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Discussione: Ros Riccione - Operation Countdown - 15/16-10-2011

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  1. #10
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    (cartina eliminata)

    Inizio dicendo che è uno degli eventi che fino ad ora mi ha più divertito e coinvolto grazie all'ottima organizzazione e alle sonografie molto belle. Fin dalla ricezione del book di gara ho capito che non sarebbe stata una passeggiata: una montagna di documenti falsi da preparare, storie di copertura, pianificazione scritta (obbligatoria)...tutto ciò che la squadra poteva inventare e attuare era accettato e dava un bonus sul punteggio! Eh sì, finalmente una bella 24h a classifica! Altro che le milsim faccio tutto e faccio niente, tanto nessuno vince o perde!
    ma iniziamo con la descrizione dell'evento, copio prima una parte del book e poi una parte dell'oplan per inquadrare meglio la situazione:

    Lo scopo della missione è:
    · Infiltrarsi in AOR sotto copertura per evitare sospetti da parte della Task Force italiana;
    · Localizzare e rendere inerte il proietto di artiglieria chimico (ove esistesse davvero);
    · Ricognire i siti sensibili in mano agli insurgents e fornirne il maggior numero di informazioni;
    · Localizzare, mediante rilievo topografico, la posizione di tutti gli IED rilevati e fotografarli per la sezione EOR/EOD;
    · E’ data per certa la presenza di almeno una postazioni di mortai e deve essere eliminata;
    · Eseguire HUMINT sulle presunte attività BLACK RAIN della Task Force italiana; (pare che gli italiani traffichino con gli insurgments in armi)
    · Eseguire HUMINT sui traffici di oppio in outbound dalla provincia di Kunar.

    OP NAME: “OPERATION COUNTDOWN”
    JSOCC: ROS
    FORCE: 1st Brigade Combat Team of 10th Mountain Division
    CALLSIGN: “Steamroller 13”
    LOCON: 1LT GREISON ANDREW (che sarebbe il mio nome da americano)
    ZERO TIME (T): 11.30 AM
    ZERO DATE (D): 10 / 15 / 2011 (datazione americana m/d/y)
    LOCATION: NEAR KUNAR (vedi mappa)
    ROE: ammessa forza letale su forze irregolari, da evitare su personale militare italiano
    CAVEAT: non palesare nostro coinvolgimento nell’operazione
    EPA: nessuno verrà abbandonato, se un operatore verrà catturato la sua liberazione diventerà di priorità 1
    SPINS: ref. FINDER30
    UNIT SUPPORTED: heavy artigliery 120 mm, callsign “Hammer”
    CIMIC: cooperazione a discrezione del team leader, ammesso utilizzo di ogni mezzo di persuasione
    COMMPLAN: primary LPD 50 emergency + 2 - 2

    Iniziamo la missione avvicinandoci al chekpoint con 2 mezzi[1], il primo rappresentava la point car della scorta e il secondo la limo. La storia di copertura, condita da mail al comando italiano nelle settimane prima dell'evento, era che 3 giornalisti della RAI (io, Dutch e Tank) dovevano intervistare il sergente maggiore a capo del checkpoint e che arriveranno scortati da 3 contractor (Bishop, Omnia e Easter). Appena dopo averci perquisiti conducono la troupe dal sergente[2], lasciando che la scorta porti le macchine al parcheggio a noi assegnato. L'intervista va molto bene e ci vengono addirittura offerti dei pasticcini!
    Ci spostiamo verso le macchine, non prima di aver notato e filmato delle casse sospette di fianco alla tenda comando, ma appena ci vedono ci allontanano, dicendo che non è permesso filmare al di fuori della tenda comando. [3]Arrivati dai nostri compagni ci cambiamo in gran fretta e, dopo aver lasciato i documenti in macchina (ci serviranno per esfiltrare, quindi meglio non perderli o rovinarli) ci addentriamo nel campo. Decidiamo, come da pianificazione, di prendere la strada che corre parallela al fiume per cercare 2 IED ma ci viene intimato un ALT da dentro il bosco e fuggiamo[4] a gambe levate su per un campo arato che in 70 metri ne saliva 30 metri (scelta assolutamente da pazzi...ma nessuno della contro ci ha seguito!!!). Arrivati in cima ci accorgiamo che in lontananza c'è un edificio[5] e decidiamo di andare a controllarlo, trovandoci un IED e scoprendo che la strada che corre in cresta alla collina non è battuta da pattuglie di contro interdizione. Ci incamminiamo verso sud e troviamo un altro IED e una postazione di missili AA in un rudere lungo la strada [6].
    Fortunatamente la pianificazione è corretta (grazie alle informazioni che qualche anno fa mi erano state passate da un amico di un altro club su di un torneo svoltosi su questo campo) ed effettivamente la REDZONE2 ha un'apertura negli alberi a nord, quindi dopo varie prove infruttuose decidiamo di dividerci per fare recon: io e Easter ci dirigiamo in mezzo al campo arato per fotografare e raccogliere informazioni [8], mentre la squadra fa sicurezza sulla strada, al riparo di un grosso albero [7]. Raccolte le info ripercorriamo la strada in cresta e ci dirigiamo nuovamente verso le macchine per arrivare in tempo all'incontro con l'informatore (il Ratto), però purtroppo verremo ingaggiati da una pattuglia di tre talebani[9] (scontro vinto) e successivamente da 6 nemici [10](scontro rovinosamente perso causa nostra presenza su una strada senza appigli tattici), in questo ultimo scontro Omnia verrà fatto prigioniero e verrà rilasciato dopo circa mezz'ora, non senza avergli fatto fare una scampagnata per il campo! Una volta ricongiunti arriviamo alle macchine e ci spostiamo, dopo essere miracolosamente scampati ad un incontro con una pattuglia di guardia italiana, presso le coordinate per l'incontro[11].
    Con me verranno Dutch e Easter, mentre gli altri rimangono in attesa al limitare del bosco per assicurare la sicurezza della zona. Già durante il tragitto per giungere alla tenda del Ratto suo fratello ci fa capire che è un malato per le armi ed è una mente un po' criptica (forse schizzato è il termine corretto!), ma quando mi dice -per entrare nella tenda bisogna togliersi le scarpe...- capisco che questa gente è proprio entrata nello spirito giusto! All'interno campeggiano armi di tutti i generi, un po' sparse ovunque, bossoli, denaro, una granata, un narghilè, tappeti persiani e chi ne ha più ne metta. E' innegabile che la trattativa sarà complicata, ma riusciamo a raccogliere le informazioni che ci servono e usciamo dalla tenda incolumi, ma senza la mia asg, che piaceva molto al mercante! (non so ancora come mai non abbia scatenato l'ira di Easter contro i 2 fratelli...o non abbia impugnato la granata minacciando di farla esplodere...mha!) Fortunatamente avevamo un'asg di backup in macchina, così ci dirigiamo nuovamente al parcheggio e raccogliamo l'arma[12].
    Sono ormai le 20 e dobbiamo assolutamente avviarci all'obiettivo DIRTYBOMB! Memori del fatto che la strada in cresta era deserta prendiamo prima strada a destra al primo incrocio e ci dirigiamo nuovamente verso la casa abbandonata[13]. Qui decidiamo di fare una sosta the per riscaldarci un po' (la notte inizia a farsi sentire, arriveremo a meno di 8 °C!!!). Ripartiamo e tagliamo attraverso i campi incolti, sicuri di riuscire ad attraversare il bosco appena a sud del fiume, ma scopriamo nostro malgrado che le macchie di alberi in questa zona sono MOLTO insidiose: da fuori sembrano boschetti qualsiasi, ma dopo pochi metri si trasformano in giungle di rovi e arbusti robustissimi [??]; passeremo più di un'ora cercando invano di bucarli, ma alla fine decidiamo di tornare sui nostri passi e costeggiamo la REDZONE2 a meno di 30 metri...non verremo scoperti nemmeno da un operatore isolato che scenderà dalla strada con un torcione acceso che mi ha illuminato 3 volte [14]. Svicoliamo lungo la strada e ci accingiamo ad aggredire un'altra salitona, ma questa volta abbiamo imparato: appena la strada
    diventa difficile e si perde nel bosco [15], torniamo indietro e prendiamo l'altra traccia [16], scoprendo così una batteria di razzi quassam all'incrocio e un'altra più avanti [17]. Proseguendo lungo la strada ad un certo punto avvistiamo una macchina parcheggiata[18]...silenziosamente ci avviciniamo e notiamo una tenda illuminata...proviamo ad avvicinarci ma notiamo che se passiamo lungo la strada verremmo scoperti sicuramente! facciamo un mark e ci allontaniamo facendo un giro un po' più largo (scopriremo poi che l'avamposto era come sospettato la piazzola mortai da bombardare!). Poco male, riusciamo velocemente a ritrovare la traccia della strada carrabile che ci porta direttamente a ridosso della casa dell'obj [19]. Chiamiamo la difesa per la luce verde, ma scopriamo che è già impegnata con un'altra squadra, tempo di attesa 35 minuti. Io e Tank iniziamo a cambiarci per l'incontro della notte alle 3.30 mentre gli altri si riposano un po'. Arrivato il nostro turno ci muoviamo silenziosamente verso l'obj, pronti ad eliminare le sentinelle con colpi singoli mirati (che valevano come uccisione silenziosa)...la scenetta è sicuramente degna di nota, cadono a terra colpiti senza emettere un suono! Continuiamo l'avvicinamento e saliamo le fantomatiche scale...entriamo e iniziamo a fare pulizia nelle stanze...vedo Bishop entrare in una porta e sento delle urla intimidatorie... lo seguo e lo trovo in puntamento verso il terrorista che dovevamo catturare e interrogare per conoscere il metodo corretto per disattivare la bomba...ma a differenza dell'incontro con il Ratto sono molto aggressivo e quasi lo scaravento a terra dalla sedia...il tipo guarda Bishop e dice -siamo tutti morti mi sono fatto saltare!-....OPS! Nella realtà la zona per un raggio di 20km sarebbe stata nuclearizzata causa l'esplosione dell'ordigno...OTTIMO! Ci allontaniamo con un po' di amaro in bocca ma caricati dell'adrenalina accumulata durante l'attacco, l'orario previsto per l'incontro con il capo tribù della zona è prossimo. Io e Tank facciamo una cash con il nostro equip[20] e lasciamo che il resto della squadra si allontani per andare a riprendere l'incontro tra gli Italiani e i Talebani alla REDZONE1. La storia di copertura è che siamo 2 giornalisti di Al-Jazeera mandati a intervistare il capo e che portiamo un dono dal nostro
    sceicco (un siero contenuto all'interno di un falso teleobiettivo), ma che in realtà contiene anche una carica esplosiva comandata a distanza. L'incontro avviene nel modo previsto e per esfiltrare dal campo chiedo un uomo di scorta...ci viene assegnato e mentre ci allontaniamo esplodono 2 petardi...il talebano si gira e Tank gli salta al collo "stordendolo", così da potergli rubare l'ak ed entrare in sicurezza nell'accampamento[21]. Sono tutti morti, foto....E VIA!!! Prenderemo il punteggio bonus per questo obiettivo grazie all'inventiva e al modo che abbiamo scelto per portarlo a termine!
    Purtroppo il secondo brick non è riuscito a ricognire REDZONE1, così decidiamo di approfittare del buio per muoverci indisturbati e portarci in posizione per la mattina seguente. Seguiamo le strade ma notiamo molto movimento vicino ad una costruzione[22], così deviamo in mezzo ai campi e ci spostiamo verso un bosco, lo attraversiamo e troviamo un posto per una nuova pausa the, che si trasformerà in un'oretta scarsa di sonno[23]! Una volta risvegliati ci riorganizziamo e continuiamo la salita verso il punto scelto per la recon[24]. Fortunatamente è un ottimo posto, con un'ottima visibilità. Facciamo le nostre operazioni e scopriamo anche che è visibile la postazione mortai, cogliamo la palla al balzo e richiediamo al comando l'attacco di artiglieria[25] (che si rivelerà poi fuori centro di 15 metri! avremo preso male il mark...la stanchezza gioca brutti scherzi forse, anche se dubito). Ormai i sole sta illuminando il paesaggio ed è ora di tornare indietro per prendere l'altro obj a fuoco. Ci infileremo nuovamente in un bosco di rovi [??] ed anche qui ci toccherà tornare indietro. Vediamo lungo la strada a valle un campo di contro-interdizione e pensiamo che sia la difesa dell'obj, ma scopriremo nostro malgrado che era invece solo un campo-contro, ma riusciremo a segnarci un altro razzo e una postazione radio avanzata[26]!
    Una volta svincolati dal campo entriamo nel greto del torrente e proseguiamo verso l'obj[28]...a 100 metri chiamiamo la finestra...ma scopriamo che era disattivato...sgomento generale...(scopriremo poi che avevamo letto male e veniva disattivato alle 5.30 del mattino, mentre noi eravamo sicuri fosse dirtybomb che si disattivava)!!! Torniamo sulla strada e ci dirigiamo alle macchine, ci ricambiamo prendendo le identità della partenza ed esfiltriamo[28].

    Al debrief troviamo un sontuoso pranzo a base di pasta-fagioli-salsiccia e piadine calde con crudo, porchetta, pancetta, salame, formaggio.....ci voleva proprio!
    In definitiva a conti fatti la settima posizione su 12 squadre presenti mi lascia soddisfatto, perché significa che con un po' di determinazione e preparazione in più riusciremo a portare a casa risultati degni di nota.

    E' stato un vero piacere condividere con voi il freddo, i km percorsi, la polvere mangiata e la fatica! Da ripetere sicuramente! Questo è il softair che mi piace!!!

    Lasciatemi chiudere con un bel CLIMB TO BRAMBLES!


    NON HA PREZZO:
    dover tenere a freno Bishop durante l'avvicinamento di dirtybomb perché smaniava per sparare sulle sentinelle e poi far esplodere il terrorista per l'aggressività dimostrata
    5 persone che abbracciano la macchina per nascondere il lampeggio delle frecce in apertura...telecomando...clic della serratura...la luce interna che si accende!!!! ARGHHH
    la faccia del presidente di Chicco quando Tank gli è saltato alla gola per stordirlo e rubargli l'ak.
    un organizzatore al debrief: ma il tuo uomo che faceva il norvegese....è veramente norvegese!?

    grazie ancora ROS, alla prossima incursione (basta non sia axale )!!!
    Ultima modifica di shotty; 22/02/2013 a 12:28 Motivo: cartina eliminata

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