Pagina 1 di 11 123 ... ultimoultimo
Visualizzazione dei risultati da 1 a 10 su 101

Discussione: Il primo coltello dedicato al Soft-Air !!!

  1. #1
    Spina
    Club
    non affiliato
    Età
    49
    Iscritto il
    03 Nov 2005
    Messaggi
    93

    Predefinito Il primo coltello dedicato al Soft-Air !!!

    un salutone a tutti da dino gemellaro!!! vi presento il nuovo prodotto disegnato daltenente fabrizio bucciarelli (grande amico) per tutti i soft-gunner del mondo!!!


    mac coltellerie
    presenta
    ask
    il primo coltello dedicato al soft air






    dopo il giappone, l’italia vanta il lusinghiero primato di praticanti lo sport di simulazione tattica noto come soft air per numero di partecipanti, club e federazioni al punto di essere diventato un fenomeno di massa.

    in pratica, per i pochi che ancora non lo conoscono, si tratta di “giocare alla guerra” utilizzando equipaggiamenti militari e armi giocattolo simili alle vere sparanti pallini inoffensivi.

    onde evitare spiacevoli malintesi con forze dell’ordine e i non praticanti, la comunità del soft air ha quasi sempre rifiutato di utilizzare coltelli o pugnali di ogni tipo rinunciando però all’estrema utilità di uno strumento da taglio, fondamentale quando ci si muove all’interno di boschi o campagne.

    nasce così l’idea di realizzare un coltello che, pur mantenendo le principali caratteristiche di utilizzo e un “look” militare, non dia adito a nessun fraintendimento.

    ask (air soft knife) diventa dunque il primo coltello “tool” nato specificamente per i softgunners italiani e stranieri.

    la lama, un unico pezzo di acciaio aisi 420 ma5mv, è lunga 31 cm, larga 3,5 cm e spessa 5mm con testa a martello e varie tipologie di taglio e sega che ne permettono numerosi utilizzi.

    l’impugnatura ergonomica, con un’unica guardia bassa obliqua, è realizzata con una mescola speciale di polipropilene e termogomma che permette un utilizzo agile grazie all’apposita grip.

    sul lato sinistro della lama, disponibile nei colori verde nato e nero e nel primo caso “pallinata” onde impedire ossidazione, inciso a laser la scritta “air soft knife” con il logo “fb design”.

    anche il fodero merita la giusta considerazione: realizzato in cordura, con differenti possibilità di aggancio (alla cintura, cosciale, a spalla, sul tactical o zaino) offre due differenti tasce di cui una posteriore con chiusura a zip che permettendo di portare con sé piccoli strumenti da riparazione, grasso, o-ring perv hop-up, set di primo soccorso, siero anti-vipera etc… e disponibili nelle colorazioni verde nato e nero.

    per ordini contattare mac coltellerie tel. 0427 71357 fax 0427 700634





    fb design

    e’ un marchio di proprietà di fabrizio bucciarelli

    giornalista e scrittore specializzato nei settori militari, della sicurezza e di intelligence, militare della riserva egli stesso è membro di unuci (unione nazionale ufficiali in congedo d’italia), di anpd’i (associazione nazionale paracadutisti d’italia), anie (associazione nazionale incursori esercito). e’ inoltre ricercatore del centro studi affari internazionali, del centro alti studi contro il terrorismo e la violenza politica e del centro studi difesa e sicurezza. ha all’attivo numerose opere librarie e collaborazioni con magazine specializzati e quotidiani. e’ stato tra i primissimi giocatori soft air italiani (1986), sport che continua a praticare e colui che ha inserito tale attività negli addestramenti militari dei riservisti delle forze armate.

  2. #2
    Recluta L'avatar di zema
    Club
    non affiliato
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    1,092

    Predefinito

    prezzo?

  3. #3
    Soldataccio
    L'avatar di grisù
    Club
    testudo roma
    Età
    54
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    2,036

    Predefinito

    davvero pregevole l'idea, specie in periodo di tempeste mediatiche sul ns mondo!

  4. #4
    Spina
    Club
    non affiliato
    Età
    49
    Iscritto il
    03 Nov 2005
    Messaggi
    93

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da grisù
    davvero pregevole l'idea, specie in periodo di tempeste mediatiche sul ns mondo!
    beh, non sono stato io a votare la sinistra anzi.....mentre ci stiamo ti copio un-email che mi ha mandato il tenente:

    preg.ma redazione de l'espresso
    egr. gilioli

    sono fabrizio bucciarelli, giornalista scrittore e praticante il soft air
    dal 1986.
    alla veneranda età di 43 anni mi ritrovo a controbattere al non luminoso
    articolo del collega che, purtroppo, pecca. in cosa? pecca di presunzione ma
    soprattutto di colore, lo stesso dello schieramento politico legato a
    l'espresso e attualmente ai vertici del potere.
    lo stesso che tra le sue fila annovera i delinquenti che ho vito al g8 a
    genova, in corso buenos aires a milano, a roma tra i figli di papà tutti
    casa e centro sociale che presto rinnegheranno quanto detto e fatto e
    faranno gli imprenditori o i manager ma che in quelle occasioni si vestivano
    da kamikaze con tanto di finte cinture esplosive per inneggiare alla
    palestina islamica e alla distruzione di israele.
    gli stessi che ululano "droga libera" e libero sesso e 10-100-1000 nassirya.
    e ora ce l'hanno col soft air sport da novelli delinquenti, da esaltati
    protofascisti e possibili golpisti e guerrafondai in erba.
    e forse non sa che nelle armerie si vendono sempre meno armi vere
    (soprattutto da caccia) e sempre più innocui giocattoli.
    che il soft air nasce negli stati uniti come terapia contro i traumi della
    guerra tra i veterani del vietnam (leggesi psicodramma ) che vuole la
    catarsi nel riprodurre l'evento traumatico in forma ludica e liberatoria.
    che a praticarlo in italia nei modi e forme previste non è assolutamente
    pericoloso, che permette di scaricare l'aggressività in un contesto
    controllato (ma probabilmente sono meglio gli ultras con le bandiere del che
    e gli accoltellamenti e i motorini gettati dagli spalti), che c'è il massimo
    rispetto della natura (mai visto una cartaccia per terra ma forse lui
    preferise chi lascia le "cartine" dopo aversele fumate) al punto da usare
    proiettili biodegradabili.
    e sempre visto sorrisi e pacche sulle spalle, grigliate e un buon bicchiere
    di vino alla fijne dei giochi nel massimo rispetto dei rapporti umani e
    d'amicizia.
    e nel massimo rispetto per le forze dell'ordine che sono sempre avvertite in
    anticipo via fax sulle partite in corso e che possono controllare il loro
    operato quando vogliono.
    ma la realtà è molto meno "giornalistica" e più politica.
    i softgunners, i praticanti il soft air, non gli piacciono perchè somigliano
    ai soldati e di questi imitano abbigliamento e simulazioni e se c'è un
    bersaglio della novella "lotta di classe" sono proprio loro.
    e noi, per diretta conseguenza.
    consiglio al collega giornalista di fare due cose: la prima è di venire a
    fare una partita di soft air contattando il club della sua area di
    residenza.
    la seconda è andare a conoscere le altre realtà infinitamente più violente
    che sostengono l'attuale governo e alcuni partiti della coalizione e trarne
    le logiche conclusioni. mai stato nei centri sociali anarco (?) comunisti?
    un'ultima cosa.
    vorrei citargli uno dei più bei motti del soft air che dovrebbe dargli
    un'idea di chi siamo e cosa facciamo: meglio giocare alla guerra che fare
    una guerra per gioco.
    ma per scrivere di aver cambiato opinione ci vuole coraggio...

    fabrizio bucciarelli






    articolo pubblicato sul numero 23 de l'espresso


    un po' giocattoli un po' assassini

    di alessandro gilioli

    si chiamano soft air. sono identiche alle armi vere. sparano proiettili di plastica o metallo. piacciono alla malavita. ma anche ai ragazzini. perché si vendono liberamente

    l'ultimo incidente è avvenuto un paio di settimane fa in un appartamento di milano, zona porta romana. edoardo t., 15 anni, liceale del berchet, va a trovare un amico, anche lui minorenne. che, per scherzo, gli punta contro la sua beretta 'giocattolo' in metallo e abs. e gli spara un colpo al volto. il proiettile di plastica spezza gli occhiali da vista del ragazzo e i frammenti gli finiscono nella cornea. edoardo viene portato di corsa al policlinico, è operato d'urgenza, rischia di perdere l'occhio, gli mettono un cristallino artificiale. bene che gli vada, ci vedrà un po' meno tutta la vita. male che gli vada, dovrà tentare un trapianto.

    l'ultima bravata invece è accaduta durante il ponte di pasqua nella pineta di marina di grosseto. un paio di ceffi in tuta mimetica puntano le loro mitragliette finte su uno sfortunato passante, gridando: "mani in alto, pancia a terra, non si muova!". solo quando il poveraccio è sdraiato sull'erba, terrorizzato, i due si mettono a sghignazzare, "maddai che è solo uno scherzo!".

    benvenuti nel magico mondo delle soft air, repliche di armi perfettamente identiche alle originali, sia come aspetto sia come peso. fabbricate perlopiù in giappone, elettriche o a gas, impazzano tra i ragazzi che giocano alla guerra ma non sono disdegnate né dalla piccola malavita, né dai gradi più bassi della camorra. in altri paesi - come l'olanda e l'inghilterra - sono state vietate o rigidamente regolamentate. per la legge italiana - in costante ritardo su ogni gadget tecnologico, specie quelli che provengono dai mercati orientali - sono invece degli innocui giocattoli che chiunque, minorenni compresi, può acquistare in centinaia di negozi o in internet. in realtà questi aggeggi si trovano quanto meno in una zona grigia e ambigua. è vero: le soft air sparano solo pallini di plastica (dura) che se ti finiscono addosso da una dozzina di metri ti procurano poco più di un fastidio. ma negli occhi - come si è visto - possono far saltare la cornea. in bocca ti spezzano un dente. sparati da vicino, se finiscono su una vena o su un'arteria, possono causare emorragie e lasciare cicatrici perenni. e soprattutto, somigliano maledettamente alle armi vere.

    sicché il pericolo non riguarda solo ragazzotti incauti che credono di avere in mano un giocattolo e invece spediscono gli amici all'ospedale. ma anche o principalmente i negozianti che si vedono arrivare in bottega delinquenti e tossicomani con in mano armi identiche a quelle originali, che neppure un esperto sarebbe in grado di sgamare. i mattinali di polizia e carabinieri riportano sempre più spesso storie di piccole rapine - specie nei minimarket e dai benzinai - in cui al posto delle pistole vere vengono usati aggeggi di questo tipo, ma nessuno sa quanti siano in realtà i colpi effettuati con le 'replica gun', dato che - se il grilletto non viene premuto e il bandito non viene acchiappato - le vittime non possono immaginare di avere avuto di fronte una soft air.

    la moda di queste copie perfette viene dal giappone, dove sono state inventate negli anni ottanta. da noi sono arrivate dopo un paio di lustri e si sono sposate alla perfezione con la mania crescente dei giochi di ruolo: a ragazzi d'ogni età e quarantenni un po' in ritardo piace pittarsi la faccia di verde e marrone, coprirsi da capo a piedi con tute mimetiche e giocare alla guerra, dividendosi in squadre e sparpagliandosi tra i boschi fuori città. quando uno viene colpito da un pallino di plastica, si dichiara morto e buonanotte. fin qui, niente di male o quasi: la gran parte degli appassionati indossa occhiali protettivi e guanti imbottiti, avvisa i carabinieri o la polizia prima di cominciare a impallinarsi, non si diletta a mettere in fuga le famigliole al picnic. dopodiché, tuttavia, le recenti cronache locali sono piene di infelici eccezioni, vale a dire di softgunner (magari un po' sbronzi) che usano le proprie imitazioni per spaventare i passanti o per fare i ganzi roteando le pistole fuori dai bar. a sotto il monte, paese del bergamasco noto per aver dato i natali a papa roncalli, gli episodi di questo tipo sono diventati talmente frequenti che il sindaco, eugenio bolognini, ha dovuto firmare un'ordinanza per vietare "ogni simulazione di esercitazioni belliche" nel suo territorio: non ne poteva più di aspiranti miliziani che spuntavano da dietro gli alberi agghiacciando i turisti della domenica. qualcosa di simile stanno pensando di fare anche a piobbico, nelle marche, un altro dei posti prediletti dai fan delle battaglie simulate.

    i softgunner più assennati si rendono conto di quanto siano idioti questi loro colleghi e ne denunciano le bravate in rete o sui giornali specializzati. il direttore-editore del mensile 'soft air adventures', martino ghermandi, 48 anni, assicura che "su 20 mila appassionati in italia, gli imbecilli e i neonazisti sono una piccola minoranza" e, aggiunge, "quando li incontro li prendo a calci nel sedere". un sano proposito, che tuttavia non argina gli effetti collaterali della libera vendita di repliche così perfette e di giocattoli tanto pericolosi da cavare un occhio.

    tanto più che la facilità con cui ci si possono procurare questi aggeggi è impressionante. a milano sono in vetrina perfino nei negozi di balocchi per bambini, come la giocheria di corso como. il titolare, tancredi sgobbi, spiega che li vende a tutti, maggiorenni e no, ma che quando questi ultimi sono troppo piccoli ("diciamo sotto i 13-14 anni") chiede che ritornino con un genitore. sgobbi, almeno, salva le apparenze e le sue repliche hanno tutte la punta della canna dipinta di rosso, "casomai ci pensa lei a verniciarla di nero, se proprio ci tiene, io non lo voglio sapere". ma da arco e frecce, negozio specializzato di pero, alle porte della città, questa minima cautela diventa pura finzione: è il commesso stesso a togliere il tappino rosso per mostrare ai clienti il funzionamento dell'arnese in una specie di mini-poligono allestito in cantina. la beretta 92 che ci viene proposta, assicurano ad arco e frecce, è assolutamente identica a quella dei carabinieri, ma se vogliamo c'è anche il modello cromato "che fa tanto killer di mafia". se poi andiamo alla ricerca di qualcosa di più eccitante, ecco il mitra m4 della colt, mille colpi al minuto e mille euro di listino, una cosa che a tenerla in mano già ci si sente un po' rambo. il venditore rivela con orgoglio che "è una copia assolutamente perfetta di quelli che hanno usato gli americani per far fuori gli iracheni a falluja", il che naturalmente è assai tranquillizzante. anche perché, spiegano un paio di astanti vedendo un cliente non più ragazzino, se poi si vuole farla diventare un'arma quasi vera - magari in villa, per tenere lontani gli zingari - non è che ci voglia poi molto. basta procurarsi una manciata di palline in acciaio prese dai cuscinetti a sfera. che, guarda un po', hanno lo stesso diametro di quelli in plastica delle softair. "uccidono?", chiediamo. "di solito no", è la risposta. dipende dalla distanza da cui vengono sparati e dal punto che viene colpito. però fanno molto male, questo sì: un paio d'anni fa, ad esempio, un operaio di 53 anni, di ancona, massimo ercoli, è finito in ospedale con una ferita alla testa sparata da un softgunner che aveva cambiato i pallini.

    da arco e frecce, così come nel vicino sas modellismo di nerviano, dicono di vendere solo materiale di prima scelta, giapponese o americano. i prezzi vanno dai 120 euro in su, ma - assicurano i commessi - questo non costituisce un problema neppure per i ragazzini di 14 o 15 anni. chi poi volesse risparmiare, può trovare centinaia di soft air in rete: usate (su ebay ci sono paginate di offerte) o nuove, nei negozi on line con sede a san marino, dove grazie al locale regime fiscale si risparmia un 20-30 per cento. naturalmente, come ogni oggetto acquistato nel web, nessuno può verificare l'età o la fedina penale di chi si porta a casa queste repliche. in internet proliferano poi i club dove si organizzano i 'combat', le battaglie da campo: e se alcuni gruppi paiono del tutto giocosi, altri rivelano invece una subcultura guerrafondaia abbastanza evidente. il sito del war games group di milano, ad esempio, nella sua campagna di "reclutamento" avvisa che "non sono ammessi antimilitaristi e obiettori di coscienza". di "arruolamento" si parla anche nel gruppo gladio di roma e sempre nella capitale ci sono club con nomi tipo mas o legionari.

    ad addentrarsi un po' nelle chiacchiere con gli appassionati meno ligi alle regole si scopre che, con un po' di dimestichezza, le pistole e i mitra in abs si possono facilmente potenziare, raddoppiando il limite di un joule che le soft air non potrebbero superare. truccare questi giocattoli, spiegano, è un gioco da ragazzi, proprio come aumentare la potenza dei motorini lo era una ventina d'anni fa.

    se si acquisisce una confidenza maggiore con l'ambiente, poi, si scopre un mercato tutto particolare: quello dei pezzi di ricambio in metallo - canne e caricatori - che possono trasformare una soft air in un'arma a tutto tondo, capace cioè di sparare normali proiettili di piombo. naturalmente ognuno nega di averlo mai fatto, ma ciascuno ne ha sentito parlare, specie in riferimento alla piccola malavita o alla camorra napoletana, che negli ultimi anni si sarebbe specializzata in queste improprie alterazioni. che peraltro non sono esclusive della malavita nostrana. in inghilterra, ad esempio, modificare le repliche per renderle letali è un uso comune delle gang: un ragazzo di 26 anni, jason fearon, ne è morto ammazzato tre anni fa, fuori da un pub alla periferia di londra.

    ma al di là dei casi più estremi, le soft air sono aggeggi che già nelle loro versioni normali suscitano qualche dubbio. le autorità olandesi, come si diceva, hanno ritenuto troppo rischioso lasciare che ci potesse giocare e ne hanno proibita la vendita. in gran bretagna, dove circola mezzo milione di queste repliche e il 40 per cento dei piccoli crimini viene realizzato con soft air e similia, un movimento di opinione (guidato dal sindaco di londra, ken livingstone) ha ottenuto che non si possa più girare con questi giocattoli in mano per strada e nei luoghi pubblici. perfino negli ultra liberali stati uniti alcune scuole hanno proibito agli studenti di portare le soft air all'interno degli istituti. in italia invece non solo la vendita è del tutto libera agli over 14, ma sulle confezioni non ci sono avvertenze né istruzioni degne di questo nome: la replica di beretta 92 che 'l'espresso' ha acquistato a pero, ad esempio, ha al suo interno solo un dépliant in giapponese e neppure una riga né in italiano né in inglese. le mitragliette in vetrina alla giocheria di corso como, a milano, hanno soltanto un criptico adesivo appiccicato dall'importatore: "in libera vendita come da note ministeriali no. 59/c.50 10497/c91". e niente più. quanto alla circolazione per strada o nei parchi, ovviamente sarebbe opportuno tenere il tappo rosso, ma questa è proprio la prima cosa che gli acquirenti buttano via all'uscita dei negozi e del resto la cassazione ha limitato l'obbligatorietà del tappo a produttori e commercianti, togliendo ogni imposizione ai clienti. in teoria, chi agita queste armi in pubblico può essere denunciato almeno per 'procurato allarme': ma solo se si minaccia qualcuno - o se ci si presenta in aeroporto con uno di questi arnesi in tasca - si va incontro a qualche problema serio.

    ciononostante, nel mondo dei soft air non mancano le lamentele per i presunti lacci che vengono imposti ai gamer, come - ad esempio - l'obbligo di avvertire le autorità prima di trovarsi nei boschi a dozzine, in tuta mimetica e con la faccia dipinta, a inseguirsi o camminare a gattoni immaginando di essere marines. ora, a chiarire le idee ai ragazzi persuasi che le soft air siano solo giocattoli, stanno arrivando le prime azioni civili e penali che fanno seguito agli incidenti. anche perché nell'ultimo anno il mercato è stato invaso dall'export cinese, i cui prodotti vanno via come il pane (anche 60-70 euro per una mitraglietta m85) ma sono ancor meno sicuri. chi si ritrova senza un dente, senza un occhio o con una cicatrice sulla guancia, può chiedere risarcimenti per centinaia di migliaia di euro alle case produttrici e agli importatori - se le avvertenze non sono chiare ma anche agli sventurati genitori dei pistoleros minorenni. in attesa che qualcuno, in parlamento o al ministero degli interni, decida di muoversi.

    due gocce d'acqua, anzi di piombo

    la replica marui

    stesse dimensioni, fino al millimetro. persino stesso peso, a caricatore vuoto: 975 grammi. e materiali molto somiglianti. la beretta 92 per soft air prodotta dalla tokyo marui è un capolavoro di precisione nipponica. senza il tappo rosso, anche un esperto per distinguerla da un'arma vera deve riuscire a guardare nella canna.

    l'originale beretta

    la beretta 92 in calibro nove è la pistola più diffusa e famosa del mondo, adottata anche dalle forze armate americane come nella versione qui illustrata. unica differenza tra l'arma reale e quella soft air è la scritta incisa sulla fiancata: quella vera ha il nome della beretta, la replica ha quello della tokyo marui. una differenza quasi invisibile.

    la legge è chiara: non si capisce niente

    a sentire commercianti e appassionati, le soft air sono del tutto legali, e in effetti si vendono in tutta italia. in realtà la situazione è un po' più complessa, perché se è vero che la potenza di questi arnesi è inferiore al joule (quindi sono classificati 'armi non offensive', in libera vendita) è anche vero che l'articolo 5 della legge del 18 aprile 1975 dice che "i giocattoli riproducenti armi non possono essere fabbricati con l'impiego di tecniche e di materiali che ne consentano la trasformazione in armi da sparo o che consentano il lancio di oggetti idonei all'offesa della persona". fino a oggi, più che altro per superficialità, le autorità non hanno ritenuto di applicare questa norma alle soft air, che tuttavia possono facilmente essere modificate in modo pericoloso e soprattutto possono sparare palllini di metallo (come quelli dei cuscinetti a sfera) "idonei all'offesa della persona" . ammesso e non concesso che siano invece innocui i pallini di plastica, che possono cavare un occhio.

    anche la questione del tappo rosso è discussa: la legge stabilisce che queste armi "devono avere l'estremità della canna parzialmente o totalmente occlusa da un visibile tappo rosso incorporato". una sentenza della cassazione del '92 ha però precisato che "il semplice uso o porto fuori dalla propria abitazione di un giocattolo riproducente un'arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato". la legislazione non tiene conto dell'evoluzione tecnologica che ha reso perfettamente somiglianti le repliche soft air prodotte in giappone e le armi vere. un fattore di alto rischio per eventuali rapine nei negozi o nelle ville, reso ancora più grave dalla recente riforma della legittima difesa: il combinato disposto tra le due norme facilita tanto gli atti criminosi effettuati con le repliche quanto le reazioni delle vittime.

    sonni profondi al viminale?

    la questione delle finte armi giocattolo - in grado di ferire e identiche alle originali - è un ennesimo esempio della scarsa capacità del legislatore di stare al passo con le evoluzioni del costume. entrate sul mercato nei primi anni novanta e via via cresciute come fenomeno di massa, le soft air non esistono né per la legge né per i suoi regolamenti. se ne interessa giusto qualche circolare di polizia, in modo peraltro assai vago. il vecchio governo - che pure aveva fatto della lotta alla microcriminalità uno dei suoi impegni - non se n'è mai occupato, lasciando che queste repliche perfette proliferassero a ogni livello, anche nella piccola malavita. nessuno si è accorto che giovani 'guappi' e delinquenti di periferia hanno trovato la loro mecca, potendo comprarsi come e quando vogliono, a basso prezzo e senza mostrare un documento, questi stupefacenti fac-simili di mitra e revolver, magari poi modificandoli per renderli più potenti. non esistendo per legge, le soft air hanno approfittato della propria eludibilità, sicché non si è neppure pensato di rendere obbligatorie sulla confezione delle chiare avvertenze in italiano che potessero mettere in guardia i genitori su quel che maneggiano i loro figli: una superficialità che mal si concilia con le tante parole sulla tutela dei minori e della famiglia.

    vale la pena chiedere al nuovo governo, e in particolare al ministero degli interni, se è al corrente del fenomeno e dei suoi rischi. se intende o no rendere obbligatorio il tappo rosso per chi maneggia queste repliche in pubblico. se vuole regolamentare seriamente i 'combat', le battaglie in cui i softgunner sbucano dai boschi in tuta mimetica spaventando i locali e i turisti. se intende vigilare sul commercio di questi arnesi ai bambini. 'l'espresso' ha provato a chiedere lumi a uno dei nuovi sottosegretari agli interni, marcella lucidi, già responsabile per la sicurezza dei ds. ma ancora una volta la parola soft air ha provocato solo espressioni stupite. soft che?

  5. #5
    Recluta L'avatar di zema
    Club
    non affiliato
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    1,092

    Predefinito

    io credo che me ne accatto uno

  6. #6
    In attesa di conferma In attesa della conferma e-mail L'avatar di Skyzik
    Club
    Armata dei Falchi
    Iscritto il
    10 Oct 2005
    Messaggi
    643

    Predefinito

    un coltello in acciaio nn vedo come possa esser utile nel softair

  7. #7
    Recluta L'avatar di zema
    Club
    non affiliato
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    1,092

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da skyzik
    un coltello in acciaio nn vedo come possa esser utile nel softair
    e un normale acciaio da coltello

  8. #8
    In attesa di conferma In attesa della conferma e-mail L'avatar di Skyzik
    Club
    Armata dei Falchi
    Iscritto il
    10 Oct 2005
    Messaggi
    643

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da zema
    Quote Originariamente inviata da skyzik
    un coltello in acciaio nn vedo come possa esser utile nel softair
    e un normale acciaio da coltello

    ah quel punto di porti uno shogun :d

  9. #9
    Recluta
    L'avatar di dottore
    Club
    Oca Selvaggia ADS
    Età
    56
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    708

    Predefinito

    mi piace, e ritengo che sia molto utile, i miei complimenti a fabrizio bucciarelli e grazie anche a te dino. facci sapere i prezzi che sono curioso! ciao
    p.s. bella risposta gli ha dato, se ne hai la possibilità stringigli la mano da parte mia

  10. #10
    Recluta L'avatar di zema
    Club
    non affiliato
    Iscritto il
    07 Oct 2005
    Messaggi
    1,092

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da skyzik
    ah quel punto di porti uno shogun :d
    cosa vorresti dire?

Pagina 1 di 11 123 ... ultimoultimo

Questa pagina è stata trovata cercando:

coltello

coltelli

coltell

sfrondatrici

cesoie

spada

Roncola

SEO Blog
Licenza Creative Commons
SoftAir Mania - SAM by SoftAir Mania Community is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License.
Based on a work at www.softairmania.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at https://www.softairmania.it.
SoftAir Mania® è un marchio registrato.