



Ragazzi state andando OT qui la questione non è su come considerare il bb a terra ma bb bio e non
Tra l'altro il termine biodegradabile è molto vago in quanto semplicemente definisce un prodotto che si degrada nel tempo a contatto con l'ambiente in un termine temporale anche assai lungo
Altra cosa è la compostabilità definita per legge (vedi EN 13432) che prevede 6 mesi per la disgregazione del prodotto
La questione da voi sollevata andrebbe approfondita in altro 3d andando a verificare attraverso quale normativa (se esiste) venga permessa la dispersione in ambiente, di piombo, notoriamente tossico (vedi pallini da caccia). Poichè per analogia mi stupirei di obbligo nel recupero di bb e non appunto di pallini in piombo.
Ultima modifica di zerosoft; 05/04/2012 a 17:21
Bha, a me non pare OT. Per il semplice motivo che una volta ottenuta la tanto agognata (ed auspicabile, per certi versi) certificazione, si verrebbe automaticamente sposti a determinati obblighi ed adempimenti.
Cosa che non avviene fintanto che la cosa rimane indefinita. Se tale certificazione servisse solo a soddisfare esigenze personali, nulla di male. Ma se, poi, tale certificazione venisse utilizzata per le finalità più sopra descritte (esibirle alle autorità competenti, per esempio) anche il solo solo discutere di "compostabilità" aprirebbe il problema di dove smaltire tali oggetti compostabili. La risposta è: in una discarica.
Vincenzo
[OT] Intanto un saluto al buon Zero, mi sa che ci vedremo in fiera[/OT]
Allora giovani, ho trovato un cosa interessante: un bell'articolo intitolato "Operazione ambiente" pubblicato sul numero di "Armi e Tiro" del febbraio 2011 e scritto da Paolo Spaggiari (trovate qui il pdf pubblicato sul sito di ASNWG https://www.asnwgsoftair.it/file/feb...voambiente.pdf) e in cui si parla specificatamente del problema BB bio.
Ne cito un passaggio interessante, ma suggerisco di leggere tutto l'articolo:
Correggetemi se sbaglio ma queste considerazioni gettano nuova luce (io ne ero gia' convinto, si vedano i miei precedenti post) sul possibile utilizzo di quei BB che non sono al 100% costituiti da elementi naturali ma che sono in realta' realizzati in materie plastiche additivate e quindi degradabili non per l'azione batterica ma per l'azione di agenti atmosferici quali i raggi UV o acqua.Attualmente, in alternativa alla cosiddetta bioplastica viene utilizzata plastica con un particolare additivo (Ecm, un copolimero dell’etilenvinilacetato con ingredienti attivi a base di colloidi organici) che è in grado di sviluppare il potenziale di biodegradabilità presente nelle comuni plastiche olefiniche, poliviniliche e stireniche derivate dal petrolio rendendole idonee a essere biodegradate in “Compost maturo” secondo i dettami della Direttiva europea Ce 94/62 ed En 13432.Ricerche effettuate su tali materiali hanno dimostrato che in tempi compresi tra i 12 e i 36 mesi, in particolari condizioni ambientali, essi vengono degradati per oltre il 90 per cento. Tale qualità rende conformi i prodotti alle attuali normative comunitarie. Inoltre l’additivo
e i prodotti additivati non presentano rischi tossici, metalli pesanti o altre componenti indesiderabili. Risulta evidente che la plastica additivata con Ecm rappresenta un’importante innovazione tecnologica in quanto, in aggiunta alla dimostrata eco-compatibilità, non vengono modificate minimamente le principali caratteristiche tecniche del materiale, rendendo quindi i pallini così fabbricati idonei al loro uso e rispettosi dell’ambiente.
A voi la palla, anzi il pallino![]()
E' come per i sacchetti BIO della spesa. Sono compostabili, ma non per questo smaltibili al di fuori dei canoni di smaltimento normale (leggasi spazzatura). Così i pallini, anche se trattati con CO2, quindi disgregabili in tempi più o meno lunghi, sono rifiuti abbandonati una volta dispersi.
Un fazzoletto di carta Tempo, con tutte le sue certificazioni e con la certezza che è biodegradabile, una volta abbandonato per strada o in un bosco è un "rifiuto" e dal momento in cui acquisisce tale status, chi lo ha "disperso" è sanzionabile.
Ritornando al tema originario, le certificazioni hanno il "difetto" di determinare caratteristiche cui i prodotti debbano corrispondere per essere trattati in un certo modo, ma anche di definire tali prodotti (nel nostro caso, i pallini) aderenti a qualche criterio. Di conseguenza, anche a definire le sanzioni per chi non osserva tali criteri e le "regole" per il loro corretto smaltimento.




Lo dico ancora una volta poi chiudo se no divento noioso
Biodegradabile non vuol dire una cippa lippa poichè un prodotto biodegradabile ha solo la caratteristica di degradarsi nell'ambiente ma possono passare anche 50 anni !
Compostabile deve degradarsi in 6 mesi rilasciando C02 per cui NON dovrebbe essere messo nelle discariche ma può tranquillamente stare nel terreno
Lo dice la legge europea non zerosoft. Tanto è vero che i supermercati si stanno orientando verso imballi di questo tipo proprio per evitare le raccolte differenziate.
Se avete voglia e tempo andate a leggervi la normativa sopracitata (clic clic su google)
Zero, la normativa riguardante i rifiuti me la sono spadellata in lungo ed in largo per un caso di inquinamento di cui mi sono dovuto occupare, quindi so di cosa parlo.
Magari, fate come me: chiedetelo direttamente ad un funzionario di una Stazione Forestale cosa ne pensa al riguardo....
Niente di strano, che si ottengano risposte diverse.
Ciao! La normativa sulla caccia che ne limita la pratica, la rende espressamente lecita in alcuni periodi dell'anno. Considerando anche la notorietà del fatto che per cacciare si spara metallo, per il principio generale di non contraddizione dell'ordinamento giuridico e, più in particolare, per la scriminante dell'esercizio di un diritto di cui all'art. 51 del codice penale, la condotta di "abbandonare" palle sparate mentre si va a caccia non è punibile.
Sinceramente non capisco l'utilita' del discorso impostato da Etabeta (che tra l'altro ritengo OT): se, come dice lui, i bb sono e saranno sempre "rifiuti non abbandonabili" possiamo anche chiudere baracca e burattini e puo' smettere di costruire molle e vendere custom.
Se, come pensiamo in molti, cosi' non e' credo che sia decisamente meglio, in caso di incontri con la Forestale, avere a disposizione dei pezzi di carta e/o delle confezioni che attestino la bio-degradabilita'/compatibilita'/ecc ecc piuttosto che un bel nulla che lascerebbe quanto meno il dubbio nell'Autorita' che stiamo seminando volgare plastica.
Tornando IT pregherei di commentare lo stralcio di articolo che ho postato al #244 dato che mi sembra si tratti di aspetti quanto meno interessanti.
Sarebbe anche utile che la Guardia Forestale che abbiamo nello staff intervenisse per dirci come la questione viene vista dall'altra parte dello spegnifiamma.
Buona Pasqua.
Max. Per quanto riguarda molle e custom, è da un pezzo che non ne faccio più... .
L'utilità di quanto scrivo, invece, è perfettemente "IT" e mi spiego.
Certificare i pallini secondo i criteri comunitari è cosa buona e giusta. Viene fatto coi sacchetti Bio della spesa che qualsiasi catena di supermercati oggi consegna ai clienti.
Giustificarne la possibilità di "dispersione" nell'ambiente (che poi è quello che facciamo noi coi pallini...) è un'altra.
In sostanza, una volta che hai certificato che i pallini sono BIO-quelchetipare ci può stare ma non vuol dire che il loro spargimento è "giustificato" o "tollerabile" rispetto a ciò che è "smaltimento" di rifiuti.
E, di conseguenza, fornire tali documenti a chi di competenza, se da un lato è un atto di buona volontà, dall'altro avrebbe quale possibile e probabile conseguenza mettere "nero su bianco" che la pratica del soft air comprende (è ovvio, per noi, però...) il rilascio nell'ambiente di oggetti (i pallini) che sono definiti BIO secondo una normativa che si occupa di "rifiuti" e del loro "trattamento".
Il sacchetto BIO del supermercato, nonostante la sua certificazione, lo puoi usare per buttare l'umido organico nell'apposito cassonetto per i rifiuti organici. E', infatti "totalmente bio" o "bio compostabile". Ma non puoi buttarlo nel bosco, assieme al suo contenuto "organico" solo per il fatto che è BIOcompatibile o BIOcompostabile.
Occhio, quindi, a produrre certificazioni che DEFINISCONO un prodotto (il pallino) conforme a normative che si occupano di rifiuti....
Fino a che trovi il funzionario disattento, sei a posto (sono la maggioranza). Ma ci sono anche quelli più attenti.
P.S.: per quanto riguarda la caccia e la dispersione dei pallini (io sono cacciatore) Lucapissio ha reso in maniera precisa il concetto che si riassume come segue: la caccia esiste, l'Ordinamento Italiano sa cosa è e la regolamenta. Il Soft Air, per il nostro Ordinamento, esiste solo per quanto riguarda la classificazione delle repliche e non per il modo in cui si estrinseca... nell'ambiente.
Ultima modifica di Etabeta; 07/04/2012 a 11:03
