il fatto della mezza giornata di divertimento è ok.Originariamente inviata da kadmillos
ma spacciare il tutto per un'attività propedeutica atta al miglioramento del rendimento sul lavoro me pare un poco 'na strunxeta...
il fatto della mezza giornata di divertimento è ok.Originariamente inviata da kadmillos
ma spacciare il tutto per un'attività propedeutica atta al miglioramento del rendimento sul lavoro me pare un poco 'na strunxeta...
beh, c'è chi lo applica anche nel calcio...
leggete qui.
da: “corriere della sera” del 19 febbraio 2006
milano - movimenti di truppe nel bosco. ostacoli assortiti da scalare, fossati da aggirare. e manipoli di «combattenti» pronti a muoversi rapidi e silenziosi nel folto della vegetazione. con attrezzi speciali a simulare dei fucili. un vero e proprio scontro, caratterizzato da esercitazioni durissime, di quelle che preludono a missioni impossibili . uno spiegamento di forze che, a metà settimana, ha trasformato il college rossonero di milanello in qualcosa di molto prossimo ad un nucleo staccato della legione straniera.
nessun allarme attentati, per fortuna. più semplicemente shevchenko, gattuso, kaká ed il resto della combriccola milanista hanno scelto un modo alternativo di allenarsi in vista delle prossime scadenze stagionali: giocando alla guerra, dividendosi in due gruppi, «sparandosi» contro a salve.
le chiamano prove di team building, servono per costruire un team, cioè una squadra, un gruppo, lo dice la parola stessa, e pare che tra gli ancelottiani siano ormai diventate di moda, esattamente come gli spaghetti serviti ancora fumanti nello spogliatoio subito dopo la partita.
(....)
ecco perché, su input dello psicologo bruno de michelis, i milanisti ogni tanto simulano una battaglia, trasformandosi da calciatori in marines.
allenamenti alternativi per verificare le strategie, la coesione e il senso di appartenenza al gruppo. insomma, tattica e tecnica sono sempre fondamentali ma a certi livelli nulla può essere più lasciato al caso...
io i manager e gli psicologi li manderai a zappare i campi.
trovo che questa idea sia un baggianata.
non credo assolutamente che in una o due volte dsessioni di gioco si possa 2formare" qualcuno e credo che in una sesssione si possa neppure capire lo spirito del sa, visto che molta gente che ci gioca da anni non lo ha ancora capito.
a noi nessuno ci ha chiamati per tali stage e spero non lo facciano mai.
io (noi, parlando degli alfieri) non abbiamo interesse a guadagnare dal sa, per noi è un gioco, uno sport da vivere con gli amici e non un business.
detto questo, sia benchiaro, non giudico nessuno!
bene hanno fatto le api di mare e magic, bene hanno fatto i corsari...ma tutto ciò non fa per me.
punti di vista.
magari con la marea di proposte di master, in gestione aziendale o altro, per giovani manager in carriera, introdurre l'esperienza softair può essere un modo per risaltare sugli altri e attirare più partecipanti...anche questo è marketing
o.t.
per il mio ex amministratore delegato ci hanno pensato i giornali e i politici.
noi abbiamo contribuito sput.......o su blog vari
cmq la barca e la villa nuova se l'è fatta ugualmente
una cosa analoga è successa a noi gauntlet per la festa di compleanno di stefano il figlio di renzo rosso (patron della diesel)
qui le foto dell'evento con successiva festa
fikizzimo!!! :d
ricevuto magliette, pantaloni, felpe in regalo? :d
Originariamente inviata da capitano_nemo
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guarda io ti riporto la mia piccola esperienza personale, proprio l'anno scorso (ottobre 2005) ho frequentato con il mio staff un corso di vendite, con all'interno una serie di "prove" di carattere psicologico motivazionale.Originariamente inviata da kraven
devo dire che agli inizi la pensavo esattamente come te e molti altri , dicevo che se uno è un buon venditore lo è e basta , che si nasce direi...
durante il corso abbiamo fatto , oltre ad una serie di aggiornamenti seri sull'arte della vendita anche una serie di allenamenti che nulla avevano a che fare con la vendita , compresa il firewalking (camminata sui carboni ardenti) e la boardbreaking (rottura della tavoletta di abete).
sono cagate ? po pure esse' ma i tre mesi dopo questo corso ho avuto un incremento di vendita del 48% ..... alla faccia del piffero.... indovina un po la settimana scorsa dove siamo stati ?
si tende sempre a generalizzare eh?Originariamente inviata da kraven
mi permetto di intervenire perchè fresco reduce da un'attività formativa di outdoor con l'ausilio applicativo del softair training. sono un responsabile vendite grandi clienti e gioco da anni a softair, pertanto mi sono trovato nella duplice veste sia di fuitore del corso che "supportatore" dello stesso.
per gli scettici riguardo a queste metodiche formative posso affermare che il softair o meglio il softair training è un mezzo, uno strumento per far emergere, in situazioni di diverso e scarso confort a cui l'individuo è abituato ad operare, attitudini al teambuilding (formazione di una squadra), alla pianificazione, alla organizzazione, il tutto condito dalla novità ed al divertimento.
questa settimana eravamo in umbria, circa 70, suddivisi in squadre che hanno svolto tutta una serie esercizi basati, sottolineo basati, sul softair, con l'obj di sviluppare queste finalità. devo dire che dopo qualche atteggiamento di scetticismo in merito alle metodologie proposte tutti i colleghi sono stati coinvolti ed hanno partecipato attivamente divertendosi anche.
lo spirito di gruppo è stato sicuramento rafforzato, il senso di appartenenza anche, la volontà di raggiungere obj in situazioni anomale, il mettersi in discussione e dimostrare a se stessi di potrecela fare con un approccio mentale positivo, pure. questi sono elementi tipici del softair che calati una realtà aziendale ed in particolare molto competitiva come quella del campo commerciale possono fare spesso la differenza.
e' evidente che le attività sono state molto light perchè, tranne il sottoscritto, nessuno aveva mai praticato il softair comunque il riscontro dal punto di vista della risposta a livello di interesse è stata altissima tanto è che alcuni colleghi vorrebbero "approfondire" provando in una seduta un poco più spinta (se così vogliamo chiamarla).
una nota a margine che nulla a che fare con le attività di formazione ma su come viene visto il softair dai non addetti ai lavori. bene: ho chiesto a molti colleghi/e nelle loro pur breve esperienza vissuta in questi giorni (sicuramente asettica da altre influenze) se vedevano una stretta similitudine tra guerra e softair. la risposta è stata no. nessuna similitudine, anzi lo hanno trovatio un'attività coinvolgente, divertente e diversa dalle solite.
ho voluto evidenziare questo aspetto perchè è una delle tante dimostrazioni che se facciamo conoscere questo sport nel modo giusto i riscontro non potranno che essere positivi.
grazie dell'attenzione e .... pallini per tutti!!!
