domenica mattina, ritrovo alla concessionaria vw di ciriè, poco sopra caselle, tragitto fino al campo, inizio del gioco con due game abbastanza anonimi, poi, aggirando il nemico nel corso del terzo ecco la scoperta: una cinquecento blu abbandonata, mezza smontata rotta e accartocciata.
idea per l'operazione black hawk.
in numero dispari, lasciamo uno dei ragazzi, munito di sola pistola e due caricatori libero di andarsi a posizionare accanto al relittò.
sarà il pilota.
vengono disposte due squadre: una di recupero ed una in pattugliamento regolare, che si imbatterà "casualmente" nella squadra che tenta di mettere in salvo il pilota, unico sopravvissuto dall'abbattimento dell'elicottero.
finisco nella squadra in pattugliamento. lungo il sentiero sentiamo fruscii diffusi attorno a noi. la boscaglia è fitta e colma di rovi in quel settore, e sarà tanto difficile per il nemico mettere su un'imboscata quanto per noi difenderci in caso di attacco.
al fine di prolungare la missione, facciamo finta di nulla, nonostante in più occasioni sarebbe stato oltremodo semplice mirare, tirare il grilletto ed eliminare la squadra di recupero.
captiamo una comunicazione radio nemica: "sono stato colpito, il rotore di coda è fuori uso. stiamo precipitando. may day, may day. alfa, coordinate sul nostro gps inagibili, cadiamo sulla sponda di un torren..." scariche statiche interrompono la trasmissione.
un volontario, rimasto accanto alle auto coordinerà entrambe le squadre via radio, su due canali differenti.
"alfa a charlie uno, ricevete? alfa a charlie uno, ricevete?"
"charlie uno ad alfa, vi copiamo."
la comunicazione si interrompe mentre il nemico cambia o cripta la frequenza.
"andiamo a prenderli ragazzi" ci dice il capoccia della squadra.
in marcia su un sentiero appena visibile, ci inoltriamo nella boscaglia in direzione del greto del torrente che sappiamo correre poco più in là.
disponendoci in formazione spezzata a coppie procediamo scendendo il torrente. è un azzardo, ma una scelta è inevitabile.
la comunicazione torna udibile: "charlie, squadra di recupero in marcia. attendete ordini alle coordinate comunicate."
"charlie copiato. chiudo."
silenzio radio.
ora sappiamo della squadra in movimento, non resta che sperare di arrivare all'elicottero caduto prima di loro, per eliminare i sopravvissuti o farli prigionieri.
d'improvviso, usciti da un cespuglio, ecco il relitto.
nessuno nei paraggi.
puzza di imboscata.
ci separiamo. uno lungo la sponda del torrente, gli altri nuovamente sul sentiero, un po' defilati per avere più occhi possibili sul bersaglio.
alcuni pallini volano fuori dagli alberi dietro all'elicottero rispetto a noi.
rispondiamo, ma è un fuoco approssimativo e disordinato. non vediamo i bersagli.
correndo coi piedi in acqua arrivo a tiro di due appostati dietro al medesimo albero.
esplodo numerosi colpi verso di loro, eliminandone uno prima che l'altro, graziato da un cespuglio particolarmente fitto, mi infili un singolo proiettile in testa.
dall'altra parte non va meglio. non abbiamo subito perdite, ma se qualcosa non si sblocca in fretta rischiamo più noi che loro l'eliminazione.
i miei timori si avverano pochi attimi dopo, altri due compagni rimangono colpiti. resta solo uno dei noi.
alla zona morti vengo a sapere che altri due nemici sono stati eliminati prima che i nostri uscissero di gioco.
parità al momento, ad eccezione del fatto che loro hanno ancora il pilota, per di più vivo.
ci ritiriamo e alfa da ordine a tutti i caduti di rientrare, indicando i rispettivi punti di inizio.
la missione ricomincia.
questa volta l'ingaggio si sposta molto più a valle del primo, su entrambe le sponde si sparano pallini che non hanno una meta reale.
lasciamo due dei nostri ad impegnare il nemico. ordiniamo un fuoco di soppressione e attraversiamo di corsa il torrente, senza che il nemico riesca ad inquadrarci.
bosco fitto ci protegge, ma non ci impedisce di vedere il nemico, che intanto si sta concentrando sui due dei nostri, che nel mentre sono diventati uno.
tre colpi piuttosto precisi, dal mio collega, mettono a terra altrettanti nemici. ne resta uno e il pilota.
quello commette un passo falso: sporge la testa di poco oltre il tronco dietro cui è riparato e viene eliminato.
resta solo l'ultimo soldato nemico, che tuttavia, vista la situazione, esce col fucile sopra la testa.
missione compiuta, si torna a casa.
esiti: la missione è stata condotta con appena 9 operatori sul campo e un coordinatore esterno. tuttavia è stata divertente e varia. come sempre parecchi pallini sono volati fuori dalle canne delle asg e una minima parte sono andati a segno.
è stata una missione divertente e varia, di quelle davvero apprezzabili, senza essere stata organizzata nei dettagli. frutto dell'improvvisazione finalmente una missione che ha superato di gran lunga le aspettative iniziali.
un ringraziamento ai lupi del cenisio con i quali ci siamo coordinati per realizzare la giocata.
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