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Tolio Marui Scar light S&R

Lo F.N. MK16 mod 0 Scar Light è l’ultimo nato della serie TOKIOMARUI Shock & Recoil Engine, e come i fratelli S&RE, al movimento del finto otturatore e annessa leva di armento, aggiunge il rinculo generato da una massa battente situata sopra la gearbox analogamente ai modelli g36 e ak74.
Il gearbox non è infatti quella della famiglia sopmod/socom/recce /cqbr ma è una rivisitazione della prima versione ak modificata con l’inserimento del dispositivo di blocco a fine colpi caratteristica esclusiva dei modelli colt.
In catalogo è inserita anche la versione black (lo conferma l’elenco dei pezzi elencati nelle istruzioni in cui ci sono riferimenti numerici in FDE o black) e una versione con canna corta denominata CQC.
La confezione è classica di questa serie, asg, caricatore rigorosamente monofilare, sacchetto di bb bianchi, libretto istruzioni, chiavetta di regolazione tacca di mira anteriore.
Appena imbracciata questa asg, con batteria e caricatore appare ben bilanciata, comoda da imbracciare, maggiormente intuitiva ed egonomica: sensazioni soggettive di un giocatore che ha praticamente sempre e solo utilizzato colt m4-16 in 17 anni di softair.
In particolare il selettore ambidestro si è rivelato una piacevole novità. scatta in selezione senza impuntamenti e rimane in posizione senza giochi.
Tutta l’asg si dimostra solida, senza scricchiolii o movimenti in torsione, merito di un upper monolitico ben ancorato alle altre parti.
I loghi ci sono, sembrano ben riprodotti e il colore dei receiver a detta di chi se ne intende sono fedeli all’originale. Marui per replicare lo scar ha lavorato su un esemplare vero, se la precisione nipponica non è stata influenzata dall’intrapredenza smodata cinese il risultato dovrebbe essere veritiero.
Come detto io non ci capisco nulla di scar, ma avrei preferito qualcosa di inciso.
Come per il selettore anche il tasto di sgancio del caricatore è funzionale ed ambidestro, intuitivo è un aggettivo ricorrente.
Il boltcatch funziona in maniera egregia, scatta in maniera decisa rispetto ai colt e richiede un pressione leggermente maggiore.
Impugnando il lower con la mano sinistra il bolt si raggiunge agevolmente con il pollice, come nel colt.
Il caricatore in dotazione è lo stesso della serie colt, un monofilare in FDE con possibilità di regolazione da 30 o 82 bb.
Si innesta con precisione nel lower, il magazine catch scatta senza esitazione. Premendolo il caricatore si sfila senza problemi, se si dà un leggero colpo di polso l’estrazione diventa fulminea senza impegnare la mano.
Una volta bloccato, il mag non ha gioco.
La tacca di mira è veramente ben realizzata, abbattibile sollevando verso l’alto il pernetto sporgente, rimane in posizione senza avere il minimo gioco.
Il recupero gas è un opera d’arte come tutto l’upper, realizzato in alluminio lavorato dal pieno in CNC, magistralmente verniciato anche se dubito che questa resisterà intonsa all’installazione di dot ottiche e amennicoli vari.
La leva di armento è montata a sinistra, vederla in movimento durante il tiro è un bello spettacolo, visione negata sui modelli ak (a meno di non essere mancini) sullo scar è ambidestra. La marui ha previsto il posizionamento anche a destra, basta dotarsi di cacciavite a croce.
Se siete abituati agli ak o agli m14, tirando la leva rimarrete basiti per la leggerezza; il materiale utilizzato (plastica) ha ragioni funzionali: i pesi in movimento devono essere ridotti al minimo per permettere quella roba erotica che è lo scarrellamento molto evidente di questa replica.
Ora alla marui devono lavorare sull’m14!!!!
Ma c’è qualcosa in questo scar che non è fatto bene?
Giudicate la finitura del ponticello grilletto, solidale al lower.
Ma è davvero l’unico neo che ho riscontrato in questa fase preliminare.
Il calcio è nuovamente un espressione del maniacale lavoro giapponese replica della raffinata piattaforma FN. Si apre e si chiude con precisione, senza dondolamenti o giochi anche minimi. Il perno in acciaio e la minuscola rondella sempre in acciaio conferiscono rigidità anche a calcio ripiegato.
Il passaggio dei cavi non infastidisce nè ostacola il movimento apri-chiudi.
Il calcio si può estendere senza problematiche in sei posizioni, anche in collassamento con batteria inserita non ci sono forzature, nessun rischio di schacciarla: il vano interno è sì piccolo, ma non ha spazi in comune con le altre componenti.
Si può maltrattarlo senza pensieri di rovinare le delicate LiPo.

Come si può notare, marui ha montato anche un dispositivo che mantiene ferma la batteria per evitare che quest’ultima si muova nel vano.

Il vano interno ospita non più di una batteria mini o l’equivalente dimensionale LiPo: il gancetto ripiegabile mantiene ferma la batteria nell’alloggiamento.
Infine due solidi anelli ancorati all’upper forniscono sede di aggancio alle cinghie.

La prima vera novità evidente si trova in fondo alla grip, comune alla serie colt.

Il fondello è stato ridisegnato, più simile alla controparte reale.
Questo particolare mi aveva fatto sperare su una dotazione di un nuovo motore, magari meno “bevitore di corrente” del Eg1000 marui oramai datato seppur sempre valido.
Non ho ancora fatto le misurazioni sull’assorbimento, ma sui colt l’Eg1000 assorbe più di 15V, mentre l’hightorque cinese montato sul Socom clone Army ne assorve solo 12V.
SMONTAGGIO
Iniziamo: estratta la grip spunta un Eg1000 standard senza un filo di grasso sul pignone, ciò nonostante il suono emesso da questa asg è udibile solo su custom raffinati dotati di teste silenziate e ingranaggi di altissima qualità.
Rimosse le altre 2 viti interne, la grip si separa dal lower receiver in plastica.
Rimuovere il magazione catch svitando la minuscola brugola
Si continua estraendo tutte le brugole presenti sull’upper receiver, tutte tranne le 2 in cui la chiave a brugola da 10 non entra, ovvero quelle ai lati della marcatura MK16 MOD 0: sono solidali all’upper e hanno funzioni solo estetiche.
Ricordatevi della brugola presente sotto la tacca mira posteriore
Via il perno di fermo anteriore, serve una certa pressione, aiutatevi con un cacciaspine.
E ora si può sfilare prima canna con tutto il blocco hop up e l’upper receiver: entranbe vengono via con click e clack rassicuranti, senza impuntamenti.
Rimuovere anche le brugole presenti sul fondello dell’ upper, ben visibili una volta ripegato il calcio. Tolte queste, il calcio si potrà separare dal corpo dell’asg

I connettori vanno sfilati, non ci sono pericoli di confondere la polarità in fase di rimontaggio perchè pur essendo i cavi entrambi neri, i connettori sono maschi-femmina invertiti

Separato l’upper receiver si può estrarre il gearbox dal lower receiver, operazione molto più semplice rispetto alla serie colt perchè tutto il sistema di leveraggi selettore è sì parte integrante del lower, ma si sfila senza problemi.
Notate il sistema selettore ambidestro a doppia cremagliera e il boltcatch, diverso da quello installato sui colt.

Il gearbox è esclusivo, integra canna-hopup, sistema scarrellamento e sistema di percussione a massa battente in un unico blocco.

Qui le componenti principali separate dal corpo del gearbox.

MECCANICA

Passiamo all’apertura del gearbox. Come già accennato in precedenza è esclusivo per lo scar, pur avendo mutuato dalle serie precedenti numerosi particolari e soluzioni tecniche.

Gli ingranaggi sono gli stessi della serie colt, idem per gruppo aria, asta spingipallino, spingipallino, gruppo contatti e dispositivo blocco di fine colpi.

Il pistone ha uno scasso che lo differenzia dalle serie precedente. nell’eventualità lo sii debba sostituire si può usare l’halfteeth marui praticando mediante incisione la finestra che vedete in foto.

Considerazioni personali: a parte la grande precisione di accoppiamenti determinante per un funzionamento da orologio svizzero proprio di questa replica, le componenti meccaniche non sono rinforzate: ingranaggi in zama, boccole in teflon nero, testa non antivuoto, molla morbidona ancorata al pistone con blocchetto in zama. la filosofia costruttiva marui è stata oggetto di forti critiche negli anni, ma negli anni ha conquistato una fama che nessuna altra casa costruttrice detetiene in fatto di affidabilità.
Quel che vedete in foto è una replica che ha circa 8000 bb sparati senza il minimo problema! la meccanica non ha nessun segno di usura con una potenza di 0,9 joule!

UPGRADE E TUNING

L’upgrade prevede la sostituzione delle boccole originali con elementi in acciaio, testa antivuoto in plastica non cuscinettata, guidamolla in metallo cuscinettato VR3, lucidatura generale delle sedi scorrimento con pasta lucidante e stesso trattamento con spazzola su tutti gli ingranaggi.

Le guide del pistone presentano delle piccole bave di fusione, si eliminano facilmente con della carta seppia, qui vedete il risultato della lucidatura sul guscio di destra raffrontato al guscio sinistro non ancora lavorato.

Gli ingranaggi dopo la lucidaura, notate il posizionamento degli spessori sull’ingranaggio centrale: le boccole in metallo sono risultate più sottili delle originali.
Gli spessori sul lato sinistro dell’ingranaggio centrale potrebbero essere fonte di attrito per sfregamento sul conico quindi si rende necessario tenerli più bassi possibile, questo perchè le boccole in metallo sono risultate più sottili delle originali in teflon.

Il guidamolla cuscinettato per gearbox 3° generazione. Si rende necessario allargare il foro posteriore del gearbox per fissare il guidamolla con una brugola maggiorata.

Si dovrà allargare sia il foro sul fondello che l’alloggiamento della brugola maggiorata nel calcio ribaltabile.

Tutti i pezzi prima della chiusura del gearbox, molla marui originale già stressata

UPGRADE ESTETICO

Ho terminato il lavoro dotando l’MK16 con ottica Elkan Specter DR replica e grip magpul AFV replica e PEQ15 element replica.

Installata batteria LiPo 1300 7,4 12C usata per circa 14 caricatori sparati 2 domeniche fà. Il rof rimane costante ilchè significa che la meccanica gira fluida e senza stress con una potenza di 0,9 Joule fissi!
Onestamente anche troppo veloce per i miei gusti.

Testi e foto di Ramke-sswg

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