Visualizzazione stampabile
-
L'ultima notte
l?ultima notte di diomede
?mormorando stremate centomila voci stanche di un coro che si perde fino al cielo. avanzava in lunga fila la marcia dei fantasmi in grigio verde, no, non è il sole che illumina gli stanchi gigli di neve sulla terra rossa, gli alpini vanno come angeli bianchi e ad ogni passo coprono una fossa?.questa la melodia che cullava il mio sonno. d?apprima vidi le fredde campagne della russia correre nella direzione opposta nella quale viaggiava il treno, poi gli eroici alpini morire nelle lande desolate, cadere come petali di un fiore che stranamente non appariva appassito, ma verde e nel periodo di maggior splendore. perdere la vita a migliaia di km dalla propria casa deve esser terribile, ma la morte non bada a queste cose, non c?è distanza, non c?è distinzione di razza o di età, passa con la falce in spalla mietendo i rigogliosi campi di guerra, sui quali ora sbocciano fiori che un tempo stillavano lacrime tingendo di un rosso vermiglio la neve. il velo calato sugli occhi da morfeo fu squarciato da un boato, destatomi di soprassalto cercai di distinguere se reale o provocato dall?infrangersi dell?eco dei sogni con la realtà. ci volle qualche minuto per mettere a fuoco l?ambiente circostante e ricordare dove mi trovassi, nonostante la temperatura fuori della tenda fosse sotto lo zero, ero madido di sudore, l?orologio segnava le tre e quindici. tra un quarto d?ora avrei dovuto dare il cambio alla sentinella che sorvegliava il lato nord del campo. la collina sulla quale eravamo attestati dalla neve era interamente ammantata, avevamo passato la giornata a scavare trincee e camminatoi in attesa del nemico, che stranamente non accennava ad attaccare; protagonisti incontrastati di quello scenario degno del romanzo di dino buzzati ? il deserto dei tartari? erano il gelo e la struggente attesa. il combat sarebbe terminato alle ore sette, poche ore ci separavano dalla vittoria ed il fato, fin ora, sembrava favorirci mostrando il lato benevolo del volto. la neve cadeva leggera e nel bosco che circondava l?area regnava un gran silenzio, il lato est ed ovest del campo erano delimitati da una parete verticale di roccia, non prevedevamo perciò un attacco da li. uscii dalla tenda in direzione del posto di guardia, oltrepassai il pezzo d?artiglieria che avevamo il compito di difendere, osservando divertito piccole stalattiti scintillanti pendere dalla tonda bocca, ai piedi troneggiava guardinga la minimi (armamento pesante), predisposta come ultima risorsa nel caso il nemico si fosse avvicinato troppo all?obiettivo. una volta da drosi per il cambio, mi confermò che del nemico non vi era traccia e fino a quel momento, tranne qualche rumore proveniente dal bosco presumibilmente provocato da animali selvatici, il turno di guardia era trascorso in maniera tranquilla e sognava un caldo letto dove coricarsi. dividemmo una razione di cordiale, assaporando un fuggevole attimo di tepore sentendolo scendere giù per la gola. ipotizzammo che a causa della bassa temperatura, le asg non avrebbero funzionato correttamente e che l?avanzata del nemico con ogni probabilità fosse stata fermata dall?avamposto ubicato poco più a valle difeso dalla 73°divisione draghi di toscana s.a.t., i quali avevano il compito di proteggere il secondo pezzo d?artiglieria ad ogni costo, quando un fruscio proveniente dal fondo della collina destò la nostra attenzione. osservando meglio vedemmo puntini rossi disposti in ordine sparso ondeggiare ripetutamente da destra verso sinistra, valutammo che non fosse il periodo adatto per le lucciole. rimanemmo in silenzio, pronti a dare l?allarme al resto della squadra immersa in un profondo sonno. gli strani puntini rossi proporzionalmente alla velocità di avvicinamento sembravano aumentare di numero, non potevano essere gli avversari visto che avevamo minato l?intera area con volumetriche ed il loro stridere avrebbe dovuto già da tempo rompere la quiete della notte che sembrava galoppare a larghe falcate verso l?approssimarsi dell?alba; togliemmo la sicura alle asg puntandole verso l?oscurità che, bramosa, sembrava ingoiare la luce proiettata dal faro acceso prudentemente da drosi per scandagliare l?area. un tonfo secco seguito da un grido mi destò dal torpore in cui stavo cadendo a causa del gelo, drosi era stato centrato in piena fronte da un bb sparato da uno sniper, serrai le ginocchia al petto cercando di mantenere un briciolo di razionalità osservando il mio compagno borbottare qualcosa di incomprensibile accasciandosi a terra. ?medicoooo!!!? esclamai. ebbi risposta solo dall?eco che udii svanire pian piano? non nego che un senso di smarrimento mi pervase, gli avversari potevano essere ovunque. ?allarme!! campo sotto attacco! mandatemi un medico!!!? urlai con tutto il fiato a disposizione, le parole sembravano gelarsi e cadere ad un metro di distanza cedendo il passo alla nebbiolina diafana generata dal caldo respiro, quando la situazione mi parve chiara. eravamo assediati e quegli strani puntini rossi non erano altro che sensori di visori notturni ed a causa della bassa temperatura, le volumetriche piazzate non si erano attivate. senza esporre il corpo rimanendo in copertura, aprii il fuoco alla cieca, dovevo temporeggiare e ritardare l?avanzata del nemico, ?allarme?.aiuto!. dove erano finiti i miei compagni? perché non accorrevano? ?medicooo!!!? sparai altre raffiche nella direzione in cui presumevo fossero gli assalitori, non ebbi alcun cenno in risposta? che avessero cambiato posizione? non potevo lasciare il mio compagno li e, secondo il regolamento, il medico avrebbe potuto rimetterlo in sesto solo una volta purchè rimanesse a terra e non si muovesse per raggiungerlo. al diavolo!!!, presi il faro abbandonato da drosi, che nel frattempo tremava come una foglia in balia del vento, conficcandolo nella neve ed accendendolo con cautela?.come se avessi tagliato il filo sbagliato di un ordigno, un rombo proveniente dal nulla mi investì frantumando il ghiaccio tutt?intorno sparpagliandolo ovunque, centinaia di bb furono scagliati passando ad un palmo dalle nostre teste, fendendo orizzontalmente la neve che silente cadeva, infrangendola a tal punto che sembrava non nevicasse li. il faro andò in mille pezzi, provai a rispondere al fuoco alla meglio ?rinforziii!!!? urlai con le ultime riserve di voce. i colpi nel caricatore erano esauriti? disperato provai a sparare con la desert eagle per temporeggiare, ma il freddo l?aveva messa fuori uso probabilmente gelando il gas all?interno del serbatoio, premetti a fondo il grilletto dell?asg sparando a vuoto per creare più rumore possibile, ma presto gli avversari, non vedendo arrivare bb nella loro direzione si sarebbero accorti che si trattava solo di un diversivo. con gli arti semicongelati, esausto mi sdraiai a terra attendendo la fine, avrei voluto assumere le sembianze di un anonimo cristallo di neve che con la sua leggiadria sparisce fondendosi con i suoi fratelli non appena toccato terra. diversi traccianti furono lanciati sul terreno innevato?.era finita?. a breve avrebbero fatto irruzione nel campo che appariva maledettamente deserto! non poteva essere questa la fine del torneo?.o forse si. maledizione! afferrai drosi per i polsi trascinandolo il più lontano possibile in direzione delle tende ansimando pesantemente per lo sforzo?medicooo! i bb sibilavano come saette. ?medico in movimento!? udii alle mie spalle. charlie accorse legando una benda al braccio del ferito per segnalare che era stato curato, ci gettammo a capofitto dietro i sacchi di iuta disposti tutt?intorno al pezzo di artiglieria da difendere, charlie rispose alla meglio al fuoco del nemico che avanzava inarrestabile. ci spiegò che il resto della squadra era impegnato sul fronte sud e che gli avversari non solo avevano annientato la postazione della 73°divisione draghi di toscana s.a.t. e preso il pezzo di artiglieria, ma con un attacco congiunto, maledettamente ben congegnato, assediavano il nostro accampamento sia sul versante nord che sud. vidi indietreggiare i nostri dal fronte sud ? fare cerchio! non disperdetevi riordino al cannone!? urlò barak. charlie teneva a bada a stento il versante opposto? ricaricate parzialmente le asg con drosi, facemmo fuoco di copertura per permettere ai nostri di ripiegare. saigon e barak furono i primi ad arrivare catapultandosi oltre i sacchi di iuta seguiti da ser, solid?.dov?è virus? lo vidi correre disperato verso la nostra direzione. copertura!!! aprimmo il fuoco nel tentativo di arrestare l?avanzata degli assalitori che lo incalzavano. colpito!!!! virus era a terra. barak e ser sostenevano un cruentissimo ingaggio sul lato nord dove charlie stava per essere sopraffatto, solid freneticamente riempiva i caricatori vuoti passandoli ai compagni, ma non era abbastanza e nonostante tutto l?impegno ed il supporto della minimi, avevamo bisogno di un maggior volume di fuoco. mi lanciai in una folle corsa per recuperare virus e trasportarlo dal medico?avrei dovuto lasciare più spazio alla razionalità, non feci più di cinque metri che fui centrato in pieno petto da una raffica, eravamo accerchiati e presto le munizioni sarebbero esaurite. l?aurora puntuale spalancò i suoi battenti purpurei, la visibilità aumentò notevolmente rivelando decine di sagome striscianti avvicinarsi, coperte dal fuoco dei compagni asserragliati nelle stesse trincee scavate faticosamente per contrastare quella che un tempo appariva come un?improbabile avanzata e che l?evolversi degli eventi stava trasformando in certezza e totale disfatta. dove avevamo sbagliato? non c?era tempo di pensare. nonostante la superiorità numerica, gli avversari a stento avanzavano ed eroicamente i miei compagni difendevano la postazione, la minimi emetteva un suono assordante che le nostre orecchie percepivano come dolce melodia, essendo una delle poche speranze a cui rimanevamo aggrappati. con virus osservavamo l?evolversi degli eventi impotenti, passati da protagonisti a spettatori in poco tempo? ?colpito!? un avversario alle nostre spalle fu colpito, solid uscì allo scoperto dirigendosi a grandi falcate verso la mia posizione sfruttando il varco appena creato schivando i bb, afferrai la sua mano in una stretta di rinnovata speranza, mi trascinò per cinque metri prima di cadere bersagliato da centinaia di colpi, nooo?come una nave senza timoniere stavamo andando alla deriva, apprezzavo lo slancio d?altruismo del mio compagno e il toccante spirito di sacrificio dimostrato. le sei e trenta! il combat volgeva al termine e saigon, ser, charlie, visibilmente stremati, non sembravano voler cedere il passo, avrebbero tenuto in scacco le squadre nemiche fino alla fine se il comandante avversario non avesse mosso con acume rivelando una grande esperienza tattica dando fondo a tutte le riserve. il fuoco dell?attacco cessò d?improvviso, ci guardammo increduli. che avessero rinunciato? cosa stava per accadere? come per sancire l?ormai prossima fine del combat, smise di nevicare. ebbi la sensazione che quella calma apparente non fosse altro che la quiete prima della tempesta e non sbagliai? oraaa!!! riecheggiò nell?aria frizzante del mattino, era il segnale della carica. simultaneamente dal versante nord e sud avanzarono correndo verso il pezzo d?artiglieria decine e decine di uomini, le prime file furono abbattute, ma ne sopraggiunsero altre che superando i caduti si avvicinavano sempre più. gli avversari che mi passavano accanto stavano rischiando molto, ma evidentemente davano piena ed incondizionata fiducia al loro comandante, alcuni non percorrevano più di dieci metri, vidi il loro medico strisciare tra le fila dei primi caduti curandoli, permettendo così di continuare l?avanzata, ?sistema ingegnoso!,? notai? ?colpito! medicooo!? urlò saigon, charlie non fece in tempo a voltarsi che fu raggiunto da una raffica in piena schiena. ser ormai circondato, provò a togliere la sicura ad una granata, ma fu centrato da un cecchino che fino a quel momento apparentemente non aveva partecipato all?azione rimanendo in disparte tra le tende del campo a pattugliare con l?ottica, in attesa del momento propizio. il combat era perduto ed il sollievo di non essere più a contatto con la gelida neve non eguagliava l?amarezza per essere stati sconfitti.
onore al nemico che sprezzante del pericolo si era lanciato in quell?ardua carica. mi complimentai con il comandante avversario per l?ottima tattica usata e per la freddezza con la quale aveva condotto l?azione appena conclusasi. nel softair come in ogni altra disciplina, solo la costanza e l?impegno generano l?esperienza necessaria e questo comandante ne aveva da vendere. ogni combat arricchisce ed avverti come un fratello il compagno di squadra, dimenticando disparità e contrasti che in campo svaniscono, cedendo il passo allo spirito di corpo e la collaborazione. questo è il softair, così intendiamo la guerra.
diomede
https://bandofbrotherssoftair.interfree.it
-
nottataccia eh ???? mangiato pesante ieri sera??? :d
-
mica male, diomede... ben scritto!
-
cacchio diomede , come scrivi tu ..... come sempre i miei complimenti :wink2:
-
ora vado di fretta lo leggo stasera!
-
grazie tatano speravo ti piacesse.... comunque avevo mangiato pesante.si vede? :d :d :d
-
bravo diomede. però per quei 100 sesterzi..per farmi fare l'eroe??soprattutto ke nn muore..??? a piatteli ha fatto subito..... però pure questa volta niente anzi sparisco nel nulla...
:( :( :cry3: :cry3: :cry2:
guarda ke chiamo i carabinieri...te li faccio venire a casa...toc toc "carramba ke sorpresa!"
:grins: :grins: :grins: :intrigo: :intrigo:
-
non rivelare i retroscena, la prossima volta ti darò 200€ :d :d :d :d :d :d
-
Quote:
Originariamente inviata da diomede
grazie tatano speravo ti piacesse.... comunque avevo mangiato pesante.si vede? :d :d :d
leggo sempre mooooolto volentieri i tuoi scritti , riesci a farmi immedesimare alla grande . :d
-
spero di terminare presto il libro. :d