Mi limito ad analizzare l'articolo de La Stampa, di quello che è successo e di quello che continuate a discutere non mi interessa.

L'articolo a una prima lettura può apparire contro il softair, ma leggendo tra le righe si capisce che non lo è, anzi è a favore:

- Parte con un paragrafo che spiega del provvedimento del sindaco, sottolineando che i giocatori vanno su e giù per i boschi per spararsi per gioco, a cui fa una piccola intervista che si conclude con "[...]Ma come si fanno a divertire così...»."
- il giornalista risponde "In Italia si divertono così in decine di migliaia (si stimano tra gli ottocentomila e addirittura il milione)[...]", spiega che siamo parecchi, un bacino di voti per un politico enorme,la cifra va moltiplicata x3, ogni giocatore ha come minimo due persone in famiglia da far votare...
- sottolinea che il gioco (dal nome lieve) è regolamentato pure dal Coni, spiega che le istituzioni sportive sanno di noi, cosa mica da poco..
- [...]Quelli che lo praticano senza pensare troppo su dove vanno a sparare non sono nemmeno pochissimi.[...] Questo è diffiicile da commentare pubblicamente... il giornalista in poche parole spiega il fenomeno dei cani sciolti, senza sviluppare oltre, senza crearci altri problemi...
- mette l'intervista di giocatore che parla di rispetto di regole e onesta del singolo e lo sottolinea poi dopo: " [...]ci sono regole da rispettare, chi spara a casaccio dove e quando capita non è un giocatore degno di un simile nome e alla fine che male c'è ad andare per boschi."
- parlando di "biodegradabili pallottole di mais" sottolinea che usiamo dei materiali innocui e ecocompatibili per l'ambiente, senza bisogno di entrare in spiegazioni tecniche, un altro punto a nostro favore
- Chiude l'articolo come si conviene, dandoci dei bambini, ma non accusandoci: "[...]Ragazzi a volte assai cresciuti che anche se per finta amano fare la guerra. Sperando che ogni tanto facciano pure l'amore."

Da parte mia un grazie a Fabio Poletti de La Stampa