Su questo sono d'accordo con EtaBeta...e c'è già stato un caso in cui una amministrazione (non riferndosi al SA...) ha detto che, biodegradabile un rifiuto rimane sempre una cosa da rimuovere.
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Ragazzi state andando OT qui la questione non è su come considerare il bb a terra ma bb bio e non
Tra l'altro il termine biodegradabile è molto vago in quanto semplicemente definisce un prodotto che si degrada nel tempo a contatto con l'ambiente in un termine temporale anche assai lungo
Altra cosa è la compostabilità definita per legge (vedi EN 13432) che prevede 6 mesi per la disgregazione del prodotto
La questione da voi sollevata andrebbe approfondita in altro 3d andando a verificare attraverso quale normativa (se esiste) venga permessa la dispersione in ambiente, di piombo, notoriamente tossico (vedi pallini da caccia). Poichè per analogia mi stupirei di obbligo nel recupero di bb e non appunto di pallini in piombo.
Bha, a me non pare OT. Per il semplice motivo che una volta ottenuta la tanto agognata (ed auspicabile, per certi versi) certificazione, si verrebbe automaticamente sposti a determinati obblighi ed adempimenti.
Cosa che non avviene fintanto che la cosa rimane indefinita. Se tale certificazione servisse solo a soddisfare esigenze personali, nulla di male. Ma se, poi, tale certificazione venisse utilizzata per le finalità più sopra descritte (esibirle alle autorità competenti, per esempio) anche il solo solo discutere di "compostabilità" aprirebbe il problema di dove smaltire tali oggetti compostabili. La risposta è: in una discarica.
Vincenzo
[OT] Intanto un saluto al buon Zero, mi sa che ci vedremo in fiera ;) [/OT]
Allora giovani, ho trovato un cosa interessante: un bell'articolo intitolato "Operazione ambiente" pubblicato sul numero di "Armi e Tiro" del febbraio 2011 e scritto da Paolo Spaggiari (trovate qui il pdf pubblicato sul sito di ASNWG https://www.asnwgsoftair.it/file/feb...voambiente.pdf) e in cui si parla specificatamente del problema BB bio.
Ne cito un passaggio interessante, ma suggerisco di leggere tutto l'articolo:
Correggetemi se sbaglio ma queste considerazioni gettano nuova luce (io ne ero gia' convinto, si vedano i miei precedenti post) sul possibile utilizzo di quei BB che non sono al 100% costituiti da elementi naturali ma che sono in realta' realizzati in materie plastiche additivate e quindi degradabili non per l'azione batterica ma per l'azione di agenti atmosferici quali i raggi UV o acqua.Quote:
Attualmente, in alternativa alla cosiddetta bioplastica viene utilizzata plastica con un particolare additivo (Ecm, un copolimero dell’etilenvinilacetato con ingredienti attivi a base di colloidi organici) che è in grado di sviluppare il potenziale di biodegradabilità presente nelle comuni plastiche olefiniche, poliviniliche e stireniche derivate dal petrolio rendendole idonee a essere biodegradate in “Compost maturo” secondo i dettami della Direttiva europea Ce 94/62 ed En 13432.Ricerche effettuate su tali materiali hanno dimostrato che in tempi compresi tra i 12 e i 36 mesi, in particolari condizioni ambientali, essi vengono degradati per oltre il 90 per cento. Tale qualità rende conformi i prodotti alle attuali normative comunitarie. Inoltre l’additivo
e i prodotti additivati non presentano rischi tossici, metalli pesanti o altre componenti indesiderabili. Risulta evidente che la plastica additivata con Ecm rappresenta un’importante innovazione tecnologica in quanto, in aggiunta alla dimostrata eco-compatibilità, non vengono modificate minimamente le principali caratteristiche tecniche del materiale, rendendo quindi i pallini così fabbricati idonei al loro uso e rispettosi dell’ambiente.
A voi la palla, anzi il pallino :asd:
E' come per i sacchetti BIO della spesa. Sono compostabili, ma non per questo smaltibili al di fuori dei canoni di smaltimento normale (leggasi spazzatura). Così i pallini, anche se trattati con CO2, quindi disgregabili in tempi più o meno lunghi, sono rifiuti abbandonati una volta dispersi.
Un fazzoletto di carta Tempo, con tutte le sue certificazioni e con la certezza che è biodegradabile, una volta abbandonato per strada o in un bosco è un "rifiuto" e dal momento in cui acquisisce tale status, chi lo ha "disperso" è sanzionabile.
Ritornando al tema originario, le certificazioni hanno il "difetto" di determinare caratteristiche cui i prodotti debbano corrispondere per essere trattati in un certo modo, ma anche di definire tali prodotti (nel nostro caso, i pallini) aderenti a qualche criterio. Di conseguenza, anche a definire le sanzioni per chi non osserva tali criteri e le "regole" per il loro corretto smaltimento.
Lo dico ancora una volta poi chiudo se no divento noioso
Biodegradabile non vuol dire una cippa lippa poichè un prodotto biodegradabile ha solo la caratteristica di degradarsi nell'ambiente ma possono passare anche 50 anni !
Compostabile deve degradarsi in 6 mesi rilasciando C02 per cui NON dovrebbe essere messo nelle discariche ma può tranquillamente stare nel terreno
Lo dice la legge europea non zerosoft. Tanto è vero che i supermercati si stanno orientando verso imballi di questo tipo proprio per evitare le raccolte differenziate.
Se avete voglia e tempo andate a leggervi la normativa sopracitata (clic clic su google)
Zero, la normativa riguardante i rifiuti me la sono spadellata in lungo ed in largo per un caso di inquinamento di cui mi sono dovuto occupare, quindi so di cosa parlo.
Magari, fate come me: chiedetelo direttamente ad un funzionario di una Stazione Forestale cosa ne pensa al riguardo...:giggle:.
Niente di strano, che si ottengano risposte diverse.
Ciao! La normativa sulla caccia che ne limita la pratica, la rende espressamente lecita in alcuni periodi dell'anno. Considerando anche la notorietà del fatto che per cacciare si spara metallo, per il principio generale di non contraddizione dell'ordinamento giuridico e, più in particolare, per la scriminante dell'esercizio di un diritto di cui all'art. 51 del codice penale, la condotta di "abbandonare" palle sparate mentre si va a caccia non è punibile.
Sinceramente non capisco l'utilita' del discorso impostato da Etabeta (che tra l'altro ritengo OT): se, come dice lui, i bb sono e saranno sempre "rifiuti non abbandonabili" possiamo anche chiudere baracca e burattini e puo' smettere di costruire molle e vendere custom.
Se, come pensiamo in molti, cosi' non e' credo che sia decisamente meglio, in caso di incontri con la Forestale, avere a disposizione dei pezzi di carta e/o delle confezioni che attestino la bio-degradabilita'/compatibilita'/ecc ecc piuttosto che un bel nulla che lascerebbe quanto meno il dubbio nell'Autorita' che stiamo seminando volgare plastica.
Tornando IT pregherei di commentare lo stralcio di articolo che ho postato al #244 dato che mi sembra si tratti di aspetti quanto meno interessanti.
Sarebbe anche utile che la Guardia Forestale che abbiamo nello staff intervenisse per dirci come la questione viene vista dall'altra parte dello spegnifiamma.
Buona Pasqua.
Max. Per quanto riguarda molle e custom, è da un pezzo che non ne faccio più... .
L'utilità di quanto scrivo, invece, è perfettemente "IT" e mi spiego.
Certificare i pallini secondo i criteri comunitari è cosa buona e giusta. Viene fatto coi sacchetti Bio della spesa che qualsiasi catena di supermercati oggi consegna ai clienti.
Giustificarne la possibilità di "dispersione" nell'ambiente (che poi è quello che facciamo noi coi pallini...) è un'altra.
In sostanza, una volta che hai certificato che i pallini sono BIO-quelchetipare ci può stare ma non vuol dire che il loro spargimento è "giustificato" o "tollerabile" rispetto a ciò che è "smaltimento" di rifiuti.
E, di conseguenza, fornire tali documenti a chi di competenza, se da un lato è un atto di buona volontà, dall'altro avrebbe quale possibile e probabile conseguenza mettere "nero su bianco" che la pratica del soft air comprende (è ovvio, per noi, però...) il rilascio nell'ambiente di oggetti (i pallini) che sono definiti BIO secondo una normativa che si occupa di "rifiuti" e del loro "trattamento".
Il sacchetto BIO del supermercato, nonostante la sua certificazione, lo puoi usare per buttare l'umido organico nell'apposito cassonetto per i rifiuti organici. E', infatti "totalmente bio" o "bio compostabile". Ma non puoi buttarlo nel bosco, assieme al suo contenuto "organico" solo per il fatto che è BIOcompatibile o BIOcompostabile.
Occhio, quindi, a produrre certificazioni che DEFINISCONO un prodotto (il pallino) conforme a normative che si occupano di rifiuti....
Fino a che trovi il funzionario disattento, sei a posto (sono la maggioranza). Ma ci sono anche quelli più attenti.
P.S.: per quanto riguarda la caccia e la dispersione dei pallini (io sono cacciatore) Lucapissio ha reso in maniera precisa il concetto che si riassume come segue: la caccia esiste, l'Ordinamento Italiano sa cosa è e la regolamenta. Il Soft Air, per il nostro Ordinamento, esiste solo per quanto riguarda la classificazione delle repliche e non per il modo in cui si estrinseca... nell'ambiente.
Grazie Eta beta per il tuo intervento.
Perchè non apri un'altra discussione in questa sezione su questo argomento?
Le tue osservazioni sono molto interessanti meritano un topic a parte e così potresti pubblicare, se vuoi, anche i riferimenti legislativi cui fai riferimento.
Bha, perchè aprire un nuovo topic? L'argomento lo ho approfondito per un articolo in altra luogo... .
Ma lo spunto lo offre lo stesso articolo firmato per ASNWG da Paolo Spaggiari: En 13432 .
https://www.gestionale.legambiente.o...en%2013432.pdf
Cito: "La norma UNI EN 13432:2002 è una norma armonizzata, ossia è stata riportatanella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee e pertanto deve esser recepita in
Europa a livello degli Stati Membri e fornisce presunzione di conformità con la
Direttiva Europea 94/62 EC, sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio. "
Si parla sempre e comunque di "smaltimento" in condizioni "controllate". Leggasi "discariche".
Vincenzo
Scusa Etabeta ma non comprendo la ragione per la quale tu ti ostini a perseguire il solo aspetto rifiuti.
E' vero che questo potrebbe essere uno dei possibili argomenti di "attacco" alla ns attività ma non è l'unico elemento.
La valutazione relativa alla compatibilità ambientale dei ns bb va aldilà di questo mero aspetto, ritenendo tra l'altro che
risolto quanto sopra sia meno difficoltoso affrontare anche l'argomento della cosiddetta dispersione in ambiente, visto che avrei qualche dubbio a definire rifiuto il bb sparato, anche se è una mia personale visione.
Tra l'altro, sempre mia personale visione, porre eccessivamente l'accento su un argomento così delicato come quello dei rifiuti, non pensi possa essere controproducente per noi e fornisca, a chi ancora non ci ha pensato, utile elemento per impedirci di giocare o cavillare in tal senso?
Non è che mi ostino. E' che è così, punto e basta.
Ciò che intendo sottolineare è un aspetto della questione certificazioni: l'essere un "arma a doppio taglio" nel momento in cui - indicate le norme del caso... - i pallini sono definiti non più semplici palline sferiche, bensì oggetti che in virtù delle loro caratteristiche "certificate" non potranno essere dispersi liberamente nell'ambiente, bensì smaltiti in "situazioni controllate" salvo rimuoverli dai campi dopo il gioco.
Semplice, spassionato, consiglio.
Sul dato di fatto occhéi.
Sull'"arma a doppio taglio" ho le mie perplessità.
Ma comunque, sia solo per i pochi di noi che giocano in discarica dove il "rifiuto" trova cordiale e calorosa ospitalità, non sarebbe il caso di tornare in topic ovvero non "ragioni ontologiche ed implicazioni etiche dei certificati di biodegradabilità" ma "certificati di biodegradabilità".
:shocked:
M
Mannaggia al mio solito, "crudo" pragmatismo....:D
Allora, tornando IT mi permetto di suggerire che sulle etichette con certificazioni del caso che dovrebbero essere appiccicate sulle buste dei pallini, vi sia scritto anche: "Si raccomanda di non mostrare tali documenti a organi di controllo preposti alla salvaguardia dell'ambiente o ad enti, in fase di richiesta di autorizzazione per l'uso di discariche per la pratica del soft air. L'Associazione xyz...".
Bye bye
Vincenzo
:p :roftl3:
https://www.ecospheregroup.it/certificazione.html
Produttore italiano di pallini per softair che presenta una certificazione regolare di biodegradabilità.
Semi OT
Siamo a posto
Fonte: https://www.ecospheregroup.it/softair.htmlQuote:
Oggi la produzione di Ecosphere si concentra principalmente sulla produzione di BBs per il softair, disciplina elevata a sport con la denominazione di Tiro Tattico Dinamico con il riconoscimento ufficiale da parte del Coni.
Ma lol!!!
M
Non avevo nemmeno aperto la pagina che avevo già sentito puzza di brucio. Voglio dire, che senso ha pubblicare un FAC-SIMILE di una certificazione depositata? Adesso mando una mail a quelli del TUV chiedendo se quel documento è autentico.
Basta che controlli i codici sul sito della TUV...
M
Ho provato ma non trovo nulla... li hai trovati?
Cercato pure io ma nulla ma non sono molto esperto del sito TUV
Ahab
C'e', c'e' ... bisogna andare sul sito crucco: https://tuvdotcom.com/certificates/60037105?locale=de
Perfetto e grazie ^^
Ora bisogna provarli e vedere se ci sono scuri
Ahab
Sul sito ci sono solo ed esclusivamente bianchi
ho notato ora che sulle confezioni, nel retro è riportato il certificato, senza scritta fac-simile.
Li uso da parecchio oramai, e devo dire che oramai hanno soppiantato altre marche per me, sono veramente ottimi
il costo?
cliccando sul link vicino Zertifikatstyp si legge...
ma che significa?Quote:
Dichiarazione di conformità generale
Il certificato di conformità relativo ai modelli indicati nel certificato e controllato. Si certifica che il campione con le esigenze della base elencati per la valutazione (n). Il certificato non è un giudizio universalmente valido per la produzione di massa del prodotto e non ha diritto all'uso di un marchio di certificazione TUV Rheinland.
Cercando in giro li ho trovati solo in un negozio a 17€/kg ma in pacchi "strani", credo tengano fisso il n. di bb e quindi cambia il peso del pacco che comunque non e' mai da 1kg, sempre meno, se non ricordo male il massimo e' il pacco da 0,25/750gr
Il TUV analizza un campione che gli viene inviato dal produttore, ergo loro certificano il campione e non l'intera produzione.
Ma dai 17€ al kilo... ahahahahQuote:
Cercando in giro li ho trovati solo in un negozio a 17€/kg ma in pacchi "strani", credo tengano fisso il n. di bb e quindi cambia il peso del pacco che comunque non e' mai da 1kg, sempre meno, se non ricordo male il massimo e' il pacco da 0,25/750gr
cercate da armysport
Max ma è da sempre così, anche i test in normativa MIL STD prevedono il prelevamento di campione statistico su base quantitativa/qualitativa
Considera che molte analisi sono distruttive pertanto la certificazione riguarda i campioni analizzati, poi sta a te, produttore, mantenere la componentistica e lo standard di processo, altrimenti non avrebbe senso la cosa.
Segnalo inoltre che non conosco questi bb Ecosphere ma leggendo sul sito trattasi di bb realizzati in PLA identico materiale bio utilizzato da G&G per i suoi bb a prezzo decisamente inferiore
Faccio intervento a rate: un'ultima osservazione questa misteriosa Ecosphere presunta azienda italiana, si dimentica che la normativa vigente obbliga la pubblicazione del numero di PIva sul sito, cosa che non mi pare vi sia, manca inoltre, anche se non obbligatorio l'indirizzo, citando solo un generico Lissone e una foto di uno stabile che da non esperto mi pare tanto figlio dell'informatica o del foto ritocco.
Inoltre ciliegina finale tutti i certificati TUV ISO ecc riportano per esteso il nominativo dell'azienda e indirizzo operativo BOH ..... e Ri-BOH
Lo so, stavo solo spiegando a Blu-vector che si chiedeva il significato di:
Quote:
Dichiarazione di conformità generale
Il certificato di conformità relativo ai modelli indicati nel certificato e controllato. Si certifica che il campione con le esigenze della base elencati per la valutazione (n). Il certificato non è un giudizio universalmente valido per la produzione di massa del prodotto e non ha diritto all'uso di un marchio di certificazione TUV Rheinland.
La PIVA in home page e' obbligatoria come da articolo 35 - comma 1 - del DPR 633/72 e qui manca clamorosamente, in piu' l'immagine della sede di Lissone in realta' e' un rendering del Building 3 dell'Energy Park di Vimercate https://www.climaveneta.com/IT/proge...?IDS=1&id=1470M=3&id=1470
vogliamo parlare della tolleranza +/-1? :asd: (credo sia palese che si tratta di un errore di battitura, neh!)
"Questi punti sono il frutto della consultazione di siti autorevoli, la rivista Soft Air Adventures, la legislazione in materia, un Avvocato che segue questa specifica materia e il Catalogo Nazionale, presso cui si riunisce mensilmente la Commissione Consultiva per il Controllo delle Armi (contattato con l'aiuto di Airsoftnews)."
:roll:
messaggio modificato
Come in "arena" sembra che ad ogni primavera l'argomento torni di attualità come i poveri orsi che scendono a valle, avendo scoperto i "supermercati"
Gli enti certicatori attestano la conformità del prodotto testato a delle norme di riferimento, ad esempio io potrei armi certificare che i miei bb rispondono alle normative per il controllo della sfericità (ammesso esistano) ed una volta ottenuta l'approvazione mettere sulle mie confezioni "Certificato TUV" ma non ha nulla a che fare con la biocompatibilità o ancor meglio con la compostabilità
Rammento una nota produttrice di bb che mostra orgogliosa certificati di non tossicità (...e ci mancherebbe pure quello!)
Mi sa che è più facile farsi certificare dagli orsi che il miele che rubano è di fonte genuina:)