la questione bivacco è, da sempre, una faccenda molto delicata che molti sprovveduti tendono a prendere sottogamba.
soprattutto se si tratta di passare la notte all'addiaccio, con temperature prossime allo zero o addirittura inferiori, il rischio che si corre di farsi seriamente male è altissimo.
partendo dal presupposto che una coppia sniper/scout o personale lrrp sono altamente addestrati ad affrontare evenienza simili, non è la stessa cosa per chi pratica il softair.
bisogna essere attrezzati. e bene.
evitando materiali di fortuna che, se usati male possono addirittura peggiorare la situazione.
in situazioni invernali con temperatura 0° o inferiori diventa necessario l'utilizzo di un bivy shelter (diverso dal bivy bag), un materassino autogonfiante per isolarsi dal suolo, un ottimo sacco a pelo ed indumenti asciutti e tecnici.
lo zaino dei raiders per una missione h24 invernale è così condizionato:
- shelter ferrino lightent;
- thermarest o autogonfiante decathlon;
- sacco a pelo snugpak osprey (-15°) o ferrino in piuma (compattissimo);
- arktiss antarctica shirt (nomex e lana merino);
- snugpak sleeka jacket;
- t-shirts polarmax e calzettoni di ricambio in busta waterproof.
e' importante indossare indumenti asciutti appena ci si ferma ed indossare la sleeka per riacquistare calore corporeo, se è il caso indossare un watch cap in lana o polartec.
una minestra calda o del brodo sono un toccasana come scaldabudella, così come un buon caffè, orzo o the appena svegli.
prima di infilarsi nel sacco e pelo, cambiatevi i calzettoni.
se, invece, la pausa è di 2-3 ore non occorre montare il bivy shelter, ma è comunque imperativo indossare biancheria asciutta (calze e t-shirt) ed un ottimo capo tecnico termico.


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