Si, anche a me è piaciuto, e anche se molte cose (come penso) possano esser state inventate, rimane un libro realistico e molto bello.
Nel libro Lilin parla di ''Spegnifiamma fatti a mano'', qualche info in più?
Si, anche a me è piaciuto, e anche se molte cose (come penso) possano esser state inventate, rimane un libro realistico e molto bello.
Nel libro Lilin parla di ''Spegnifiamma fatti a mano'', qualche info in più?
Non so tu ma quando racconta che per sfuggire dagli "arabi" si travestono come loro attaccando una cadavere al loro mezzo e andando in giro gridando "Allah Akbar" stavo ridendo come un bambino...Btw, ti rispondo sul perche' non si prende sul serio quello che dice lilin con questo link : https://www.lastampa.it/_web/cmstp/t...one=80&sezione
E cosa c'è da ridere scusa?
Dimmi cosa c'è di improbabile in un'azione del genere?
Due su una blindo si rivoltano il berretto di lana per farlo sembrare come uno di quei copricapi molto comuni tra i musulmani che abitano quelle zone, quando sono ancora distanti per essere riconosciuti urlano qualche frase in arabo e poi, a distanza ormai pericolosa, iniziano a sparare sui ceceni. Che per altro non rimangono affatto fermi e subito dopo iniziano a sparare uccidendo chi guidava il mezzo.
Cosa c'è da ridere? Pensi che cose del genere non possano accadere?
L'articolo di quel giornale (relativo all'altro suo libro) è l'opinione di un una persona che tra l'altro non ha capito niente del libro.
Nicolaj dice chiaramente che il racconto l'ha scritto esattamente come avrebbe potuto scriverlo lui stesso quando era ragazzino, ovvero quando lui stesso visse quelle vicende, ma sopratutto nel modo e con le parole che aveva a quell'età e con le conoscenze e l'educazione che a quell'età aveva ricevuto.
Lui non mette in dubbio che quello che i nonni gli abbiano raccontato sia falso, lui racconta solo che la sua gente ci credeva e viveva secondo queste credenze.
Gli "urka" o "urca" di cui parla non erano lui o suo nonno, ma la gente dalla quale la sua famiglia e la sua gente sarebbero provenuti secondo la tradizione e la cultura che tra quelle persone si tramandò per anni (o forse di più).
Che gli urka non siano mai esistiti o siano stati l'interpretazione distorta di un fenomeno nata all'interno della cultura di alcuni gruppi siberiani è possibilissimo. Stesso discorso può valere per gli ancora più antichi "efei" di cui parla. Ma non vuol dire che queste persone, compresa la sua famiglia e le persone del suo quartiere, per generazioni, non ci abbiano creduto.
Ma scusate un secondo, con questo discorso allora dovremmo metterci a parlare anche di tutte le credenze esoteriche di cui parla Nicolaj quando racconta ciò che i suoi vecchi gli insegnavano....ma allora campa cavallo che l'erba cresce...
In quel libro lui racconta quello che ha vissuto e l'educazione con cui ogni giorno cresceva e diventava un "criminale". Non dice che quello che gli hanno insegnato per 18 anni della sua vita siano cose vere.
Anche sua madre, dice Lilin, dopo aver letto il libro, lo ha criticato perchè ha scritto delle imprecisioni riguardo alcuni fatti storici e alcuni passaggi della storia della propria famiglia e della sua gente. E' lui stesso ad ammetterlo. Ma è anche lui stesso a dire che è ha scritto il libro cercando di immedesimarsi nel ragazzino che era ai tempi, con anche gli "errori" e le "incongruenze" che ai tempi caratterizzavano probabilmente la sua conoscenza e la sua cultura.
Che un giornalista professionista queste cose non le abbia capite è ridicolo.
E tutto il discorso sui concetti di "criminale" e "etnia siberiana" sono altrettanti elementi che non si possono banalizzare come fa in quel articolo; in Russia, come in tante altre realtà multietniche e con Storie alle spalle così frammentate e complesse (dove in pratica ognuno ha una sua storia diversa dalle altre), certi concetti e certi termini hanno valori diversi e si intendono in maniera diversa.
Anche io leggendo il libro ho avuto dei dubbi sul fatto che i moldavi di Tiraspol o di altre città conoscessero così bene la gente che abitava il quartiere di Nicolaj Lilin e se li considerasse "criminali siberiani"; è quasi ovvio che appunto questi concetti provenissero da una visione propria di questa loro microcultura e che l'altra gente non sapesse assolutamente niente di tutte queste cose, della loro "origine" siberiana come del loro dirsi "criminali" ecc...
Ma questo non ha nulla a che vedere con la verità dei fatti che Nicolaj dice di aver vissuto. E' questo il punto che mi preme sottolineare.
Ultima modifica di Crna Strela; 20/08/2011 a 21:12
