda coinvolto l’intero mondo del soft air (od una sua consistente parte).
    si tratterebbe della conquista di una maturità che la nostra disciplina rivendica e che, onorata da comportamenti capaci e responsabili, può ottenere.
    ho voluto indicare con un asterisco (*) l’aspetto “assicurazione”: dalla fnsa, un amico ligure “sedotto” dal progetto finale, si è attivato presso una delle aziende più importanti del settore per far studiare una polizza che copra le nostre attività.
    ad oggi, utilizziamo (almeno la maggior parte di noi) iscrizioni ad enti di promozione del coni (csen, asi, acli, uisp, eccetera): soluzioni che presentano una serie di limiti (ad esempio, l’iscrizione allo csen copre la rc per 3 miliardi e mezzo di lire, divise però tra decine di migliaia di iscritti a discipline diverse) e che ci vedrà costretti, causa la nuova legge finanziaria (ottimo intervento di diego su forum e saa), una serie di cambiamenti e modifiche statutarie.
    altre forme di assicurazione estendono alla nostra, coperture per attività affini.
    verifichiamo cosa possa offrire una soluzione “ad hoc” che, se praticabile (e praticata), sarebbe una nuova conquista per la nostra disciplina.
    ed un contributo alla crescita dell’identita’.
    (a proposito di iscrizione allo csen, suggerirei di premere perché il contratto “in esclusiva” con l’asnwg fosse ridiscusso. andrea ariani in friuli, ed io nel lazio, lo abbiamo visionato: è un tantino discutibile per una realtà relativamente limitata come quella, il riconoscimento di rappresentare il soft air italiano).

    credo nei comitati, nella loro versatilità, nella capacità di rappresentare esigenze anche diverse, nella loro adeguatezza logistica: credo che insieme possano, e debbano, contribuire alla nascita di un soggetto, di un’identita, non a loro sopraordinata, ma complementare al loro desiderio (ed al desiderio di tutti i softgunner) di sentirsi un’unica realtà.
    se tutto questo dovesse risultare interessante (ma ricordandovi che non ricopro più il ruolo di presidente del crl), quando ci vediamo?
    la mia proposta è di farlo entro ottobre, coinvolgendo persone “in sintonia” con il progetto,
    quindi, i direttivi dei comitati regionali.

    ciao da
    grigio


    roma, 06 agosto 2003

  9. #9
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    a parte il fatto che quando leggo le "litigate", le "offese", le "scaramucce" sul forum o sulle riviste, oramai mi viene la nausea, voglio precisare solo un paio di cosette.

    ritengo interessante questo topic, così poi ognuno si fa l'idea di come si muovono le cose nel ns mondo. chiaramente è necessario sentire sempre tutte le campane ...

    io ho dato il mio piccolo contributo in tutte le occasioni in cui si voleva fare qualcosa a favore del soft air. l'unico caso in cui non ho (ancora) dato il mio contributo è stato con l'aswg, ma non si sa mai

    quindi soft air review/gunners, combat magazine, airsoftnews.net, sam, uebb, soft air.it, hanno sempre avuto il contributo mio e, ovviamente, dei katana.

    lo stesso credo farò anche con il nuovo patto. indipendentemente dalle simpatie che posso avere/non avere per i promotori iniziali. poi se il patto non è quello che spero, se non servirà a promuovere il soft air, ne uscirò.

    preciso inoltre che:
    a onor del vero non sono mai stato sottoposto a purgatori :d
    ci sono state (e ci sono tutt'ora) occasioni in cui non condivido il pensiero di ghermandi, ma mai mi ha sottoposto a ricatti o altre cose ... nemmeno quando "aiutavo" la sua concorrenza ... mi sembrava giusto dire le cose come stanno. 8)

    paolo, so quello che hai passato e hai tutta la mia stima, solo che ho paura che anche altri soffrano di questa mia "insofferenza" ad ogni post/topic di attacchi e litigate.

    lo scrivo qui, ma il pensiero va anche agli altri topic in giro per sam e per uebb ...

    aspetto la continuazione di questo topic con moltissimo interesse, grazie paolo ...

  10. #10
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    prego, diego.
    considera che stiamo ancora sulla "genesi" (intesa come tutto ciò che ha preceduto le attuali manovre): "il piano" e "l'onore" saranno due capitoli veramente sorprendenti.

    e mentre rievoco ogni cosa, condivido il dispiacere di chiunque vado citando: ma qualcuno che si assuma la responsabilità di documentare ciò che è stato e ciò a cui si è sempre mirato dovrà pur esserci.
    la realtà è amara, ... altrimenti il mondo del soft air non verserebbe in queste condizioni!

    con affetto, paolo "grigio"

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fisa

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