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  1. #1
    Veterano L'avatar di Diossina
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    Predefinito Certificati di BiodegradabilitÓ

    Dopo un p˛ di peripezie sono riuscito ad avere i certificati di biodegradabilitÓ e atossicitÓ dei pallini che utilizziamo in squadra. Al che ho pensato di aprire una bella discussione che cercherÓ di racchiudere tutti i certificati di biodegradabilitÓ dei pallini in commercio e perchŔ no, chiedere di stickarla in alto, cosý che se qualcuno dovesse averne bisogno, possa usufruirne liberamente.


    G&G BIO



    KING SUPERBIO








    BIOVAL






    Questi sono quelli che ho io, in quanto li avevo richiesti poichŔ sono i pallini che utilizziamo, se qualcuno ne ha anche di altre marche, posti pure che aggiorno i thread principale....
    Ultima modifica di Diossina; 09/02/2010 a 12:00 Motivo: Aggiunta certificati

  2. #2
    Recluta



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    ottima idea, rep per te!

    P.s. Azz te ne ho giÓ data a badilate...

    Qualcuno la dia per me a Diossina!


  3. #3
    Soldataccio L'avatar di JUMP62
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    Come tutti sanno sono favorevole all'uso dei pallini bio e nel nsotro comitato toscano (CoReTo) abbiamo votato l'uso obbligatorio per le attivitÓ ufficiali.
    Detto ci˛ Ŕ opportuno spaere che le certificazioni sono tali per Legge solo se eseguite da laboratori dell ComunitÓ Europea.
    Attualmente non esiste una legge che regolamenti l'uso dei pallini bio ma, visto che spesso si presentano le certificazioni ad enti pubblici o autonomie locali, Ŕ opportuno stimolare produttori e/o importatori ad effettuare le certificazioni in lingua italiana ed eseguite da laboratori "certificati".
    Noi abbiamo richiesto tale dentazione ad una azienda e presto dovremmo avere ˛a certificazione italiana.

  4. #4
    Veterano L'avatar di Diossina
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    Quote Originariamente inviata da Dionisio Visualizza il messaggio
    ottima idea, rep per te!

    P.s. Azz te ne ho giÓ data a badilate...

    Qualcuno la dia per me a Diossina!

    troppo buono....

    Quote Originariamente inviata da JUMP62 Visualizza il messaggio
    Come tutti sanno sono favorevole all'uso dei pallini bio e nel nsotro comitato toscano (CoReTo) abbiamo votato l'uso obbligatorio per le attivitÓ ufficiali.
    Detto ci˛ Ŕ opportuno spaere che le certificazioni sono tali per Legge solo se eseguite da laboratori dell ComunitÓ Europea.
    Attualmente non esiste una legge che regolamenti l'uso dei pallini bio ma, visto che spesso si presentano le certificazioni ad enti pubblici o autonomie locali, Ŕ opportuno stimolare produttori e/o importatori ad effettuare le certificazioni in lingua italiana ed eseguite da laboratori "certificati".
    Noi abbiamo richiesto tale dentazione ad una azienda e presto dovremmo avere ˛a certificazione italiana.
    ma per quale marca di pallini? La certificazione dei King, che Ŕ quella che pi¨ mi premeva avere in quanto quelli di nostro utilizzo, mi Ŕ stato riferito che Ŕ in inglese poichŔ il materiale Ŕ americano, ma ugualmente valida poichŔ conforme ai vari protocolli di salvaguardia ambientale. Per me inglese, italiano, francese o spagnolo non mi fa differenza personalmente, basta che sia valida e che gli enti di compentenza la riconoscano

  5. #5
    Soldataccio L'avatar di JUMP62
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    ..Guarda, non mi va di fare pubblicitÓ sino a che non abbiamo ricevuto la documentazione. A quel punto non Ŕ pi¨ pubblicitÓ ma informazione..
    La certificazione in americano Ŕ sicuramente valida tecnicamente ma se dobbiamo dialogare con un Ente Parco o con una Amministrazione pubblica, occorre sapere come funzionano le Leggi.
    Come dicevo, grazie al cielo, la Legge non si Ŕ ancora accorta di noi...ma se dobbiamo certificare qualche cosa ad una azienda pubblica, occorre avere una certificazione in lingua italiana. Se poi la Ammnistrazione Pubblica si vuole mettere al sicuro da qualsiasi intervento, vuoi della opposizione politica, vuoi da organi di vigilanza, deve richiedere una certificazione che venga prodotta da laboratori comunitari o che sia stata fatta da laboratori riconosciuti a livello comunitario. Non esistendo ancora una Legge che regolamenti l'uso di tali pallini, potrebbe bastare una autocertificazione da parte dell'importatore perchŔ, in quanto comunitario, si deve prendere la resonsabilitÓ di quanto dichiara. Naturalmente, per˛, avere un certificato in italiano fatto da una ASL o laboratorio convenzionato, metterÓ al sicuro l'Ente Pubblico da critiche.
    Va poi tenuto presente che alcuni importatori di pallini bio, consegnano certificaziioni e dichiarazioni nelle quali Ŕ esplicitamente scritto che il materale potrebbe variare per ragioni vari del produttore...Ŕ un p˛ come dire: i pallini che ti ho venduto sono bio ma non ti garantisco che lo siano in ogni fornitura o che lo siano alla medesima percentuale ad ogni fornitura.
    Ritengo la scelta di adottare i pallini Bio una scelta matura e consapevole e che io ho fin da subito sostenuto...detto questo Ŕ altrettanto serio e consapevole il cercare di ottenere un prodotto che sia effettivamente quello per cui si paga. L'unica maniera, a mio parere, Ŕ avere certificazioni e dichiarazioni da parte di aziende italiane che (magari ASL) si prendano le responsabilitÓ di quelo che viene scritto.
    Vi faccio un esempio...mettiamo che sul vostro campo venga fuori una "bega" da parte degli ambientalisti che denunicano la questione alla ASL e si verificasse che i pallini dispersi nell'ambiente sono NON bio o bio al 30% e voi aveste indicato come condizione per avere la autorizzazione del campo di pallini bio....beh...qualche problema nascerebbe di sicuro...il minimo che possa accadere potrebbe essere l'obbligo di rimozione dei palllini.
    Quindi, a mio parere, si al pallino bio ma cerchiamo di avere certificazioni valide ed in italiano.

    L'importatore, se vede "l'affare", ovvero se capisce il nostro interesse nel pallno bio, accetterÓ sicuramente di fare a proprie spese la adeguata certificazione (che costa un p˛ di soldini..).
    Ultima modifica di JUMP62; 09/02/2010 a 08:07

  6. #6
    Dredd - la legge sono io
    L'avatar di dhave
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    Vero purtroppo, le certificazioni che otteniamo sono delle autocertificazioni spesso di dubbia provenienza... un importatore certifica che un materiale Ŕ biodegradabile? mmm...
    Per esempio la prima mette dentro una ISO9001, che significa solo che seguono una determinata procedura nella fase di fatturazione/produzione/gestione del prodotto. Ma con la biodegradabilitÓ non centra nulla...

    Nei Supreme (abbandonati) la certificazione era in italiano con sotto i timbri mal leggibili in cinese... Meglio che niente...ma scarsa. Dopo ve le passo.

  7. #7
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    ...Bene...appena avremo la certificazione dei pallini che stiamo testando la poster˛...

  8. #8
    SSSHH!!!! Zitto! Anche le pareti hanno mura! Hemmmm... Orecchie...



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    io aggiungo il certificato Bioval

    Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nome:   Bioval Certificate Biodegradatio.jpg 
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ID: 32351Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nome:   Dept of Nat Resources Washington.jpg 
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  9. #9
    Soldataccio L'avatar di JUMP62
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    Anche al certificato Bioval manca la autorevolezza del marchio CEE.
    Infatti il primo dpcumento Ŕ una autocertificazione della Bioval che Ŕ azienda svizzera, il secondo quello di un laboratorio USA che, ovviamente, non appartiene alla Comunita Europea.

  10. #10
    Veterano L'avatar di Diossina
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    Quote Originariamente inviata da JUMP62 Visualizza il messaggio
    ..Guarda, non mi va di fare pubblicitÓ sino a che non abbiamo ricevuto la documentazione. A quel punto non Ŕ pi¨ pubblicitÓ ma informazione..
    La certificazione in americano Ŕ sicuramente valida tecnicamente ma se dobbiamo dialogare con un Ente Parco o con una Amministrazione pubblica, occorre sapere come funzionano le Leggi.
    Come dicevo, grazie al cielo, la Legge non si Ŕ ancora accorta di noi...ma se dobbiamo certificare qualche cosa ad una azienda pubblica, occorre avere una certificazione in lingua italiana. Se poi la Ammnistrazione Pubblica si vuole mettere al sicuro da qualsiasi intervento, vuoi della opposizione politica, vuoi da organi di vigilanza, deve richiedere una certificazione che venga prodotta da laboratori comunitari o che sia stata fatta da laboratori riconosciuti a livello comunitario. Non esistendo ancora una Legge che regolamenti l'uso di tali pallini, potrebbe bastare una autocertificazione da parte dell'importatore perchŔ, in quanto comunitario, si deve prendere la resonsabilitÓ di quanto dichiara. Naturalmente, per˛, avere un certificato in italiano fatto da una ASL o laboratorio convenzionato, metterÓ al sicuro l'Ente Pubblico da critiche.
    Va poi tenuto presente che alcuni importatori di pallini bio, consegnano certificaziioni e dichiarazioni nelle quali Ŕ esplicitamente scritto che il materale potrebbe variare per ragioni vari del produttore...Ŕ un p˛ come dire: i pallini che ti ho venduto sono bio ma non ti garantisco che lo siano in ogni fornitura o che lo siano alla medesima percentuale ad ogni fornitura.
    Ritengo la scelta di adottare i pallini Bio una scelta matura e consapevole e che io ho fin da subito sostenuto...detto questo Ŕ altrettanto serio e consapevole il cercare di ottenere un prodotto che sia effettivamente quello per cui si paga. L'unica maniera, a mio parere, Ŕ avere certificazioni e dichiarazioni da parte di aziende italiane che (magari ASL) si prendano le responsabilitÓ di quelo che viene scritto.
    Vi faccio un esempio...mettiamo che sul vostro campo venga fuori una "bega" da parte degli ambientalisti che denunicano la questione alla ASL e si verificasse che i pallini dispersi nell'ambiente sono NON bio o bio al 30% e voi aveste indicato come condizione per avere la autorizzazione del campo di pallini bio....beh...qualche problema nascerebbe di sicuro...il minimo che possa accadere potrebbe essere l'obbligo di rimozione dei palllini.
    Quindi, a mio parere, si al pallino bio ma cerchiamo di avere certificazioni valide ed in italiano.

    L'importatore, se vede "l'affare", ovvero se capisce il nostro interesse nel pallno bio, accetterÓ sicuramente di fare a proprie spese la adeguata certificazione (che costa un p˛ di soldini..).
    in parte quello da te postato Ŕ vero. Sarebbe meglio avere un certificato in lingua italiana e che soddisfi direttamente le normative di tutela ambientale a livello comunitario, ma alla fine le normative della CE non sono altro che un riporto dei vari trattati internazionali di tutela ambientale di cui hanno preso parte quasi tutti i paesi al mondo. Se un certificato rispetta le normative internazionali, credo che vada a rispettare anche quelle comunitarie e nazionali.
    Io personalmente la vedo in modo diverso. L'azienda che mi fornisce il certificato sopra, afferma le biodegradabilitÓ del prodotto in seguito a test scientifici. Nel momento in cui io acquisto il prodotto certificato, avr˛ a monte dei documenti che ne attestano date caratteristiche. Se poi l'ente a cui presenter˛ questi documenti non sarÓ soddisfatto, starÓ a lui contattare in modo diretto l'azienda o a far eseguire dei test a sue spese sui pallini.
    Ti quoto sul fatto di una certificazione che attesta che non tutti i loro prodotti sono bio, ma in quel caso basta cambiare prodotto nei confronti di uno conforme agli standard richiesti

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