
Originariamente inviata da
etabeta

Originariamente inviata da
kadmillos

Originariamente inviata da
etabeta
poi ci sono i cosiddetti "danni collaterali" che interessano, è ovvio, il nostro mondo.
ma c'è una necessità primaria, di ordine di pubblica sicurezza, che non può considerare le necessità di gruppi di persone, pur rappresentate, che utilizzano quelle riproduzioni per divertirsi e non per farci le rapine.
spiegami: come la risolvi questo piccolo particolare? accultrando chi? il soft gunner che di certo non compra la replica per farci le rapine? il collezionista che le compra per appenderle al muro? il negoziante che le vende a chiunque se lo possa permettere senza necessità di identificarsi?
acculturando tutti i soggetti del caso , modificando se necessario in maniera pesante le repliche e facendo in modo che siano inequivocabilmente repliche con tappi rossi, scritte in bianco e quant'altro venga in mente.

Originariamente inviata da
etabeta
la gente di buona volontà, problemi di ordine e sicurezza pubblica non ne crea. e per tale ragione, non necessita di normative restrittive.
casomai necessita di direttive più chiare, anche se considerabili "limitative".
la stessa gente di buona volontà, però, a cosa è disposta a rinunciare affinchè la società di cui fa parte possa vivere un po' più al sicuro?
il softgunner italiano al momento non è pronto a rinunciare a nulla , per il semplice fatto che la figura del softgunner , dell'atleta (parolone) non esiste agli occhi di chi si deve occupare di pubblica sicurezza.
vogliamo rendere le repliche paragonabili ad armi vere , percui chi le vuole detenere debba possederne il titolo? per me va bene
ma siamo poi sicuri che i delinquenti , quelli veri abbiano dei problemi a reperire delle armi ?
in albania vendevano casse di ak a poche centinai di euro (intorno ai 40/50 euro ad ak completi di caricatori e munizioni) ed a comprali non eran di certo i turisti ......
la domanda che a sto punto mi pongo è :
ma è dovere del softgunner rinunciare ad una parte dei suoi diritti per rendere sicura la nostra società o forse invece è dovere di altri che questa società l'amministrano trovare soluzioni che tengano conto di tutti gli aspetti in causa, è un po come proibire la vendita di siringhe perchè i tossici si bucano , ma poi i diabetici che necessitano di insulina come fanno (esempio del piffero ma non me ne veniva uno meglio) ?
kad, vedo che non cogli il punto del discorso e intervieni in buona fede coi soliti luoghi comuni.
chi legifera ha un problema grande, molto più grande di noi e del soft air. contenere i crimini.
quando butti la pasta dalla pentola, se la scoli nello scolapasta separi la sostanza dall'acqua sporca.
la pasta, cioè la roba buona, resta nello scolapasta. l'acqua sporca passa dai fori e la butti.
la pasta siamo noi, cioè la parte buona. l'acqua sporca sono gli altri, cioè la parte che chi si occupa di ordine e pubblica sicurezza intende epurare.
limitare i crimini, che ci piaccia o no, contempla contenere chi normalmente non delinque.
chi non delinque, ma intende essere protetto, deve, ahilui, accettare provvedimenti restrittivi e adeguarsi e accontentarsi di ciò che rimane.