dopo il debriefing di ghigno ecco il mio combat report
mission id: torneo "alp one - operazione vallo alpino"
mission date: 16-17/05/2009
mission location: prealpi varesine
de-briefing:
un rumore.
congelamento immediato.
orecchie tese, occhi aperti: restiamo in ascolto.
due, forse 3 tango a 15 metri dalla nostra posizione, in avvicinamento. interdizione o contro?
noi sempre più bassi, sempre più invisibili: avresti voglia di scavare una buca, e nasconderti dentro. se servisse lo faresti anche con un cucchiaino [cit. pattuglia bravo two zero].
siamo in 2: b1 e b3 in recon sull'obiettivo india2. io e a1 in posizione di copertura a 200m dall'obiettivo. possiamo contare solo sulle nostre forze.
i secondi diventano minuti e i minuti ore.
10 metri!
selettore in full-auto. dito pronto a scendere sul grilletto.
5 metri!
3.................2....................1.......... .......interrompere!!!!
a1 segnala di cessare ogni attività: interdizione in passaggio. scampato pericolo.
tiriamo un sospiro di sollievo.
restiamo in attesa del rientro di b1 e b3.
sentiamo spari in lontananza.
abbiamo conferma radio che i nostri sono stati ingaggiati: ci predisponiamo in copertura verso il loro settore di rientro: due figure più veloci della luce ci corrono incontro. a gambe levate hanno evitato il peggio.
altre figure in lontana si distinguono poco chiaramente: la contro che gli da la caccia?
scappare in gruppo ci farebbe individuare troppo facilmente. allestiamo un'imboscata. nel caso la fir decidesse di rincorrerci ad ogni costo, troverà pane per i suoi denti.
10 minuti. solo qualche sparo in lontananza
20 minuti. decidiamo di ripiegare verso il prossimo obiettivo: india1
ci diamo il cambio: b1 e b3 in copertura. io e a1 recon su obj.
abbiamo 4h per effettuare spostamento e rilevamenti.
150 metri da rv con gli altri due membri. procediamo lenti ma costanti.
dietro di noi avvertiamo raffiche di mg. saranno i nostri?
sentiamo un “colpito”.
recon compromessa: dobbiamo salvare il culo ai compagni.
contatto, contatto frontale; abbatto un tango, a1 fa di meglio: ne colpisce 3.
in pochi istanti ci troviamo circondati da 7 elementi fir. cerchiamo di resistere, ma le vie di fuga
insistenti e la supremazia numerica dell'avversario forzano il destino: veniamo catturati e portati alla base indiana più vicina.
“chi siete?, da dove venite? cosa ci fate in india?” tuona la voce dell'inquisitore.
“come le ho già detto siamo mercenari della black torne. siamo stati ingaggiati per portare materiale sanitario ad un campo medico sito in pakistan. siamo stati individuati dai pakistani e siamo fuggiti verso sud” risponde a1 con voce volutamente flebile.
“non raccontare caxxate. ve lo chiederò ancora una volta: chi siete?, da dove venite? cosa ci fate in india?” incalza l'indiano.
“più di dirle ciò che le stiamo ripetendo da 30 minuti non so cosa raccontarle. l'unico elemento che posso aggiungere è che il lancio errato di tale materiale a fatto si che dovessimo spostarci nel vostro territorio per il suo recupero” insiste a1 nella sua veste di povero prigioniero innocente.
non avendo elementi per trattenerci oltre, e non rappresentando una reale minaccia veniamo presi e portarti al confine pakistano con l'ordine restrittivo di non tornare, pena la morte.
l'ora è tarda.
dobbiamo portarci velocemente a nord per trovare un posto sicuro dove passare la notte.
la stanchezza però si fa sentire.
dobbiamo fermarci.
un ora di riposo e poi di nuovo in marcia,
riprendiamo quando le ultime luci lambisco questa parte di mondo così lontana da casa.
siamo costretti a muoverci nella penombra e dopo un ora nell'oscurità più assoluta.
con fatica raggiungiamo il rv7. decidiamo di proseguire: dobbiamo avvicinarci il più possibile al rv 10.
passiamo rv 8 e siamo a 100m da rv9.
la concentrazione sta calando vertiginosamente e andiamo avanti per inerzia.
“fermi, fermi, fermi. fate silenzio”. a1, data l'impossibilità di comunicare a gesti si sforza per farci giungere il messaggio senza avvertire la contro della nostra presenza.
due luci si intravedono tra la fitta vegetazione.
si avvicinano: ci avranno individuati? saranno dotati di nv?
queste domande continuano a susseguirsi nella mia mente; miei compagni sono a pochi metri da me: non li vedo, ma ne percepisco l'angoscia.
20 minuti di congelamento nella stessa posizione in cui ci siamo trovati al segnale di congelamento.
decidiamo che avanzare sarebbe stupido e pericoloso.
retrocediamo fino a rv8 e ci accampiamo. niente amache, troppo visibili: si dormirà per terra facendo turni da 2 ore. alle ore 0230z riprenderemo
…..........
4 ore dopo.
di nuovo in marcia nell'oscurità: puntiamo verso nord.
affianchiamo il villaggio olandese e 2oo metri più avanti una casa che infonde in noi un senso di angoscia: sembra uscita dal peggior splatter americano di tutti i tempi,
eccoci finalmente giunti nella zona bunker.
non sarà facile trovare l'accesso. attraversiamo un paio di mulattiere a scendere.
dopo 30 minuti di ricerche troviamo un possibile punto d'inserimento. b1 e b3 fuori in copertura.
io e a1 entriamo.
odore di muffa e composti chimici si mischiano all'interno.
svolta a sinistra e poi a destra.
i nostri sospetti iniziali vengono confermati due stanze più avanti: manuali sulla creazione di armi di distruzione di massa, composti chimici ed esplosivo ci fanno capire che i pakistani non sono gente che scherza.
proseguiamo la ricerca e troviamo un bunker analogo contente altro materiale esplosivo..
conclusa la ricerca comunichiamo al hq le scoperte fatte. pronti ad esfiltrare veniamo informati di un ultima missione: raggiungere il dr simmon al campo medico da lui diretto, vestiti da falsi medici per non attirare l’attenzione pakistana.
a metà strada incontriamo l’informatore che ci fornisce i camici.
campo medico in vista.
i pakistani non ci fanno troppe storie per entrare: evidentemente si fidano ciecamente di simmon.
attendiamo la fine di una sua visita per incontrarlo.
grida, grida di dolore: simmon a terra colpito all’addome e al petto da un oggetto contundente.
è stato accoltellato.
tempo 30s e riusciamo a stabilizzare le sue condizioni, ma i pakistani già innervositi dall’accaduto e dal fatto che il medico abbia perso conoscenza ci sbattono fuori.
veniamo allontanati: 10 minuti dopo sopraggiunge un pakistano portandoci la notizia della morte del medico e una busta. egli, amico da diversi anni del medico si convince che se simmon si fidava di noi anche lui avrebbe dovuto fare altrettanto. ci consegna la busta invitandoci ad andarcene il prima possibile.
nella busta troviamo una mappa su cui è segnalata una fossa comune.
contattiamo hq fornendo le coordinate: i satelliti e predator faranno il resto.
affianchiamo paki1 in uscita; esso è segnalato come obj secondario: siamo stanchi e provati. decidiamo che per questo giro abbiamo dato davvero tutto.
esfiltriamo cercando di mantenere alta l'attenzione.
nessun tango. torniamo a casa sani e salvi.
settimane di preparazione, di prove, di sperimentazioni, di analisi per ottenere 23h30' di sudore sangue e stanchezza; 21km di saliscendi, corse, salti. il giorno dopo dolori, punture d'insetti , stanchezza.
questo non è uno sport, un passatempo o uno svago : this is passion, nothing else.