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Discussione: Debriefing cartografico WSN09

  1. #1
    Spina L'avatar di iacco
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    Predefinito Debriefing cartografico WSN09

    la wsn09 presentava una tipologia di pattuglia simile a quelle unuci dove era negato l’uso del gps.
    grigio dei royal marines commando ha quindi pensato bene di chiamarmi per farmi partecipare come cartografo a questa esperienza
    per me che sono un pattugliatore unuci, questa occasione mi è servita per divertirmi e rispolverare (dalla . . . neve. . .) le capacitá cartografiche classiche che normalmente utilizzo nei climi piú . . . temperati.

    mi sono quindi ritrovato con un m-4 tra le mani, imbacuccato come non so che ed ho portato in giro un’allegra brigata di softgunner.
    lí ho notato delle cose, secondo me non troppo giuste, che vorrei rendere di dominio pubblico.
    se poi, le mie considerazioni valide per le pattuglie militari non sono applicabili al mondo del soft air, vi prego di farmene avere notifica.

    1) i compiti del cartografo e l’interazione con il comandante e gli occhi
    il cartografo interpreta la mappa, gli strumenti cartografici (bussola, coordinatometro, altimetro, …) ed in fase di briefing istruisce il comandante di pattuglia e gli altri pattugliotti del percorso.
    fornisce le mappe di emergenza ai pattugliotti (mappe “mute” ovvero senza alcun segno che, in caso di cattura, tradisca le intenzioni della pattuglia. tali mappe vanno “imboscate” nella mimetica).
    in pattuglia, fornisce le direttive per il movimento da un punto di riordino (rally point) al successivo.
    il punto di riordino è il punto, noto a tutti e ristabilito “ogni tanto” laddove la pattuglia si dovrá riordinare in caso di attivazione. deve avere alcune caratteristiche: noto a tutti e facilmente raggiungibile, difendibile ecc…….
    dal momento in cui la pattuglia parte fino al successivo punto di riordino (prestabilito) gli “occhi” od il pointman vanno in automatico senza necessitá di istruzione alcuna. al punto di riordino ne verificano la sicurezza ed aspettano il grosso del pattuglione.

    2) gli occhi della pattuglia
    devono avere minime capacitá cartografiche. quantomeno devono essere dotati di bussola perché devono essere in grado di mantenere una rotta indicata dal cartografo attraverso il comandante. in mancanza di bussola (fatto non bello), devono individuare un punto noto e visibile lungo tutto il tragitto che gli faccia un pó da “stella cometa”.
    nel contesto della wsn09 é stato ad es. utilizzato un rifugio visibile nella montagna.
    va da sé che questo, nell’artico, nel deserto o nella giungla (ma anche nella macchia mediterranea) questo metodo non è applicabile e la bussola è indispensabile. nel contesto urbano e per piccoli tempi (entro il quarto d’ora) si puó anche utilizzare l’ombra e la propria deviazione rispetto l’ombra come indicatore. questo metodo è ad esempio il metodo usato dal reggimento yorkshire a bassora.
    gli occhi od il pointman devono anche essere in grado di valutare le distanze: con i passi o con il tempo.
    è ovvio che se questi elementi non sono in grado di stimare la distanza percorsa, il comandante dovrá avvertire il cartografo che li fará muovere per . . . “linee di arresto” ovvero, punti noti ben distinguibili.
    ad es. durante la wsn09 ho chiesto agli occhi di muovere lungo una linea elettrica fino al punto in cui tale linea si biforcava. lí avremmo realizzato il successivo rally point.

    3) il movimento della pattuglia
    il cartografo non è un superuomo dotato di bacchetta magica. dopo che la pattuglia si è magari mossa a …zzo non si puó pretendere di chiedere: “dove siamo?”. la risposta puó anche essere molto difficile.
    sicuramente la tattica del movimento (decisa dal comandante la pattuglia) puó implicare spostamenti “strani” ma questi vanno minimizzati e possibilmente discussi a priori con il cartografo. in quella maniera, il cartografo puó eseguire il “tracking” della pattuglia e gli eventuali “scarrocci” o scostamenti dalla direzione programmata.
    nel caso estremo, se ci si perde, il cartografo sará costretto a chiedere al comandante di inviare gli occhi in ricognizione a cercare punti noti per eseguire una triangolazione e rifare il “punto nave”. nel frattempo la pattuglia si difende a riccio e concorda con gli occhi la procedura di riconoscimento (perché gli occhi in ricognizione potrebbero tornare da qualsiasi direzione).





    ciao

  2. #2
    Spina
    L'avatar di Alexfaina
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    direi tutto perfetto...e tutto pienamente utile nel sa
    anke se noi...alpha (nel caso della nostra prigionia) nn abbiamo pensato ad un rp !!
    sob sob

  3. #3
    Recluta L'avatar di FurettoII
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    non importa in che forum o su quale argomento posti iacco, quando posta bisogna fare copia-incolla e salvare sul disco rigido!

  4. #4
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    L'avatar di McMirko
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    tutto corretto, senza gps è chiaro che non si può sapere al volo dove ci si trova dopo un aggiramento di un eventuale punto caldo, o movimenti simili.
    anche noi nei boschi dove non ti è permesso vedere dei punti utili per triangolare, sfruttiamo gli due coppie che vanno a cercare dei punti facilmente identificabili sulla carta.
    immagino la fatica che avete fatto quando ha iniziato a nevicare!!
    i punti di riordino li scegliamo sulla carta, almeno 4 e solitamente dividiamo il campo in 4 o 5 zone con il loro rv prestabilito, con le caratteristiche da te elencate...e poi strada facendo il pointman ne seleziona almeno un paio durante il tragitto da a a b.

  5. #5
    SAM Maniaco



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    Quote Originariamente inviata da iacco Visualizza il messaggio
    la wsn09 presentava una tipologia di pattuglia simile a quelle unuci dove era negato l’uso del gps.
    grigio dei royal marines commando ha quindi pensato bene di chiamarmi per farmi partecipare come cartografo a questa esperienza
    per me che sono un pattugliatore unuci, questa occasione mi è servita per divertirmi e rispolverare (dalla . . . neve. . .) le capacitá cartografiche classiche che normalmente utilizzo nei climi piú . . . temperati.

    mi sono quindi ritrovato con un m-4 tra le mani, imbacuccato come non so che ed ho portato in giro un’allegra brigata di softgunner.
    lí ho notato delle cose, secondo me non troppo giuste, che vorrei rendere di dominio pubblico.
    se poi, le mie considerazioni valide per le pattuglie militari non sono applicabili al mondo del soft air, vi prego di farmene avere notifica.

    1) i compiti del cartografo e l’interazione con il comandante e gli occhi
    il cartografo interpreta la mappa, gli strumenti cartografici (bussola, coordinatometro, altimetro, …) ed in fase di briefing istruisce il comandante di pattuglia e gli altri pattugliotti del percorso.
    fornisce le mappe di emergenza ai pattugliotti (mappe “mute” ovvero senza alcun segno che, in caso di cattura, tradisca le intenzioni della pattuglia. tali mappe vanno “imboscate” nella mimetica).
    in pattuglia, fornisce le direttive per il movimento da un punto di riordino (rally point) al successivo.
    il punto di riordino è il punto, noto a tutti e ristabilito “ogni tanto” laddove la pattuglia si dovrá riordinare in caso di attivazione. deve avere alcune caratteristiche: noto a tutti e facilmente raggiungibile, difendibile ecc…….
    dal momento in cui la pattuglia parte fino al successivo punto di riordino (prestabilito) gli “occhi” od il pointman vanno in automatico senza necessitá di istruzione alcuna. al punto di riordino ne verificano la sicurezza ed aspettano il grosso del pattuglione.

    2) gli occhi della pattuglia
    devono avere minime capacitá cartografiche. quantomeno devono essere dotati di bussola perché devono essere in grado di mantenere una rotta indicata dal cartografo attraverso il comandante. in mancanza di bussola (fatto non bello), devono individuare un punto noto e visibile lungo tutto il tragitto che gli faccia un pó da “stella cometa”.
    nel contesto della wsn09 é stato ad es. utilizzato un rifugio visibile nella montagna.
    va da sé che questo, nell’artico, nel deserto o nella giungla (ma anche nella macchia mediterranea) questo metodo non è applicabile e la bussola è indispensabile. nel contesto urbano e per piccoli tempi (entro il quarto d’ora) si puó anche utilizzare l’ombra e la propria deviazione rispetto l’ombra come indicatore. questo metodo è ad esempio il metodo usato dal reggimento yorkshire a bassora.
    gli occhi od il pointman devono anche essere in grado di valutare le distanze: con i passi o con il tempo.
    è ovvio che se questi elementi non sono in grado di stimare la distanza percorsa, il comandante dovrá avvertire il cartografo che li fará muovere per . . . “linee di arresto” ovvero, punti noti ben distinguibili.
    ad es. durante la wsn09 ho chiesto agli occhi di muovere lungo una linea elettrica fino al punto in cui tale linea si biforcava. lí avremmo realizzato il successivo rally point.

    3) il movimento della pattuglia
    il cartografo non è un superuomo dotato di bacchetta magica. dopo che la pattuglia si è magari mossa a …zzo non si puó pretendere di chiedere: “dove siamo?”. la risposta puó anche essere molto difficile.
    sicuramente la tattica del movimento (decisa dal comandante la pattuglia) puó implicare spostamenti “strani” ma questi vanno minimizzati e possibilmente discussi a priori con il cartografo. in quella maniera, il cartografo puó eseguire il “tracking” della pattuglia e gli eventuali “scarrocci” o scostamenti dalla direzione programmata.
    nel caso estremo, se ci si perde, il cartografo sará costretto a chiedere al comandante di inviare gli occhi in ricognizione a cercare punti noti per eseguire una triangolazione e rifare il “punto nave”. nel frattempo la pattuglia si difende a riccio e concorda con gli occhi la procedura di riconoscimento (perché gli occhi in ricognizione potrebbero tornare da qualsiasi direzione).





    ciao
    sunto perfetto.
    piacere di avervi......complicato la cosa, sapevo che la gente che partecipa a wsn, avrebbe apprezzato, qualche difficoltà alla vecchia maniera.

  6. #6
    Recluta L'avatar di RONIN
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    ottimo debriefing!

  7. #7
    Soldataccio L'avatar di Pj Tomahawk
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    più che dire se è per softair o no, voglio dire che mi interessano tantissimo questi debriefing di iacco, volevo ringraziarti, e poi magari dirti che spero di vederne altri così.
    quante domande che vorrei fare...

    se posso farne una è quali sono tutte le caratteristiche che il rally point deve avere?

    non voglio dare alcuna valutazione perchè dovrei? voglio solo aggiungere che l'ironia (attraverso anche le battute di spirito) inserita qua e la rende il tutto davvero piacevole da leggere.

    grazie e buona giornata, sarebbe un bello ricevere una risposta, o se la domanda è banale (dato che forse le posso trovare anche da me le informazioni su come dev'essere un rally point), magari puoi approfondire qualcosa che può essere utile per qualcuno come me che vorrebbe iniziare a imparare qualcosa di cartografia? (anche se mi sento più portato per ruolo come "occhi e pointman")
    che ne so magari se inserissi un 4 punto (oltre ai tre che hai fatto)...?

    grazie ancora. scusa il disturbo iacco.

  8. #8
    Soldataccio L'avatar di Ding
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    probabilmente è l'esser passato e fare costantemente da punta, caposquadra e cartografo che mi fa vedere gli aspetti e le note messe giù da iacco abbastanza... banali o scontate, però devo dire che, effettivamente, razionalizzate in una serie di frasi concrete, hanno ancora più senso. sono tutte indicazioni applicabili a contesti operativi reali, come al nostro gioco, come, secondo me, a tutte quelle uscite di trekking un po' più pese del normale dove può capitare volenti o nolenti di separarsi o altro.
    intanto mi son permesso di copiare ed incollare sul forum del club
    Quote Originariamente inviata da -=murdock=- Visualizza il messaggio
    se posso farne una è quali sono tutte le caratteristiche che il rally point deve avere?
    facilmente raggiungibile ed identificabile, una volta che si sa che quello è il rvp scelto della pattuglia, facilmente difendibile per la riorganizzazione\bivacco\salcazzo.
    deve essere trovabile e raggiungibile da elementi che non è detto - soprattutto nel nostro sport - siano in grado di interpretare ed usare correttamente una carta in tutte le situazioni, spesso non proprio favorevoli anche per i più esperti, magari in assenza di strumentazione moderna (gps), come ad esempio di notte, con la nebbia, in mezzo al bosco.. o tutto assieme.

    scegliere delle coordinate random non ha senso, visto che nessuno le ritroverebbe, a meno di avere un gps. punti caratteristici del territorio invece sono ottimi punti di ritrovo, o ottimi riferimenti per rvp nelle vicinanze. incroci (di strade, torrenti, linee elettriche o condutture di gas vari), vette o gole, edifici vari... sono tutti elementi che, soprattutto se la pattuglia ci è passata prima, bene o male chiunque può ritrovare.
    una semplice indicazione tipo "100 metri a nord della casa diroccata di prima" può andar bene praticamente per tutti, soprattutto, come detto, in assenza di materiale digitale per la navigazione.

  9. #9
    Spina L'avatar di iacco
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    Quote Originariamente inviata da -=murdock=- Visualizza il messaggio
    quali sono tutte le caratteristiche che il rally point deve avere?
    ding ha fatto un'ottima sintesi di quello che occorre ad un punto di riordino per essere tale.
    riassumendo:
    - deve essere scelto lungo il percorso in maniera tale che all'attivazione sia possibile tornare indietro di uno o due punti di riordino senza troppe complicazioni (ad es. guadare un fiume). la necessitá di tornare indietro di due punti é legata ad una possibile attivazione poco dopo aver stabilito un rp (che é quindi troppo vicino).
    - deve essere scelto (dal comandante) piú o meno ravvicinato in funzione della situazione tattica, della situazione locale (orografia del territorio, antropizzazione (piú o meno case) e della vegetazione).
    - deve essere occultato (anche dall'alto)
    - deve essere difendibile (si potebbe aver necessitá di fare chiamate radio, ad es. un medevac previa "stabilizzazione" degli infortunati)
    - deve poter presentare punti di fuga (e non essere un "cul de sac")
    - deve permettere l'autenticazione dei compagni che via via rientrano
    - deve essere ben identificato e raggiungibile da tutti possibilmente senza troppi strumenti cartografici (all'attivazione si é abbandonato lo zaino e probabilmente si é moooolto di fretta, magari braccati e non si ha granché tempo . . . e voglia di smanettare un gps). ovviamente, la scelta di un punto in maniera piú o meno analitica dipende dall'abilitá cartografica dei pattugliotti ed il comandante che conosce i propri uomini definisce il rp in funzione anche di tali (in)capacitá.

    effettivamente, per chi conosce queste tecniche, si tratta di cose abbastanza scontate anche se, ho notato che, sul campo non tutti le sanno o le applicano. é proprio per questo che ho scritto 'sto post oltre che per capire se queste tecniche hanno senso nella pratica del sof air.

    ciao



    Quote Originariamente inviata da furettoii Visualizza il messaggio
    non importa in che forum o su quale argomento posti iacco, quando posta bisogna fare copia-incolla e salvare sul disco rigido!
    furetto!! ma ciao !!!
    Ultima modifica di iacco; 06/02/2009 a 11:50

  10. #10
    Recluta In attesa della conferma e-mail L'avatar di Cpt.Fisher
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    salvato in copia nella mia cartella che contiene tutti i manuali! :d

    ottimo debriefing e ottima spiegazione.

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