
Originariamente inviata da
Gioma
RAID & RECON MASTERS – Iterum rudit leo
Debriefing team “GHEPPIO“
Il team Gheppio (2 operatori SAT Tergeste – Cipa e Sik) è partito per la Sardegna con un piano ambizioso: colpire gli obiettivi prefissi senza sparare un colpo e senza mai entrare in contatto con altri team d’interdizione o di contro, applicando all’estremo tutte le tecniche SpeRec acquisite negli anni.
Fedeli alla più rigida milsim, Sik e Cipa reputano che nella realtà un team di due operatori non sia in grado di eseguire una recon accurata e la relativa azione su più di uno/due obiettivi in 24 ore.
Gheppio, quindi, sceglie di operare nell’area nord dell’AO, individuando due target: il quartier generale () e, poco più a est, la cisterna sulla carrabile.
Il team entra nell’AO poco dopo le 11,30 di sabato 31 marzo; il punto d’infiltrazione scelto è a sud (0459490-4485790). Appena superato il muro a secco, gli operatori preparano un camo con la vegetazione del posto e, prima di prendere la rotta verso nord, attendono che altri team presenti nell’area s’infiltrino da sud nell’AO.
Gheppio decide poi di effettuare la recon, risalendo il confine orientale dell’AO fino alla carrabile che taglia da est a ovest la zona nord, per raccogliere il maggior numero di informazioni sugli obj e sui movimenti della controinterdizione. Nel tragitto sud-nord gli operatori scelgono il percorso più ostico (macchia e boscaglia fitta) per evitare qualsiasi contatto con pattuglie o altri team infiltrati.
Giunti in vista carrabile, gli operatori proseguono la recon dietro il muro a secco che corre parallelamente alla strada, fino alla visualizzazione degli obj: gli edifici del comando e la cisterna. La contro è molto attiva, con operatori a piedi e su veicoli.
Avvicinarsi al comando non è difficile, il terreno e la vegetazione consentono un approccio abbastanza sicuro se ci si muove con prudenza. Molto più impegnativo sarà invece l’avvicinamento alla cisterna: il terreno aperto e la mancanza di vegetazione in prossimità dell’obj renderanno quasi impossibile piazzare le cariche di esplosivo senza attivare la contro. Ma la sfida è allettante. Dopo aver fatto i rilevamenti necessari per l’avvicinamento notturno, Gheppio ripercorre la rotta fatta in senso inverso e si mette alla ricerca di un punto di bivacco nella boscaglia a sud della carrabile, dove attendere il buio della notte per operare. Sik e Cipa decidono infatti di rifocillarsi e riposare qualche ora prima di passare all’azione. Il bivacco (0459016-4487233) viene lasciato poco dopo l’una di notte. Gheppio punta a nord alla ricerca di un luogo idoneo e funzionale all’esfiltrazione in cui lasciare zaini ed equipaggiamento non necessari all’azione. Mimetizzati gli equipaggiamenti nella macchia a pochi metri dalla carrabile, gli operatori del SAT si addentrano nella boscaglia a sud della strada e si dirigono a ovest, verso gli obiettivi. L’avvicinamento è lento, muoversi con scarsa attenzione su questo terreno significa farsi scoprire. Poco dopo le 02:30 individuano gli operatori della contro attorno all’obiettivo: sono otto e molto attivi, sparano fasci di luce tutt’attorno all’obj e ogni tanto scaricano a casaccio qualche raffica di Asg nei cespugli vicini. Gheppio è a circa 100 metri dal target, nascosto nella macchia non lontano dalla carrabile. I due operatori del SAT superano silenziosamente anche il muro a secco che scende verso sud, ma ora comincia la parte più difficile: per avvicinarsi all’obj devono strisciare per circa 100 metri, gli ultimi dei quali, circa 40, quasi tutti su terreno scoperto.
Intorno alle 03:30 comincia a salire la foschia che, poco dopo, si trasforma in nebbia. L’alta umidità comincia a inzuppare il terreno, la temperatura scende vertiginosamente, anche la contro di presidio se ne rende conto e accende un falò per riscaldarsi. Il fuoco diventa un nemico in più per Gheppio: il bagliore allarga la visuale dei controinterditori.
Sik e Cipa superano anche la carrabile a una decina di metri a sud del bivio in 0458640-4487155. Oramai sono vicinissimi, sentono distintamente i discorsi degli operatori di guardia sull’obj, ma continuano a strisciare sul terreno aperto, tra i ciuffi di erba fradicia. La visibilità è più chiara a 30 metri. Il falò e la contro sono troppo vicini alla cisterna.
Sono circa le 06:00, Gheppio assiste al cambio della guardia, gli operatori che smontano (prima quattro, poi due coppie) passano tutti sulla carrabile e sul prato quasi calpestando i due operatori SAT, totalmente immobili.
Sono le 07:00, le prime luci del mattino cominciano a illuminare l’AO. Strisciando, Gheppio arriva a 10-12 metri dalla cisterna, ma un operatore della contro, nel tentativo di raggiungere l’obj tagliando per il prato, è attivato: uno scambio di raffiche e viene neutralizzato. A questo punto l’azione si sviluppa in pochi secondi, un operatore SAT fornisce fuoco di copertura mentre l’altro corre sparando gli ultimi 10 metri che lo separano dalla cisterna e piazza l’esplosivo: l’obj è neutralizzato senza perdite. Poi il rapido ripiegamento verso la macchia a est dell’obj. Sono le 07:30, ormai non c’è più tempo per il secondo obiettivo con la contro attivata. Gheppio decide di esfiltrare sempre in occultamento: va a recuperare gli equipaggiamenti, marcia verso est e, fiancheggiando il confine orientale dell’AO, scende poi a sud, lasciando la zona di operazioni poco dopo le 09:30.
Potrebbe sembrare un’azione di successo (l’obj è stato eliminato senza perdite) ma Sik e Cipa, visti gli intenti di missione, non sono del tutto soddisfatti: il piano di colpire senza essere mai intercettati non è andato a buon fine (anche se è dovuto più al caso che a procedure operative errate) e il secondo obiettivo, il comando, è stato abbandonato. Nonostante tutto, per Gheppio è stata una missione positiva: la recon e l’avvicinamento all’obj sono stati da manuale e la presenza del team nell’AO è rimasta occulta per la quasi totalità delle 24H.