
Originariamente inviata da
swattelapesca
hi guys!
conoscere tanta gente, giocatori da oltre 30 nazioni, 4 giorni di gioco non-stop (anche al "bagno" conveniva andare armati... ed io in uno degli attacchi al nostro campo base ero aggrappato alla minimi mentre facevo ...hem ... altro

). anche durante la notte ci è toccato balzare fuori dai sacchi a pelo ed arrampicarci su una collinetta per respingere un assalto, dalle mutande al vest in 30". tutti che interpretavano un ruolo, i civili, le spie, gli sniper che si infiltravano nel campo avversario per recon difficilisisme.
e' stata una esperienza s p e t t a c o l a r e !
e' un'esperienza che va fatta. non è alla portata di tutti. non tanto per la spesa e l'attrezzatura (che deve essere all'altezza della situazione).
sono necessarie un minimo di esperienza e soprattutto tanta pazienza ed umiltà, predisposizione ad interpretare un ruolo, comprendere bene tutti i regolamenti ed i meccanismi con i quali interagire con le altre parti in gioco.
onestà! prima di tutto bisogna giocare pulito. se c'è una cosa che manda a monte il divertimento è il barare. al
berget non vince nessuno, ma si divertono solo coloro che giocano secondo le regole.
alcuni operatori di sierra 7:
l'intervista di diomede all'organizzatore ed ideatore del
berget:
uno dei mezzi della nato:
alcuni momenti del briefing tenuto dal comandante del contingente italiano: sven
alcuni capi sierra:
la concentrazione è alta e lo si vede dagli sguardi:
dopo il briefing di sven segue la distribuzione di mappe e coordinatometri con un breve riepilogo del metodo che adotteremo per la cartografia:
dopo un paio di giorni di cibo in scatola e/o liofilizzato scatta "l'operazione spaghettata":
non potevamo certo tradire i luoghi comuni sugli italiani.

scherzi a parte ne vale la pena ragà.
