pur nel rispetto dell'opinione espressa da tutti gli intervenuti, consiglierei caldamente di rivolgersi ad un legale di fiducia per decidere il da farsi, essendo ipotizzabili sia aspetti legati all'ambito civile che a quello penale.
ciao: ciao:
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pur nel rispetto dell'opinione espressa da tutti gli intervenuti, consiglierei caldamente di rivolgersi ad un legale di fiducia per decidere il da farsi, essendo ipotizzabili sia aspetti legati all'ambito civile che a quello penale.
ciao: ciao:
quoto in toto.
non sarà sicuramente una "passeggiata di salute".
potrebbero esserci responsabilità da entrambo le parti e solo un legale può avere una visione più chiara su come potrebbero andare i fatti.
questa mattina ho trovato nella mia casella di posta questa e-mail inviata da un nostro ex-utente (etabeta) riguardo questa faccenda.
lavorando nel ramo assicurativo, mi ha chiesto di pubblicare quanto segue in quanto potrebbe essere di aiuto alla tua amica.
ho letto il post dell’utente “pasta”, in cui si scrive dell’infortunio occorso ad una ragazza che, nel corso di un incontro amichevole che ha avuto luogo a milano, ha riportato lesioni ad un occhio per essere stata colpita da un pallino sparato da una asg di un altro giocatore.
per poter dare un consiglio valido ed utile per aiutare la sfortunata giocatrice ad ottenere un risarcimento per il danno patito, sarebbe utile sapere in che contesto è avvenuto il sinistro.
in particolare, sarebbe utile sapere se il fatto è avvenuto in un ambiente “organizzato”, cioè promosso da una asd o altro tipo di associazione, ovvero al di fuori di un’organizzazione associativa (cosa, comunque, legittima…) nonché la convenzione assicurativa (se si tratta di associazione affilata ad un ente di promozione sportiva).
e’ importante conoscere questi dati poiché secondo quale è l’ente di affiliazione della associazione, può corrispondere una diversa operatività della polizza assicurativa convenzionata.
per il momento le polizze assicurative convenzionate con enti che promuovono il soft air, di fatto non contemplano il rischio “soft air” nella sua essenza (asg equivale a strumento funzionale a colpire con pallino l’avversario).
addirittura, ci sono polizze (vedasi quella proposta da csain) che nel contratto escludono attività sportive che prevedono l’impiego di strumenti atti a colpire l’avversario, sia per quanto riguarda l’operatività della infortuni che per quanto riguarda la rc (responsabilità civile).
dalla lettura dello stesso post, pare di capire che la ragazza fosse una giocatrice occasionale cui era stato “affittato” del materiale per giocare a soft air. il mero atto di “affittare” del materiale, da solo non basta a garantire una eventuale copertura assicurativa!
in ogni caso, la “denuncia” (parola abusata dai soft gunner) è meglio evitarla perché renderebbe più tortuoso ottenere un rimborso economico del sinistro.
se pasta vuole farmi avere in via privata una descrizione più precisa delle circostanze in cui il sinistro ha avuto luogo, posso dare qualche consiglio su come muoversi
etabeta
ragazzi grazie mille siete sempre disponibili, raccoglierò informazioni più dettagliate e le riporterò.
devo essere sincero: non ho letto tutte le risposte e, quindi, magari ripeterò ciò che qualcun altro ha scritto...ma penso che sia bene che anche io esprima il mio parere.
non mi piace che passi il concetto che ogni giocatore venga considerato "terzo" in quanto, provenendo dalla arti marziali, so bene cosa possa implicare tale atteggiamento.
infatti ho subito due fratture e ne ho causate almeno tre.
non mi sono mai sognato di chiedere dei risarcimenti ne lo hanno fatto coloro che hanno subito fratture da me.
ma le arti marziali sono sport nei quali viene espressamente riconosciuto l'atto volontario del colpire un avversario.
un pugile non chiederebbe mai un risarcimento per un danno subito durante un combattimento. a meno che questo danno venisse causato da un atto riconosciuto come irregolare.
ma le arti marziali hanno un regolamento, una "campo di gioco" e una finalità riconosciuta, condivisa e verificabile in ogni momento.
così non è nel sa...non abbiamo un regolamento condiviso da tutte le associazioni, non abbiamo la possibilità di "omologare" campi e attrezzi ed, infine, non abbiamo la possibilità di istituire una "vigilanza" perchè, non essendoci unan definizione univoca e condivisa da tutti i praticanti del sa non vi è neppure una globale accettazione delle regole
forse perchè manca una federazione unica o forse perchè è uno sport veramente troppo vario e difficile da "definire" che la strada da percorrere sarà ancora lunga.
pertanto ci dovremo abituare a richieste di danni tra giocatori.
solo un giudice potrà stabilire, in base agli elementi in suo possesso quali siano le eventuali responsabilità.
chiarito questo aspetto bisogna capire come tutelarci, non dalle eventuali conseguenza penali (che si valutano in base alle condanne a reclusione che vengono, solitamente, convertite in pene pecuniarie) ma dalle "pericolosissime" condanne civili che comportanto risarcimenti spesso elevati.
anche in questo caso, non essndoci una "giurisprudenza" regressa e condivisa sul sa ogni procedimento civile può essere diferente dall'altro e l'esito incerto.
la nostra unica difesa è avere una adeguata copertura assicurative.
attualmente le coperture assicurative proposte dagli enti di promozione sportiva sono carenti per massimali e per la definizionw stessa.
infatti, come è già stato chiarito da me, con un premio basso (e tale è il premio proposto dagli enti) si avranno coperture basse non sufficienti a soddisfare la controparte che pretenderà da noi la differenza tra l'importo stabilito dal giudice per il danno subito e la parte garantita dalla assicurazione. e qui possono essere dolori.
ritengo, pertanto, insufficiente per "quantità" del massimale la copertura grantita dagli enti e carente per definizione la individuazione del rischio.
infatti in nessuna polizza degli enti da me visionata si fa espresso riferimento al sa con la accurata descrizione della attività specifica del sa con conseguente corretta definizione senza lasciare spazio a fraintendimenti o possibili interpretazioni.
sono fermamente convinto che sia necessaria una copertura assicurativa integrativa nella quale la definizionde del rischio sia la più accurata possibile e nella quale sia ben definita la volontarietà del colpire l'avversario con il pallino e che ne consegua la presa di atto del giocatore che tle atto è alla base del sa. inoltre, reputo necessario che in tale descrizione si chiarsica che il nostro gioco si pratica ogni tempo e con ogni condizione di luce.
mi rifaccio al post di pasta per dire:
sono allibito! e' la prima volta che leggo di un incidente con data e luogo. una ragazza ha praticamente perso un occhio e il gruppo presso cui giocava ha fatto "spallucce" cavandosela con un "dovevi tenere su la maschera"?
questa è la cosa peggiore che potrebbe succedere. faccio i migliori auguri di guarigione alla tua amica, ma basta un servizio su un giornale per una cosa del genere, per far partire una crociata anti-softair. mi auguro che il club si attivi al piu presto per risolvere la situazione.
insisto che non abbiamo ne informazioni ne titolo per esprimerci sul caso specifico.
trovo corretta la premura di chi sollecita interventi perché casi come questo siano presi di stimolo per affrontare le eventuali lacune ancora presenti nella gestione del nostro gioco.
ciao: ciao:
bhe una campagna mediatica, che poi si risolverebbe sempre negativamente per il movimento del softair italiano, non credo serva a molto io sto raccogliendo più info possibili per aiutare un po lei a muoversi nella direzione corretta. appena ho maggiori dettagli li posto immediatamente.
appunto, ora sentendo solo una delle due campane sembra non stiano facendo nulla. siamo a giovedì, dovrebbe già essere avviato il tutto.
sono interessatissimo a vedere come si svolge la cosa in pratica. cè un caso di infortunio molto grave con un provante (una delle condizioni peggiori credo), ora vediamo se tutte le ipotesi e gli "...e se.." sulle assicurazioni sono valide.
ti prego pasta, se riesci, tienici informato sia sulla soluzione assicurativa sia sulla guarigione della tua amica.! (anche senza divulgare nel pubblico il nome dei responsabili).
grazie!
edito per ghigno:
hai ragio, sentiamo solo una delle due campane e solo per interposta persona, però se non indichiamo il nome dei responsabili e lasciamo tutto in forma anonima non è scorretto credo.