un pò di storia.....
l’oblast di kaliningrad è un territorio pianeggiante ed uniforme, exclave[1] della russia tra lituania e la polonia. si affaccia sul mar baltico ed è attraversato dai fiumi pregolia e neman. kaliningrad comprende all’incirca il terzo settentrionale dell’antica provincia tedesca della prussia orientale passato all’unione sovietica nel 1945. quando nel corso della sua avanzata verso berlino alla fine della ii g.m. cominciò ad occupare la prussia orientale, l’armata rossa trovò un territorio quasi completamente spopolato a causa della fuga della popolazione autoctona tedesca. la regione, precedentemente abitata da tedeschi per la quasi totalità e con piccole minoranze lituane, in pochi giorni si era letteralmente svuotata, in quanto la popolazione civile temeva rappresaglie da parte dei soldati russi. infatti, i pochi civili rimasti, andarono incontro a violenze e deportazioni e ben presto le autorità sovietiche ribattezzarono dapprima la regione kenigsbergskaja oblast, per poi introdurre la denominazione attuale in seguito alla ridenominazione del capoluogo in kaliningrad. circa 2.280 località non vennero più ripopolate e sono pertanto scomparse, mentre le altre rimanenti 2.520 vennero ripopolate con genti provenienti da varie regioni dell’urss e ribattezzate con nomi russi senza alcuna correlazione con gli antichi toponimi originari.
in seguito all’adesione della polonia e della lituania all’unione europea, l’exclave russo di kaliningrad è al centro di negoziazioni diplomatiche tra la russia e l’u.e.. in effetti, in virtù degli accordi di schengen, le frontiere dell’exclave da luglio 2003 sono diventate frontiere esterne dell’u.e., rendendo quindi difficili i collegamenti diretti con il resto della russia. entrambe le parti hanno interesse a trovare un accordo, tuttavia:
- le autorità russe hanno rifiutato di vedere una parte del loro territorio isolata dalla russia, soprattutto perché kaliningrad è vittima di difficoltà economiche a causa del suo isolamento in seguito alla caduta dell’urss;
- la polonia e la lituania non vogliono vedere una exclave russa svilupparsi sul confine che loro devono monitorare.
i rapporti tra la russia e la lituania, a proposito dell’oblast di kaliningrad, sono tesi. nel 2007, una guida turistica lituana ha riprodotto una cartina dell’europa dove l’exclave russa è stata sostituita da un lago immaginario. l’editore ha descritto questo fatto come “errore tecnico”, quando le autorità dell’oblast lo hanno accusato di voler favorire il turismo in lituania.
[1] la parte di territorio di uno stato sovrano che giace all’esterno dei confini della nazione si chiama exclave
la repubblica
kaliningrad, la città dei destini bloccati
l’exclave russa sul baltico teme l’allargamento dell’europa verso est. la ricchezza è arrivata, ma a beneficio esclusivo delle bande che si spartiscono i traffici illegali. le speranze sfioriscono in questo lembo di terra grande quanto la calabria, incuneato fra polonia e lituania, dove staziona la flotta del baltico e dove i russi negano di aver installato missili nucleari. l’inquinamento ha raggiunto livelli allarmanti, l’aids imperversa, la miseria attanaglia un terzo della popolazione. un quadro fosco, drammatizzato dai media occidentali, lamentano le autorità. ed ecco quindi i timori per l’unione europea i cui confini si troveranno a ridosso di un “buco nero” da cui potrebbero sgorgare i mali peggiori. ieri, gli abitanti dell’exclave potevano viaggiare liberamente attraverso la polonia e la lituania per raggiungere la russia. in forza delle intese di schengen, non sarà più possibile. oggi, vilnius ha annunciato l’obbligo del visto per i cittadini russi a partire dal primo gennaio 2009.
nell’antica konigsberg si rincorrono periodicamente, dalla caduta del muro, voci su trattative segrete fra mosca e berlino sulla vendita dell’exclave alla germania in cambio dell’estinzione del debito sovietico ( 25 miliardi di dollari). fantasie? c’è chi scrolla le spalle. altri si lasciano invadere dal sospetto:non sarà che stanno tramando la cessione di kaliningrad?
le monde
in questi giorni è di nuovo apparso sui giornali il nome del territorio russo di kaliningrad, situato sul mar baltico, proprio a sud della lituania.
kaliningrad si trova ora circondato da paesi facenti parte dell’unione europea; quasi come la svizzera, con l’aggravante, però, che si tratta di un pezzo di un paese, e non di uno stato sovrano. nei giorni scorsi si sono svolte complesse trattative fra il presidente russo ed esponenti politici dell’unione europea, che, tuttavia, non sono giunti ad una felice conclusione. i cittadini russi, sembra aver affermato un portavoce della commissione europea, saranno prigionieri all’interno dei propri confini, se la repubblica russa non accoglierà le richieste avanzate dai partner politici europei, primo fra tutti lo smantellamento delle postazioni dei missili balistici nucleari situati nell’oblast di kaliningrad e voluti per ritorsione allo scudo stellare le cui basi operative sono state installate sia presso il confine polacco che lituano.
come è facile prevedere, la situazione diventerà incandescente nei prossimi giorni, durante i quali sono previste manifestazioni di nazionalisti dell’oblast, viepiù fomentati dalle frange ultranazionaliste russe. già da alcuni mesi, infatti, fonti giornalistiche indipendenti riportano notizie su episodi di “pulizia etnica” e della recrudescenza della violenza nei confronti delle imprese europee che operano nell’oblast. in particolare, proprio nelle prime ore del mattino di ieri, un convoglio di camion europei è stato oggetto di un attentato, rivendicato dai nazionalisti russi untitled-2.wmv. questa escalation di violenza ha portato la ue a richiedere alla nato di schierare le proprie truppe a difesa dei confini e degli interessi europei nella zona. a questo schieramento, i nazionalisti hanno contrapposto le proprie forze.
in questo clima incandescente, anche l’o.n.u. ha deciso di intervenire al solo scopo di evitare danni alla popolazioni ed impedire, fin dove possibile, un ulteriore aggravamento della situazione, già di per se stessa assolutamente critica. fonti non governative già parlano di scontri, talvolta cruenti, fra le opposte fazioni ……..
avanti con la storia.......
https://www.patudine.it/pagine/noas2009.htm


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