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ak 47 he di bubblesoap
su richiesta del proprietario, ho testato e, poi, aperto per depotenziarlo, un ak 47 marui preparato high end.
l’asg mi è arrivata imballata nella scatola originale, con caricatore di serie. come mi aveva preannunziato il proprietario, la replica non sparava.
quindi, per poterla provare, ho dovuto prima estrarre il gb dal receiver (di metallo) per individuare il problema che, come mi aspettavo, era localizzato nelle due linguette di ottone su cui agisce il selector plate.
dette linguette erano state saldate tra loro, penso dal preparatore, con un unico filo di rame, verosimilmente troppo sottile rispetto alla corrente che di fatto attraversa questa delicata parte della sicura elettrica, tanto che il contatto risultava interrotto, con il filo bruciacchiato (segno di rottura per surriscaldamento).
peraltro, la scelta di unire le due linguette con un filo così sottile è incompatibile con l’uso di cavi a bassa resistenza. in sostanza, quel sottile filo, riduce l’effetto benefico dei cavi più grossi e deve sopportare tutto il carico di corrente con il rischio di rottura per surriscaldamento (come sembra essere avvenuto).
per testare la replica mentendola nelle condizioni in cui mi è stata inviata, mi sono limitato a sollevare le due linguette in modo di garantire il contatto e poter sparare. fatto ciò, ho reinserito il gb nel receiver ed ho sparato qualche colpo di prova.
la replica ha un rumore ovattato, molto piacevole all’orecchio, e, testata con pallini 0,25 marui high grade (il meglio, secondo me), al crony ha registrato letture variabili tra i 117 ed i 120 m/s, cioè circa 1,8 j di media.
ho cercato di fare dei tiri a lunga distanza, ma le condizioni meteo avverse di questi giorni, con vento continuo, mi hanno impedito di poter testare la replica alla distanza che mi ero prefissato, cioè quella dei 30 metri.
ho iniziato lo smontaggio, analizzando tutte le componenti che ci ho trovato, una ad una.
gruppo canna:
la replica monta una canna di precisione km teflonata (riconoscibile per il colore grigio topo e per la gola tornita in prossimità della volata. quest’ultima è stata svasata, verosimilmente a mano, successivamente. immagino a seguito di accorciamento. dico a mano e ipotizzo che il lavoro sia stato fatto successivamente al trattamento che la km riserva alle sue canne, perché si vede chiaramente il colore giallo dell’ottone che, di solito, nelle canne km non si nota.
sull’estremità anteriore della canna, è avvolto qualche giro di nastro teflon, chiaramente utilizzato per centrarla rispetto all’outerbarrel ed azzerare i dondolamenti.
gommino hop up e relativo pressore sono quelli standard marui. nulla di particolare.
gear box
ho svitato le viti del gear box, ricoperte con i sigilli realizzati con smalto giallo, tipici delle asg he. una delle viti di serie, come in tutte le altre asg he che ho avuto modo di esaminare in passato, viene sostituita dal preparatore, verosimilmente come ulteriore testimonianza che l’asg non venga smontata e manomessa, con una anti-intrusione, nichelata.
sul motore, è appiccicata un’etichetta che riporta la data in cui l’asg è stata modificata, oltre ad alcuni simboli tipici delle he. a proposito di marchi, nel bocchettone dove si innesta il caricatore, davanti al condotto di alimentazione dell’hop up, è incollato un pezzetto di lamierino con stampigliati i marchi he.
aperto il gb, marui standard rivestito solo all’interno di bisolfuro di molibdeno (sulla tecnica di applicazione non mi pronuncio, perché non la conosco) vi ho trovato:
- cablatura di sezione maggiorata color argento;
- terna ingranaggi rinforzati (direi systema), ricoperti da strato di bisolfuro di molibdeno e di una patina di lubrificante liquido, trasparente;
- boccole di metallo;
- cilindro standard marui
- pistone giallo ca ricoperto di bisolfuro di molibdeno;
- testa pistone he, con valvola a sfera (non so di quale versione);
- testa cilindro marui con modifica del condotto di passaggio dell’aria mediante restringimento dell’estremità anteriore e svasatura conica;
- spingipallino in plastica con o ring, con estremità anteriore modificata mediante inserimento di un anellino metallico tagliato a croce;
- molla a passo variabile, in linea con l’energia erogata.
prima di analizzare le singole componenti, devo dire che la parte elettrica del fucile si presenta ricoperta da residui carboniosi neri.
in particolare, il cuneo metallico, quello che si infila tra le linguette di ottone per la spinta del grilletto, è notevolmente corrosa e carbonizzata sul suo lato sinistro. sintomo, a mio parere, del surriscaldamento conseguente al passaggio della corrente a fronte dello sforzo, non indifferente, che il la meccanica deve sopportare per caricare la molla installata (ripeto, 117 m/s…).
1) cablatura: è composta da cavo con rivestimento al silicone, tipo piattina con cavo interno di sezione quasi doppia rispetto a quella di serie marui, il tutto a beneficio in riduzione della resistenza al passaggio della corrente. detto cavo, così viene affermato, dovrebbe essere a base di argento.
2) ingranaggi: sembrano systema. settoriale e centrale sono ricoperti di una pasta scura (direi bisolfuro) che si confonde col colore degli ingranaggi stessi. il conico, invece, è di colore più chiaro. traspare il metallo. il nottolino che trascina l’astina spingipallino, quello che sporge dal settoriale, insomma, è rivestito da un sottile strato di metallo color ottone (una specie di boccola spinata sopra). probabilmente il suo scopo è quello di ridurre l’attrito con la paletta dell’astina spingipallino o, forse, per ridurre eventuale usura della stessa;
3) le boccole sono color ottone. non sembrano del tipo commerciale (a dire il vero, non sembrano neppure di ottone, bensì di bronzo…). sono molto interferenti e precise. gli ingaggi vi ruotano senza giochi e, nonostante ciò, senza attriti rilevanti;
4) cilindro: è quello di serie marui. non presenta alcuna particolarità;
5) pistone: è un classic army giallo, rivestito completamente di bisolfuro;
6) testa pistone: è la tanto discussa testa he, che presenta fori di piccolo diametro radiali, sulla faccia anteriore, sotto la gola che ospita l’o ring, e la valvola a sfera centrale. nell’esemplare oggetto di questa scheda, la sfera è bloccata da presenza di materiale nero (probabilmente residui di lubrificante al bisolfuro) che in qualche modo ha raggiunto il condotto in cui la sfera dovrebbe muoversi;
7) la testa cilindro è la parte, a mio avviso, più significativa di tutta la preparazione. l’estremità anteriore del tubicino di ottone su cui scorre lo spingipallino è ristretta all’interno e poi resa conica all’esterno. il suo effetto dovrebbe servire ad aumentare leggermente la pressione dell’aria e, come contro altare, ridurre la rumorosità dello sparo.
8) spingipallino: è un comune spingipallino con o ring, probabilmente sistema la cui parte anteriore (normalmente caratterizzata da foro cilindrico) è stata modificata mediante inserimento di un nottolino di metallo (ottone, sembra) forato centralmente e con quattro intagli radiali fatti a mano. la croce, che richiama quella tipica degli spingipallini di serie marui, non è centrata.
9) molla: è una a passo variabile, con filo da 1,5 mm che non sembra troppo ostica alla compressione. e’ fissata al pistone mediante un particolare dado che trattiene anche la testa con valvola del pistone.