aspetto sempre qualche giorno prima di incominciare a scrivere qualsiasi cosa mi “colpisca il cuore”.
preferisco che i pensieri e le emozioni rimangano solo ed esclusivamente nella mia testa.
immagino, sorrido, mi emoziono.
e’ ormai assodato che la long ray sia magica.
gli odori, i panorami, la gente che si incontra, la fatica, il sudore, le lacrime ( questa volta ne ho viste parecchie, ma tutte di gioia!!!) sono un condimento per quello che diventa il cibo più sopraffino possa esistere.
per me non è più soft-air, è un concentrato di vita, una sorta di “festa del paese”, ma questo paese è delle meraviglie.
vedervi seduti tutti ai tavoli, sorridenti, come se fossimo un unico grande gruppo è stata la situazione/sensazione più bella abbia mai provato su di un campo di gioco.
come amo ripetere sempre, la notte, alzando lo sguardo al cielo guardando la stellata spettacolare di sabato mi esce in automatico la frase “ ma in quale altro sport è così? “.
la long ray è sacrificio.
sacrificio di chi per 48h sta rinchiuso in un laboratorio, di chi pattuglia al freddo e sotto la pioggia km e km di sentieri, di chi sta fermo 2 ore di vedetta su di un terrazzino senza batter ciglio, di chi prepara da mangiare per 100 persone, di chi ha sempre una parola di conforto per tutti, di chi crolla dal sonno ma non vuole mollare, di chi ha fatto mille salti mortali con la propria famiglia per avere la totale libertà per 5 giorni, sacrificio totale, punto.
long ray vuol dire mettersi in gioco solo ed unicamente con se stessi.
long ray vuol dire capire i propri errori, un confronto intimo con le paure che ogni soft gunner ha.
e’ la massima espressione di un soft-air pulito, limpido, cristallino che solo una certa mentalità può assimilare.
sono contento di poter dire che la long ray vivrà per sempre nel mio cuore.


Portale
Lo staff











