nessuna stranezza.
come ti ho chiarito in pm per il prossimo mese non sarò presente se non saltuariamente quindi la neo area (peraltro aperte senza avvertirmi) e stata stoppata momentaneamente
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nessuna stranezza.
come ti ho chiarito in pm per il prossimo mese non sarò presente se non saltuariamente quindi la neo area (peraltro aperte senza avvertirmi) e stata stoppata momentaneamente
ok.
quindi, se viene usato lo stesso criterio, dovremmo vedere stoppata, o meglio, oscurata l'intera area di tua pertinenza.
niente paura.
si va avanti qui dove, penso, si potrà contare sulla rpesenza di più moderatori contemporaneamente.
grazie comunque.
per venerdì riposto la bozza rivista e corretta.
rimaniamo in attesa
calmi ragazzi
in tutta sincerità non penso faccia differenza dove si discute del tema
l'importante è che lo si faccia da persone civili e in modo costruttivo
francamente, mi pare che sia in questa discussione che in quella asnwg vs csen i toni siano rimasti sempre tarnquilli..pur se in contrapposizione di opinioni.
credo che per la prima volta ci sia stata una automoderazione non indotta dagli admin ma dalla maturità dei partecipanti alla discussione.
spero non vi siano altre e differenti preoccupazioni da parte degli admin....
bene,
come avevo accennato più sopra, ho sottoposto il testo del "protocollo" ad un magistrato.
tanto per la cronaca, si tratta del noto dott. edoardo mori, che oltre ad essere un magistrato, è anche un noto appassionato di armi (il suo sito, www.earmi.it, non ha bisogno di presentazioni).
al dott. mori ho inviato la seguente mail che cito:
"
egregio dott. mori,
mi chiamo vincenzo d'angelo ed abito in trentino.
in passato la ho disturbata con quesiti inerenti le repliche soft air.
sono proprietario di un sito internet in cui tratto principalmente di repliche soft air e tecnica annessa e, poi, di questioni legate a possibili fattispecie legali connesse all'impego di dette repliche.
il mio sito è www.airsoftcommunity.it . mi farebbe immenso piacere annoverarla tra gli utenti registrati e, magari, leggere anche qualche sua opinione in merito data la sua competenza in materia di armi e balistica.
comunque, questa è la ragione della presente e mail.
il soft air, nonostante sia un fenomeno che ormai ha quasi venti anni, qui in italia manca completamente di canoni e regole tali da poterlo fare maturare da mero fenomeno a pratica ludico sportiva e si sente, ormai, la necessità di stabilire alcuni criteri base per la sua pratica.
nonostante le repliche utilizzate - purchè non superino il limite di 1 j - siano considerate "giocattoli", di fatto, affinchè l'attività possa avere luogo, un soggetto deve colpire un altro soggetto, con il pallino sparato dalla replica.
io lavoro nel campo assicurativo quale accertatore per ispettorati sinistri di diverse compagnie. mi occupo principalmente di responsabilità connessa a enti pubblici e infortuni sul lavoro.
da una di queste compagnie, sono riuscito ad ottenere una polizza assicurativa specifica per il soft air, che contempla l'azione dello sparare il pallino contro il giocatore avversario, quale azione "funzionale" allo svolgimento del gioco (un po' come il cazzotto sferrato dal pugile al suo antagonista...). la polizza prevede l'esclusione di terzietà tra i praticanti la stessa attività e prevede che le eventuali ferite o infortuni subite dal praticante nel corso del gioco, quale conseguenza dell'essere stato colpito dall'avversario, siano coperte dalla polizza infortuni (insomma, vi è una sostanziale rinuncia di rivalsa da parte del ferito nei confronti del feritore).
tale concetto, sembra accettabile da molti nel nostro ambiente; tuttavia si incontrano ancora notevoli resistenze in altri contesti pur appartenenti al mondo del soft air.
in questo link, https://www.softairmania.it/showthread.php?t=39955 io - che sono riconoscibile per il nick name "etabeta" - ipotizzo una sorta di "protocollo" applicabile all'attività softairstica in considerazione dei rischi legali - civili e penali - che di fatto chi pratica il soft air corre.
le chiedo: vorrebbe dedicare qualche minuto alla lettura del testo di "protocollo" che ho proposto e, magari, ove trovasse il tema di interesse, intervenire con qualche consiglio o suggerimento?
la ringrazio per l'attenzione e spero di rileggerla, anche sul mio modesto sito www.airsoftcommunity.it
vincenzo d'angelo"
egli mi ha risposto molto semplicemente, inviandomi il testo del protocollo che ha letto direttamente qui su sam (su mia indicazione...) e, quindi, lo riallego con le modifiche in colore rosso, dallo stesso magistrato suggerite.
protocollo
per la pratica del softair
definizioni
1)- il softair è pratica ludico/sportiva che prevede, perché la sua finalità si concretizzi, l’utilizzo di asg (air soft gun) repliche di armi sparanti pallini di plastica.chi pratica il soft air punta la propria replica al fine di “colpire o attingere” l’avversario con il pallino lanciato dalla replica stessa.l’avversario, colpito dal pallino, è considerato eliminato, concretizzandosi la finalità della pratica del softair. l’utilizzo della asg (air soft gun), ovvero, replica d’arma che spara il pallino il quale, raggiunto e colpito l’avversario ne provoca l’eliminazione, è da considerare funzionale alla finalità della pratica del softair.2)- il soggetto che pratica il softair è definito “softgunner”. il “softgunner” è il cittadino il quale, consapevole dei diritti e dei doveri giuridico/legali di cui è titolare, accetta coscientemente i rischi personali/fisici cui si espone praticando il softair.
non userei il termine replica che è termine tecnico per indicare le riproduzioni moderne efficienti di armi antiche. direi piuttosto “giocattoli riproducenti armi” o “imitanti armi” o “con aspetto di arma da sparo”; invece di giocattolo si può dire “strumento”
3)- la “replica” o air soft gun (asg) è lo strumento con il quale il softgunner spara il pallino che, raggiungendo e colpendo al corpo l’avversario, lo elimina dal gioco.in ottemperanza alla vigente normativa in materia di classificazione delle armi, lo strumento air soft gun è classificato “giocattolo”, liberamente acquistabile e detenibile, purché l’energia prodotta dal pallino sparato, misurata con apposita strumentazione fissata in corrispondenza della volata (estremità anteriore della canna della asg) non superi 0,99 joule (qualsiasi sia il peso del pallino sparato).l’energia di 0,99 joule erogata dalla asg costituisce limite massimo per cui tale strumento sia idoneo all’impiego nel softair, non esistendo normative ostative dell’impiego di siffatti strumenti contro esseri viventi. ne consegue che, nella pratica del softair è fatto divieto di utilizzare asg eroganti energia superiore ad 0,99 joule.
doveri
softgunners maggiorenni
4)- il softgunner è consapevole dei rischi connessi alla pratica del softair che di quelli derivanti dalla propria condizione fisico/sanitaria. per tale ragione, il softgunner accetta di:- rinunciare al diritto di rivalsa nei confronti di altro softgunner la cui azione avvenuta nel contesto della pratica ludica/sportiva del softair possa avergli arrecato danni patrimoniali o lesioni personali, sottoscrivendo apposito documento di “rinuncia di rivalsa”. (ho eliminato la voce "assunzione di responsabilità")- sottoporsi periodicamente a visita medica al fine di accertare quale condizione minima la propria idoneità a svolgere attività sportive non agonistiche.all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle suddette condizioni, ogni qual volta gli venisse richiesto nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte. 5)- il softgunner si impegna a contrarre – privatamente o in altro modo - polizza assicurativa per i rami “infortunio” e “responsabilità civile verso terzi”.all’uopo, il softgunner si munisce di documentazione idonea a dimostrare la sussistenza e consistenza della propria copertura assicurativa ogni qual volta gli fosse richiesto, nell’ambito della pratica del softair in qualsiasi contesto, ovvero nell’ambito organizzativo/associativo di cui intende fare parte.
softgunners minorenni
6)- la pratica ludico/sportiva del softair è praticabile anche da soggetti minorenni. essi devono attenersi a quanto indicato ai punti 4)- e 5)- del presente “protocollo”.tutti gli atti di cui sopra, però, devono essere sottoscritti dai soggetti esercenti la “potestà genitoriale” sui softgunner minorenni. (preciserei che basta che sia assicurato il padre per la responsabilità del capo famiglia)in mancanza di documentazione idonea ad attestare l’autorizzazione alla pratica ludico/sportiva del softair alla “rinuncia di rivalsa” e alla sussistenza delle condizioni sanitarie minime richieste ai softgunner maggiorenni, i soggetti minorenni non dovranno essere ammessi alla pratica ludico/sportiva del softair in qualsiasi contesto, ovvero in ambito organizzato/associativo di cui intendano fare parte.
dispositivi di sicurezza e protezione
7)- in considerazione della definizione della pratica ludico/sportiva del softair e della “funzionalita’” dell’essere colpito dal pallino sparato dalla asg dell’avversario, il softgunner, maggiorenne o minorenne, indossa – quale minima condizione – protezione degli occhi.all’uopo, sono considerati presidi “idonei”:- occhiali a rete specificamente progettati e commercializzati per l’impiego nella pratica ludico/sportiva del softair:- occhiali di tipo antinfortunistico dotati di lente in materiale infrangibile.eventuali ulteriori protezioni di parti molli o dell’apparato dentario, sono a discrezione del softgunner -----.
.-.
modalita’ di diffusione ed attuazione del presente protocollo
la pratica ludico/sportiva del softair consiste di incontri tra due o più soggetti.per tale caratteristica, la pratica ludico/sportiva del softair può essere considerata alla stregua di un gioco di ruolo il quale, oltre alla valenza propriamente ludica, riveste valenza di contatto sociale tra soggetti che lo praticano.affinché il presente “protocollo” abbia influenza sulla pratica del softair è necessario che i praticanti la pratica ludico/sportiva del softair condividano, sottoscrivendolo, il presente “protocollo”.la diffusione del presente documento dovrebbe essere affidata:- in prima persona, agli stessi softgunners;- agli organi di stampa specializzata o ai siti internet di settore;- ai contesti organizzativi di cui i softgunners intendono fare parte o nei quali intendono associarsi tra loro (in qualsiasi modalità prevista dalle normative vigenti in materia associazionistica);- alle compagnie assicurative.nel caso delle associazioni – qualsiasi sia la loro natura o valenza istituzionale – chi le rappresenta e ritenga utile allo sviluppo, diffusione e armonizzazione della pratica ludico/sportiva del softair un protocollo del genere che ho proposto, ne fornisce copia integrale ai propri associati e ne fa loro sottoscrivere una che deve essere conservata agli atti della propria associazione assieme alla documentazione indicata ai punti 4)- e 5)- del documento, avendo cura di esibirla ogni qual volta sia richiesto. a titolo di esempio, in occasione di incontri in ambito softairstico con soggetti non appartenenti ad alcuna, ovvero ad altra compagine associativa.sensibilizzare le compagnie assicurative richiedendo pacchetti specificamente costruiti sulla base della “definizione” di softair, producendo, se necessario, la copia della polizza contratta qui in trentino, da dove scrivo a compagnie diverse, può essere un valido strumento di armonizzazione e diffusione della pratica.questa è la base su cui ritengo sarebbe utile lavorare, implementando i summenzionati concetti, ovvero semplificandoli ove possibile.penso che la semplicità e di tali, pochi, essenziali, concetti dovrebbe richiamare l’attenzione di coloro i quali, dalla posizione che rivestono in ambito di associazioni di settore ovvero di enti di promozione sportiva, non hanno forse compreso che le cose semplici e dirette sono quelle che servono in un momento in cui tutto è confuso e inutilmente reso complicato.alcune precisazioni:- dal punto di vista prettamente “assicurativo”, la sottoscrizione della “rinuncia alla rivalsa” del soggetto che pratica il softair nei confronti del suo omologo, di fatto può servire a rendere “idonee” anche polizze assicurative non necessariamente progettate per la specifica attività del softair.il softgunner il quale, nel corso dell’incontro di softair subisca lesioni fisiche come conseguenza dell’essere stato colpito da un giocatore avversario (sempre che l’azione non sia stata volutamente lesiva…) attiverà la polizza ramo infortuni da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.il softgunner il quale nel contesto dell’incontro di soft air provocasse danni a persone diverse dai suoi omologhi impegnati nella stessa partita ovvero, al di fuori del contesto dell’incontro ludico/sportivo, agli stessi ripetuti omologhi, attiverà la polizza del ramo rct da lui stesso contratta, ovvero contratta a nome suo dall’organizzazione di cui fa parte.-l’accesso alla pratica ludico/sportiva del softair di soggetti minorenni, per quanto possa sembrare un problema spinoso, di fatto tale non è. lo può diventare, però, se affrontato in maniera sbagliata. mi spiego. preso atto che, piaccia o no, l’acquisto e impiego delle repliche asg normalmente utilizzate per la pratica ludico/sportiva del softair è possibile anche a soggetti minorenni, sarebbe bene che questi ultimi siano sensibilizzati ad utilizzare in maniera corretta e responsabile detti strumenti. impedire loro di praticare il softair è cosa controproducente non solo per i possibili effetti di ricaduta negativa sul movimento softairstico, ma anche per la necessità dello stesso di rinnovarsi affinché possa maturare e crescere, radicandosi nel contesto sociale, di fatto diluendosi in questo, e “anticipando” la maturazione -anche in soggetti non necessariamente maggiorenni- di quella “etica” sportiva di cui il nostro hobby ha bisogno.tuttavia, è chiaro che ognuno è libero di accettare o non accettare di praticare il softair con o contro giocatori minorenni.quindi, il “problema”, a mio avviso, può essere affrontato solamente e compiutamente, solo nei seguenti due modi:1)- si vieta in maniera assoluta l’accesso alle organizzazioni o alle semplici partite tra soggetti non organizzati, di giocatori minorenni. e’ una presa di posizione criticabile o condivisibile, non ha importanza. resta il fatto che in questo modo si esclude qualsiasi rischio connesso alla presenza di minorenni nel proprio ambito softairstico.2)- (che è quello che io personalmente sostengo ed applico) si permette ai giocatori minorenni, purché muniti della documentazione prevista dal “protocollo”, prima su tutto, l’autorizzazione scritta degli esercenti la potestà genitoriale a pratica ludico/sportiva del softair, di praticare l’attività, né più né meno di come la praticano i soggetti maggiorenni.i minorenni, nel caso di incidenti nel corso dell’attività softairstica, in ambito assicurativo sono "trattati" allo stesso modo dei giocatori maggiorenni.-se si infortunano, sono coperti dalla polizza “ramo infortuni” per loro contratta dagli esercenti la “potestà genitoriale” (privatamente, ovvero tramite l’organizzazione di cui fanno parte).-se producono un danno a “terzi” (alle medesime condizioni previste dal protocollo, cioè con l’esclusione dal novero di “terzi” degli altri giocatori…), sono coperti dalla polizza “ramo rct” contratta sempre con le stesse modalità.fare sottoscrivere ai soggetti aventi la “potestà genitoriale” documenti di “manleva” è controproducente perché, nel caso peggiore - cioè l’infortunio o l’incidente - viene a crearsi quella situazione di attrito che normalmente degenera in cause e contenziosi legali.non solo. la sottoscrizione di simili documenti da parte degli aventi “la potestà genitoriale” sui minori – oltre ad essere un atto di irresponsabilità vero e proprio commesso proprio dagli esercenti la potestà – non solleva il giocatore maggiorenne, ovvero il rappresentante del contesto associativo/organizzato, dalla responsabilità che gli compete per il solo fatto di avere accettato la presenza del minorenne, nonostante il documento di manleva.insomma, è bene che ognuno si assuma coscientemente la propria responsabilità. in tutti i sensi. riassumendo, se un minorenne si infortuna nel corso della partita di soft air egli è risarcito dalla polizza infortuni né più né meno del softgunner maggiorenne.se i di lui esercenti la “potestà genitoriale” non si accontentano del risarcimento previsto dai massimali della polizza (che però, vi ricordo, essi stessi hanno sottoscritto ovvero hanno autorizzato a contrarre, consapevoli dei limiti previsti – e la cosa ha la sua valenza in sede di eventuale contenzioso…), il responsabile dell’associazione non abbia timore a dichiararsi “responsabile” di quanto il minore in quel momento a lui affidato possa avere fatto o subito in termini di danni e ad attivare la propria polizza rct.l’assicurazione, in questo caso, paga surrogandosi (cioè sostituendosi in quanto responsabile in solido per contratto) all’assicurato!ma guai se l’assicurazione – o meglio, i liquidatori delle assicurazioni – vengono a sapere dell’esistenza di lettere di “manleva”.il risarcimento avverrebbe comunque ma, invece di concretizzarsi in via breve chiudendo nel più breve tempo la questione e dando la possibilità di allontanare definitivamente il minore i cui esercenti la “potestà genitoriale”, fregandosene degli atti sottoscritti in precedenza, non si siano accontentati di quanto previsto dalle coperture assicurative sottoscritte, preferendo il tornaconto economico alla sensibilizzazione sociale e sportiva del proprio figlio.in questo senso, ritengo utile suggerire – sicuramente nei contesti associativi organizzati – la nomina o designazione (anche se, di fatto, non servirebbe dato che c’è già il presidente o legale rappresentante…) di uno, o più di uno, istruttore/responsabile tecnico che accetti, cosciente di ciò che la cosa comporta, di prendersi cura degli eventuali giocatori minorenni. nella peggiore delle ipotesi, tale figura è coperta dalla propria polizza rct, meglio se integrata da specifico pacchetto assicurativo con massimali maggiorati all’occorrenza (si pensi ai maestri di sci…).
forse si potrebbe semplificare la questione assicurativa
- se chi gioca è maggiorenne ed ha polizza responsabilità capo di famiglia è assicurato se provoca un danno
- se chi gioca è minorenne e il genitore ha polizza responsabilità capo di famiglia il danno è assicurato.
- siccome però la polizza individuale potrebbe avere dei “vizi”, il gestore del gioco deve essere a sua volta assicurato per i danni cagionati dai giocatori a sé o a terzi, senza diritto di rivalsa vero l’autore del fatto la cui assicurazione non sia valida (se è valida è giusto che l’assicurazione del gestore si faccia rimborsare dalla assicurazione di chi ha fatto il danno; questo ovviamente se ciò comporta uno sconto sulla polizza del gestore!)
io, nel mio piccolo, aggiungo che avere una polizza espressamente studiata per la nostra attività, elimina i "vizi" citati dal dott. mori.
ciao grazie.
senti siccome non sono esattamente un tecnico e vorrei essere sicuro di capire, mi riesci a fare due esempio pratici per chiarirmi il concetto?
seconda cosa, tu sei riuscito a farti fare una polizza da softair, se ho ben capito, siccome si possono possedere piu polizze, credo, sarebbe bene indicare quella che hai usato tu.
cosi magari un club regolare, che ha già quindi per obbligo una sua copertura, potrebbe pensare di affiancarla a quella specifica.
spero di essermi spiegato. (è un pò contorto in effetti)
i "vizi" sono quelli che io, da sempre, sostengo essere insiti nelle polizze "generali" collegate o convenzionate da enti e associazioni che non hanno pensato di fare sottoporre alle compagnie il rischio connesso alla nostra attività.
quello che con il "protocollo" intendo proporre è una attività di sensibilizzazione da parte di voi soft gunner, nei confronti di chi, in definitiva, dovrebbe gestire i sinistri in cui, malauguratamente, potremmo incappare.
noi, qui a trento, abbiamo una polizza contratta con una compagnia che ha recepito ed accettato il rischio (quindi, niente "vizi").
chi vuole, può tranquillamente contrarre dteta polizza direttamente con questa compagnia.
ma, a mio avviso, verrebbe meno la valenza di questo "protocollo".
in sostanza suggerisco di stampare, dal link che a suo tempo avevo postato anche qui, la copia della polizza che abbiamo noi qui in trentino e che, mi risulta, è stata contratta anche da altri club di regioni vicine.
con quella, e con il presente "protocollo" andare presso la direzione o presso una agenzia principale, di una qualsiasi compagnia presente sul vostro territorio e richiedere a questa un preventivo per una polizza identica per quanto riguarda le condizioni, alla nostra.
questo sarebbe, di fatto, una applicazione pratica di questo "protocollo" che vado sostenendo.